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News dal CST

data centerSu Agenda Digitale è stato pubblicato l’approfondimento Poli strategici nazionali e datacenter, la Fase 3 di Agid: il punto, a firma di Cristiano Ornaghi.

La circolare AGID del 14 giugno “censimento del patrimonio delle PA e classificazione delle infrastrutture idonee all’uso da parte dei Poli Strategici Nazionali” sancisce l’inizio della terza fase di rilevamento indicando che le amministrazioni sono tenute a trasmettere il Questionario entro 45 giorni solari dal 15 luglio.

Sta procedendo il processo di razionalizzazione dei data center pubblici e formazione dei Poli strategici nazionali avviato da Agid nell’ottica di un profondo cambiamento e ottimizzazione delle infrastrutture, oltre che della spesa pubblica. L’Agenzia ha pubblicato sul suo sito nei giorni scorsi la “procedura per la verifica dell’idoneità di una infrastruttura all’utilizzo da parte di Poli Strategici Nazionali”, dando il via alla terza fase del censimento del patrimonio ICT delle Pubbliche Amministrazioni.

Le prime 2 fasi del censimento

Il processo di censimento è stato fin da subito caratterizzato da 2 fasi ben distinte che hanno avuto inizio nel 2017 con la pubblicazione da parte dell’Agenzia per l’Italia Digitale della circolare n 5 del 30 novembre 2017 – censimento del Patrimonio ICT delle Amministrazioni e qualificazione dei Poli Strategici Nazionali, volta ad effettuare una prima analisi e classificazione dei Data Center in uno scenario nazionale di elevata complessità dovuta all’estrema frammentazione delle infrastrutture fisiche, alla scarsità di centralizzazione delle informazioni e alla mancanza di iniziative similari di riferimento.

La finalità di questo censimento era l’individuazione delle infrastrutture candidate a ricoprire il ruolo di PSN (Poli Strategici Nazionali) o classificabili nelle categorie:

  • nel Gruppo A rientreranno le amministrazioni che dispongono di data center di qualità intermedia;
  • nel Gruppo B rientreranno le amministrazioni con infrastrutture carenti;
  • nella categoria candidabile a Polo strategico nazionale (PSN) saranno inseriti i soggetti con data center caratterizzati da elevati standard di qualità.

La prima Fase del censimento svoltasi nel periodo tra dicembre tra dicembre 2017 e febbraio 2018 era finalizzata al censimento delle infrastrutture ICT in dotazione alle Regioni, Città Metropolitane, Società in-house

Il 23 aprile 2018 è poi iniziata la seconda fase del Censimento del Patrimonio ICT della PA, il cui termine per completare il censimento era fissato per 6 giugno 2018; tale termine è stato poi differito e prorogato al 20 giugno 2018. A questa seconda fase sono “state chiamate” a censire le proprie infrastrutture fisiche – così come definite nella Circolare AgID n. 05/2017- tutte le Amministrazioni Pubbliche, con l’esclusione delle Amministrazioni già censite nella prima fase.

La seconda fase conclusasi il 20 giugno 2018, ha visto la partecipazione di:

  • 778 Amministrazioni,
  • 625 amministrazioni hanno dichiarato di possedere Data Center
  • 153 amministrazioni hanno dichiarato di non possedere oppure di avvalersi di servizi IT erogati da altri soggetti
  • 4154 applicazioni critiche

Per un totale di 927 Data Center censiti

Alla luce dell’analisi dei dati raccolti attraverso il Censimento “2017 – 2018” la nuova circolare n 1 del 14 giugno 2109, tra l’altro, dettaglia e precisa alcuni elementi della strategia di razionalizzazione dei Data Center sostituendo integralmente la Circolare n. 5 del 30 novembre 2017 – Censimento del Patrimonio ICT delle Amministrazioni e qualificazione dei Poli Strategici Nazionali, anche al fine di riunire in un unico provvedimento nell’ottica della razionalizzazione le disposizioni.

Per quanto concerne l’identificazione delle Amministrazioni tenute alla partecipazione del censimento e alla conseguente compilazione del questionario sono individuate dall’art. 2 comma 2 del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD decreto legislativo 82/2005), che fa riferimento “alle Pubbliche Amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel rispetto del riparto di competenza di cui all’articolo 117 della Costituzione, nonché le società a controllo pubblico, come definite nel decreto legislativo adottato in attuazione dell’articolo 18 delle legge n. 124 del 2015, escluse le società quotate come definite dallo stesso decreto legislativo adottato in attuazione dell’articolo 18 delle legge n. 124 del 2015”.

Entra nel vivo la Fase 3 del censimento

Entra ora nel vivo la Fase 3 del Censimento: le Amministrazioni, come previsto dalla circolare n 1 all’art 4 sono tenute a trasmettere il Questionario entro 45 giorni solari a far data del 15 luglio 2019, pertanto avranno tempo per la Compilazione del Censimento del patrimonio ICT fino al 29 Agosto 2019 alle ore 23:55

La Fase 3 del Censimento del Patrimonio ICT della PA si propone di rilevare i dati necessari per delineare il quadro informativo/statistico sulle principali installazioni informatiche a livello nazionale, regionale e locale, raccogliendo informazioni circa l’insieme delle principali componenti hardware e software in uso dalle amministrazioni pubbliche.

Come previsto dalla nuova Circolare AGID 1/2019 pubblicata in Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale 152 del 1° luglio 2019) e con riferimento ai requisiti riportati nella tabella dell’Allegato A della stessa Circolare, ogni singola infrastruttura quindi potrà essere classificata in una delle seguenti categorie:

  • Infrastrutture candidabili all’utilizzo da parte di un PSN, se soddisfa tutti i requisiti riportati nella colonna Candidabilità all’uso da PSN
  • Gruppo A, se non soddisfa tutti i requisiti riportati nella colonna Candidabilità all’uso da PSN ma soddisfa tutti i requisiti riportati nella colonna Gruppo A
  • Gruppo B, se non soddisfa i requisiti di cui alle categorie precedenti e nel caso di mancata partecipazione alla rilevazione...

 

nuovo logo pago pa

Sono disponibili le slide ( pdf SLIDE PADigitale-presentazione Area Segreteria 26-9-2019 (2.17 MB) ) dell’incontro formativo proposto lo scorso 26 settembre dall’operatore economico PADigitale agli enti aderenti al Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco sulle nuove funzionalità applicative per le procedure Urbi Smart dell’Area Segreteria – Affari generali, in materia di gestione documentale, atti amministrativi, informatizzazione dei procedimenti, contratti e trasparenza.

All’incontro hanno partecipato 16 enti aderenti al Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco.

webinarPAdigitale propone un nuovo calendario di webinar dedicati al pagoPA ( pdf Webinar PagoPAUrbiPay Riconciliazione 07 30 10 (117 KB) ).

In particolare vengono approfonditi gli aspetti relativi all'obbligo di utilizzo della piattaforma per i pagamenti verso la pubblica amministrazione dal 1° gennaio 2020 e alla riconciliazione dei pagamenti. 

Le iscrizioni si effettuano tramite la pagina "Avvisi" in home page di URBI.

informatica

Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni avranno più tempo per rispondere al monitoraggio relativo al Piano triennale informatica 2019, elaborato dal team per la trasformazione digitale nell’ambito del protocollo stipulato con il commissario per l’attuazione dell’Agenda digitale.

L’accesso al questionario sarà possibile esclusivamente attraverso il web (https://questionariotd.corteconti.it), con credenziali di accesso Spid (Sistema pubblico di identità digitale). 

A tal fine la Sezione Autonomie della Corte dei Conti ha annunciato di aver prorogato di un mese il termine, originariamente fissato al 30 settembre, entro il quale gli enti locali devono inviare alla magistratura contabile il questionario per la valutazione dello stato di attuazione del piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione. 

Pertanto ci sarà tempo fino al 30 ottobre per completare la procedura.

L’obiettivo della trasformazione digitale è quello di migliorare la qualità e la quantità dei servizi resi al cittadino.

Al momento le adesioni al questionario hanno superato il 60% delle Amministrazioni coinvolte (Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Province autonome): la proroga si stabilisce per acquisire l’adesione degli enti ancora inadempienti e per consentire a quelli già registrati di inviare il questionario in compilazione.

Il Questionario è diviso in due parti: Scheda anagrafica e Questionario di rilevamento.

Per tutte le informazioni relative al questionario e alla sua compilazione potete consultare il nostro approfondimento a questo link.

fibra otticaLunedì 14 ottobre si è tenuta la prima delle due giornate previste dal progetto del Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco per la transizione digitale e dedicate alle singole interviste con un primo di gruppo di Comuni partecipanti al progetto dopo la compilazione del questionario inviato agli enti nella fase di avvio della attività progettuali.

La seconda e ultima giornata dedicata alle interviste si terrà mercoledì 6 novembre, sempre nella sala del Consiglio della Provincia di Lecco. I Comuni verranno contattati singolarmente per definire l'agenda della giornata.

Successivamente la fase conclusiva del progetto prevede il rilascio a ciascun Comune della relazione finale descrittiva della situazione di ogni singolo ente, contenente l’indicazione dettagliata dello stato di attuazione del percorso di transizione digitale, degli obblighi normativi e delle criticità riscontrate, giuridiche, tecnologiche e organizzative.

La relazione comprende la pianificazione di dettaglio per realizzare il progetto di trasformazione digitale con l’indicazione delle proposte di intervento con la relativa priorità.

 

diritto alloblio

Con una sentenza pubblicata il 24 settembre, la Corte di Giustizia europea ha stabilito che Google non è tenuta alla rimozione globale dei contenuti in nome del diritto all’oblio. Ciò dovrà avvenire nei Paesi dell’Unione europea, come da precedenti pronunciamenti in materia, a cominciare dalla storica sentenza del 2014, ma i contenuti oggetto di rimozione dalle versioni del motore di ricerca accessibili nei Paesi UE, potranno continuare ad essere fruibili nelle versioni attive in altre regioni geografiche del mondo.

La sentenza arriva al termine di una vicenda giudiziaria che aveva visto contrapposti Google e il Garante per la protezione dei dati personali francese, che nel 2016 aveva multato la società americana dopo il rifiuto di rimuovere alcuni contenuti su scala globale, in nome del diritto all'oblio. La vicenda si era trascinata a livello giudiziario fino ad arrivare alla Corte di Giustizia europea, dove è stata emessa la recente sentenza che chiude fine ai dubbi interpretativi in materia.

Su Punto Informatico un articolo illustra i contenuti della vicenda e i nuovi meccanismi di funzionamento dei motori di ricerca a seguito dei cambiamenti introdotti.

 

cst3Mercoledì 16 ottobre alle 16.30, presso la Presidenza della Provincia di Lecco a Villa Locatelli, si riunirà l’Ufficio di Presidenza del Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco con il seguente ordine del giorno:

• Approvazione verbale seduta precedente
• Incidente informatico causato da Telecom Italia gestore del Cloud del Cst (Contratto quadro Spc Cloud lotto 1)
• Project financing – aggiornamento
• Nomina componente in rappresentanza dei Comuni inferiori a 3.000 abitanti – candidature
• Varie ed eventuali

Saranno presenti il Presidente della Provincia di Lecco Claudio Usuelli, il Consigliere provinciale delegato al Cst Felice Rocca, i componenti dell’Ufficio di Presidenza del Cst Lorenzo Goretti (Comune di Lecco), Alessandro Origo (Comune di Verderio), Paola Colombo (Comunità montana Lario orientale Valle san Martino), Flavio Polano (Comune di Malgrate).

 

pa digitale

La Provincia di Lecco ha partecipato all'Osservatorio Agenda digitale del Politecnico di Milano, riunitosi lo scorso 18 settembre, che ha come obiettivi il monitoraggio e l'accelerazione della trasformazione digitale del Paese.

Partecipano ai lavori dell'Osservatorio circa 90 attori istituzionali, tra cui pubbliche amministrazioni a livello centrale e territoriale e imprese del settore interlocutrici della pubblica amministrazione, in particolare: AgID, Team per la trasformazione digitale istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Università, Comuni, Regioni e Province.

Fra gli obiettivi dell'Osservatorio rientra l'identificazione delle criticità e dei possibili driver di sviluppo per recepire il Piano triennale per l'informatica nella Pa, con particolare attenzione alle difficoltà dei piccoli Comuni rispetto alle tematiche della transizione digitale e della governance.

La partecipazione della Provincia di Lecco, capofila del Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco, ai lavori dell'Osservatorio costituisce un passo efficace per favorire la digitalizzazione degli enti aderenti.

I lavori dell'Osservatorio hanno riguardato l’approfondimento degli aspetti relativi al procurement pubblico, in particolare: aggregazione degli acquisti, digitalizzazione dei processi  di acquisto e opportunità, efficacia della governance del procurement pubblico.

Tutte le attività dell'Osservatorio si concludono con l'impegno  a produrre e veicolare raccomandazioni ai decisori chiave di ogni ambito tematico affrontato.

Il prossimo Workshop dell’Osservatorio Agenda digitale si terrà lunedì 21 ottobre dalle 14.00 alle 18.00 nella sala Consiglio del Dipartimento di Ingegneria gestionale, in via Lambruschini 4B (Edificio BL.26), a Milano, per l’analisi dello stato di attuazione di alcune tecnologie digitali dirompenti e l'esposizione di raccomandazioni per implementare il coinvolgimento di start-up e PMI all’interno dei processi di trasformazione digitale nella Pa italiana.

 

diritto alloblioNei giorni successivi alla pubblicazione della sentenza della Corte di Giustizia Europea che limita al solo territorio comunitario l’esercizio del diritto all’oblio tramite i motori di ricerca, sono stati molti e variegati i commenti sugli effetti che ne deriveranno.

Tra gli altri, su Agenda Digitale Marina Rita Carbone scrive di “dietrofront sui diritti”.

Seguire una impronta ‘territoriale’ in una realtà senza confini quale quella digitale - si legge nel suo intervento - rappresenta un passo indietro in termini di tutela dei diritti, in particolar modo quando si tratta del diritto all’oblio, che ha assunto una posizione centrale all’interno della rosa delle tutele garantite all’interessato dalle normative succedutesi negli anni (...)

Ove le singole Autorità decidessero di seguire l’impronta ‘territoriale’ adottata dalla Corte di Giustizia Europea, si assisterebbe ad un “dietrofront” di tutele adottabili dal singolo cittadino nei confronti di colossi quali Google che, allo stato, ne possiedono le informazioni e dai quali dipende la propria reputazione agli occhi del mondo intero.

Di tenore diverso è il giudizio formulato da Bruno Saetta su Valigia Blu. Contestualizzando il pronunciamento, Saetta ricorda che la presa di posizione della Corte Europea nasce dall’impossibilità per i legislatori comunitari di emanare regole che

valgano anche oltre i confini dell’Unione. Nel farlo, riporta anche le ragioni di quanti si oppongono da tempo all’idea di criteri troppo stringenti in materia di diritto all’oblio, per le ripercussioni negative che potrebbero causare sul versante della libertà di espressione.

La notizia - scrive Saetta - è stata lanciata da alcuni giornali e siti di informazione come una vittoria di Google, il che non è esatto, in quanto in realtà si tratta di un problema di corretto bilanciamento tra diritti fondamentali dell’uomo, da un lato il diritto all’oblio, appunto, e dall’altro la libertà di informazione (diritto di cronaca, diritto ad essere informati, quali diritti serventi rispetto all’esercizio della sovranità popolare – vedi Cass. del 2010).

Se da un lato erano schierati il CNIL francese e i garanti tedesco e del Regno Unito, dall’altro, insieme a Google, vi era Microsoft, Wikimedia Foundation (proprietaria di Wikipedia), il Reporters Committee for Freedom of the Press, il Center for democracy and technology, e il gruppo Article 19. Article 19 è un’organizzazione britannica che si occupa da anni delle difesa e la promozione della libertà di espressione e di informazione in tutto il mondo, e che prende il nome dal relativo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani. (...)

Il direttore esecutivo di Article 19 ha salutato la sentenza come una vittoria per la libertà di espressione globale, in quanto il governo di uno Stato (nello specifico la Francia) non ha alcuna giurisdizione per limitare l’accesso alle informazioni legalmente pubblicate (ricordiamo che il diritto all’oblio interviene su informazioni del tutto lecite) al di fuori del territorio francese. Un residente non Ue, cercando su Google.com informazioni apparse in un articolo di un giornale statunitense, non ha alcuna aspettativa che la CNIL francese possa interferire con il suo diritto di accesso a tali informazioni. Del resto il rischio sarebbe che altri Stati cercherebbero di imporre le loro sentenze a tutto Internet, in una sorta di richiesta di reciprocità. Potremmo, ad esempio, avere la Turchia che chiede di rimuovere notizie non gradite al governo turco in tutto il mondo, il Pakistan che chiede di rimuovere notizie invise al governo pakistano, la Cina che chiede di bloccare notizie relative ai campi di concentramento per gli islamici, e così via.

Di parere opposto torna invece a essere il giudizio formulato su Repubblica da Giovanna Boschetti e Nicolò Bastaroli. “L’esclusione dell’obbligo per Google di deindicizzazione per le versioni nazionali esterne a quelle degli Stati membri della UE - scrivono - è stata molto criticata dai massimi esponenti istituzionali in materia di data protection e la reazione è certamente condivisibile”.

Dal punto di vista degli operatori del settore - prosegue il testo - ed in particolare da giuristi italiani che ogni giorno si confrontano con interrogativi e soluzioni nell’interesse di persone giuridiche e fisiche - seguendo l’operatività delle aziende con un occhio costante agli adempimenti di legge e ai diritti inviolabili - si può dire che la pronuncia in questione introduce temi di incertezza de iure condito e de iure condendo, anche alla luce di ciò che la politica comunitaria sembra esprimere nella sua politica legislativa, sempre più attenta al tema digitale.

Ciò che risulterebbe emergere da tale politica è l’urgenza di offrire una giusta collocazione nel mondo del diritto al ruolo ed alla natura degli Internet Service Provider, soprattutto in considerazione dell’enorme  impatto delle notizie pubblicate sui motori di ricerca (come Google), dei volumi di consultazione, dell’esaustività e della qualità dei contenuti fruibili e del fatto che tale massa di informazioni, anche collocata negli algoritmi del web a divenire “big data”, è idonea a orientare e condizionare le opinioni e le scelte quotidiane, sia nel mondo privato che professionale.

Per tale motivo, non si dovrebbe mettere in discussione che proprio l’articolo 17 del Regolamento 2016/679 ben noto come GDPR, istituendo il “diritto all’oblio”, costituisca un baluardo fondamentale dei diritti dei singoli in rete e debba essere considerato volto a costituire un fondamentale tassello per il progresso della legislazione e dell’etica digitale.

 

I tre commenti citati nell'articolo:

 

gdpr1

Lo scorso 30 luglio, il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato un provvedimento che fornisce indicazioni sulle azioni da compiere per notificare allo stesso Garante eventuali casi di violazione dei dati personali (data breach).

Contestualmente, il Garante ha pubblicato un modello che è possibile compilare e successivamente inviare per effettuare le notifiche e ha aggiornato la propria pagina informativa sul tema del data breach. Nella pagina sono disponibili tutti i riferimenti normativi e in aggiunta chiarimenti e approfondimenti interpretativi in materia.

 

accesso civicoCittadini e Pubbliche Amministrazioni possono consolidare la propria interconnessione grazie all’impianto normativo che da anni accompagna lo sviluppo digitale della PA. Menzione speciale merita, a tal proposito, il cosiddetto Accesso Civico.

Un cittadino può spesso trovarsi spaesato all’interno del nuovo “villaggio globale” (definizione cara a Marshall McLuhan): un individuo, infatti, rischia sempre più di percepire in maniera estremamente decentralizzata il suo rapporto con la società in cui vive.

In questo senso un punto cardine della nostra legislazione resta senza dubbio il nuovo CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale), introdotto nel nostro diritto dal decreto legislativo 82 del 7 marzo 2005, grazie al quale lo Stato ha dettato legge su un campo spesso minato fino a quel momento: l’amministrazione in formato digitale.

Ha così stabilito delle regole da seguire in materia di gestione accesso, trasmissione, conservazione e fruibilità dell’informazione pubblica in modalità digitale.

E impone alle PA l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione con le modalità più appropriate.

E in tal senso risulta palese questa dichiarazione d’intenti nell’articolo 3 del CAD, intitolato per l’appunto “Diritto all’uso delle tecnologie”, che recita:

“I cittadini e le imprese hanno diritto a richiedere ed ottenere l’uso delle tecnologie telematiche nelle comunicazioni con le pubbliche amministrazioni centrali e con i gestori di pubblici servizi statali nei limiti di quanto previsto nel presente codice.”

Da qui il passo successivo è stato quello di tendere una mano direttamente al cittadino, e stabilire in modo dettagliato e specifico quali possano essere le informazioni a portata di click per la cittadinanza.

L‘Accesso Civico è il diritto di ogni cittadino di accedere a dati, documenti e informazioni delle pubbliche amministrazioni senza necessità di dimostrare un interesse qualificato (Articolo 5 decreto legislativo 33/2013)

In seguito, è stato il decreto legislativo 97/2016 (il cosiddetto FOIA – Freedom of Information Act) a completare l’opera di innovazione, introducendo sostanziali modifiche al sopra citato Decreto ed estendendone ulteriormente la disciplina.

In particolare, la normativa vigente prevede:

  • Accesso ai documenti amministrativi ai sensi dell’articolo 22 della legge 241/1990
  • Accesso civico semplice consente a chiunque di richiedere documenti, dati o informazioni che le amministrazioni hanno l’obbligo di pubblicare nella sezione “Amministrazione trasparente” dei propri siti istituzionali, nei casi in cui gli stessi non siano stati pubblicati (articolo 5, comma 1 decreto legislativo 33/2013)
  • Accesso civico generalizzato (o accesso FOIA) consente a chiunque di richiedere documenti, dati o informazioni ulteriori rispetto a quelli che le amministrazioni sono obbligate a pubblicare (articolo 5, comma 2)

 

Attenzione: se da un lato questo percorso è portatore di diritti, dall’altro esso porta grandi responsabilità in capo a chi è tenuto a rispettarli, ovvero l’intero comparto della Pubblica Amministrazione Italiana.

 

Uno strumento utile per chi deve ottemperare ai doveri

Per evitare che l’adempimento di questi obblighi diventi un vero e proprio campo minato, esistono delle piattaforme ad hoc che consentono alle PA di gestire in maniera estremamente semplificata il carico lavorativo generato dalle nuove regole.

Un esempio è senz’altro l’applicativo Accesso Civico PA, sviluppato dalla Società DigitalPA, soggetto altamente qualificato nello sviluppo di applicativi software per la pubblica amministrazione e aziende, che consente di gestire informaticamente le istanze con il coinvolgimento del responsabile anticorruzione e di tutti i servizi coinvolti.

Questo strumento rende possibile una gestione semplice e intuitiva delle modalità di accesso, sia esso civico, generalizzato o documentale.

Inoltre, Accesso Civico PA genera automaticamente il registro degli accessi, da inserire nell’apposita sezione dell’Amministrazione Trasparente.

ACCESSO CIVICO PA Versione 3.2

Infine, DigitalPA ha recentemente rilasciato una nuova versione della piattaforma, rivedendo e rinnovando alcuni punti chiave delle sue skills.

Qui di seguito citiamo soltanto le voci principali che hanno subito un aggiornamento:

  • Nuovo workflow
  • Possibilità di accedere tramite SPID
  • Gestione modelli di risposta predefiniti
  • Scadenziario avanzato con sistema di promemoria e scadenze preimpostate tipiche degli accessi
  • Trasmissione notifiche via mail ai responsabili
  • Registrazione del cittadino per l’invio e la gestione delle proprie istanze

Per ulteriori informazioni contattaci o richiedi una demo:

https://www.accessocivico.eu/

 

assemblea 54

Lunedì 7 ottobre alle 17.00, nella sala del Consiglio della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombarda 4, è convocata l’Assemblea ordinaria degli enti aderenti al Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco.

Interverranno il Presidente della Provincia di Lecco Claudio Usuelli e il Consigliere provinciale delegato Felice Rocca.

L’ordine del giorno è il seguente:

  1. Verbale Assemblea Cst 26 marzo 2019 - Approvazione
  2. Componente in rappresentanza dei Comuni inferiori a 3.000 abitanti - Nomina
  3. Bilancio consuntivo 2019 - Approvazione
  4. Progetto di riqualificazione del Centro servizi territoriali (scheda allegata) - Approvazione
  5. Progetti in corso - Aggiornamento
  6. Multipiattaforma Cst - Aggiornamento
  7. Certificazione della Qualità Certiquality per i servizi del Cst
  8. Varie ed eventuali

È importante la partecipazione all’Assemblea da parte dei Sindaci e/o dei Presidenti degli enti aderenti, o loro delegati, e di un referente operativo.

A fini organizzativi è richiesta la comunicazione del nominativo dei partecipanti, entro giovedì 3 ottobre mediante l’invio di una mail al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Progetto senza titolo

Cresce la presenza dei responsabili per la transizione al digitale nella pubblica amministrazione: in un anno le nomine dei responsabili per la transizione al digitale nelle pubbliche amministrazioni italiane hanno segnato un aumento di oltre il 70%. E a settembre del 2018 i dirigenti incaricati erano 2.939.

Oggi sono più di 5mila e secondo quanto stabilito dall’articolo 17 del Codice dell’amministrazione digitale, ogni pubblica amministrazione è tenuta a individuare un RTD, ossia un responsabile che si occupi di coordinare operativamente la trasformazione digitale dei servizi ai cittadini e alle imprese, adottando modelli di relazione trasparente e aperti con la società civile.

E proprio per supportare le pubblica amministrazione in questo percorso e sensibilizzarle sulla necessità di attivarsi, è stata creata la Conferenza dei RTD.

Questa struttura organizzativa, coordinata da AgID, si riunisce periodicamente per condividere esperienze. E incentivare la diffusione della cultura dell’innovazione nella PA. Di volta in volta coinvolgendo i responsabili per la transizione al digitale delle pubbliche amministrazioni centrali e locali.

Il responsabile per la transizione al digitale ha tra le principali funzioni quella di garantire operativamente la trasformazione digitale della pubblica amministrazione, coordinandola nello sviluppo dei servizi pubblici digitali e nell’adozione di modelli di relazione trasparenti e aperti con i cittadini.

E l’ articolo 17 del Codice dell’amministrazione digitale obbliga tutte le amministrazioni a individuare un ufficio per la transizione alla modalità digitale. Il cui responsabile è il RTD e a cui competono le attività e i processi organizzativi ad essa collegati. E necessari alla realizzazione di un’amministrazione digitale e all’erogazione di servizi fruibili, utili e di qualità.

Infine con la Circolare 3 del 1 ottobre 2018, adottata dal Ministro per la pubblica amministrazione, l’AgID sollecita tutte le amministrazioni pubbliche a individuare al loro interno un RTD.

 

 

pagopa33Martedì 1 ottobre dalle 10.00 alle 12.00, nella sala del Consiglio della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombarda 4 a Lecco, si terrà un seminario formativo sul portale pagoPA LeccoGOV.

In attuazione dell’obbligo normativo di attivazione dei pagamenti elettronici, previsto dal Cad, la Provincia di Lecco, capofila del Cst, in compartecipazione con 8 Comuni aderenti, ha acquisito e sviluppato a riuso il portale dei pagamenti realizzato dalla Provincia di Brescia.

Il progetto, coordinato dal Cst, ha permesso di realizzare il portale dei pagamenti LeccoGOV, attualmente attivo e utilizzato da 8 Comuni aderenti al Cst.

La piattaforma consente agli enti di abbattere notevolmente i costi del servizio per i pagamenti elettronici.

Il seminario, promosso dal Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco, è rivolto in particolare ai responsabili della transizione digitale, ai segretari comunali, ai responsabili dei servizi finanziari degli enti.

La partecipazione è gratuita e a tutti i partecipanti sarà inviato l’attestato di partecipazione quale contributo al piano di formazione dei dipendenti in materia di transizione digitale.

Durante la sessione formativa verranno illustrati il funzionamento del portale, che è integrato con MyPay di Regione Lombardia, le tipologie di pagamento attivabili, le funzionalità di rendicontazione e riconciliazione dei pagamenti, il servizio di supporto e assistenza.

La soluzione, qualora di interesse, può essere attivata in tempi molto rapidi e potrebbe risultare interessante anche per gli enti che abbiano già individuato un’altra soluzione, ma si trovino in situazione di difficoltà nell’implementazione del sistema e per gli enti assegnatari del contributo regionale che non abbiano tuttora attivato le tipologie di pagamento dichiarate ai fini del contributo.

Al termine della sessione sarà inoltre presentata una breve descrizione del nuovo progetto del Cst per l’acquisizione a riuso dalla Provincia di Brescia del sistema Single Sign On che consentirà agli enti aderenti di accedere con un’unica password a tutti i servizi erogati dal Cst (compreso l’accesso agli applicativi) con la massima semplicità e in totale sicurezza.

Per informazioni e iscrizioni: Glenda Prada, 0341 295304, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

digitalizzazioneLa Provincia di Lecco partecipa in qualità di partner al progetto Interreg GIOCOnDa per la valorizzazione degli open data, il patrimonio pubblico di dati in formato aperto.

Nell'ambito delle attività di progetto, i dati verranno raccolti in dataset e resi disponibili on line per la fruizione da parte di cittadini, associazioni, imprese, per favorire lo sviluppo economico e sociale.

Nell'ambito del progetto Regione Lombardia invia agli enti locali una survey sull'utilizzo degli open data; il contributo di ciascun ente nella compilazione del breve questionario sarà prezioso.

osservatorio digitale

Giovedì 26 settembre dalle 9.30 alle 12.30, nella sala del Consiglio della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombarda 4 a Lecco, l'operatore economico PADigitale propone agli enti aderenti al centro servizi territoriale della Provincia di Lecco, un incontro formativo sulle nuove funzionalità disponibili per le procedure Urbi Smart dell’Area Segreteria – Affari generali.

Programma:

 

Protocollo

  • risposta tramite Protocollo PEC
  • integrazione email ordinarie
  • protocollazione automatica
  • fascicolazione

Atti amministrativi

  • integrazione con il Protocollo per la trasmissione esterna di atti
  • produzione e trasmissione lettera di convocazione
  • semplificazione delle attività di pubblicazione all'albo (unificazione passi Pubblicazione Atto e Invio Atto Albo pretorio)
  • gestione massiva di pareri e visti

Contratti

  • conservazione a norma
  • produzione automatica file xml da inviare all'Agenzia delle entrate
  • gestione spese di segreteria
  • integrazione con il Protocollo per la trasmissione esterna di contratti

Procedimenti amministrativi e istanze on line

  • illustrazione funzionalità e caratteristiche, utilizzo da parte dell'ufficio e presentazione on line di istanze da parte del cittadino/libero professionista
  • presentazione delle tipologie di istanza per accesso civico generalizzato-FOIA e concorsi pubblici

Trasparenza

  • alberatura a norma decreto legislativo 33/2013 aggiornamento 2016
  • funzionalità per la pubblicazione delle tipologie di incarichi previsti dagli articoli 14, 15 e 18 del decreto legislativo 33/2013 aggiornamento 2016 (incarichi politici, collaboratori, dirigenti e personale autorizzato)
  • “Pubblicazione collegamento all'atto in Alberatura” per effettuare la pubblicazione degli atti amministrativi nelle sezioni dell'alberatura in fase di produzione atto

Vi chiediamo di confermare la vostra partecipazione tramite e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure telefonicamente allo 0341 295304.

webinar

La scadenza per la compilazione del questionario della Corte dei conti è stata rinviata al prossimo 30 ottobre. 

In relazione a questo adempimento e agli obblighi normativi in materia di transizione digitale, trasparenza, bandi di gara e adempimenti delle stazioni appaltanti, PADigitale propone un calendario di webinar.

nuovo logo pago pa

Tre Comuni su quattro sotto i mille abitanti non hanno attivato il servizio PagoPA. La dimensione degli enti fa la differenza quando si parla di attivazione dei servizi di pagamento PagoPA, ma è anche vero che, se il servizio è attivato, cittadini e imprese lo utilizzano assai poco. Inoltre, più della metà dei Comuni che hanno attivato il servizio non riescono a percepirne i vantaggi.

PagoPA è un buon risulta

to ma ancora per pochi, lo rivela una ricerca, realizzata a scopo conoscitivo, dell'Osservatorio eGovernment della School of Management Politecnico di Milano diffusa poco prima delle vacanze estive.

A ostacolare il decollo del servizio nei confronti di cittadini/imprese sono fattori come il mancato switch off dei servizi di pagamento, che otto enti su dieci non hanno avviato iniziative di promozione dei nuovi canali e strumenti PagoPA e, per il canale digitale, la scarsa attrattività di un servizio che non offre funzionalità extra ai cittadini oltre al puro pagamento.

Sul versante degli enti sono state riscontrate difficoltà di carattere organizzativo e gestionale, ma anche altro genere di problemi, come la coesistenza di PagoPA con i tradizionali sistemi di pagamento.

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L’Assemblea ordinaria degli enti aderenti al Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco, già convocata per lunedì 7 ottobre, viene rinviata a lunedì 21 ottobre alle 17.00, sempre nella sala del Consiglio della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombarda 4.

Interverranno il Presidente della Provincia di Lecco Claudio Usuelli e il Consigliere provinciale delegato Felice Rocca.

L’ordine del giorno è integrato con l’aggiunta del punto 9:

  1. Verbale Assemblea Cst 26 marzo 2019 - Approvazione
  2. Componente in rappresentanza dei Comuni inferiori a 3.000 abitanti - Nomina
  3. Bilancio consuntivo 2019 - Approvazione
  4. Progetto di riqualificazione del Centro servizi territoriali - Approvazione
  5. Progetti in corso - Aggiornamento
  6. Multipiattaforma Cst - Aggiornamento
  7. Certificazione della Qualità Certiquality per i servizi del Cst
  8. Varie ed eventuali
  9. Incidente informatico causato da Telecom Italia gestore del Cloud del Cst (Contratto quadro SPC Cloud lotto 1)

È importante la partecipazione all’Assemblea da parte dei Sindaci e/o dei Presidenti degli enti aderenti, o loro delegati, e di un referente operativo.

A fini organizzativi è richiesta la comunicazione del nominativo dei partecipanti, entro giovedì 17 ottobre mediante l’invio di una mail al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

digitalizzazione

Dal 1° luglio sul sito della Corte dei Conti è disponibile un questionario per monitorare lo stato di attuazione dei programmi digitali da parte delle Amministrazioni territoriali (Comuni, Province, Città metropolitane, Province, Province autonome e Regioni); il documento è stato elaborato dalla Sezione delle autonomie con il contributo tecnico del Team per la trasformazione digitale, nell'ambito del Protocollo d'intesa stipulato dalla Corte con il Commissario per l'attuazione dell'Agenda digitale.

L'indagine conoscitiva riguarderà oltre ottomila Amministrazioni territoriali che dovranno compilare il questionario entro il prossimo 30 settembre 2019. L'acquisizione delle informazioni sarà utile per sapere a che punto e il compimento delle attività operative indicate nel piano triennale per l'informatica nella Pubblica amministrazione 2017-2019.

Alla Corte dei Conti - che per sollecitare il questionario ha ricevuto anche il supporto del Commissario europeo al digitale - dicono che "La realizzazione dell'Agenda digitale italiana è un obiettivo strategico per il Paese, considerato che il fine ultimo è quello di migliorare la qualità e la quantità dei servizi resi al cittadino, con maggiore efficienza a fronte di risparmi di spesa. E' pertanto rilevante che tutte le Amministrazioni procedano alla compilazione del questionario entro il termine assegnato".