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Per il 2018 il Cantiere documenti digitali, istituito su iniziativa di Forum PA e ANAI nell’ambito del più ampio progetto Cantieri della PA Digitale, lavorerà sul tema dell’identità e della firma nel documento informatico. Per presentare il senso e i risultati di questo confronto anche al pubblico, Giovanni Manca tra i partecipanti al gruppo di lavoro, ha pubblicato il primo di una serie di articoli dedicati all’argomento.

Nello specifico, Manca espone le ragioni per cui ancora oggi il tema della firma e dell’identità nei documenti digitali resti una “questione aperta”.

Con la nascita nella metà degli anni ’90 della Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione – RUPA  (Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 settembre 1995) si è creato il problema di attribuire un valore giuridico ai documenti digitali che vi transitavano.

In tal senso nella Legge 59/97 (articolo 15, comma 2) si conferiva per la prima volta valore giuridico a quello che poi sarebbe diventato il documento informatico. Per analogia con il mondo cartaceo venne introdotta la firma digitale all’epoca normata tecnicamente nel DPCM 8 febbraio 1999. Poi è arrivata la direttiva 1999/93/CE che ha introdotto la firma elettronica, la firma elettronica avanzata e la firma elettronica qualificata.

Nel recepimento nazionale di questa direttiva è cominciata l’azione ondivaga dei vari Governi che si sono succeduti. In ogni versione della normativa primaria di settore veniva modificato il valore giuridico e l’efficacia probatoria delle sottoscrizioni. Questo oltre vent’anni dopo richiede un aggiornamento sul valore delle firme ovvero del perché si firma e di come la tecnologia stabilita a livello europeo dal regolamento 910/2014 (noto come eIDAS e operativo dal 1 luglio 2016) influenza il significato della sottoscrizione.

Nella redazione del presente articolo è stato indispensabile il contributo degli autori del libro “Identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno – Commento al Regolamento UE 910/2014″ a cura di F.Delfini e G. Finocchiaro. G. Giappichelli Editore 2017. Altrettanto indispensabile sono stati alcuni contenuti presentati nell’ambito dell’iniziativa “punto delibere” della Associazione PROCEDAMUS.