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II volume e la varietà di dati continua a pervadere le organizzazioni a tutti i livelli a un ritmo sempre crescente, convincendo i manager a ricavarne valore e a determinarne l'impatto sul business. Pubbliche Amministrazioni, utilities, aziende, imprese, banche e assicurazioni. L'attenzione al dato è trasversale per tutti i settori produttivi.

Tutte le attività quotidiane producono dati: i post su Facebook, una ricerca su Google, l'utilizzo di una app, gli acquisti on line, ma anche nei negozi, con carte di credito e tessere fedeltà. E ancora: una foto, un video,un messaggio vocale, un tweet, gli itinerari, i commenti, i "like". Per non parlare dei dati creati dagli oggetti interconnessi alla rete: si pensi solo alle infrastrutture intelligenti delle città, ai sensori montati sugli edifici e sui mezzi di trasporto, agli elettrodomestici.

Ognuno di noi contribuisce costantemente alla produzione di dati. Per dare l'idea di cosa significhi il termine "noi", bisogna tener conto del numero di persone che lo compongono: sono inclusi gli utilizzatori di Internet, che nel mondo sono quasi quattro miliardi, chi è attivo sui social media, quasi tre miliardi, i possessori di smartphone, stimati in oltre 4 miliardi, cifre queste in continua crescita. Con questi numeri la quantità di informazioni raccolte in tempo reale è in espansione esponenziale.

La società mondiale di ricerca IDC-International Data Corporation prevede che entro il 2025 la sfera dati globale aumenterà fino a 163 miliardi di zettabyte, (uno ZB equivale a un trilione di gigabyte), e questo vuoi dire dieci volte più dei 16.1 ZB dei dati che esistevano soltanto due anni fa. Più di un quarto di questi dati sarà real-time e, di questi ultimi, i dati IoT (Internet delle cose) in tempo reale saranno più del 95%. Numeri impensabili nel 1986, quando (secondo Gartner, la multinazionale della ricerca nel campo delle IT) il volume dei dati in circolazione ammontava a solo 281 petabyte (un petabyte è un milionesimo di uno zettabyte), ma anche nel 1993, quando era diventato 471 petabyte (+68%). Nei sette anni successivi, la crescita è stata molto più elevata: nel 2000 il volume aveva raggiunto 2,2 exabyte (un exabyte equivale a mille petabyte, e a un millesimo di uno zettabyte). Sette anni dopo, nel 2007, si parlava di 65 exabyte, con un aumento di trenta volte. Da allora al 2016 la crescita è stata di oltre 247 volte. ''enorme incremento del volume dei dati, dicono alcune valutazioni, per il 90% di quanto esiste oggi è stato prodotto negli ultimi due anni.

Secondo IDC, entro il 2019, le tecnologie e i servizi della "Terza Piattaforma" (cloud, social, mobile e big data) guideranno circa il 75% delle spese IT, con una crescita pari al doppio del tasso del mercato IT totale. Nel corso dei prossimi tre anni, la trasformazione digitale ridisegnerà l'intera macroeconomia come la maggior parte dei centri di reddito delle imprese globali in termini di prodotti e servizi digitali o digitalmente migliorati.

Tratto da: "Quanto sono grandi i big data?" di Michele Lovati