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Dopo l’annuncio da parte di AgID del prossimo avvio della procedura per arrivare alla notifica europea della Carta di Identità Elettronica, su Agenda Digitale è stato pubblicato l’approfondimento Spid e Cie, prove di convivenza futura tra i due strumenti di identità digitale, a firma di Giovanni Manca.

La convivenza tra il sistema pubblico di identità digitale (Spid) e la carta d’identità elettronica (Cie) potrà risultare difficile e per certi versi concorrenziale. Tutte le criticità, le possibili evoluzioni e i fattori a cui prestare attenzione.

La presenza nel nostro Paese di ben quattro strumenti di identificazione personale (Pin, Carta nazionale dei servizi, carta d’identità elettronica e Spid) pone un concreto problema di “convivenza” e concorrenza, in particolare tra questi ultimi due, quando la nuova carta d’identità elettronica sarà più diffusa.

La convivenza tra Cie e Spid è un tema sul tavolo delle istituzioni competenti (leggi Team Digitale alla presidenza del Consiglio, Agid, Funzione Pubblica, Poligrafico dello Stato) e si lavora ad alcune ipotesi per il futuro.

Cerchiamo di capire come mai si è venuta a creare questa pluralità di identità e se e come questi strumenti devono/possono convivere, in quale modo devono evolvere o estinguersi.

La gestione dell’identità personale in Italia

In Italia dopo decenni di Pin e password si è introdotta la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) poi legata alla Tessera Sanitaria (TS-CNS) e contemporaneamente la Carta d’Identità Elettronica (CIE) che nell’ultima generazione (3.0) rappresenta l’evoluzione definitiva del documento di riconoscimento.

Dal marzo del 2016 è iniziato il rilascio delle credenziali nell’ambito del Sistema pubblico di identità digitale (Spid) che alla data di scrittura è attivo con nove gestori dell’identità digitale.

Questa pluralità di identità è generata dalle decisioni politiche e amministrative stabilite in successivi periodo storici. Ciascuna delle decisioni è stata determinata da specifici scenari e obiettivi di Governo creando comunque gli appena citati strumenti di identificazione personale.

L’utilizzo dello spazio cibernetico è legato in modo profondo al concetto di identità digitale. L’assenza di fisicità obbliga a collegare la persona reale alla persona virtuale in modo da garantirne la massima sicurezza in termini di protezione dal furto di identità e dal tracciamento delle operazioni che si possono considerare nell’ambito della protezione dei dati personali.

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