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Interessante leggere dei cambiamenti che le tecnologie digitali producono nelle organizzazioni: facilitazioni, contatti, relazioni. Ma interessante è anche conoscere i cambiamenti che produce l'utilizzo delle tecnologie nei comportamenti delle persone e nelle relazioni.

Leggiamo sul “Corriere della Sera (articolo di Candida Morvillo) che uno studio di due ricercatori, docenti di Tecnologia dell'informazione presso la Monash University  in Australia, effettuato su 846 persone, ha individuato un disturbo  prodotto dall'accumulo di contenuti digitali, assimilabile a quello più noto di accumulo di oggetti, che è nella lista dei disturbi della American Psychiatric Association.

L'accumulatore digitale (il digital hoarding) è colui che non riesce a liberarsi di vecchie email, foto e documenti ormai inutilizzabili. Non essere capaci di tenere in ordine e scartare l'inutile, l'accumulare appunto, può causare stress, ansia e angoscia fino a diventare un disturbo ossessivo compulsivo. Del disturbo da accumulo ne soffrirebbero soprattutto i giovani fra i 20 e i 30 anni per la maggior èparte donne.

Nell'articolo di Morvillo, Paolo Giovannelli, fondatore e direttore di Esc Team, punto di riferimento in Italia per i disordini prodotti da Internet (IAD-Internet Addiction Disorder) spiega che “Con la mole di dati che circola viviamo una complessità che non siamo educati a gestire”.

Ogni minuto nel mondo vengono inviati 187 milioni di messaggi, che producono 269,3 miliardi di email al giorno. Di questi, in media,  il 24 per cento non vengono letti.