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Inammissibile la norma che fissa alle 7 del giorno successivo le notifiche di messaggi la cui ricevuta di accettazione viene generata tra le 21 e le 24

Con la sentenza n° 75 del 2019, segnalata dalla newsletter La PA Digitale, la Corte Costituzionale ha stabilito che che, al contrario di quanto stabilito dalla normativa di riferimento attuale, per i messaggi di posta elettronica certficata le cui ricevute di accettazione vengono generate tra le 21 e le 24, la notifica si perfeziona al momento stesso della generazione della ricevuta, anziché alle 7 di mattina del giorno successivo.

La Corte Costituzionale - si legge nella sentenza - dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 16-septies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del paese), convertito, con modificazioni, nella legge 17 dicembre 2012, n. 221, inserito dall’art. 45-bis, comma 2, lettera b), del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari), convertito, con modificazioni, nella legge 11 agosto 2014, n. 114, nella parte in cui prevede che la notifica eseguita con modalità telematiche la cui ricevuta di accettazione è generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24 si perfeziona per il notificante alle ore 7 del giorno successivo, anziché al momento di generazione della predetta ricevuta.