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Su Agenda Digitale è stato pubblicato l’approfondimento L’evoluzione semantica del dato nel GDPR, ecco come cambia, a firma di Manuela Sforza.

 

“Alla luce dei cambiamenti sociali portati dalla diffusione delle tecnologie, il concetto di dato evolve il suo significato semantico diventando più complesso. Di conseguenza, anche il trattamento dei dati deve adeguarsi a questa evoluzione. Un cambiamento che il legislatore europeo ha colto con la creazione del GDPR.

 

Il concetto di dato oggi assume un valore semantico complesso, in linea con i cambiamenti sociali portati dalla tecnologia che ridefiniscono i confini della privacy. Il legislatore europeo con il GDPR e la direttiva NIS hanno colto questa evoluzione, soprattutto nell’ambito Data protection, normando il trattamento dei dati in linea con queste novità.

 

Alla dimensione storica del “dato personale come diritto” si affianca prepotentemente la dimensione del “dato come informazione”, come bit, come unità minima elaborabile che transita attraverso sistemi intrinsecamente fallibili, la cui violazione genera non solo conseguenze per l’organizzazione titolare del trattamento (perdite economiche, interruzione della continuità operativa, danni reputazionali) ma anche un impatto sui diritti e le libertà delle persone.