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pa digitale

E' stato recentemente rilevato (Rapporto Agi-Censis) che il 73,2 degli italiani dalla digitalizzazione della pubblica amministrazione si aspettava un ritorno in termini di semplificazione, ma soltanto il 30,8% del campione ha dichiarato che, grazie ai servizi on line, ha ottenuto un reale vantaggio. Il gap è alto anche se riferito alla velocità delle procedure: se il 72,2% se l'aspettava solo il 40,6% dice di averla riscontrata.

Forte squilibrio anche tra quanto desiderato e quanto effettivamente ricevuto pure per quanto riguarda la chiarezza delle informazioni e la trasparenza dei processi. La mancanza di semplificazione delle procedure on line rispetto a quelle tradizionali è uno dei fattori cruciali della mancata diffusione dei canali digitali. Utenti abituati a interfacciarsi in maniera semplice e veloce con le applicazioni digitali nel settore privato, disegnate proprio per essere fruibili da tutti soprattutto attraverso i dispositivi mobili, mal sopportano le procedure complesse, le lungaggini e le complicazioni dei sistemi "pubblici" focalizzati più sulla procedura e sulla correttezza amministrativa piuttosto che sull'accesso al servizio e sulla user-friendliness.

Guardando ai singoli servizi on line offerti dalla Pa, se un tasso di conoscenza elevato è registrato dalla posta certificata (72,7%) e dalla fatturazione elettronica (65,6%), un risultato negativo è segnato invece da innovazioni come il Sistema pubblico di identità digitale (Spid), conosciuto soltanto dal 41,8% degli italiani o il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) (32,2%).