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data center

Su Agenda digitale, Giovanni Manca ha pubblicato un articolo di commento sui contenuti della Circolare in materia di data center pubblici e Poli strategici nazionali emanata negli scorsi giorni dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

Con l’avvio del processo di razionalizzazione dei data center pubblici e di creazione dei Poli stategici nazionali, sancito dalla circolare 1 del 14 giugno 2019, AgID accelera oltre che sull’l’iter di classificazione dei Centri di elaborazione dati, anche sul risparmio di risorse nella spesa pubblica per l’Ict quantificato in un paio di miliardi di euro all’anno.

Questa circolare è infatti cruciale per l’attuazione di quanto previsto nel Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione in materia di miglioramento della spesa pubblica in materia di Centri di elaborazione dati (Ced – Data center).

In parallelo dovrà essere gestito e coordinato quanto stabilito nel Piano triennale per il sistema di gestione dei procedimenti amministrativi (Sgpa).

Una base di partenza per la classificazione dei Ced

Come ben introdotto nella circolare stessa AGID ha dato corso al Censimento del Patrimonio Ict della Pa per individuare le infrastrutture fisiche:

  • candidabili a essere utilizzate da parte dei Poli strategici nazionali
  • con requisiti minimi di affidabilità e sicurezza dal punto di vista infrastrutturale e/o organizzativo (Data Center con carenze strutturali/organizzative considerate minori – classificabili nel Gruppo A)
  • con carenze strutturali e/o organizzative o che non garantiscono la continuità dei servizi (Data Center classificabili nel Gruppo B)

Per le operazioni di classificazione dei Ced e di definizione dei requisiti che devono possedere le infrastrutture per candidarsi a Polo strategico nazionale (Psn) la circolare è la base di partenza. La sua evoluzione sarà “sul campo” in base a quanto man mano rileverà il censimento.

Nella versione in attuazione viene definito il percorso di classificazione dei Ced pubblici data e stabiliti i requisiti per i Psn.

AgID, opportunamente, spiega anche che le indicazioni e i contenuti presenti nella circolare tracciano le fasi di un percorso definito all’insegna della sostenibilità e della condivisione con tutte le amministrazioni, un percorso che ha l’obiettivo finale d’innalzare il livello di sicurezza delle infrastrutture della pubblica amministrazione per offrire servizi più moderni a cittadini e imprese”.

Più volte AgID e il Team Digitale (ma anche alcuni dei pochi politici che si occupano di digitale) hanno evidenziato il fatto che in Italia ci sono circa 11.000 CED che sono al servizio di oltre 22.000 pubbliche amministrazioni sia centrali che locali.