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Messaggio di avviso

gdpr1Massimo Canducci in un articolo su Agenda Digitale sottolinea il ruolo dei dati prodotti dai dispositivi digitali, che sarebbero un grande aiuto alle capacità di affrontare un’emergenza sanitaria e che quindi dovrebbero essere disponibili agli enti preposti a tutelare la nostra salute. Le norme vanno cambiate in questa direzione.

Tutte le informazioni prodotte dai nostri dispositivi smart – dal cellulare all’orologio in grado di rilevare i nostri parametri vitali – esaminate da algoritmi tradizionali (senza neanche scomodare l’intelligenza artificiale) potrebbero fornire un grande aiuto alle capacità di affrontare un’emergenza sanitaria su scala nazionale. Purtroppo, però, nonostante siano prodotte da noi, non sono nelle disponibilità degli enti che potrebbero usarle come strumento utile a salvare le nostre vite.

Il tema è quanto mai attuale in queste ore febbrili, in cui in tutto il mondo migliaia di persone sono impegnate nel tentativo di contenere la diffusione coronavirus, e diversi team distribuiti in varie zone del mondo si stanno occupando di individuare un vaccino o una cura farmacologica che possa limitarne i danni.

Risulta pertanto quanto mai urgente affrontare questi temi su scala internazionale, per individuare le modalità con cui far convivere le norme che tutelano la nostra privacy con eventuali esigenze eccezionali che dovessero verificarsi.