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UNC email truffaLo smart working, durante questo lungo periodo di emergenza, è stato un importante cardine per il lavoro e le organizzazioni. Il lavoro da remoto ha permesso di rispettare i limiti del distanziamento sociale e la continuità del servizio e delle funzioni.

I dati più recenti dell'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano che fotografano la situazione prima dell'emergenza – ottobre 2019 – dicono che sono 570.000 le persone occupate in smart working.

Nel 58% delle grandi imprese è già stata introdotta questa forma di operatività, mentre nelle piccole medie imprese si arriva al 12%, nelle Amministrazioni pubbliche la percentuale è raddoppiata rispetto al 2018: dall'8 al 16% . Da metà febbraio il Governo ha incentivato, con alcune direttive e circolari, l'adozione del "Lavoro Agile" anche nel settore pubblico.

Una verifica se l'attuale esperienza corrisponde realmente al concetto di smart working viene dalla definizione data dall'Osservatorio: 'filosofia manageriale volta a restituire al lavoratore autonomia e flessibilità nello scegliere il luogo e l'orario di lavoro e gli strumenti da utilizzare, a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati'.

Spiega però in un suo scritto Fiorella Crespi dell'Osservatorio che "Questa definizione non rispecchia completamente la situazione che stiamo vivendo. Innanzitutto manca l'autonomia nella scelta del luogo di lavoro, che ricade invece obbligatoriamente sulla propria abitazione. Inoltre, lo smart working richiede una trasformazione profonda della cultura dell'organizzazione e dei comportamenti delle persone e del loro modo di vivere il lavoro. I lavoratori, secondo i principi dello smart working, devono sempre più orientarsi verso una responsabilizzazione sui risultati, a fronte di una maggiore autonomia nella scelta di come e dove svolgere il proprio lavoro. Tale passaggio culturale non può però avvenire in tempi rapidi come richiesto da questa emergenza, ma deve essere supportato da iniziative di comunicazione, formazione e accompagnamento delle persone.

Anche se non è (stato) smart working ma forse più lavoro da casa è indubbio che questa esperienza sta segnando profondamente il nostro modo di vivere il lavoro e non sarà possibile, né è tantomeno auspicabile, tornare indietro e ricominciare a lavorare come prima del 21 febbraio 2020".