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Messaggio di avviso

immagine con lucchetto privacySono arrivate all'Autorità anti corruzione-Anac alcune richieste di parere sull'affidamento dell'incarico di Data Protection Officer esterni alle Pubbliche Amministrazioni e agli Enti pubblici.

Per fare chiarezza e ovviare a possibili dubbi Anac ha deliberato "L'affidamento all'esterno del servizio di protezione dei dati personali (DPO), si configura come un appalto di servizi e come tale soggiace alle disposizioni del Codice dei contratti pubblici, con conseguente obbligo di procedere alla selezione del contraente nel rispetto delle procedure ivi previste in ragione dell'importo del contratto". 

Nel merito, l'Autorità ha sancito che: "L'affidamento dei contratti aventi ad oggetto il servizio di protezione dei dati personali (DPO) di importo inferiore alle soglie comunitarie deve avvenire nel rispetto del principio di rotazione. I particolari requisiti e obiettivi di esperienza e stabilità nell'organizzazione del servizio, richiesti dalla normativa di settore, possono essere perseguiti dalla stazione appaltante già in fase di programmazione dei fabbisogni e di progettazione del servizio da affidare, attraverso la previsione di una durata del contratto che sia congrua rispetto agli obiettivi individuati e alle prestazioni richieste al contraente".

"Non si ritiene percorribile neanche l'ulteriore alternativa, prospettata dall'istante di disporre rinnovi dei contratti in scadenza nel caso in cui la durata degli stessi non sia risultata congrua rispetto al raggiungimento degli obiettivi dell'affidamento. Su tale aspetto si ricorda, infatti, che il rinnovo del contratto deve essere previsto come opzione già nel bando di gara e che l'importo riferito al rinnovo deve essere considerato nel calcolo del valore stimato dell'appalto (articolo 35 del Codice dei contratti pubblici)". 

Conclude la delibera Anac "Si evidenzia, altresì che la previsione di una durata del contratto inferiore a quella considerata congrua in relazione all'oggetto dell'affidamento, potrebbe configurare un frazionamento artificioso dell'appalto volto ad eludere l'applicazione delle soglie di cui all'articolo 35 del Codice dei contratti pubblici".