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News dal CST

gdpr1

In occasione del primo "compleanno" del Gdpr (l Regolamento generale europeo sulla protezione dei dati) Eurobarometro ha realizzato un sondaggio diffuso dalla Commissione europea il cui commento incoraggiante - I cittadini europei sono diventati più consapevoli dei loro diritti digitali e questa notizia è incoraggiante. Tuttavia solo tre europei su dieci hanno sentito parlare di tutti i loro nuovi diritti in materia di dati - significa anche che sulla protezione dei dati c'è ancora parecchio lavoro da fare. Lavoro di educazione e per la conoscenza dei diritti ai cittadini europei, per la comprensione e la trasparenza delle informative alle organizzazioni, alle società e aziende.

Il quadro della ricerca mostra che il 73% degli intervistati, su 27 mila del campione Eurobarometro, ha sentito parlare di almeno uno dei sei diritti garantiti dal Regolamento. Il 67% degli intervistati dichiara di conoscere il Regolamento sulla protezione dei dati, il 57% conosce l'Autorità nazionale per la privacy del proprio paese. Però, sul 60% degli europei che leggono le informative sulla privacy, solo il 13% le legge integralmente, perché le informative sono troppo lunghe, complesse o troppo difficili da capire.

I valori più alti di informazione tra i cittadini sono per il diritto ad accedere ai propri dati (65%), per il diritto di rettificare i dati errati (61%), per il diritto di opporsi alla ricezione di messaggi di marketing diretto (59%) e per il diritto che i propri dati siano cancellati (57%). Dai risultati emerge però che il 62% degli intervistati teme di non avere il controllo completo dei dati personali forniti on line.

 

privacy corso

Una situazione non ancora del tutto compiuta, quella sul trattamento dei dati personali, evidenziata da recenti rilevazioni e da una ricerca svolta dall'Osservatorio Federprivacy, tra ottobre 2018 e marzo 2019, sui siti web di 3.000 Comuni italiani.

Il quadro normativo europeo e nazionale è ormai definito, i tempi per adeguarsi sono scaduti ma in alcune pubbliche amministrazioni la gestione dei dati personali dei cittadini, dice l'indagine, non è risolta: siti non sicuri e privi di informativa sul trattamento dei dati personali; il Data Protection Officer-DPO non esiste e la formazione è quasi inesistente.

La rilevazione è stata fatta su 3.000 siti web di Comuni italiani. Tra le varie non conformità e carenze riscontrate, lo studio Federprivacy ha evidenziato che 1.435 Comuni, il 47% del totale, erano etichettati come "non sicuri" dai principali browser, poiché utilizzano connessioni non sicure, basate sul vecchio protocollo "http".

Questa mancanza di sicurezza potrebbe aprire la porta ad hacker e malintenzionati che vogliono intercettare e trafugare i dati personali inviati o ricevuti tramite i form di contatto dei siti dei Comuni, con l'esposizione a rischi di violazione (data breach). Violazioni per le quali le pubbliche amministrazioni, che non sono in grado di dimostrare di aver adottato tutte le misure di sicurezza tecniche e organizzative necessarie in conformità al GDPR, rischiano pesanti sanzioni che possono arrivare fino a 10 milioni di euro.

Sui tremila siti ispezionati, 1.079 Comuni (36%) non rendevano disponibili i dati di contatto del DPO, il Responsabile della Protezione dei Dati, figura obbligatoria. E ancora, 1.021 di questi (34%) sono privi di informativa sul trattamento dei dati personali, mentre quasi tutti gli altri (1.949), benché rendessero disponibile una qualche informativa, nel 65% dei casi facevano ancora riferimento alla vecchia norma senza accennare al Regolamento europeo e ai nuovi diritti introdotti.

Sul tema dei cookies, stessa disattenzioni: 1.362 siti su tremila sono risultati difformi da quanto previsto dallo specifico provvedimento del Garante.

 

pa digitale

E' stato recentemente rilevato (Rapporto Agi-Censis) che il 73,2 degli italiani dalla digitalizzazione della Ppubblica amministrazione si aspettava un ritorno in termini di semplificazione, ma soltanto il 30,8% del campione ha dichiarato che, grazie ai servizi on line, ha ottenuto un reale vantaggio. Il gap è alto anche se riferito alla velocità delle procedure: se il 72,2% se l'aspettava solo il 40,6% dice di averla riscontrata.

Forte squilibrio anche tra quanto desiderato e quanto effettivamente ricevuto pure per quanto riguarda la chiarezza delle informazioni e la trasparenza dei processi. La mancanza di semplificazione delle procedure on line rispetto a quelle tradizionali è uno dei fattori cruciali della mancata diffusione dei canali digitali. Utenti abituati a interfacciarsi in maniera semplice e veloce con le applicazioni digitali nel settore privato, disegnate proprio per essere fruibili da tutti soprattutto attraverso i dispositivi mobili, mal sopportano le procedure complesse, le lungaggini e le complicazioni dei sistemi "pubblici" focalizzati più sulla procedura e sulla correttezza amministrativa piuttosto che sull'accesso al servizio e sulla user-friendliness.

Guardando ai singoli servizi on line offerti dalla Pa, se un tasso di conoscenza elevato è registrato dalla posta certificata (72,7%) e dalla fatturazione elettronica (65,6%), un risultato negativo è segnato invece da innovazioni come il Sistema pubblico di identità digitale (Spid), conosciuto soltanto dal 41,8% degli italiani o il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) (32,2%).

data center

"Censimento del patrimonio ICT delle pubbliche amministrazioni e classificazione delle infrastrutture idonee all'uso da parte dei Poli strategici nazionali" è il titolo della circolare di AgID-Agenzia per l'Italia Digitale diffusa on line e in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

Nei contenuti della circolare le indicazioni per dar corso al processo di razionalizzazione dei data center delle pubbliche amministrazioni e alla formazione dei Poli strategici nazionali-PSN.

Inoltre vi è la definizione di uno standard comune di qualità per i data center pubblici.

Più da vicino la circolare determina l'iter di classificazione dei data center pubblici, i requisiti delle infrastrutture candidabili come PSN, per essere inserite nell'elenco della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nella circolare, le indicazioni tracciano le fasi di un percorso definito all'insegna della sostenibilità e della condivisione con tutte le amministrazioni, che ha per obiettivo l'innalzamento del livello di sicurezza delle infrastrutture delle pubbliche amministrazioni e dare servizi più moderni a cittadini e imprese.

https://trasparenza.agid.gov.it

accesso civico

Il Ministro per la pubblica amministrazione ha adottato la circolare 1/2019, contenente indicazioni in materia di “attuazione delle norme sull’accesso civico generalizzato (Foia)”.

Sul sito foia.gov.it, una nota presenta le principali novità contenuti nel documento:

  • la promozione dell’utilizzo di soluzioni tecnologiche per la semplificazione dell’accesso dei cittadini e della gestione delle richieste, valorizzando il ruolo dei Responsabili per la transizione digitale
  • l’individuazione di obiettivi dirigenziali legati all’attuazione del decreto trasparenza
  • il rafforzamento della partecipazione dei controinteressati al procedimento, consentendo il loro coinvolgimento anche alla fase di riesame, semplificando le attività di notifica
  • la definizione del termine per proporre le istanze di riesame ed evitare incertezza circa la durata del procedimento
  • alcuni chiarimenti in merito al principio di gratuità del Foia, in quanto la barriera economica non può configurarsi come un ostacolo all’esercizio del diritto

La circolare vuole dare risposta alle numerose esigenze emerse nel corso dei primi due anni dall’introduzione della normativa sull’accesso civico generalizzato grazie anche a un costante dialogo con le amministrazioni e le associazioni della società civile, realizzato con il supporto del gruppo di lavoro del progetto Centro di competenza Foia.

La circolare rappresenta il primo risultato di un percorso congiunto avviato dal Dipartimento della funzione pubblica con l’Autorità nazionale anticorruzione e il Garante per la protezione dei dati personali per individuare soluzioni tecniche e interpretative adeguate e promuovere una attuazione del Foia sempre più rigorosa, uniforme ed efficace.

Dalla nota si apprende anche che assieme alla circolare è stato pubblicato un documento con indicazioni operative per l’implementazione del registro degli accessi Foia. Il documento descrive le modalità di riutilizzo di sistemi di protocollo informatico e gestione documentale per la realizzazione del registro degli accessi.

 

pago pa 2

Crescono le transazioni effettuate tramite PagoPA: i dati dei primi cinque mesi del 2019, diffusi dal team per la trasformazione digitale, rivelano che il valore delle operazioni è di circa 3,4 miliardi di euro, + 717% rispetto allo stesso periodo del 2018.

PagoPA permette di eseguire, tramite i prestatori di servizio di pagamento (PSP) aderenti, i pagamenti diretti a tutte le amministrazioni e gli enti pubblici, alle società pubbliche e alle aziende private che aderiscono all'iniziativa e che forniscono servizi al cittadino.

Tramite il sistema si possono pagare tributi, tasse, utenze, rette, quote associative, bolli e ogni altro tipo di pagamento.

Il vantaggio è l'utilizzo di un sistema in modalità standardizzata, previsto dalla legge, più in linea con le esigenze dei cittadini, semplice, affidabile e non oneroso per le diverse organizzazioni pubbliche.

riuso dati

Lo scorso 26 giugno 2019, sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea è stata pubblicata la Direttiva (UE) 2019/1024 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019, relativa all'apertura dei dati e al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico.

Dopo  la sua adozione nel 2003 e la significativa revisione del 2013 ora la Direttiva è stata rilanciata tenendo conto dei profondi cambiamenti tecnologici e sociali avvenuti negli ultimi cinque anni, contemplando allo stesso tempo la normativa di riferimento sulla gestione dei dati.

Nello scorso febbraio, Agid aveva fornito informazioni e chiarimenti sul percorso di revisione che ha portato alla pubblicazione della nuova Direttiva.

 

cst3

Il Presidente della Provincia di Lecco Claudio Usuelli ha assegnato al Consigliere provinciale Felice Rocca la delega al Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco.

“Alla luce delle molteplici attività già svolte in ambito di Cst e delle importanti sfide che ci attendono su diverse tematiche, tra cui la transizione al digitale e l’attuazione di numerose progettualità – spiega il Presidente Usuelli – ho ritenuto opportuno affidare al Consigliere Rocca una delega specifica, per seguire al meglio questo percorso fondamentale per la Provincia di Lecco e per gli enti aderenti”.

“Ho accettato molto volentieri questa delega – aggiunge il Consigliere provinciale Rocca e ho già preso visione delle innumerevoli attività svolte a favore degli enti aderenti, a cui il Cst fornisce servizi di qualità a costi contenuti e con notevoli risparmi proprio grazie a questa particolare forma di aggregazione. Nel prossimo futuro dovremo svolgere azioni di marketing territoriale per ampliare il numero degli enti aderenti. Il prossimo martedì 16 luglio si terrà l’Ufficio di Presidenza del Cst, in vista dell’Assemblea degli enti aderenti prevista a settembre, con la presentazione del consuntivo 2019 e delle attività progettuali previste a partire dal 2020”.

 

big data

Sui siti di Agcom-Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, dell'Autorità Garante per la Protezione dei dati personali e dell'Agcm-Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è uscito il documento congiunto Big Data: linee guida e raccomandazioni di policy che contiene 11 punti chiave sui big data, tra linee guida di cooperazione sul tema e raccomandazioni di policy condivise dalle tre Autorità.

Si tratta di un'indagine realizzata dalle tre Autorità dedicata allo studio e alla comprensione delle implicazioni per la privacy, la regolazione, la tutela del consumatore e l'antitrust, che derivano dallo sviluppo dell'economia digitale, in particolare dal fenomeno dei big data.

E' previsto a breve un ulteriore documento conclusivo con i rapporti finali.

 

qualita

Nel mese di luglio verrà presentata all'organismo di Certificazione della Qualità Certiquality la proposta di certificazione dei servizi erogati dal Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco. 

La certificazione di qualità delle procedure potrà migliorare l'efficienza e l'efficacia dei processi interni e costituire uno strumento di organizzazione per raggiungere gli obiettivi e migliorare la soddisfazione degli utenti, favorendo la trasparenza in un'ottica di miglioramento continuo.

 

osservatorio digitale

I Comuni hanno un ruolo centrale come principale interfaccia tra cittadini e pubblica amministrazione e nel processo di modernizzazione delle strutture pubbliche per garantire servizi pubblici di eccellenza che rispondano ai bisogni dell'utenza.

Per accompagnare e accelerare le iniziative di digitalizzazione degli enti locali e  monitorare lo stato di avanzamento di alcuni progetti inseriti nel Piano triennale che l'Osservatorio Agenda digitale del Politecnico di Milano ha creato un framework che può valutare il livello di maturità per l'attuazione del Piano triennale. Cambiando il modello di analisi l'Osservatorio dice che c'è ancora da fare un grande sforzo organizzativo per rendere i servizi pubblici digitali.

A proposito di PagoPA, operativo entro il 31 dicembre di quest'anno, a marzo 2019 circa il 10% dei Comuni ha dichiarato di aver attivato tutti i servizi su pagoPA e solo il 14% ha dichiarato che intende attivare tutti i servizi di pagamento gestiti dall'amministrazione su pagoPA entro il 2019. Solo il 3% dei Comuni ha fatto lo switch-off, chiudendo qualsiasi altro canale di pagamento per almeno un servizio.

Sugli open data, per capire se c'è un risultato sostenibile nel tempo è necessario essere consapevoli di quali dati vengono pubblicati, della loro qualità e soprattutto delle caratteristiche del loro processo di pubblicazione. Un'indagine dell'Osservatorio eGovernment del 2018 evidenzia che solo il 7% dei Comuni ha strutturato un vero e proprio processo di gestione e valorizzazione del dato. Al contrario, quasi il 60% di coloro che pubblicano presentano una scarsa qualità dei dati, per inadeguata o assente formalizzazione dei processi di gestione dei dati.


www.osservatori.net

 

privacy corso

Giovedì 4 luglio dalle 9.00 alle 14.00, nella sala consiliare della Provincia di Lecco, si terrà il corso in materia di adeguamento al Regolamento europeo 2016/679 Gdpr, proposto dal Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco agli enti aderenti. 

Argomenti in agenda: ruoli e responsabilità, registro dei trattamenti, aspetti di sicurezza informatica, di gestione documentale, informative.

Docente: Avvocato Ernesto Belisario - Studio E-Lex, DPO della Provincia di Lecco. 

Il corso è rivolto a: segretari comunali, responsabili dei servizi, responsabili della transizione digitale, responsabili della gestione documentale, dei sistemi informativi e a tutti coloro che all'interno del proprio ente si occupano di gestione della privacy. 

Per partecipare: inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure telefonare allo 0341 295295.

comunicazione

Casi di querele o sanzioni rivolte a singoli amministratori pubblici e causate da semplici errori formali nel relazionarsi con i cittadini o da comunicazioni errate dal punto di vista legale sono ormai un dato di fatto cui assistiamo sempre più spesso.

Compubblica propone ai nuovi amministratori (sindaci, assessori, consiglieri comunali, presidenti e consiglieri di società partecipate) e a chi gestisce gli strumenti di comunicazione tecnologici un seminario, 'cassetta degli attrezzi', per approfondire, attraverso esercitazioni, analisi e momenti di confronto, gli elementi tecnici e giuridici fondamentali per utilizzare e presidiare con efficacia e correttezza il flusso comunicativo ed evitare così inutili sanzioni o denunce.

Quattro ore, dal titolo Comunicazione efficace: una strategia al servizio del cittadino, durante le quali verranno trattati argomenti le cui principali aree saranno riferite alla pubblica amministrazione come sistema relazionale; alla comunicazione politica e istituzionale e all'informazione; alla comunicazione integrata; alla pubblica amministrazione digitale, in particolar modo alle opportunità, ai rischi e alle nuove regole di presenza in rete e sui social media, alla trasparenza e al rispetto della privacy.

Il seminario è previsto per fine settembre a Milano.

Per informazioni, scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonare allo 02 67100712

osservatorio digitale

La Provincia di Lecco partecipa all'Osservatorio Agenda digitale del Politecnico di Milano, riunitosi per il primo appuntamento lo scorso 17 giugno, che ha come obiettivi il monitoraggio e l'accelerazione della trasformazione digitale del Paese.

Partecipano ai lavori dell'Osservatorio circa 80 attori istituzionali, tra cui pubbliche amministrazioni a livello centrale e territoriale e imprese del settore interlocutrici della PA, in particolare: AgID, Team per la trasformazione digitale istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Università, Comuni, Regioni e Province.

Fra gli obiettivi dell'Osservatorio rientra l'identificazione delle criticità e dei possibili driver di sviluppo per recepire il Piano triennale per l'informatica nella Pa, con particolare attenzione alle difficoltà dei piccoli Comuni rispetto alle tematiche della transizione digitale e della governance.

La partecipazione della Provincia di Lecco, capofila del Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco, ai lavori dell'Osservatorio può costituire un passo efficace per favorire la digitalizzazione degli enti aderenti.

I lavori dell'Osservatorio riprenderanno il prossimo 18 settembre con approfondimento degli aspetti relativi al procurement pubblico, in particolare: aggregazione degli acquisti, digitalizzazione dei processi  di acquisto e opportunità, efficacia della governance del procurement pubblico. 

Tutte le attività dell'Osservatorio si concludono con l'impegno  a produrre e veicolare raccomandazioni ai decisori chiave di ogni ambito tematico affrontato.

 

anagrafe click

Anagrafe Click è l’applicazione di consultazione anagrafica che il Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco mette a disposizione degli enti aderenti ed è rivolta alle forze dell’ordine e agli organismi che hanno necessità di consultare i dati dell’anagrafe di diversi Comuni.

Questa applicazione prevede aggiornamenti dalle banche dati dei singoli Comuni in modo da fornire un accesso il più possibile aggiornato e sicuro ai dati dei cittadini residenti.

Le procedure di importazione dati dai database dei singoli Comuni sono state migliorate con il passaggio al protocollo criptato Scp: Secure Copy Protocol.

La nuova modalità di importazione è stata attivata per il Comune di Colico e nel corso dei prossimi mesi verrà estesa anche agli altri Comuni aderenti al servizio.

pago pa 2

Il portale dei pagamenti elettronici LeccoGOV, realizzato dal Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco attraverso il riuso della soluzione sviluppata dalla Provincia di Brescia, prenderà il via il prossimo 5 luglio secondo la programmazione prevista, nell'ambito dei contributo economico erogato da Regione Lombardia per il pagoPA.

La soluzione sarà utilizzata per i pagamenti elettronici dagli 8 enti che hanno aderito al progetto unificato del Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco e sarà disponibile anche per altri enti aderenti che ne facciano richiesta.

Sarà programmato inoltre un incontro presso la Provincia di Lecco per mostrare le funzionalità operative del portale LeccoGOV utilizzate dai Comuni del Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco.

pari opportunita

Il Ministro per la pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle pari opportunità Vincenzo Spadafora hanno emanato la Direttiva recante Misure per promuovere le pari opportunità e rafforzare il ruolo dei Comitati Unici di Garanzia nelle amministrazioni pubbliche.

Con la direttiva sono definite le linee di indirizzo volte a orientare le amministrazioni pubbliche in materia di promozione della parità e delle pari opportunità.

Questo ai sensi del decreto legislativo 198/2006, Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, che delineano la valorizzazione del benessere di chi lavora e contrasto a qualsiasi forma di discriminazione.

Sono questi i contenuti principali della Direttiva 2/2019 della Funzione pubblica.

La direttiva sostituisce la direttiva 23 maggio 2007 Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche. E aggiorna alcuni degli indirizzi forniti con la direttiva 4 marzo 2011 sulle modalità di funzionamento dei «Comitati Unici di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni».

In particolare, le amministrazioni pubbliche sono tenute a garantire e a esigere l’osservanza di tutte le norme vigenti in linea con i principi sanciti dalla Costituzione, vietano qualsiasi forma di discriminazione diretta o indiretta in ambito lavorativo, quali quelle relative al genere, all’età, all’orientamento sessuale, alla razza, all’origine etnica, alla disabilità, alla religione o alla lingua.

Si riportano di seguito le principali disposizioni vigenti volte a prevenire e contrastare le discriminazioni in ambito lavorativo:

  • divieto di discriminazione nell’accesso al lavoro (articolo 15 legge 300/1970 e articoli 27 e 31 decreto legislativo 198/2006)
  • obbligo del datore di lavoro di assicurare condizioni di lavoro tali da garantire l’integrità fisica e morale e la dignità dei lavoratori, tenendo anche conto di quanto previsto dall’articolo 26 decreto legislativo 198/2006 in materia di molestie e molestie sessuali
  • divieto di discriminazione relativo al trattamento giuridico, alla carriera e al trattamento economico (articoli 28 e 29 decreto legislativo 198/2006)
  • discriminazione relativo all’accesso alle prestazioni previdenziali (articolo 30 decreto legislativo 198/2006)
  • divieto di porre in essere patti o atti finalizzati alla cessazione del rapporto di lavoro per discriminazioni basate sul sesso (articolo 15 legge 300/1970), sul matrimonio (articolo 35 decreto legislativo 198/2006), sulla maternità – anche in caso di adozione o affidamento – e a causa della domanda o fruizione del periodo di congedo parentale o per malattia del bambino (articolo 54 decreto legislativo 151/2001)

Sanzioni su violazione divieti

La violazione di questi divieti, ribaditi dalla normativa comunitaria (articoli 4, 5 e 14 direttiva 2006/54/CE), comporta:

  • la nullità degli atti
  • l’applicazione di sanzioni amministrative
  • l’obbligo di reintegrazione nel posto di lavoro
  • oltre naturalmente alle conseguenze risarcitorie nel caso di danno

vigano edit

Il Comune di Viganò Brianza ha comunicato l'interesse ad aderire al Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco; a breve quindi verrà sottoscritta la Convenzione per l'erogazione dei servizi, dopo il passaggio della delibera in Consiglio comunale.

E' stato effettuato un incontro tecnico presso il Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco e il Comune ha aderito al Progetto Transizione digitale.

La fiducia accordata al Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco costituisce un ulteriore stimolo al miglioramento continuo dell'efficienza e efficacia dei servizi erogati.

 

digitalizzazione

Qual è la procedura da seguire per la corretta nomina del responsabile per la transizione al digitale nel nostro comune e quali sono le sue competenze?

La Circolare del Ministro per la pubblica amministrazione 3/2018, emanata per sollecitare tutte le amministrazioni pubbliche a individuare al loro interno il Responsabile per la transizione al digitale (RTD) previsto dal CAD, costituisce una utile guida per gli enti che, nonostante l’obbligo di effettuare tale adempimento a partire dal 14 settembre 2016 (articolo 17 CAD), non vi abbiano ancora provveduto.

Ancora persiste forse l’opinione che si tratti di un ulteriore adempimento burocratico e non di una figura essenziale, chiamata a svolgere un ruolo centrale per la concreta applicazione nei territori, degli indirizzi dettati dall’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale).

Un passaggio significativo è rappresentato dal fatto che la figura è di diretta nomina del vertice dell’Amministrazione.

Nel caso di un Comune, essa deve essere diretta emanazione del Sindaco e della Giunta. Questo aspetto è sintomatico della chiara volontà del legislatore di ricondurre immediatamente al vertice dell’amministrazione la governance della transizione al digitale.

Per questa sua caratteristica, il Responsabile per la transizione al digitale:

  • in quanto ufficio dirigenziale (per legge) sarà sovraordinato, nelle sue attività, alle altre figure apicali, compreso il Segretario generale
  • in quanto figura interna all’Amministrazione non può essere un consulente esterno
  • il Responsabile dovrà essere dotato di competenze in materia organizzativa/manageriale, informatica e di informatica giuridica

Un errore da evitare dovrebbe essere quello di far ricadere la nomina su tre tipologie di soggetti:

  • i responsabili dei CED o “dell’informatica”
  • i Segretari generali
  • i dipendenti privi di specifiche competenze

Sommare competenze informatiche e organizzative

A tal proposito è stato fatto notare che nell’ambito della pubblica amministrazione non è consueto imbattersi in figure professionali in grado di sommare le competenze informatiche e quelle organizzative/manageriali.

Manca infatti nei titolari di competenza informatica, anche se di alto livello, una cultura organizzativa che un potere tale da indirizzare le scelte di cambiamento necessarie.

Per contro le figure professionali con capacità e poteri organizzativi, molto spesso, finiscono con l’esercitarli in modo burocratico. Restando in ambito organizzativo, lo stesso CAD prevede la possibilità per le amministrazioni diverse dalle amministrazioni dello Stato di esercitare le funzioni di RTD anche in forma associata.

Tale opzione organizzativa, raccomandata specialmente per le pubbliche amministrazione di piccole dimensioni, può avvenire in forza di convenzioni. O, per i Comuni, anche mediante l’Unione di Comuni.

La convenzione disciplinerà anche le modalità di raccordo con il vertice delle singole amministrazioni. Le funzioni dovranno riguardare un unico ufficio dirigenziale, fermo restando il numero complessivo degli uffici.

Riepilogando, una volta nominato, il RTD:

  • risponde direttamente all’organo di vertice politico (nel caso dei Comuni al Sindaco) o, in sua assenza, a quello amministrativo dell’ente (Segretario comunale)
  • pone in essere tutte le azioni necessarie per la realizzazione di servizi pubblici rivisitati, in un’ottica che ne preveda la piena integrazione con le nuove tecnologie
  • pianifica e coordina gli acquisti di soluzioni e sistemi informatici, telematici e di telecomunicazione, al fine di garantirne la compatibilità con gli obiettivi di attuazione dell’agenda digitale e con quelli stabiliti nel piano triennale
  • garantisce la piena operatività della propria attività, costituendo tavoli di coordinamento con gli altri dirigenti dell’amministrazione, proponendo l’adozione di circolari e atti di indirizzo sulle materie di propria competenza (ad esempio in materia di approvvigionamento di beni e servizi)
  • ha il potere di avvalersi dei più opportuni strumenti di raccordo e consultazione con le altre figure coinvolte nel processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione (responsabili per la gestione, responsabile per la conservazione documentale, responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza, responsabile per la protezione dei dati personali)

Garante Unico per i diritti digitali

Si ritiene utile infine segnalare che la figura del Difensore civico per il digitale per ciascuna pubblica amministrazione non è più necessaria, in quanto la nuova versione del Codice dell’amministrazione digitale (CAD) ha introdotto il Garante Unico per i diritti digitali, correggendo la precedente versione che prevedeva un difensore civico per ogni pubblica amministrazione.

L’aspetto nuovo consiste nel fatto che la figura diventa unica per tutto il territorio nazionale (articolo 17, comma 1- quater del CAD con le modifiche introdotte dal decreto legislativo 217/2017 entrato in vigore il 27 gennaio 2018), potendosi avvalere del Difensore civico digitale unico e indipendente istituito presso l’AgID. Qualora già nominato occorrerà revocarlo non avendo più ragion d’essere.

 

  

gioconda 2

Un progetto Interreg per la gestione degli open data. È in sintesi il progetto GIOCOnDa, acronimo di “Gestione integrata e olistica del ciclo di vita degli open data”, che è stato presentato venerdì 21 giugno nella sede di Regione Lombardia, alla presenza dell’Autorità di Gestione del programma Interreg che sostiene anche progetti transfrontalieri che coinvolgono diverse realtà pubbliche e private.

Il progetto GIOCOnDa vede come capofila italiano il Politecnico di Milano e come capofila svizzero l’università Supsi. Gli altri partner coinvolti sono: Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Provincia di Lecco, EasyGov, Varese Web, Fondazione Bruno Kessler.

GIOCOnDa è finanziato per 1.076.458,31 euro e 546.100,00 franco svizzeri nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera. Il Programma è coordinato dall’Autorità di Gestione Regione Lombardia e co-finanziato dall’Unione europea, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, dallo Stato Italiano, dalla Confederazione elvetica e dai Cantoni. Il progetto, iniziato ufficialmente nell’aprile scorso con l’approvazione definitiva, avrà una durata di due anni, entro i quali saranno raggiunti gli obiettivi presentati durante l’incontro di venerdì 21 giugno.

Gli obiettivi del progetto sono stati presentati da Luca Tangi e Irene Vanini, ricercatori del politecnico di Milano. «Coerentemente con gli obiettivi del programma Interreg e in particolare con il quinto asse, dedicato alla governance, gli obiettivi generali di GIOCOnDa sono rafforzare la governance transfrontaliera e le capacità di coordinamento e collaborazione delle pubbliche amministrazioni italiane e svizzere della Regio Insubrica. Altro obiettivo è il miglioramento dei processi di partecipazione degli stakeholder - imprese e società civile dei territori coinvolti - insistendo su diverse criticità dell’area: la mancanza, il disallineamento e il sottoutilizzo di informazioni Comuni e l’onerosità di condivisione dati. Individuati i fabbisogni informativi del sistema degli utenti PA e stakeholder, il progetto si preoccupa di selezionare e analizzare i relativi dati disponibili, rendendone omogenee le strutture per favorire l’integrazione, l’interoperabilità e l’esposizione, tramite un portale dedicato alla Regio Insubrica».

Durante la presentazione di venerdì è intervenuto Enzo Galbiati, Dirigente Direzione Generale Enti locali, montagna e piccoli Comuni dell’Autorità di Gestione del Programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera: «Abbiamo apprezzato il contenuto del progetto che si dimostra ambizioso: colmare le lacune nella condivisione degli open data».

Aspettativa che si augura anche la coordinazione regionale Interreg del Canton Ticino: «Il progetto Gioconda rientra nell’asse 5 della governance, forse quello che meglio si addice al sorriso della famosa donna leonardesca. Le forti competenze del partenariato italo-svizzero siamo certi che permetteranno nel corso dei mesi di colmare una lacuna fondamentale per la crescita del territorio».

I rappresentanti del partenariato del progetto GIOCOnDa hanno poi espresso le proprie aspettative. Secondo Michele Benedetti, Direttore degli Osservatori eGovernment e Agenda Digitale Politecnico di Milano «gli open data sono un elemento strategico a livello europeo. Solo il 7 per cento dei Comuni hanno una gestione virtuosa dei dati. La ricerca che abbiamo condotto nel 2018 dimostra che si è in crescita da questo punto di vista, ma si può fare meglio».

Lorenzo Sommaruga, Professore al Dipartimento tecnologie innovative Responsabile del Laboratorio sistemi semantici e multimediali della SUPSI: «Finalmente siamo riusciti a partire con un gruppo interessante per iniziare a lavorare insieme con diverse PA coinvolte».

Per Daniele Crespi, responsabile Innovazione Digitale Direzione Strategie e innovazione dell'offerta Lombardia Informatica «il ruolo di Regione Lombardia con gli Enti del territorio è fondamentale. Nel 2012 siamo partiti con il portale dedicato agli open data e abbiamo detto a tutti gli Enti del territorio che potevano usarlo gratuitamente. Oggi abbiamo lanciato iniziativa nuova: indicare quali sono i dati utili e gli standard per avere dati omogenei. Il risultato sono 100 Comuni che hanno aderito e messo in comunicazioni dati in forma automatica e standard comparabile». Secondo Francesca De Chiara, ricercatrice della Fondazione Bruno Kessler «questo progetto è un’opportunità notevole perché ad oggi in Italia non si stanno facendo rilevazioni sistematiche dell’uso e riuso dei dati aperti». La Provincia di Lecco ha coinvolto un gruppo di Comuni «ottenendo iniziale partecipazione. Oggi ci proponiamo di approfondire gli open data affinché siano percepiti dagli Enti come un’opportunità e non come un adempimento agli obblighi di legge, che pure esiste. Per una amministrazione aperta e moderna». Impegnata anche la Provincia di Brescia: «Abbiamo 10 Enti che pubblicano ciascuno 10 dataset, scelti tra quelli del paniere proposto da Regione Lombardia».

Secondo Marco Albertini, Consulente EasyGov, «l’esigenza preliminare dei Comuni è di individuare i dati da pubblicare, quindi un assessment che indentifichi le caratteristiche fondamentali che il dato deve avere. Altra attenzione è l’opportunità di pubblicazione del dato, la potenziale utilità. Più di che cosa viene pubblicato è importante come si pubblica, in modo da porre attenzione a un processo di pubblicazione che si stabilizzi». Per la fruizione finale dei dati è intervenuto Tomaso Bassani per Varese Web sulla «comunicazione giornalistica per gli open data. Abbiamo uno spettro di osservazione più ampio grazie al festival di giornalismo Glocal, dove si organizzano costantemente dei percorsi che riguardano gli open data e il data journalism. In tutte le redazioni si stanno formando persone per la gestione anche giornalistica dei dati. L’evoluzione tecnologica insieme alla crescita di sensibilità ha permesso una prima diffusione, anche nelle redazioni più piccole di cultura di attenzione al dato, come base del lavoro giornalistico. L’opinione pubblica ha un ruolo importante nel contesto della messa a disposizione del dato».

Nei prossimi mesi il progetto GIOCOnDa prenderà ulteriormente forma coinvolgendo pubbliche amministrazione e imprese del territorio insubrico, per arrivare a creare una piattaforma online.