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News dal CST

nuovo logo pago pa

Martedì 1 ottobre dalle 9.30 alle 11.30, nella sala consiliare della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombarda 4 a Lecco, si terrà un incontro promosso dal Centro servizi territoriale con la collaborazione di EasyGov Solutions per presentare a tutti gli enti aderenti le funzionalità operative del portale dei pagamenti elettronici PagoPa LeccoGov, realizzato dal Cst della Provincia di Lecco attraverso il riuso della soluzione sviluppata dalla Provincia di Brescia.

La soluzione, che ha preso il via lo scorso 5 luglio nell'ambito dei contributo economico erogato da Regione Lombardia per il pagoPA, è utilizzata per i pagamenti elettronici dagli 8 enti che hanno aderito al progetto unificato del Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco e sarà disponibile anche per altri enti aderenti che ne facciano richiesta.

 

pa digitale

Su Agenda digitale, un articolo a firma di Giovanni Manca fa il punto sui principali progetti di trasformazione digitale della pubblica amministrazione. Le iniziative oggetto di attenzione sono le seguenti:

  • Anagrafe nazionale della popolazione residente
  • PagoPA
  • Sistema pubblico di identità digitale
  • Carta d’identità elettronica
  • Open source
  • Cloud pubblico
  • Servizi digitali
  • Design dei servizi digitali
  • IO, app dei servizi pubblici
  • Open data
  • Responsabili per la transizione al digitale

Per ogni asse d’intervento si forniscono dati e altre informazioni circostanziate sullo stato di avanzamento. Quindi l’esperto formula una riflessione sui nodi critici che hanno ostacolato e talvolta continuano a ostacolare i percorsi di riforma e innovazione in atto.

 

pa digitale

Nell’ambito delle attività di informazione verso i proprio enti aderenti il Centro servizi territoriale delle Provincia di Lecco ospiterà a fine settembre un incontro con l'operatore economico PADigitale per la presentazione delle nuove proposte e soluzioni relative ai servizi nei vari ambiti dell’innovazione tecnologica (segreteria, contabilità, servizi on line, trasparenza).

Seguiranno a breve informazioni più dettagliate.

data center1

Su Agenda Digitale è stato pubblicato l’articolo Stop ai datacenter nei piccoli Comuni: guida pratica alla migrazione, a firma di Andrea Tironi.

Serviranno procedure specifiche e particolare attenzione per eliminare i datacenter nei piccoli Comuni e migrarli al cloud.

Migrazione al cloud dei data center della PA è uno degli obiettivi ripresi nel nuovo Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2019-2021 (era già presente nel Piano triennale 2017-2019).

Ma date le condizioni di molti enti italiani, per la maggior parte di piccole dimensioni, sarà un obiettivo complicato.

È possibile renderlo però più fattibile grazie a un framework di azioni che, partendo dalla gestione delle basi di dati si interseca con la gestione dei dati sensibili ivi contenuti, considerando quindi il Gdpr e la privacy che sono strettamente correlate alla cyber security.

Tutti questi temi riguardano il responsabile della transizione al digitale che deve essere preparato sempre più multidimensionalmente per riuscire a raggiungere i suoi obiettivi.

La razionalizzazione dei data center della Pa

L’obiettivo dello spostamento in cloud dei datacenter della Pa è quello di ridurne il numero, dagli 11.000 censiti attualmente.

Tra questi 11 mila data center c’è anche quello che fa capo a 50 Comuni del territorio del cremasco e che abbiamo censito all’interno della valutazione dei data center avvenuta nel 2018.

Inoltre ci sono i data center dei nostri 50 comuni, che si riducono a semplici server sotto una scrivania, nei pressi di un armadio, in una stanza adibita a “sala server”.

Ci sono poi anche i server (che definire data center è un po’ eccessivo) dei circa 8.000 Comuni italiani. Ipotizzando che degli 8.000 Comuni, alcuni di questi siano comunque aggregati in unioni o siano associati in entità di più grossa dimensione dal punto di vista informatico, più della metà dei data center censiti si trova all’interno di Comuni di piccole dimensioni considerato che la maggior parte dei Comuni italiani (80%) è sotto i 15.000 abitanti.

Questo vuol dire che non ci sono risorse tecnologiche, economiche, di management e organizzative per riuscire a supportare l’eliminazione del datacenter con passaggio in Cloud con semplicità.

 

gestione documentale 1

Forum PA Campus organizza a Roma il Campus Gestione documentale, ciclo di seminari e workshop sui modelli e sistemi di archiviazione nella pubblica amministrazione per analizzare e approfondire i principi di base dei sistemi documentari digitali e gli strumenti necessari a sostenere la qualità della formazione e conservazione degli archivi pubblici. 

Il ciclo è diretto ai responsabili della gestione documentale e ai responsabili della conservazione digitale in ambito pubblico e privato, ma anche a coloro che intendono affrontare la digitalizzazione dei patrimoni documentari posseduti. È utile anche a chi sviluppa soluzioni e servizi nel campo della gestione documentale. 

Il percorso sarà organizzato in quattro cicli tematici, a loro volta articolati in incontri su argomenti specifici:

La gestione documentale (4 incontri)

  • 25 settembre - Documento amministrativo informatico e identità digitali 
  • 2 ottobre - La formazione dell’archivio digitale: il ruolo della registrazione e della classificazione d’archivio 
  • 9 ottobre - Classificare non basta: le aggregazioni documentarie (fascicoli informatici e serie). Il manuale di gestione
  • 16 ottobre - Policy e responsabilità per la gestione documentale. La qualità delle piattaforme documentali

La conservazione (4 incontri)

  • 23 ottobre - Principi e standard per la conservazione digitale
  • 30 ottobre - Gli standard di riferimento (OAIS Open Archival Information System) 
  • 6 novembre - La certificazione dei depositi digitali e le norme internazionali 
  • 13 novembre - Il modello di conservazione e accreditamento italiano 

Lo scarto (2 incontri)

  • data da definire - Principi e criteri per la selezione e lo scarto di documenti archivistici 
  • data da definire - Il piano di conservazione nella normativa vigente e nella prassi 

Il GDPR e la gestione dei documenti (2 incontri)

  • data da definire - Il GDPR: com’è cambiata la protezione dei dati e le Linee guida sull’applicazione del GDPR negli archivi 
  • data da definire - GDPR e gestione degli archivi cartacei e digitali: come adeguarsi alla normativa

Tutte le info sui dettagli e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito fpadigitalschool.digital360.it.

Leggi l’intervista di Eleonora Bove a Mariella Guercio, cui è affidata la supervisione scientifica e la conduzione del Campus.

 

gdpr1

In occasione del primo "compleanno" del Gdpr (l Regolamento generale europeo sulla protezione dei dati) Eurobarometro ha realizzato un sondaggio diffuso dalla Commissione europea il cui commento incoraggiante - I cittadini europei sono diventati più consapevoli dei loro diritti digitali e questa notizia è incoraggiante. Tuttavia solo tre europei su dieci hanno sentito parlare di tutti i loro nuovi diritti in materia di dati - significa anche che sulla protezione dei dati c'è ancora parecchio lavoro da fare. Lavoro di educazione e per la conoscenza dei diritti ai cittadini europei, per la comprensione e la trasparenza delle informative alle organizzazioni, alle società e aziende.

Il quadro della ricerca mostra che il 73% degli intervistati, su 27 mila del campione Eurobarometro, ha sentito parlare di almeno uno dei sei diritti garantiti dal Regolamento. Il 67% degli intervistati dichiara di conoscere il Regolamento sulla protezione dei dati, il 57% conosce l'Autorità nazionale per la privacy del proprio paese. Però, sul 60% degli europei che leggono le informative sulla privacy, solo il 13% le legge integralmente, perché le informative sono troppo lunghe, complesse o troppo difficili da capire.

I valori più alti di informazione tra i cittadini sono per il diritto ad accedere ai propri dati (65%), per il diritto di rettificare i dati errati (61%), per il diritto di opporsi alla ricezione di messaggi di marketing diretto (59%) e per il diritto che i propri dati siano cancellati (57%). Dai risultati emerge però che il 62% degli intervistati teme di non avere il controllo completo dei dati personali forniti on line.

 

anagrafe click

Con la sentenza 3780 del 2019, il Consiglio di Stato ha stabilito che, pur se con certe limitazioni, l’istituto dell’accesso civico generalizzato deve essere applicato anche nel settore degli appalti pubblici, permettendo ai soggetti terzi non coinvolti nelle procedure di gara, di ottenere tutta la documentazione di riferimento una volta concluse le fasi di valutazione e assegnazione degli appalti. 

La sentenza è stata oggetto di commento e approfondimento su Giurdanella.it.

pa digitale

E' stato recentemente rilevato (Rapporto Agi-Censis) che il 73,2 degli italiani dalla digitalizzazione della pubblica amministrazione si aspettava un ritorno in termini di semplificazione, ma soltanto il 30,8% del campione ha dichiarato che, grazie ai servizi on line, ha ottenuto un reale vantaggio. Il gap è alto anche se riferito alla velocità delle procedure: se il 72,2% se l'aspettava solo il 40,6% dice di averla riscontrata.

Forte squilibrio anche tra quanto desiderato e quanto effettivamente ricevuto pure per quanto riguarda la chiarezza delle informazioni e la trasparenza dei processi. La mancanza di semplificazione delle procedure on line rispetto a quelle tradizionali è uno dei fattori cruciali della mancata diffusione dei canali digitali. Utenti abituati a interfacciarsi in maniera semplice e veloce con le applicazioni digitali nel settore privato, disegnate proprio per essere fruibili da tutti soprattutto attraverso i dispositivi mobili, mal sopportano le procedure complesse, le lungaggini e le complicazioni dei sistemi "pubblici" focalizzati più sulla procedura e sulla correttezza amministrativa piuttosto che sull'accesso al servizio e sulla user-friendliness.

Guardando ai singoli servizi on line offerti dalla Pa, se un tasso di conoscenza elevato è registrato dalla posta certificata (72,7%) e dalla fatturazione elettronica (65,6%), un risultato negativo è segnato invece da innovazioni come il Sistema pubblico di identità digitale (Spid), conosciuto soltanto dal 41,8% degli italiani o il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) (32,2%).

cie1

Su Agenda Digitale è stato pubblicato l’approfondimento La Carta d’identità elettronica per accedere a servizi pubblici e privati, ecco come, a firma di Giovanni Manca.

La Carta d’identità elettronica (CIE) è uno strumento con numerose potenzialità nella vita quotidiana. Soprattutto ha tutte le carte in regola per diventare l’anello di congiunzione tra cittadino e servizi pubblici e privati.

accesso civico

Il Ministro per la pubblica amministrazione ha adottato la circolare 1/2019, contenente indicazioni in materia di “attuazione delle norme sull’accesso civico generalizzato (Foia)”.

Sul sito foia.gov.it, una nota presenta le principali novità contenuti nel documento:

  • la promozione dell’utilizzo di soluzioni tecnologiche per la semplificazione dell’accesso dei cittadini e della gestione delle richieste, valorizzando il ruolo dei Responsabili per la transizione digitale
  • l’individuazione di obiettivi dirigenziali legati all’attuazione del decreto trasparenza
  • il rafforzamento della partecipazione dei controinteressati al procedimento, consentendo il loro coinvolgimento anche alla fase di riesame, semplificando le attività di notifica
  • la definizione del termine per proporre le istanze di riesame ed evitare incertezza circa la durata del procedimento
  • alcuni chiarimenti in merito al principio di gratuità del Foia, in quanto la barriera economica non può configurarsi come un ostacolo all’esercizio del diritto

La circolare vuole dare risposta alle numerose esigenze emerse nel corso dei primi due anni dall’introduzione della normativa sull’accesso civico generalizzato grazie anche a un costante dialogo con le amministrazioni e le associazioni della società civile, realizzato con il supporto del gruppo di lavoro del progetto Centro di competenza Foia.

La circolare rappresenta il primo risultato di un percorso congiunto avviato dal Dipartimento della funzione pubblica con l’Autorità nazionale anticorruzione e il Garante per la protezione dei dati personali per individuare soluzioni tecniche e interpretative adeguate e promuovere una attuazione del Foia sempre più rigorosa, uniforme ed efficace.

Dalla nota si apprende anche che assieme alla circolare è stato pubblicato un documento con indicazioni operative per l’implementazione del registro degli accessi Foia. Il documento descrive le modalità di riutilizzo di sistemi di protocollo informatico e gestione documentale per la realizzazione del registro degli accessi.

 

Progetto senza titolo 3

Il Ministero per la Pubblica Amministrazione ha adottato la circolare 1/2019 sulla “Attuazione delle norme sull’accesso civico generalizzato”, il cosiddetto FOIA. In questo modo, finalmente, chiarisce alcuni punti e questioni tecniche lasciate finora in sospeso.

La circolare porta con sé una serie di importanti cambiamenti.

PRIMA DELLA CIRCOLARE

Non sono previste soluzioni per la digitalizzazione della gestione delle istanze, ma alcune Pa hanno già un protocollo informatico digitalizzato.

Il rilascio di informazioni o documenti richiesti è gratuito, salvo i costi per “la riproduzione su supporti materiali”. Non sono specificate le tariffe.

La PA è obbligata a notificare i contro-interessati nel momento in cui i documenti o le informazioni richieste coinvolgano terze persone.

Nessun limite temporale per proporre domanda di riesame.

Nessuno strumento tecnologico supporta l’inoltro di istanze d’accesso.

Non si parla di diritto alla privacy per il richiedente, nel momento in cui la sua istanza viene inoltrata ai contro-interessati.

Nessuna autorità preposta a sanzionare la mancata risposta da parte della PA.

CIRCOLARE FOIA 1/2019

Si raccomanda a tutte le PA ancora sprovviste l’utilizzo di un protocollo informatico digitalizzato per la gestione delle istanze.

Il rilascio di informazioni o documenti resta gratuito e vengono chiariti i costi di riproduzione che devono essere inseriti in un tariffario e forniti al richiedente.

Posta maggiore attenzione sulla notifica ai contro-interessati e al loro diritto di difesa.

Limite di 30 giorni dalla decisione di prima istanza per proporre domanda di riesame.

Necessità di uno strumento tecnologico che aiuti il cittadino nell’individuare la PA e la tipologia di accesso agli atti.

Non si parla di diritto alla privacy per il richiedente, nel momento in cui la sua istanza viene inoltrata ai contro-interessati.

Nessuna autorità preposta a sanzionare la mancata risposta da parte della PA.

Fra le novità introdotte, sembra molto interessante – e da valutare appena sarà presentato – lo strumento tecnologico che il Dipartimento della Funzione Pubblica metterà a disposizione dei cittadini. Uno strumento che dovrebbe aiutarli nel formulare al meglio le loro richieste d’accesso, in termini di individuazione della corretta PA e della tipologia di accesso agli atti da effettuare. Si tratterà di una procedura guidata che sarà resa disponibile su foia.gov.it, anche se ancora non se ne conosce la data di messa on-line.

D’altro canto, ancora non viene trattato un tema per noi fondamentale come quello della tutela della privacy di chi richiede le informazioni alla PA. Tra le altre criticità che non sembrano trovare ancora soluzione, c’è la questione delle sanzioni per chi non rispetta le tempistiche e i doveri di trasparenza nei confronti dei cittadini.

riuso dati

Lo scorso 26 giugno 2019, sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea è stata pubblicata la Direttiva (UE) 2019/1024 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019, relativa all'apertura dei dati e al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico.

Dopo  la sua adozione nel 2003 e la significativa revisione del 2013 ora la Direttiva è stata rilanciata tenendo conto dei profondi cambiamenti tecnologici e sociali avvenuti negli ultimi cinque anni, contemplando allo stesso tempo la normativa di riferimento sulla gestione dei dati.

Nello scorso febbraio, Agid aveva fornito informazioni e chiarimenti sul percorso di revisione che ha portato alla pubblicazione della nuova Direttiva.

 

bilancio1

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha predisposto una bozza di relazione, nella quale, tra l’altro, viene chiaramente indicato che la scelta di non redigere il bilancio consolidato da parte dei mini enti deve essere esplicitata in una delibera.

Bilancio Consolidato Piccoli Comuni: la bozza del CNDCEC

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha reso disponibile la bozza composta da un testo word con traccia della relazione e tabelle Excel per l’inserimento dei dati.

La relazione è composta dai seguenti paragrafi:

  • introduzione
  • stato patrimoniale consolidato (analisi dello stato patrimoniale attivo e passivo)
  • conto economico consolidato
  • relazione sulla gestione consolidata e nota integrativa
  • osservazioni
  • conclusioni

L’articolo 233-bis, comma 3, del decreto legislativo 267/2000. stabilisce che il consolidato è facoltativo per gli enti locali con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, i quali, in base al recente D.L. n. 34/2019, (il decreto “crescita”), possono anche rinviare la contabilità economico-patrimoniale.

Secondo il Cndcec, in tal caso occorre adottare un provvedimento, che deve essere richiamato anche ai fini del consolidato.

In vista della scadenza dell’adempimento (il termine è il prossimo 30 settembre), il documento predisposto dai commercialisti offre un manuale di istruzioni utile soprattutto per i revisori degli enti.

Il bilancio consolidato è un documento consuntivo di esercizio che vuol rappresentare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di un gruppo di imprese, elaborato dalla società posta al vertice (capogruppo).

È un documento pubblico, ma non avente forza legale; infatti, sebbene questo strumento riesca a stabilire i risultati economici del gruppo, non è ancora possibile utilizzare questo mezzo per poter attribuire gli utili complessivi del gruppo, permettendo dunque di distribuire i dividendi anche a quei soci delle società del gruppo in perdita.

A questo link il file completo della bozza.

 

big data

Sui siti di Agcom-Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, dell'Autorità Garante per la Protezione dei dati personali e dell'Agcm-Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è uscito il documento congiunto Big Data: linee guida e raccomandazioni di policy che contiene 11 punti chiave sui big data, tra linee guida di cooperazione sul tema e raccomandazioni di policy condivise dalle tre Autorità.

Si tratta di un'indagine realizzata dalle tre Autorità dedicata allo studio e alla comprensione delle implicazioni per la privacy, la regolazione, la tutela del consumatore e l'antitrust, che derivano dallo sviluppo dell'economia digitale, in particolare dal fenomeno dei big data.

E' previsto a breve un ulteriore documento conclusivo con i rapporti finali.

 

privacy corso

Sono disponibili le slide (Slide) del corso in materia di adeguamento al Regolamento europeo 2016/679 Gdpr, proposto lo scorso 4 luglio dal Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco agli enti aderenti.

Il docente, Avvocato Ernesto Belisario - Studio E-Lex, DPO della Provincia di Lecco, ha affrontato i seguenti temi: ruoli e responsabilità, registro dei trattamenti, aspetti di sicurezza informatica, di gestione documentale, informative.

osservatorio digitale

I Comuni hanno un ruolo centrale come principale interfaccia tra cittadini e pubblica amministrazione e nel processo di modernizzazione delle strutture pubbliche per garantire servizi pubblici di eccellenza che rispondano ai bisogni dell'utenza.

Per accompagnare e accelerare le iniziative di digitalizzazione degli enti locali e  monitorare lo stato di avanzamento di alcuni progetti inseriti nel Piano triennale che l'Osservatorio Agenda digitale del Politecnico di Milano ha creato un framework che può valutare il livello di maturità per l'attuazione del Piano triennale. Cambiando il modello di analisi l'Osservatorio dice che c'è ancora da fare un grande sforzo organizzativo per rendere i servizi pubblici digitali.

A proposito di PagoPA, operativo entro il 31 dicembre di quest'anno, a marzo 2019 circa il 10% dei Comuni ha dichiarato di aver attivato tutti i servizi su pagoPA e solo il 14% ha dichiarato che intende attivare tutti i servizi di pagamento gestiti dall'amministrazione su pagoPA entro il 2019. Solo il 3% dei Comuni ha fatto lo switch-off, chiudendo qualsiasi altro canale di pagamento per almeno un servizio.

Sugli open data, per capire se c'è un risultato sostenibile nel tempo è necessario essere consapevoli di quali dati vengono pubblicati, della loro qualità e soprattutto delle caratteristiche del loro processo di pubblicazione. Un'indagine dell'Osservatorio eGovernment del 2018 evidenzia che solo il 7% dei Comuni ha strutturato un vero e proprio processo di gestione e valorizzazione del dato. Al contrario, quasi il 60% di coloro che pubblicano presentano una scarsa qualità dei dati, per inadeguata o assente formalizzazione dei processi di gestione dei dati.


www.osservatori.net

 

data center

Su Agenda digitale, Giovanni Manca ha pubblicato un articolo di commento sui contenuti della Circolare in materia di data center pubblici e Poli strategici nazionali emanata negli scorsi giorni dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

Con l’avvio del processo di razionalizzazione dei data center pubblici e di creazione dei Poli stategici nazionali, sancito dalla circolare 1 del 14 giugno 2019, AgID accelera oltre che sull’l’iter di classificazione dei Centri di elaborazione dati, anche sul risparmio di risorse nella spesa pubblica per l’Ict quantificato in un paio di miliardi di euro all’anno.

Questa circolare è infatti cruciale per l’attuazione di quanto previsto nel Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione in materia di miglioramento della spesa pubblica in materia di Centri di elaborazione dati (Ced – Data center).

In parallelo dovrà essere gestito e coordinato quanto stabilito nel Piano triennale per il sistema di gestione dei procedimenti amministrativi (Sgpa).

Una base di partenza per la classificazione dei Ced

Come ben introdotto nella circolare stessa AGID ha dato corso al Censimento del Patrimonio Ict della Pa per individuare le infrastrutture fisiche:

  • candidabili a essere utilizzate da parte dei Poli strategici nazionali
  • con requisiti minimi di affidabilità e sicurezza dal punto di vista infrastrutturale e/o organizzativo (Data Center con carenze strutturali/organizzative considerate minori – classificabili nel Gruppo A)
  • con carenze strutturali e/o organizzative o che non garantiscono la continuità dei servizi (Data Center classificabili nel Gruppo B)

Per le operazioni di classificazione dei Ced e di definizione dei requisiti che devono possedere le infrastrutture per candidarsi a Polo strategico nazionale (Psn) la circolare è la base di partenza. La sua evoluzione sarà “sul campo” in base a quanto man mano rileverà il censimento.

Nella versione in attuazione viene definito il percorso di classificazione dei Ced pubblici data e stabiliti i requisiti per i Psn.

AgID, opportunamente, spiega anche che le indicazioni e i contenuti presenti nella circolare tracciano le fasi di un percorso definito all’insegna della sostenibilità e della condivisione con tutte le amministrazioni, un percorso che ha l’obiettivo finale d’innalzare il livello di sicurezza delle infrastrutture della pubblica amministrazione per offrire servizi più moderni a cittadini e imprese”.

Più volte AgID e il Team Digitale (ma anche alcuni dei pochi politici che si occupano di digitale) hanno evidenziato il fatto che in Italia ci sono circa 11.000 CED che sono al servizio di oltre 22.000 pubbliche amministrazioni sia centrali che locali.

 

comunicazione

Casi di querele o sanzioni rivolte a singoli amministratori pubblici e causate da semplici errori formali nel relazionarsi con i cittadini o da comunicazioni errate dal punto di vista legale sono ormai un dato di fatto cui assistiamo sempre più spesso.

Compubblica propone ai nuovi amministratori (sindaci, assessori, consiglieri comunali, presidenti e consiglieri di società partecipate) e a chi gestisce gli strumenti di comunicazione tecnologici un seminario, 'cassetta degli attrezzi', per approfondire, attraverso esercitazioni, analisi e momenti di confronto, gli elementi tecnici e giuridici fondamentali per utilizzare e presidiare con efficacia e correttezza il flusso comunicativo ed evitare così inutili sanzioni o denunce.

Quattro ore, dal titolo Comunicazione efficace: una strategia al servizio del cittadino, durante le quali verranno trattati argomenti le cui principali aree saranno riferite alla pubblica amministrazione come sistema relazionale; alla comunicazione politica e istituzionale e all'informazione; alla comunicazione integrata; alla pubblica amministrazione digitale, in particolar modo alle opportunità, ai rischi e alle nuove regole di presenza in rete e sui social media, alla trasparenza e al rispetto della privacy.

Il seminario è previsto per fine settembre a Milano.

Per informazioni, scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonare allo 02 67100712

iso 9001

Nei giorni scorsi gli ispettori di Certiquality, istituto di rilevanza all’interno della Federazione CISQ, hanno rinnovato la Certificazione di Qualità al Servizio Progettazione (infrastrutture viabilistiche e fabbricati), al Servizio Mercato del Lavoro, a Villa Monastero per l’organizzazione di eventi congressuali nazionali e internazionali, alla Stazione unica appaltante, al Servizio Protocollo e Gestione documentale della Provincia di Lecco.

Il rinnovo è avvenuto a seguito di un’attenta verifica che ha comportato uno scrupoloso controllo di tutte le procedure e svolgendo visite a campione, quest’anno effettuate presso il Servizio Protocollo e Gestione documentale, il Centro per l’impiego di Merate e la Stazione unica appaltante.

Novità di quest’anno, la Certificazione di Qualità è stata ampliata anche ai servizi erogati dal Cst - Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco, a seguito della domanda presentata a inizio luglio.

Nel rapporto di audit sono stati evidenziati i punti di forza dell’organizzazione: la piena consapevolezza, la comunicazione trasversale e l'impegno costante dei referenti nel curare il mantenimento, l’adeguamento e il miglioramento del sistema di gestione della qualità e nel monitoraggio dei risultati.

Grazie all’impegno dell’Ufficio Qualità, dei dirigenti e dei referenti per la Qualità dei servizi interessati, non sono state rilevate Non Conformità del Sistema alla ISO 9001:2015.

“Il rinnovo della certificazione a vari servizi e l’estensione al Cst - commenta il Presidente Claudio Usuelli - rappresentano un motivo di soddisfazione per il lavoro svolto quotidianamente nel migliorare i processi e perseguire obiettivi e risultati in maniera sempre più efficiente ed efficace. La nostra Amministrazione, in un'ottica di miglioramento continuo, è molto attenta alla qualità dei servizi erogati: anche in un contesto tutt’altro che agevole, siamo impegnati a offrire risposte puntuali e responsabili alle esigenze dei nostri interlocutori, cittadini, enti, associazioni e imprese. Un ringraziamento ai dirigenti e ai funzionari che hanno permesso di mantenere i livelli di qualità dei servizi erogati”.

La nuova certificazione di qualità delle procedure del Centro servizi territoriale - aggiunge il Consigliere delegato Felice Rocca - potrà migliorare l'efficienza e l'efficacia dei processi interni e costituire un valido strumento di organizzazione per raggiungere gli obiettivi che ci siamo fissati e migliorare la soddisfazione degli enti aderenti. Stiamo affrontando importanti sfide su diverse tematiche, tra cui la transizione al digitale e l’attuazione di numerose progettualità; la certificazione di qualità potrà senz’altro aiutarci ad affrontare al meglio questo percorso fondamentale per la Provincia di Lecco e gli enti aderenti, a cui il Cst fornisce servizi di qualità con notevoli risparmi proprio grazie a questa particolare forma di aggregazione”.

 

anagrafe click

Anagrafe Click è l’applicazione di consultazione anagrafica che il Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco mette a disposizione degli enti aderenti ed è rivolta alle forze dell’ordine e agli organismi che hanno necessità di consultare i dati dell’anagrafe di diversi Comuni.

Questa applicazione prevede aggiornamenti dalle banche dati dei singoli Comuni in modo da fornire un accesso il più possibile aggiornato e sicuro ai dati dei cittadini residenti.

Le procedure di importazione dati dai database dei singoli Comuni sono state migliorate con il passaggio al protocollo criptato Scp: Secure Copy Protocol.

La nuova modalità di importazione è stata attivata per il Comune di Colico e nel corso dei prossimi mesi verrà estesa anche agli altri Comuni aderenti al servizio.