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News dal CST

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In questo periodo, alle consuete esigenze di acquisto delle pubbliche amministrazioni - del Servizio sanitario nazionale e non - si sono affiancate nuove esigenze dettate dalla lotta al Coronavirus che, proprio per la loro finalità, hanno spesso carattere di urgenza.


Sul Mercato elettronico della P.A. sono disponibili molti beni e servizi utili, che possono essere negoziati attraverso Richieste di offerte o trattative dirette e, in alcuni casi, acquistati con la consueta modalità dell’ordine diretto.


E, per aiutarti ad effettuare rapidamente i tuoi acquisti anche nei casi più complessi, sono stati pubblicati documenti di supporto per alcune specifiche merceologie.

I beni e i servizi in ambito sanitario sul MePA

Nel bando Beni del Mercato elettronico della P.A., le categorie che includono i prodotti maggiormente richiesti in ambito sanitario, sono:

  • Forniture specifiche per la Sanità, tra cui ad esempio:
    • apparecchiature elettromedicali di varie tipologie, tra cui defibrillatori, ecotomografi, etc
    • apparecchiature per la ventilazione assistita
    • pulsossimetri
    • letti per terapia intensiva e rianimazione
    • circuiti respiratori per anestesia e rianimazione
    • dispositivi per ventilazione non invasiva e per intubazione
    • mascherine chirurgiche, guanti, camici, calzari e copriscarpe
    • borse, valigie e contenitori per il trasporto di campioni biologici
    • termometri a infrarossi per la rilevazione della temperatura corporea
    • kit per anestesia
  • Ricerca, rilevazione scientifica e diagnostica, tra cui ad esempio:
    • vetrini, pipette e provette
    • prodotti chimici
    • antisettici e disinfettanti (alcool etilico)
    • reagenti IVD
  • Tessuti, indumenti (DPI e non), equipaggiamenti e attrezzature di sicurezza/difesa, tra cui ad esempio:
    • protettori oculari
    • guanti
    • apparecchi di protezione delle vie respiratorie, ivi comprese mascherine ffp2 e ffp3
  • Prodotti monouso, per le pulizie e per la raccolta rifiuti, tra cui ad esempio:
    • guanti monouso
    • detergenti
    • disinfettanti e sanificanti
 

Grazie al bando Servizi del Mercato elettronico - nell’ambito della categoria Servizi di pulizia immobili, disinfestazione e sanificazione impianti – è possibile richiedere alle imprese abilitate il Servizio Spot di pulizia / sanificazione - emergenza Coronavirus SARS-CoV-2 che consentirà di sanificare gli ambienti dell'ente, anche in vista della riapertura di uffici, aperti o meno al pubblico. Per questo servizio, è disponibile un Kit di supporto che aiuta nel lavoro di predisposizione della procedura di acquisto utilizzando la scheda di RDO “Servizio di pulizia immobili, disinfestazione e sanificazione impianti (Scheda di RDO fornitura a corpo)”.

Il Kit è composto da un fac-simile di capitolato tecnico con i relativi allegati e da un documento di “Note operative” contenente alcune indicazioni specifiche per l’avvio della procedura d’acquisto. 

Sempre nella categoria Servizi di pulizia immobili, disinfestazione e sanificazione impianti, puoi acquistare inoltre:

  • il “Servizio di sanificazione impianti aeraulici” (solo con RDO o trattativa diretta)
  • il “Servizio spot di disinfezione” (anche con ordine diretto)

cst2Lunedì 25 maggio alle 15.30 è convocata l’Assemblea ordinaria degli enti aderenti al Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco.

Interverranno il Presidente della Provincia di Lecco Claudio Usuelli e il Consigliere provinciale delegato Felice Rocca.

L’ordine del giorno è il seguente:

  1. Verbale Assemblea Cst ottobre 2019 - Approvazione
  2. Bilancio Previsionale anno 2020 - Approvazione
  3. Project financing del Cst - Aggiornamento
  4. Varie ed eventuali

È importante la partecipazione all’Assemblea da parte dei Sindaci e/o dei Presidenti degli enti aderenti, o loro delegati, e di un referente operativo.

La seduta si svolgerà in video conferenza, tramite l’utilizzo dell’applicazione Microsoft Teams, per la quale gli enti riceveranno apposito invito con istruzioni per la partecipazione. 

Al solo scopo di redazione del verbale, la seduta verrà registrata. La registrazione sarà accessibile ai partecipanti all’Assemblea, ai tecnici Ict della Provincia di Lecco e alla società Bartalucci sas di Empoli incaricata della trascrizione del verbale.

L’accesso alla seduta comporterà l’accettazione delle presenti condizioni manifestando il proprio assenso al trattamento e alla comunicazione dei dati.

A fini organizzativi è richiesta la comunicazione del nominativo dei partecipanti e dei loro rispettivi indirizzi di posta elettronica tradizionale necessari per permettere l’accesso a Microsoft Teams, che dovrà avvenire entro le 12.00 di venerdì 22 maggio mediante l’invio di un’e-mail al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

L'Assemblea degli enti aderenti segue la riunione dell'Ufficio di Presidenza del Cst, che si è svolta nel pomeriggio di mercoledì 13 maggio.

manonskypeIn questo periodo si lavora molto in videoconferenza. Le app più adoperate, fra le più semplici da usare, sono risultate essere Zoom e Houseparty che presentano, però, alcune criticità per la tutela dei dati personali e della sicurezza informatica. 

Zoom, passata da 20 milioni a 200 milioni di utenti al giorno, è sotto la lente degli esperti di sicurezza informatica perché sembra che si sia voluto privilegiare di più l'usabilità tralasciando gli standard sulla sicurezza e la tutela della privacy.

Fra le preoccupazioni per la cybersecurity c'è la lentezza nell'affrontare le falle di sicurezza, che potrebbero permettere a terzi malintenzionati di ottenere, tra gli altri, l'accesso illecito alle webcam degli utenti. O gli accessi a livelli più profondi del sistema operativo attraverso i quali si possono collezionare più dati personali, aumentando l'esposizione degli utenti ai rischi per la privacy. Un ulteriore problema di sicurezza è l'assenza di crittografia end to end.

Le criticità sulla protezione dei dati personali riguardano la politica standard di Zoom sulla privacy che consente di condividere i dati per il marketing mirato. Standard che non rispondono alle norme statunitensi per la protezione dei dati (FERPA, paragonabile al GDPR). In aggiunta c'è la poca consapevolezza degli utenti, di cui un buon numero sono  giovani e giovanissimi, sulla protezione dei propri dati.

Il problema di Houseparty, invece, è soprattutto sulla privacy. L'app non aggiorna la propria politica per la protezione dei dati dal giugno 2018, questione che fa supporre la non conformità anche al GDPR.

Gli esperti che stanno studiando il boom delle app affermano che Houseparty raccoglie una quantità eccessiva di dati personali, tra i quali dati di geolocalizzazione per conoscere gli spostamenti, i luoghi frequentati, i contatti e la loro frequenza, senza che di questo vi sia da parte degli utenti consapevolezza dei rischi. Houseparty , per impostazione predefinita, tiene traccia degli utenti e perciò le richieste di cancellazione dei dati potrebbero non essere assolte.

Per una videoconferenza senza rischi è opportuno usare applicativi prodotti da aziende strutturate, che ragionano in termini di privacy assolvendo alle norme, come Microsoft Teams, Skype, Google Hangouts Meet. Oppure altre app, pur se non così immediate, come Jitsi, Facetime, Google Meet, Wire.

Da: agendadigitale.eu

 

data center1In vigore dal 7 maggio la nuova edizione dello standard UNI SInCRO per la conservazione digitale.

E' stata emanata la nuova edizione dello standard UNI SInCRO la cui intitolazione puntuale è: UNI 11386:2020 Supporto all'Interoperabilità' nella Conservazione e nel Recupero degli Oggetti digitali (SInCRO).

La norma UNI SInCRO definisce la struttura dell'insieme di dati a supporto del processo di conservazione e recupero degli oggetti digitali. In particolare, individua gli elementi informativi necessari alla creazione dell'indice di conservazione, ne descrive la semantica e ne definisce l'articolazione per mezzo del linguaggio formale XML.

Si tratta di uno strumento indispensabile per tutti i soggetti che operano nel settore della conservazione digitale, perché la struttura di dati definita nel documento è stata assunta dal legislatore italiano come modello di riferimento per la conservazione digitale.

La nuova versione della norma è il risultato di un processo formale di revisione che ha condotto all'ottimizzazione del modello originale e all'introduzione di nuovi elementi informativi. In particolare, il nuovo modello consente di dare conto più agevolmente delle relazioni esistenti tra i diversi oggetti digitali sottoposti a conservazione.

 

 

firme digitali newsUna sentenza della Commissione tributaria regionale Liguria (56/2020) sancisce come giuridicamente insanabilmente nullo l’avviso di accertamento notificato dall’Agenzia delle Entrate in modalità cartacea se sottoscritto con firma digitale dal Direttore provinciale.

Questo è quanto stabilito dalla C.T.R. Liguria con la sentenza 20 gennaio 2020, n. 56.

La Commissione tributaria regionale della Liguria ha osservato che è viziato da nullità assoluta l’avviso di accertamento (notificato dall’Agenzia delle Entrate) sottoscritto digitalmente dal Direttore provinciale o da un suo delegato (articolo 42, comma 1, D.P.R. 600/73), laddove l’Amministrazione finanziaria abbia “optato per la notifica in via ordinaria”, dunque con modalità cartacea.

Leggi l'articolo completo sul sito di Altalex.

 

UNC email truffaLo smart working, durante questo lungo periodo di emergenza, è stato un importante cardine per il lavoro e le organizzazioni. Il lavoro da remoto ha permesso di rispettare i limiti del distanziamento sociale e la continuità del servizio e delle funzioni.

I dati più recenti dell'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano che fotografano la situazione prima dell'emergenza – ottobre 2019 – dicono che sono 570.000 le persone occupate in smart working.

Nel 58% delle grandi imprese è già stata introdotta questa forma di operatività, mentre nelle piccole medie imprese si arriva al 12%, nelle Amministrazioni pubbliche la percentuale è raddoppiata rispetto al 2018: dall'8 al 16% . Da metà febbraio il Governo ha incentivato, con alcune direttive e circolari, l'adozione del "Lavoro Agile" anche nel settore pubblico.

Una verifica se l'attuale esperienza corrisponde realmente al concetto di smart working viene dalla definizione data dall'Osservatorio: 'filosofia manageriale volta a restituire al lavoratore autonomia e flessibilità nello scegliere il luogo e l'orario di lavoro e gli strumenti da utilizzare, a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati'.

Spiega però in un suo scritto Fiorella Crespi dell'Osservatorio che "Questa definizione non rispecchia completamente la situazione che stiamo vivendo. Innanzitutto manca l'autonomia nella scelta del luogo di lavoro, che ricade invece obbligatoriamente sulla propria abitazione. Inoltre, lo smart working richiede una trasformazione profonda della cultura dell'organizzazione e dei comportamenti delle persone e del loro modo di vivere il lavoro. I lavoratori, secondo i principi dello smart working, devono sempre più orientarsi verso una responsabilizzazione sui risultati, a fronte di una maggiore autonomia nella scelta di come e dove svolgere il proprio lavoro. Tale passaggio culturale non può però avvenire in tempi rapidi come richiesto da questa emergenza, ma deve essere supportato da iniziative di comunicazione, formazione e accompagnamento delle persone.

Anche se non è (stato) smart working ma forse più lavoro da casa è indubbio che questa esperienza sta segnando profondamente il nostro modo di vivere il lavoro e non sarà possibile, né è tantomeno auspicabile, tornare indietro e ricominciare a lavorare come prima del 21 febbraio 2020".

 

webinarNell'appuntamento dello scorso 19 maggio, al quale hanno aderito 800 pubbliche amministrazioni per un totale di 980 partecipanti, sono state approfondite le tecnologie emergenti per la trasformazione digitale. 

Si tratta delle tecnologie attualmente in fase di sviluppo e che influenzeranno significativamente il commercio e la società producendo un maggiore impatto in tutti gli aspetti di un'organizzazione: dalla vita quotidiana (es. sensori, assistenti virtuali, videocamere intelligenti) all'integrazione tra tecnologie (cloud computing, Internet of Things) ai Biga Data, Data Analytics, Blockchain, realtà aumentata e realtà virtuale.

In materia di tecnologie emergenti in ambito pubblico sul sito del Ministero dello Sviluppo economico sono consultabili progetti e iniziative per la sperimentazione, la ricerca applicata e il trasferimento tecnologico collegati allo sviluppo delle reti di nuova generazione 5G.

Martedì 26 maggio si terrà il terzo appuntamento del ciclo di webinar promosso dal Formez dedicato alle competenze digitali per la pubblica amministrazione: Comunicare e condividere all’interno dell’amministrazione.

Per iscrizioni: eventipa.formez.it.

 

comunicazione"Chi vuole imparare a esprimersi meglio, in forma orale o scritta, sia educato e istruito fin da ragazzo nelle più nobili discipline, si appassioni alla conoscenza, faccia leva sulle proprie doti naturali, ma si eserciti anche nelle più svariate discussioni su molteplici argomenti e scelga come modelli i migliori scrittori e oratori – Cicerone".

È una citazione che apre un manuale dal titolo 'Per semplificare il linguaggio della P.A.' (a cura di Claudio Trementozzi) che "Comunicazione Pubblica" ha editato nel 2014 consapevole dell'ancora attuale necessità che la chiarezza e la semplicità nel parlare e nello scrivere siano di fatto una delle scelte delle azioni delle Amministrazioni Pubbliche.

In questi ultimi tre mesi, il disordine comunicativo per informare sulle azioni del Governo e per spiegare il coronavirus e l'andamento della pandemia ha creato non poca confusione tra i cittadini. Che a volte hanno perso la pazienza. Coloro che sono alla guida di un Paese hanno il dovere di essere comprensibili, semplici nel dare forma e trasmettere le decisioni prese. E questo è un principio fondamentale. Essere chiari e semplici per essere capiti dal proprio variegato pubblico di riferimento: i cittadini. E per riuscire ad attivare processi di comunicazione, quindi di dialogo.   

Sabino Cassese già nel 1993 aveva scritto, per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme ad Alfredo Fioritto, un illuminante manuale sul linguaggio della burocrazia e sulla sua semplificazione che allora si presumeva sarebbe stato un primo passo in avanti per portare il "burocratese" verso un linguaggio più comprensibile a tutti i cittadini. E, più recentemente, la ministra della Funzione Pubblica ha siglato una nuova intesa con l'Accademia della Crusca per rendere più chiaro il linguaggio delle P.A.

La semplificazione del linguaggio è un tema di cui si parla molto, ma che non è ancora stato affrontato con la considerazione dovuta. Però, oltre che alla lingua, è necessario avere anche un diverso atteggiamento nei confronti della comunicazione, una disciplina strategica (non autoreferenziale come un discorso politico), i cui messaggi chiari e semplici hanno uno scopo educativo, di aiuto, di servizio pubblico. La comunicazione pubblica e istituzionale come conferma di quanto sarà poi recepito e compreso il testo o il discorso.

Ed è questo il motivo per cui insieme ai linguisti ci vogliono le competenze del comunicatore pubblico. Perché è lui che approfondisce, sotto tutti i punti di vista, il problema che si trova di fronte, esaminando tutti i risvolti e gli effetti, nella fase di input e in quella di output. Definisce i modelli linguistici da adottare e gli elementi comunicativi utili al contesto e al pubblico di riferimento.

"Semplificare non vuol dire banalizzare il messaggio che si trasmette, ma adeguarlo alle competenze del destinatario minimizzando le difficoltà, ottenendo così quell'efficacia comunicativa per essere certi di essere capiti di aver comunicato, di aver messo in comune le informazioni - ha scritto Claudio Trementozzi".

Dopo più di trent'anni siamo ancora sui propositi, sulle volontà singole, sulle aperture di modernizzazione, sulle intenzioni di semplificare il linguaggio. Ma oggi è oltremodo necessario fare, affinché non si dia validità a una frase di Max Weber (1864-1920), citata anche da altri in queste ultime settimane che dice: "Ogni burocrazia si adopera per rafforzare la superiorità della sua posizione mantenendo segrete le sue informazioni e le sue intenzioni".

 

fibra otticaIl numero di interruzioni dei servizi di Internet a livello globale è aumentato dell'11% nelle ultime due settimane di aprile, l'aumento si può calcolare nel 77% se si estende il confronto a questo inizio di maggio.

I miliardi di persone costrette a casa hanno di fatto aumentato in modo straordinario gli accessi al web e ai suoi servizi provocando un abbondante sovraccarico delle strutture e delle infrastrutture con rallentamenti e interruzioni. I dati diffusi da Thousand Eyes dicono che a livello globale disfunzioni pesanti sono state soprattutto nelle aree europee e indiane.

In Europa i maggiori disservizi si sono avuti prima di tutto in Gran Bretagna, con casi di disagio di  oltre il 69%, poi in Francia e in Germania, dove hanno interessato numerose città e anche intere regioni, con più di 80 interruzioni di altrettanti network di rete, di circa 20 minuti l'una in media. Anche in Italia ci sono stati disfunzioni di rete, che però, alla resa dei conti, ha retto bene.

I carichi di lavoro registrati, rispetto a prima del Coronavirus, dalle reti di tutto il mondo sono stati a volte anche del 40% in più.


www.thousandeyes.com

 

digitalizzazioneMartedì 19 maggio dalle 12:00 alle 13:15 si svolgerà il webinar Conoscere le tecnologie emergenti per la trasformazione digital..

Descrizione

Nell'epoca del “digital first” da un lato il cittadino richiede sempre più interazione digitale anziché fisica con le amministrazioni, dall'altro le tecnologie digitali offrono molteplici opportunità per semplificare, velocizzare e rendere più trasparenti i processi della pubblica amministrazione migliorando la qualità e l’efficienza dei servizi erogati.

In presenza di soluzioni IT sempre più pervasive e in continua evoluzione il dipendente pubblico ha necessità di acquisire una “cultura di base” relativamente ai trend e alle tecnologie emergenti, in modo da riconoscerne le potenzialità applicative anche in ambito pubblico e aprirsi all'adozione di nuove applicazioni e modalità di lavoro.

Il webinar fa parte del ciclo di seminari online Competenze digitali PA – dal Syllabus alla formazione, che offre al personale pubblico l’opportunità di:

  • conoscere le competenze digitali definite a livello nazionale con il Syllabus
  • comprendere i motivi della loro rilevanza e necessaria diffusione in tutte le PA
  • ottenere informazioni utili su come affrontare il percorso per acquisirle

In questo webinar, in particolare, verranno illustrati i temi chiave della Competenza 5.2 Conoscere le tecnologie emergenti per la trasformazione digitale, distribuiti nei tre livelli di padronanza previsti (base, intermedio e avanzato).   

I webinar, che si svolgono ogni martedì a partire dal 12 maggio 2020, sono organizzati dal Dipartimento della funzione pubblica, in collaborazione con Formez PA nell'ambito del Progetto Supporto allo sviluppo delle Competenze digitali per la PA finanziato dal PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020 Asse 1 - Obiettivo specifico 1.3.

Programma

12:00 Apertura lavori

12:05 Il Syllabus e le competenze digitali per una PA che cambia, Donatella Romeo (Dipartimento della funzione pubblica)

12:15 Le tecnologie emergenti per la trasformazione digitale, Nello Iacono (Esperto processi di innovazione)

13:15 Chiusura

Per iscriversi

La partecipazione al webinar è gratuita, previa iscrizione su Eventi PAhttp://eventipa.formez.it/node/228618

Per partecipare

Le informazioni per partecipare al webinar sono disponibili al seguente indirizzo: http://eventipa.formez.it/node/15041

 

hackerGli utenti di tutto il mondo desiderano adottare maggiori precauzioni per proteggere e mantenere il controllo della propria privacy sul web, lo segnala il report di Kaspersky "Defending digital privacy: taking personal protection to the next level", realizzato per conoscere l'atteggiamento delle persone rispetto alla privacy on line.

Cresce la consapevolezza degli utenti sui siti e sui social in cui sono presenti i loro dati personali e questo li spinge a voler sapere come fare per impedire che tali dati vengano visualizzati o utilizzati da altri,  che non sono autorizzati.

L'indagine rivela che il 12% degli utenti italiani di siti web e di social media sa che i propri dati personali e le informazioni sui propri familiari sono diventati di dominio pubblico, senza il loro consenso. Il 69%, invece, ha provato a cancellare dai siti e dai social le informazioni personali. Però, una delle maggiori difficoltà per  eliminare le informazioni private dal web e dai social è il modo con cui farlo. Voler eliminare dalla rete le informazioni private non si limita a quelle proprie e si spinge anche a quelle dei congiunti e delle persone con le quali si ha un rapporto più stretto.

Il 43% di italiani adotta misure aggiuntive durante la navigazione in Internet per nascondere le proprie informazioni ai criminali informatici, il 36% per nasconderle ai gestori dei siti web che visita  e il 24%  agli altri utenti che accedono allo stesso dispositivo.

Secondo il rapporto il 15% degli italiani afferma di essere preoccupato anche per i dati personali raccolti nelle app installate sui sistemi mobili e perciò evita di conservarli sui propri dispositivi.

 

interreg

Nell’ambito del progetto Interreg Italia-Svizzera GIOCOnDa al quale la Provincia di Lecco partecipa in qualità di partner, il Politecnico di Milano propone un webinar, che si terrà venerdì 29 maggio dalle 12:00 alle 13.00, in cui verrà affrontato il tema della valutazione degli impatti degli open data.

Si tratta di un’iniziativa degli Osservatori sull’innovazione digitale del Politecnico di Milano attivata in sinergia con le attività del Progetto GIOCOnDa.

Durante l’incontro si discuterà dello stato dell’apertura dei dati da parte delle amministrazioni locali in Italia, dei loro bisogni e aspettative; verrà inoltre presentato lo stato di avanzamento della ricerca su un framework di valutazione degli impatti. L’obiettivo finale della ricerca è la definizione di un modello di valutazione degli impatti degli open data a servizio delle amministrazioni che vorranno intraprendere iniziative di raccolta e apertura dei dati. Sarà un'occasione per conoscere da vicino gli open data e per diffondere la cultura del dato.

Per segnalare l’interesse alla partecipazione è sufficiente scrivere una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e indicare: nome e cognome; ente di appartenenza/azienda; ruolo. La partecipazione al webinar è gratuita.

Verrà rilasciato l'attestato di partecipazione all'evento quale attività formativa per i dipendenti in materia di transizione al digitale.

Il progetto GIOCOnDa è co-finanziato dall’Unione europea, Fondo europeo di sviluppo regionale, dallo Stato italiano, dalla Confederazione elvetica e dai Cantoni nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera.

 

coronavirus immagineRipresa delle attività produttive, industriali e commerciali nella cd. Fase due: il ruolo propulsivo richiesto alle pubbliche amministrazioni nella Direttiva n. 3/2020 del Ministro per Pubblica Amministrazione.

Emergenza Covid-19: ripartenza e ruolo della PA nella Fase DueCon l’ultima Direttiva (la n. 3/2020) adottata il 4 maggio scorso, il Ministero per la Pubblica Amministrazione dà conto del fatto che nell’ambito del quadro normativo di riferimento scaturente dall’evolversi della situazione epidemiologica in atto è da ultimo intervenuto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020.

Che, nel definire le misure per il contenimento del contagio da Covid-19 nella cosiddetta “fase due, relativamente ai datori di lavoro pubblici fa salvo quanto previsto dall’articolo 87 del decreto-legge n. 18 del 2020, il quale definisce, tra l’altro, il cd. lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni, e ciò fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019, ovvero fino ad una data antecedente eventualmente stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione.

Covid-19, ripartenza della PA nella Fase Due

Nella Direttiva de qua, viene posto in evidenza come anche nel citato DPCM 26 aprile 2020 l’attività svolta dalla amministrazione pubblica continui ad essere inserita nel relativo Allegato 3, ossia tra le attività non sospese, fermo restando il richiamo al succitato articolo 87 che, come detto, definisce il lavoro agile come “modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa”.

Nondimeno, benché l’art. 87 continui a rimanere la norma di riferimento contenente la disciplina normativa tuttora applicabile alle pubbliche amministrazioni anche nello scenario attuale, se ne suggerisce una lettura che tenga conto delle misure di ripresa della cd. fase due introdotte dallo stesso DPCM 26 aprile 2020 che ha ampliato il novero delle attività economiche (Ateco) non più soggette a sospensione.

In quest’ottica, proprio al fine di assicurare il necessario supporto all’immediata ripresa delle attività produttive, industriali e commerciali secondo quanto disposto al momento dal DPCM 26 aprile 2020 e, in futuro dalle ulteriori misure normative, viene contemplata la possibilità di rivedere le attività indifferibili, ampliando il novero di quelle già individuate in prima battuta, ovvero quelle da rendere in presenza per le predette finalità.

Provvedimenti amministrativi da considerare urgenti

Al riguardo, tra i procedimenti amministrativi da considerare urgenti ai sensi dell’articolo 103 (recante “Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza”) del decreto-legge n. 18 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, si ritiene espressamente che vi rientrino quelli connessi alla immediata ripresa delle citate attività produttive, industriali e commerciali.

Rispetto alle quali le pubbliche amministrazioni, per quanto di competenza, ricevono e danno seguito alle istanze e alle segnalazioni dei privati, e ciò proprio nella più volte richiamata ottica dell’attivazione di misure necessarie ad assicurare la tanto agognata ripresa.

Fermo restando che le attività che le Amministrazioni sono chiamate a garantire possono essere svolte sia nella sede di lavoro – anche solo per alcune giornate, nei casi in cui il dipendente faccia parte del contingente minimo posto a presidio dell’ufficio di appartenenza – sia con modalità agile, si fa espresso invito alle Amministrazioni pubbliche a valutare, in particolare, se – nella attuale fase – le nuove o maggiori attività possano continuare a essere svolte con le modalità organizzative finora messe in campo ovvero se le stesse debbano essere ripensate a garanzia dei servizi pubblici da assicurare alla collettività.

A tal proposito, con riguardo all’eventualità che le fasi di riapertura dei settori e delle attività economiche – anche nei termini che saranno definiti con le prossime misure eventualmente adottate da parte del Governo (nazionale e/o regionale) – dovessero rendere necessario (sulla base di una auto-analisi organizzativa) un ripensamento delle modalità organizzative e gestionali attualmente in atto al fine di potenziare l’auspicato ruolo propulsivo delle Amministrazioni, si rammenta dover esser cura delle stesse assicurarne la compatibilità con la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

Tutela della salute dei Dipendenti Pubblici

Per quanto attiene specificatamente alla problematica della tutela della salute dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria COVID-19, in relazione al rischio specifico e avuto riguardo alla eventuale apposita integrazione al documento di valutazione dei rischi, viene posto in evidenza che le pubbliche amministrazioni sono tenute ad identificare misure organizzative, di prevenzione e protezione adeguate al rischio di esposizione a SARS-COV-2.

Questo nell’ottica sia della tutela della salute dei lavoratori sia del rischio di aggregazione per la popolazione, coerentemente con i contenuti del documento tecnico recante “Ipotesi di rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” approvato dal Comitato Tecnico Scientifico nella seduta n. 49 del 09/04/2020 e pubblicato da INAIL espressamente richiamato nella direttiva.

Sempre sul tema della prevenzione e sicurezza dei dipendenti pubblici sui luoghi di lavoro, oltre a rinviare agli appositi Protocolli siglati dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e dalle Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nelle pubbliche amministrazioni, reperibili sul relativo sito istituzionale, e a rilevarsi che il 24 aprile scorso è stato integrato il Protocollo (“Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 nehgli ambienti di lavoro”) firmato, in accordo con il Governo, il 14 marzo tra sindacati e imprese per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori dal possibile contagio da nuovo coronavirus e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro, il quale è stato inserito come Allegato (n. 6) al DPCM 26 aprile 2020, appare altresì utile segnalarsi che sulla scorta di tale documento, ovvero del summenzionato documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione approvato dal Comitato Tecnico Scientifico istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile, e in linea coi loro principi, il 29 aprile scorso il Ministero della Salute ha peraltro adottato apposita Circolare recante “Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività”, cui pertanto ciascun medico competente dovrà conformare la relativa attività.

Una sfida per le Pubbliche Amministrazioni

Nel porre in evidenza la sfida che le pubbliche amministrazioni dovranno affrontare nel prossimo futuro – rappresentata dalla necessità di mettere a regime e rendere sistematiche le misure adottate nella fase emergenziale “al fine di rendere il lavoro agile lo strumento primario nell’ottica del potenziamento dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa” – il Ministro per la Pubblica Amministrazione sottolinea, tra l’altro, come il presupposto per incrementare il ricorso al lavoro agile (anche) nella fase successiva all’emergenza sia costituito dall’innovazione organizzativa.

Ragion per cui ciascuna amministrazione è chiamata ad attivare azioni di (auto)-analisi organizzativa, di monitoraggio e di semplificazione delle procedure, in uno con l’implementazione di programmi di investimento nelle tecnologie informatiche (tenuto conto delle apposite misure di ausilio allo svolgimento dello smart-working all’interno delle pubbliche amministrazioni rappresentate dalle possibilità di approvvigionamento di cui all’art. 75 del decreto cd. Cura Italia), nonché di sviluppo delle competenze attraverso il ricorso all’attività formativa come strumento di accompagnamento del proprio personale nel processo di trasformazione digitale dell’amministrazione e di diffusione della capacità di lavorare in modalità agile per il raggiungimento degli obiettivi assegnati, limitando al massimo il rischio di stress correlato alle nuove modalità di lavoro e garantendo il diritto alla disconnessione.

Viene invero esplicitato l’auspicio che lo scenario che si é delineato con la situazione emergenziale possa rappresentare un’occasione utile per individuare gli aspetti organizzativi da migliorare, con particolare riguardo alla digitalizzazione dei processi e al potenziamento della strumentazione informatica, che non sempre si è rivelata adeguata nelle singole realtà amministrative.

Sul fronte, infine, delle misure lato sensu organizzative concernenti la gestione del personale, si raccomanda l’adozione di modalità (di gestione) tendenzialmente duttili e flessibili, nella auspicata ottica di garantire che il supporto alla progressiva ripresa delle attività de quibus che si richiede alle pubbliche amministrazioni sia adeguato e costante, tale da assicurare – v’è da dedursi imprescindibilmente – la ragionevole durata e la celere conclusione dei connessi procedimenti, e ciò tenuto anche conto della imminente ripresa della decorrenza dei relativi termini momentaneamente sospesa.

 

webinarLa Provincia di Lecco ha partecipato ieri al primo webinar del ciclo Competenze digitali PA - dal Syllabus alla formazione, promosso dal Dipartimento della Funzione pubblica in collaborazione con Formez PA, che ha focalizzato l'importanza della cultura del digitale a tutti i livelli dell'amministrazione.

L'uso delle tecnologie digitali nei processi operativi della pubblica amministrazione contribuisce ad assicurare la trasparenza del sistema pubblico e a migliorare la qualità dei servizi erogati.

In quest'ottica il progetto Competenze digitali per la PA mette a disposizione il Syllabus che descrive il set minimo di conoscenze e abilità di base che permettono al dipendente pubblico, anche non addetto ai servizi ICT, di partecipare attivamente alla trasformazione digitale della PA.

Il Syllabus è uno strumento che consente di effettuare un assessment delle competenze digitali dei dipendenti con realizzazione di attività di verifica di conoscenze e abilità possedute (test dimostrativo: https://competenzedigitali.gov.it/candidates/public/simulated), su cui basare interventi di formazione e valorizzazione delle competenze.

Il sistema è adattivo e consente di effettuare un test e accedere ai livelli superiori in relazione alla percentuale di risposte esatte.

Da settembre saranno resi disponibili i moduli e-learning all'interno del catalogo della formazione. 

I prossimi webinar del ciclo Competenze digitali PA si terranno ogni martedì fino al completamento del ciclo previsto di 11 webinar.

Per iscrizioni: http://eventipa.formez.it.

 

agidAgID affida a una struttura dedicata, CERT-AgID le attività di accompagnamento per le PA in materia di cybersecurity, in linea con le disposizioni del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 agosto 2019.

CERT-AgID si occuperà, per conto di AgID di mantenere e sviluppare servizi di sicurezza preventivi e attività di accompagnamento utili alle pubbliche amministrazioni per favorire la crescita e la diffusione della cultura della sicurezza informatica, in linea con gli obiettivi del Piano Triennale.

Dopo l'entrata in vigore delle “Disposizioni sull'organizzazione e il funzionamento del Computer Security Incident Response Team - CSIRT italiano” (DPCM 8 agosto 2019), che prevedono che a partire dal 6 maggio 2020  le attività relative ai servizi di risposta agli incidenti informatici rivolti alla PA, AgID affida ad una struttura dedicate le attività già svolte anche dal CERT Nazionale ora affidate a CSIRT Italia.

In CERT-AgID confluiscono il team e le infrastrutture che costituivano il CERT-PA per lo svolgimento delle attività demandate ad AgID in ambito di sicurezza cibernetica.

La pagina dedicata sul sito di AgID

 

parer

AgID ha accettato la richiesta di ParER di diventare un fornitore qualificato per la Pa ed entrare così a far parte del Cloud Marketplace, la piattaforma pubblica che espone tutti i servizi cloud qualificati che rispondono a requisiti di efficienza e affidabilità.

ParER, dopo aver conseguito la qualifica CSP, consegue anche la qualifica Saas e diventa quindi  un servizio certificato per la Pa che, sulla base del percorso di qualificazione delineato da AgID, entra a far parte del Cloud Marketplace che espone tutti i servizi cloud da loro qualificati che rispondono a requisiti di efficienza e affidabilità.

La qualifica, conseguita in data 03/03/2020, è stata resa pubblica in questi giorni da AgiD.

Le qualificazioni assicurano che i servizi SaaS per il Cloud della Pa siano sviluppati e forniti secondo criteri minimi di affidabilità e sicurezza considerati necessari per i servizi digitali pubblici, affinché le pubbliche amministrazioni possano adottare servizi Cloud omogenei e di qualità.

Per ottenere la qualifica di fornitori di servizi Software as a service (SaaS) della Pa, i soggetti interessati devono rispondere a una serie di requisiti fissati dalla circolare AGID 3 del 9 aprile 2018.

Tra i requisiti richiesti ai fornitori:

  • la sicurezza applicativa
  • la disponibilità di un adeguato supporto tecnico per il cliente
  • la trasparenza e la disponibilità di informazioni dettagliate e aggiornate sulle modalità di erogazione del servizio e di esportazione dei dati;
  • la disponibilità di incident report, statistiche e strumenti di monitoraggio
  • un insieme minimo di livelli di servizio garantiti obbligatori
  • la protezione dei dati e la portabilità in tutte le fasi di avanzamento della fornitura
  • l'interoperabilità mediante opportune API
  • l'esportabilità dei propri dati in un formato interoperabile verso un'altra piattaforma, per ridurre il rischio di dipendenza esclusiva della Pa dal fornitore (lock in)

Scheda di qualificazione SaaS su AgiD Cloud Marketplace

Scheda di qualificazione CSP su AgiD Cloud Marketplace

 

osservatorio digitaleIn un video di Simone Chiarelli è stata elaborata una disamina approfondita in merito alla semplificazione normativa, amministrativa e documentale.

La semplificazione nelle Pubbliche Amministrazioni è uno dei gangli su cui si basa lo snellimento dell’apparato che si occupa della gestione pubblica.

Ciò vuol dire che i cittadini, grazie a tutte le procedure che seguono a questi processi di sburocratizzazione, potranno senza dubbio beneficiare di una serie di vantaggi a lungo termine. Meno file, meno carta, meno code.

Ma non solo.

Può senza dubbio rendere più facile la vita anche a chi lavora negli uffici pubblici. Gli addetti ai lavori che spesso si trovano sommersi da pratiche e da ingarbugliamenti di vario tipo. Tutte cose che non fanno altro che rallentare l’attività amministrativa.

Ma qual è la situazione attuale per questi processi di semplificazione?

La semplificazione normativa, amministrativa e documentale: lo stato attuale

Dunque la semplificazione nel settore amministrativo attiene al piano delle procedure ed è preordinata a rendere la Pubblica Amministrazione più trasparente, efficiente ed efficace.

Data la pervasività e la complessità dell’argomento affrontato dalla Sentenza, Simone Chiarelli, dirigente di Pubblica Amministrazione Locale ed esperto in questioni giuridiche di diritto amministrativo nei settori degli appalti, SUAP, e disciplina generale degli Enti locali, ha messo a disposizione un video volto a fornire un’analisi sintetica e ragionata sul quadro normativo attuale.

 

spid

L'interazione tra utente e fornitori di servizi in rete sia pubblici che privati si sta sempre più semplifica anche grazie a SpID che, insieme alla firma elettronica avanzata (Cie o Cns) migliorano anche la protezione dei dati personali.

All’insegna della semplificazione dei servizi pubblici digitali si sta sempre più diffondendo l'utilizzo della firma elettronica digitale con la quale si possono sottoscrivere le istanze e dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica come stabilito nell’articolo 65 del Codice dell’amministrazione digitale.

La norma stabilisce che le istanze e dichiarazioni sono valide “quando l’istante o il dichiarante è identificato attraverso il sistema pubblico di identità digitale (SpID)”.

In questo articolo di Agenda Digitale, Giovanni Manca, sottolinea anche come le tecnologie efficaci sul piano probatorio e più semplici sul piano operativo non sono prese in considerazione anche se il loro utilizzo sarebbe di grande aiuto nella semplificazione del procedimento amministrativo. Per questo è importante stabilire regole di efficacia e efficienza.

Tra gli argomenti trattati:

  • Firma con Spid per le istanze telematiche verso la Pa
  • Marche da bollo digitali e sigillo elettronico

Firma elettronica avanzata tramite CIE o CNS

 

agidAgID riorganizza la struttura che si occuperà delle attività di accompagnamento per le PA in materia di cybersecurity. E lo fa in linea con le disposizioni del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 agosto 2019.

Sicurezza informatica PA: nasce il Cert-AgID. La struttura si occuperà per conto di AgID di mantenere e sviluppare servizi di sicurezza preventivi e attività di accompagnamento utili alle pubbliche amministrazioni per favorire la crescita e la diffusione della cultura della sicurezza informatica, in linea con gli obiettivi del Piano Triennale.

Sicurezza informatica nella PA: cos’è Cert-AgID?

Il Cert-AGID è stato creato a seguito dell’entrata in vigore delle “Disposizioni sull’organizzazione e il funzionamento del Computer Security Incident Response Team – CSIRT italiano” (DPCM 8 agosto 2019).

Queste disposizione prevedono che a partire dal 6 maggio 2020  le attività relative ai servizi di risposta agli incidenti informatici rivolti alla PA, unitamente a quelle già svolte dal CERT Nazionale, siano affidati a CSIRT Italia.

Di conseguenza il Cert-AgID si riposiziona per poter svolgere all’interno di AgID il supporto su tutti i temi riguardanti trasversalmente gli aspetti di sicurezza informatica. Ovviamente su aspetti relativi ai progetti interni ed esterni a cui AgID partecipa in maniera diretta o indiretta.

Dato il nuovo quadro di riferimento, nel Cert-AgID confluiscono il team e le infrastrutture che costituivano il CERT-PA. Questi soggetti svolgoo le attività demandate ad AgID in ambito di sicurezza cibernetica.

Per AGID quindi, gli aspetti della sicurezza informatica diventano sempre di più temi centrali. Questo in cosiderazione di altre sue funzioni istituzionali quali ad esempio i pareri, la vigilanza e l’emanazione di linee guida.

 

privacy corso

La recente emergenza dettata dal contrasto alla diffusione del virus ha prodotto modifiche sostanziali nelle modalità di azione e di decisione delle pubbliche amministrazioni.

E ciò si avverte soprattutto in quelle che sono caratterizzate per avere un “vertice politico” a cui si richiede di adottare “in modalità collegiale” le decisioni strategiche e organizzative dell’ente.

La modalità “smart”, intendendo con questa espressione l’utilizzo delle relazioni “da remoto”, è infatti richiesta, non solo per le attività d’ufficio, ma anche per le decisioni che debbono essere adottate da organi quali il Consiglio di Amministrazione, la Giunta regionale, comunale o provinciale o i Consigli provinciali, comunale, ecc.

In questo caso, quindi, si rende necessaria l’adozione di sistemi che siano in grado di garantire, oltre al confronto contestuale, tutti quegli aspetti di natura formale che sono richiesti affinché le decisioni possano ritenersi correttamente assunte, in ragione alla specificità degli organi.