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News dal CST

Agid lancia un laboratorio e un programma di co-progettazione per favorire lo sviluppo di progetti d’Intelligenza Artificiale nelle amministrazioni pubbliche italiane. Al programma hanno già chiesto di partecipare quasi 100 tra imprese innovative e start up

Nasce IAGOV, laboratorio di progetti, soluzioni e attività sperimentali volte a favorire la diffusione delle tecnologie di Intelligenza artificiale nella Pubblica amministrazione italiana, facilitando la contaminazione tra Pa, imprese innovative, start up e centri di ricerca.

Il laboratorio, promosso da AgID, è stato presentato a Roma in contemporanea con il lancio della call “Cambia la burocrazia, usa l’Intelligenza!”, programma di co-progettazione pubblico-privato pensato proprio per creare percorsi di open innovation nella pubblica amministrazioni e sviluppare progetti di Intelligenza Artificiale finalizzati a migliorare i processi interni e i servizi della Pa, in linea con le raccomandazioni del Libro bianco per l’Intelligenza artificiale al servizio del cittadino.

Al programma, la cui gestione sarà al centro delle attività del laboratorio, hanno partecipato quasi 100 start up e imprese innovative, presentando progetti pilota che utilizzano tecniche di intelligenza artificiale specificamente rivolti al settore pubblico.

Nei prossimi mesi Agid provvederà a selezionare le migliori progettualità e a supportare imprese e amministrazioni nell’iter di sviluppo, fornendo metodologie e competenze.

Il laboratorio IAGOV e il programma di coprogettazione Cambia la burocrazia, usa l’Intelligenza! rappresentano la naturale evoluzione del percorso tracciato da Agid per promuovere la conoscenza e l’utilizzo di nuove tecnologie nelle PA italiane, dopo la nascita della Task force IA e la pubblicazione del Libro bianco per l’Intelligenza artificiale al servizio del cittadino, il primo documento che fornisce indicazioni e raccomandazioni su come sfruttare l’IA per migliorare i servizi pubblici.

Lunedì 25 ottobre, nella sala Consiliare della Provincia di Lecco, si è riunita l’Assemblea degli enti aderenti al Cst. Tra i punti all’ordine del giorno: la nomina del componente in rappresentanza delle Comunità montane/Unioni di Comuni e del componente esperto senza diritto di voto nell’Ufficio di Presidenza, il bilancio consuntivo 2018, una prima ipotesi di bilancio previsionale 2019, le nuove adesioni, l’attivazione del nuovo antivirus triennale, l’aggiornamento sulla multipiattaforma in cloud, le attività di comunicazione.

Sono 768 i Comuni che a fine ottobre hanno aderito all’Anpr fornendo alla banca dati le informazioni anagrafiche di oltre 10 milioni di abitanti residenti. Di questi, 481 Comuni hanno richiesto il parziale rimborso per le spese di migrazione, approfittando dell’opportunità concessa dal progetto Anagrafe nazionale della popolazione residente del dipartimento della Funzione pubblica, per un ammontare pari a 957.200 euro.

Il progetto della Funzione pubblica è nato proprio per supportare e incentivare il subentro dei Comuni nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente, piattaforma informatica prevista dal piano triennale per l’informatica nella Pa 2017-2019.

Supporto agli enti, quindi, sullo sviluppo di competenze e capacità amministrativa dei dipendenti comunali preposti alla gestione e all’erogazione dei servizi anagrafici ai cittadini. Con azioni di accompagnamento e formazione sulle nuove modalità operative messe a disposizione dall’Anpr:

  • sull’estrazione, analisi e bonifica dei dati
  • sull’adeguamento degli strumenti operativi in possesso del Comune
  • sulla riorganizzazione del lavoro e le prassi operative

Il contributo previsto copre parzialmente le spese affrontate dagli enti locali dopo che questi abbiano concluso la migrazione con successo.

È ancora possibile chiedere i contributi per il supporto al subentro.

Per i Comuni che migreranno all’Anagrafe nazionale della popolazione residente entro il 31 dicembre 2018 ci sono le risorse finanziarie erogate dalla Funzione pubblica. E provenienti dall’Ue. Specificamente fondi del Pon Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

Un aiuto concreto al personale è fornito in rete dalla società Datanet srl di Tremestieri Etneo.

Un software specifico offre il supporto alla analisi e normalizzazione dei dati. Consentendo di ridurre, drasticamente e in modo semplificato attraverso delle utility, ad una percentuale di errore fisiologicamente accettabile, prima di trasmettere i dati all’ANPR.

Compilando il form on line sul sito della società può essere richiesta una consulenza gratuita sul nuovo software sviluppato per supportare gli enti nella transizione al nuovo regime: http://www.datanetsrl.eu/anpr_smart/

Sono state ampliate le soluzioni applicative ospitate nel nuovo virtual data center del Cst, grazie alla migrazione degli applicativi Halley dei Comuni di Verderio e Calolziocorte.

E' in fase di preparazione la migrazione in cloud delle procedure Halley e dei relativi dati del Comune di Erve che porterà alla dismissione totale del server locale.

Lo European Archives Group, gruppo che riunisce i rappresentanti delle istituzioni archivistiche nazionali degli Stati membri, ha pubblicato le linee guida sull’applicazione in ambito archivistico di quanto disposto con il nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati (Guidance on data protection for archive services).

Le linee guida sono rivolte alle organizzazioni archivistiche pubbliche e private e, più in generale, a tutte le istituzioni della conservazione, quali musei, biblioteche, fondazioni e chiunque altro attivo in questo settore.

Gli estensori precisano che il documento è concepito come un work in progress, passibile di modifiche e miglioramenti, anche tenendo conto delle sollecitazioni e proposte che potrebbero arrivare dagli esperti e addetti ai lavori cui si rivolgono. Le linee guida potranno essere successivamente integrate anche nel caso in cui le istituzioni comunitarie dovessero produrre nuove norme in materia di protezione dei dati, o a seguito della divulgazione di documenti di indirizzo da parte dell’European Data Protection Board.

Rispetto alla multipiattaforma Cst in cloud, tutti gli enti con il software URBI di PADigitale sono stati portati in cloud a eccezione della Provincia Lecco, il cui spostamento è programmato nel 2019, così come gli enti con il software Sicraweb della società Maggioli. Per gli enti che hanno adottato il software di Halley Lombardia il passaggio è stato effettuato per alcuni Comuni, mentre le tempistiche per gli altri sono messe in cronoprogramma nel primo semestre del 2019 (passaggio da server locali al cloud).

Su Agenda Digitale è stato pubblicato l’approfondimento Blockchain e firma elettronica, normative a confronto, a firma di Giovanni Manca. “Blockchain e sottoscrizione informatica (firma elettronica) - si legge nell’abstract - sono due cose analoghe per le tecnologie utilizzate, ma differenti sia per le normative di riferimento che per l’utilizzo specifico che si fa di queste tecnologie. Vediamo nel dettaglio convergenze e divergenze”.

È giunto il momento di descrivere perché la blockchain e la sottoscrizione informatica sono due cose analoghe per le tecnologie utilizzate, ma differenti sia per le normative di riferimento che per l’utilizzo specifico che si fa di queste tecnologie.

Una catena di blocchi viene gestita e ne viene garantita l’integrità anche verso gli utenti che “caricano” le transazioni sul blocco tramite le ben note:

  • crittografia a chiave pubblica
  • funzioni di hash
  • marche temporali (time stamp)

La crittografia a chiave pubblica è utilizzata per l’associazione delle transazioni ai soggetti. Per motivi di efficienza elaborativa viene usata la crittografia basata sulla matematica delle curve ellittiche (ECDSA). Le funzioni di hash (oggi SHA-256) calcolano impronte concatenate di blocchi usando quanto stabilito nel cosiddetto albero di Merkle.

Nella tecnica crittografia e in informatica un hash tree o Merkle tree (da Ralph Merkle – 1979) è una lista ad albero nel quale ogni foglia viene etichettata con l’impronta di un blocco di dati e ogni nodo che non è foglia viene etichettato con l’impronta aggregata delle etichette dei nodi associati.

Questa tecnica consente di verificare l’integrità di strutture dati complesse e concatenate. La blockchain è una evoluzione della hash chain.

Tra venerdì 21 e lunedì 24 settembre, avendo migrato il data center del Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco nel sistema Spc Cloud gestito da Telecom, c'è stata un’interruzione dei servizi applicativi per 24 enti che si affidano alla piattaforma di erogazione; l'interruzione è durata tre giorni e non può essere considerata accettabile. Il Cst ha avviato la procedura di contestazione e ha chiesto a Consip di approfondire questa problematica e sottoporla all’attenzione del prossimo Comitato di direzione tecnica di progetto previsto da Consip, che si riunirà il prossimo venerdì 9 novembre.

Il 29 novembre, su iniziativa della Digital Preservation Coalition, si celebra la Giornata mondiale della conservazione digitale (World Digital Preservation Day), appuntamento organizzato con cadenza annuale per sensibilizzare sull’importanza della conservazione digitale, al fine di tramandare la memoria e garantire diritti fondamentali come l’accesso e la trasparenza.

“La nostra epoca è caratterizzata da una presenza pervasiva, capillare e in costante cambiamento delle tecnologie digitali - scrivono i promotori della giornata - i contenuti digitali sono una materia prima fondamentale per tutti i settori, dall’industria, al commercio alle istituzioni.

Ugualmente, sono di importanza basilare nei campi della ricerca, del diritto e della medicina. I settori creativi, della salvaguardia culturale e dei media dipendono dalla disponibilità continua di materiali digitali, e anche le famiglie e gli amici estendono e rafforzano le proprie relazioni grazie alle interazioni digitali. Esistono motivazioni migliori per celebrare l’importanza delle opportunità dischiuse dalla conservazione digitale”.

Per condividere e diffondere questi valori, sarà possibile aderire alla Giornata in svariati modi. Chiunque sia in qualche modo impegnato sul terreno della conservazione digitale potrà descrivere le proprie esperienze tramite i social media, condividendo foto, storie e altri materiali con l’hashtag #WDPD2018, o pubblicare un articolo sul proprio sito o blog, avendo cura di inviarlo anche ai promotori dell’iniziativa, di modo che sia visibile anche sul blog “ufficiale” delle celebrazioni.

Per aderire si potrà anche organizzare un evento pubblico, promuovendolo con il logo e gli altri materiali di comunicazione coordinata messi a disposizione dalla Digital Preservation Coalition. Un ulteriore contributo all’evento potrà consistere nella condivisione di casi studio relativi a progetti realizzati nel corso dell’ultimo anno per salvaguardare alcuni dei materiali inseriti nella BitList of Digitally Endangered Species, lista “partecipata” nata per sensibilizzare sui contenuti digitali a “maggiore rischio di estinzione”.

Nell’ambito della Giornata, durante la International Conference ‘Teaching and Training in Digital Preservation’, in programma ad Amsterdam, si terrà la cerimonia di premiazione dell’edizione 2018 dei Digital Preservation Awards, premio col quale si segnalano le più interessanti esperienze di conservazione digitale realizzate in ambito internazionale.

Tutti gli aggiornamenti sulla Giornata Mondiale della Conservazione Digitale saranno puntualmente forniti sul sito ufficiale dell’iniziativa e su Twitter, seguendo gli hashtag #WDPD2018 e #DPA2018.

Durante l’Assembela del 25 ottobre il Cst ha proposto un’ipotesi progettuale da attuare per il prossimo biennio: un accompagnamento per gli enti per la transizione digitale, un progetto a step che preveda una prima fase di studio e definizione dello stato dell’arte delle attività digitali del Comune a fronte delle attività da fare (check list) e una seconda fase di realizzazione di alcune attività per avanzare sul sentiero digitale.

La proposta è quella di affidare un incarico a una società esterna per un assessment all’interno degli enti che manifestano interesse utilizzando le risorse che derivano dall’approvazione del progetto Interreg GIOCOnDA presentato sul programma di cooperazione V-A Italia Svizzera in qualità di partner (spese di personale e spese generali). Per la seconda fase la proposta richiederebbe una compartecipazione da parte dei Comuni. Il progetto verrà presentato agli enti aderenti nei prossimi mesi e sarà valutata anche la possibilità di partecipare a un bando europeo.

Come segnalato di recente, il 16 novembre a Torino si terrà la nona sezione del workshop “Il documento elettronico”, appuntamento annuale promosso dalla sezione regionale locale di Anai, dedicato quest’anno alle criticità organizzative, infrastrutturali e tecnologiche della conservazione digitale.

Presentando l’evento su Agenda Digitale, Mariella Guercio ne ha approfittato per fare una riflessione sulla necessità di allargare il dibattito, e soprattutto la consapevolezza su questi argomenti oltre le sole cerchie degli addetti ai lavori.

La tesi della Guercio è che a fronte di uno scambio sempre più maturo e articolato tra archivisti, informatici e ingegneri, testimoniato per l’appunto dalla organizzazione di svariati eventi ed iniziative formative in materia, in altri ambiti, e in particolar modo tra i principali produttori di patrimoni digitali, su tutti pubbliche e amministrazioni e imprese, non sempre si riscontra la stessa capacità di riconoscere l’importanza strategica della conservazione digitale.

Non si può negare che le comunità di pratiche (archivisti, informatici, ingegneri) non si siano preoccupati da tempo e continuino a preoccuparsi degli interventi necessari ad assicurare il futuro digitale delle nostre memorie, organizzando confronti tra conservatori italiani e stranieri e, soprattutto, interrogando con domande pesanti gli operatori del settore (aziende che sviluppano soluzioni informatiche, istituzioni che conservano, istituzioni che tutelano, ricercatori e professionisti che guidano i processi di trasformazione digitale).

I soggetti produttori di patrimoni digitali sembrano invece ancora lontani e disattenti, spesso confusi, sia nel caso delle imprese, sia nel caso delle pubbliche amministrazioni nonostante gli obblighi crescenti (ma non forse non abbastanza sanzionati) previsti dalla normativa.

Basterebbe far riferimento agli articoli 43, comma 1-bis del Codice dell’amministrazione digitale e 44 comma 1-bis per prendere atto che la normativa ha creato un sistema di responsabilità precise e rilevanti a carico delle amministrazioni.

Da un lato, infatti, è cessato l’obbligo di conservazione, in capo ai cittadini e alle imprese, del documento informatico già conservato per legge dalla pubblica amministrazione (articolo 43), dall’altro è previsto che almeno una volta all’anno il responsabile della gestione dei documenti informatici provveda a trasmettere al sistema di conservazione i fascicoli e le serie documentarie anche relative a procedimenti non conclusi, allargando (almeno sulla carta) la quantità della documentazione destinata a essere gestita molto precocemente (nella fase ancora attiva) con sistemi e ambienti di conservazione.

Un impegno che dobbiamo assumerci (come ricercatori, esperti del settore, professionisti impegnati in questo campo) è quello di elencare gli interrogativi concreti che meritano una o più risposte altrettanto concrete, come del resto ci chiedono coloro che, sempre più numerosi, partecipano ai webinar e agli incontri informativi organizzati in questi mesi. In attesa di definire questa lista, rimane la domanda di fondo presente nel titolo di questo intervento e del workshop torinese: perché e per chi conservare? Quali sono gli utenti reali che il legislatore aveva in mente nel momento in cui ha costruito un sistema così complesso, costoso e articolato di conservazione? Come affrontare il nodo della sostenibilità organizzativa e come assicurare controlli di qualità che non siano solo formali e legati alla sicurezza informatica?

I piccoli Comuni spesso si trovano in una situazione di difficoltà, in particolare per tutte le attività da avviare per il percorso di digitalizzazione previsto dalla normativa. Significativo a tal proposito il caso del Comune di Erve, che ha chiesto un’analisi della gestione informatica dei dati locali in uso a seguito del passaggio dei propri applicativi sul cloud Cst; è stata avanzata al Comune la possibilità di utilizzare lo spazio in cloud compreso nelle licenze Microsoft di posta elettronica, soluzione valida per realtà comunali di piccole dimensioni.

Sul sito del Garante per la protezione dei dati personali sono disponibili le istruzioni per il Registro delle attività di trattamento (Regolamento europeo 679/2016).

Il Registro, predisposto dal titolare o dal responsabile del trattamento dati, è un documento che contiene le principali informazioni (articolo 30 del Regolamento) relative alle operazioni di trattamento svolte da una organizzazione, impresa, associazione, esercizio commerciale, libero professionista. Il Registro deve avere forma scritta, anche elettronica, e deve essere esibito su richiesta al Garante.

Sono tenuti a redigere il Registro le organizzazioni con almeno 250 dipendenti e, al di sotto dei 250 dipendenti, qualunque titolare o responsabile che effettui trattamenti che possano presentare rischi, anche non elevati, per i diritti e le libertà delle persone o che effettui trattamenti non occasionali di dati oppure trattamenti di particolari categorie di dati (dati biometrici, dati genetici, sulla salute, sulle convinzioni religiose, sull'origine etnica), o anche di dati relativi a condanne penali e a reati.

Registro delle attività di trattamento

Il Cst ha eseguito uno studio eseguito l’introduzione di un antivirus con caratteristiche superiori rispetto all’attuale sistema per tutti gli enti, esigenza evidenziata anche durante l’ultima Assemblea; il sistema manterrà la medesima tecnologia con l’introduzione di un modulo che garantisce un livello di sicurezza maggiore rispetto a virus tipo Criptolocker; per poter contenere il costo del nuovo e potenziato antivirus è stata valutata la possibilità di acquistare una fornitura triennale con pagamento anticipato (da esporre annualmente agli enti del Cst).

Per questa fornitura il Cst ha ricevuto la richiesta anche da parte dei Comuni di Annone, Suello, Galbiate che, con un acquisto unificato, potrebbero beneficiare di un notevole risparmio economico; questo servizio viene concesso in forma sperimentale per valutare l’invito a entrare nel Cst e beneficiare degli indubbi vantaggi organizzativi.

Contestualmente al passaggio verso il nuovo virtual data center nel cloud Consip di Tim, sulla base della medesima linea strategica di evoluzione, anche il sistema antivirus passerà a partire da gennaio 2019, verso la nuova console cloud.

La soluzione Sophos antivirus in cloud fornisce una gestione multi dominio (multi tenant), con la possibilità di definire dei ruoli di amministratore sul singolo dominio: quest’ultima funzionalità è particolarmente importante per il Cst perché i Comuni con un Ced interno potranno godere di una gestione del proprio dominio antivirus in modalità completamente autonoma e isolata dagli altri tenant.

Per aumentare la qualità dei servizi antivirus in termini di sicurezza e resilienza, anche a seguito di diversi casi nei quali la minaccia dovuta al trojan CryptoLocker ha rischiato di compromettere i dati delle amministrazioni aderenti al Cst, con questo rinnovo si prevede l’aggiunta del modulo di sicurezza avanzata InterceptX attivabile solo ed esclusivamente sul sistema cloud (https://www.sophos.com/it-it/products/intercept-x.aspx).

L’estensione dell'antivirus base con l’aggiunta di InterceptX garantisce un aumento dei controlli e delle misure di sicurezza sui PC client attraverso uno strumento di protezione e rimozione dei malware annullando gli effetti del codice malevolo e impedendo le modifiche delle chiavi di registro e file di sistema. La gestione di InterceptX avviene dalla medesima console dell’antivirus e nel seguito si riportano alcune caratteristiche essenziali di questo modulo aggiuntivo:

  • Exploit Prevention: tecnologia in grado di identificare quando avviene un tentativo di sfruttare un exploit all’interno del sistema operativo e di bloccarne il processo
  • CryptoGuard: tecnologia in grado di identificare le attività di cifratura di un malware di tipo Cryptolocker: una volta identificato, il malware verrà neutralizzato ed eventuali file cifrati restituiti all’utente in chiaro
  • Deep Learning: tecnologia avanzata di Machine Learning in grado di identificare un malware semplicemente osservandone gli attributi
  • Root Cause Analysys: reportistica di nuova generazione in grado di dare tutte le informazioni all’amministratore di sistema su come la minaccia sia entrata all’interno del pc, cosa abbia fatto e su come disinfettarla

NoiPA, è la piattaforma informatica unificata dei servizi di natura giuridico-economico della pubblica amministrazione gestita dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Tra le competenze, il sistema informativo gestisce i dati dipendenti amministrati e assicura la presa in carico del trattamento economico del personale centrale e periferico della pubblica amministrazione e mette a disposizione i servizi di elaborazione dei dati giuridico-economici, presenze e assenze dei dipendenti fino alla compilazione del "cedolino" mensile e le procedure concernenti la gestione degli stipendi.

Nel nuovo portale open data sono pubblicati i dataset relativi agli amministratori, contenenti circa 10 milioni di metadati strutturati. Il portale semplifica l'accesso ai dati pubblici nazionali e persegue tre obiettivi: garantire la trasparenza delle attività svolte dalle Amministrazioni pubbliche, valorizzare il patrimonio informativo, permettere ai cittadini di consultare e utilizzare dati in forma aggregata riguardanti il pubblico impiego.

Il Cst ha eseguito uno studio eseguito l’introduzione di un antivirus con caratteristiche superiori rispetto all’attuale sistema per tutti gli enti, esigenza evidenziata anche durante l’ultima Assemblea; il sistema manterrà la medesima tecnologia con l’introduzione di un modulo che garantisce un livello di sicurezza maggiore rispetto a virus tipo Criptolocker; per poter contenere il costo del nuovo e potenziato antivirus è stata valutata la possibilità di acquistare una fornitura triennale con pagamento anticipato (da esporre annualmente agli enti del Cst). Per questa fornitura il Cst ha ricevuto la richiesta anche da parte dei Comuni di Annone, Suello, Galbiate che, con un acquisto unificato, potrebbero beneficiare di un notevole risparmio economico; questo servizio viene concesso in forma sperimentale per valutare l’invito a entrare nel Cst e beneficiare degli indubbi vantaggi organizzativi.

Con WiFI4EU la Commissione europea intende promuovere le connessioni wi-fi gratuite per i cittadini e i visitatori in spazi pubblici quali parchi, piazze, edifici pubblici, biblioteche, musei e centri sanitari in tutta l'Europa.

L'iniziativa WiFi4EU aperta agli organismi del settore pubblico, come municipi, biblioteche e centri sanitari, finanzierà l’attrezzatura e i costi di installazione (punti di accesso a Internet), mentre l’organismo beneficiario pagherà per la connettività (abbonamento a Internet) e la manutenzione delle attrezzature per almeno 3 anni.

Dal 7 novembre alle 13.00 è possibile presentare le candidature.

Maggiori informazioni

Sulla base del Bilancio consuntivo 2018 verrà redatta la proposta di Bilancio previsionale 2019; il costo a postazione scenderà ulteriormente assestandosi intorno agli 85 euro, in considerazione dell’azzeramento del costo di connettività per il data center, della diminuzione del costo del personale della Provincia imputato alle Spese infrastrutturali e soprattutto della messa a regime del sistema in cloud.

L’articolo 5 della Convenzione stabilisce che l’Assemblea nomina un Ufficio di Presidenza, in carica cinque anni, composto dal Presidente della Provincia di Lecco o suo delegato e da 4 rappresentanti degli enti aderenti: 1 del Comune di Lecco in rappresentanza delle problematiche dei Comuni superiori a 10.000 abitanti, 1 in rappresentanza delle Comunità montane/Unioni di Comuni,1 in rappresentanza dei Comuni trai 3.000 e i 10.000 abitanti e 1 in rappresentanza dei Comuni inferiori a 3.000 abitanti.

Durante l’ultimo Ufficio di Presidenza, in considerazione della prossima scadenza del mandato del Presidente Flavio Polano, è stata avanzata la proposta di prevedere la sua partecipazione alle riunioni dell’Ufficio di Presidenza, considerato anche l’ingresso del Comune di Malgrate nel Cst dal 2019.

Il Sindaco del Comune di Verderio Alessandro Origo, componente dell’Ufficio di Presidenza, si è fatto portavoce della proposta emersa durante l'ultimo Ufficio di Presidenza di chiedere al Presidente uscente, che si è occupato del Cst sia come dirigente del Comune di Lecco per molti anni sia come Presidente della Provincia, di partecipare alle riunioni dell’Ufficio di Presidenza per garantire una continuità delle azioni intraprese, anche in considerazione dei cambiamenti strategici intervenuti in questi anni e dei rapporti con gli enti. La proposta è stata accettata dall’Ufficio di Presidenza e dall’Assemblea degli enti aderenti dello scorso lunedì 25 ottobre.

A breve il numero degli enti aderenti al Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco aumenterà, grazie all’ingresso del Comune di Malgrate, che ha già approvato in Consiglio comunale la Convenzione di adesione al Cst; altri Comuni hanno preso contatto con la Provincia per una valutazione approfondita per l’ingresso nel Cst.