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News dal CST

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Nell’ambito delle novità sulle modalità di acquisizione di Servizi Cloud Pa i chiarimenti AgID tornano molto utili a chi è interessato dalle procedure.

Dal 1° aprile 2019 le pubbliche amministrazioni centrali e locali possono acquisire servizi cloud sulla piattaforma Acquisti in rete solo se presenti nel Catalogo dei servizi Cloud qualificati per la Pa di Agid.

Ciò in linea con le Circolari 2 e 3 del 9 aprile 2018, nelle quali Agid ha fornito i requisiti per garantire che le acquisizioni di servizi cloud “Infrastructure as a Service” (IaaS), “Platform as a Service” (PaaS) e “Software as a service” (SaaS) da parte delle Amministrazioni rispondano a criteri di sicurezza, affidabilità ed efficienza.

Servizi cloud PA: chiarimenti AgID

Attualmente il Catalogo presenta oltre 150 servizi qualificati (IaaS, PaaS e SaaS), numeri in costante aumento anche grazie al quotidiano supporto fornito da AgID per agevolare amministrazioni e fornitori di servizi nel percorso di adozione del modello Cloud della PA anche dopo la data del 1° aprile, con nuovi strumenti e iniziative di facilitazione.

La strategia “Cloud della PA” delineata da Agid prevede un percorso di qualificazione per i soggetti pubblici e privati che intendono fornire servizi cloud alle pubbliche amministrazioni, affinché queste ultime possano acquisire servizi cloud erogati su infrastrutture cloud che rispettino elevati standard di sicurezza, efficienza ed affidabilità.

La strategia è in linea con gli obiettivi strategici contenuti nel nuovo Piano triennale per l’informatica nella Pa 2019-2021.

Agid ha definito il modello Cloud della Pa che comprende:

 

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Valutare il punto di vista delle imprese e aziende di tutta Europa sulla sicurezza informatica. Lo ha fatto Kaspersky Lab tramite una recente indagine nella quale fa notare che oltre la metà delle aziende europee, il 54% (il 55% per quelle italiane), ha dichiarato di aver affrontato almeno un attacco informatico negli ultimi 24 mesi, con pesanti criticità a posteriori sulle loro attività.

Considerando tutto il territorio europeo, tra gli effetti più comuni dovuti agli attacchi informatici vi sono l'interruzione dei servizi (31%), i problemi con l'integrità dei dati (18%) e la perdita dei dati stessi (15%).

I rischi maggiori da fronteggiare sono per le aziende del Regno Unito e della Spagna (64%), poi vi sono quelle della Francia (57% e dell'Italia (55%), seguite dalla Germania (49%) e dalla Romania (37%).

Dagli intervistati arriva anche l'osservazione che le cyber minacce non sono diminuite: il 21% (più di una persona su cinque) fra questi dice che, nel corso degli ultimi dodici mesi, vi è stato un aumento degli attacchi rivolti alla propria azienda, rispetto a quelli rilevati l'anno precedente e che gli hacker non hanno lasciato tracce sulla loro "identità".

www.kaspersky.it

 

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Il decreto legge 32/2019, cosiddetto Sblocca Cantieri, è stato approvato e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 18 aprile 2019.

Le modifiche più rilevanti riguardano l’ambito dell’affidamento dei lavori ma, più in generale, il decreto legge ha l’auspicato obiettivo di semplificare il quadro normativo, favorendo la crescita economica e dando impulso al sistema produttivo del Paese.

Sblocca Cantieri e Codice degli Appalti

Di seguito, le principali modifiche al decreto legislativo 50/2016:

  • I Comuni non capoluogo di provincia possono ora procedere direttamente all’acquisizione di beni, servizi e lavori, senza ricorrere a una centrale di committenza
  • Per l’affidamento dei lavori sottosoglia (articolo 36 decreto legislativo 50/2016), il decreto legge 32 innalza la soglia per la procedura negoziata previa consultazione di almeno 3 operatori economici da 150.000 a 200.000 euro. Al di sopra di questa soglia, i lavori potranno essere affidati soltanto tramite procedura aperta
  • Il criterio di aggiudicazione standard per le procedure sotto soglia è quello del minor prezzo, mentre l’eventuale scelta di utilizzare il criterio di aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa dovrà essere giustificata nei documenti di gara
  • Per i contratti sotto soglia, le stazioni appaltanti possono ora decidere, se previsto nel bando, di posporre la verifica della documentazione relativa al possesso dei requisiti ad una fase successiva rispetto all’apertura delle offerte; la verifica potrà quindi essere effettuata direttamente sul migliore offerente e, a campione, sugli altri partecipanti, ma non necessariamente su tutti i concorrenti
  • Nel caso di procedure con criterio di aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa (articolo 95 decreto legislativo 50/2016), è stato abrogato il limite di punteggio massimo del 30% sull’offerta economica
  • Non sono più 5 i metodi di calcolo dell’anomalia per le gare al minor prezzo: l’articolo 97 del decreto legislativo 50/2016 è stato modificato con la previsione di due sole formule per il calcolo della soglia di anomalia, da applicarsi in casi diversi in base al numero di offerte ammesse:
    • Formula A per le procedure con offerte ammesse pari o superiori a 15
    • Formula B per le gare con almeno 5 e meno di 15 offerte ammesse
  • Sempre all’articolo 97, è ora previsto l’obbligo di escludere automaticamente le offerte anomale qualora il numero delle offerte ammesse sia pari o superiore a 10
  • È previsto il completo superamento delle linee guida ANAC e dei decreti attuativi, che saranno sostituiti da un regolamento unico (ancora da emanare)

Un software aggiornato

DigitalPA ha tempestivamente adeguato il software Acquisti Telematici in conformità al disposto normativo del decreto legislativo 32/2019. Sono già pienamente operative le nuove formule di calcolo dell’anomalia e la gestione automatica del numero minimo degli invitati. Sono altresì previsti ulteriori aggiornamenti per tutto il mese di maggio.

L’obiettivo è fornire al Cliente un prodotto sempre aggiornato e potenziato che possa ottimizzare il lavoro dell’ufficio Gare e semplificarlo. Ancora una volta, velocità ed efficienza sono le parole d’ordine in DigitalPA che si riconferma leader nell’e-Procurement in Italia con seicento Stazioni Appaltanti tra CUC, SUA, Comuni e altri Enti e Aziende che, ogni giorno, scelgono Acquisti telematici per la gestione degli Albi e delle Gare telematiche.

Per approfondimenti, il testo integrale del Decreto può essere consultato in Gazzetta Ufficiale cliccando su questo link.

 

Codice Amministrazione Digitale

Nuove linee guida per l'Indice PA

Con determinazione 97 del 4 aprile, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha adottato le nuove Linee Guida dell'indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi con le regole che devono essere seguite dagli enti tenuti a pubblicare i propri riferimenti sull'Indice Pa.

 Le Linee Guida abrogano gli articoli 11, 12, 13, 14, 15, 22 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 dicembre 2013 - Regole tecniche per il protocollo informatico.

Come nelle intenzioni del legislatore lo strumento delle Linee Guida interviene nell'aggiornamento della normativa in maniera più rapida e snella rispetto al ricorso allo strumento del Decreto del Presidente della Repubblica, tale è l'importanza giuridica rivestita dalle Linee Guida nella gerarchia delle fonti del diritto.

 

Codice Amministrazione Digitale

La Provincia di Lecco in qualità di capofila del Cst ha affidato, a seguito di trattativa, la prestazione di servizio esterna per il supporto alla transizione digitale per i 27 enti aderenti al progetto, all'operatore economico Maggioli spa.

L'operatore presenterà nei prossimi giorni al Cst un piano di lavoro in base al quale saranno successivamente comunicate agli enti le modalità operative e organizzative per  effettuare  le attività previste dal Progetto.

Le fasi dell'attività programmate sono:

- entro il 30 giugno: compilazione dei questionari

- entro il 30 settembre: completamento delle interviste

- entro il 31 ottobre: rilascio dei report e conclusione del progetto

 

privacy

A seguito dell’entrata in vigore della nuova normativa in materia di protezione dei dati personali, la Provincia di Lecco, in qualità di ente capofila del Cst, ha inviato una comunicazione a tutti gli enti aderenti chiedendo di essere nominata responsabile del trattamento dai dati, per mettere tutto in sicurezza, chiarezza e trasparenza.

In un secondo tempo poi la Provincia provvederà a nominare tutti i fornitori sub responsabili del trattamento dei dati.

Il discorso privacy ha messo gli enti davanti a una sfida anche perché si è rivelato una opportunità per rivedere un po' certi processi e certi procedimenti.

La Provincia sta affrontando questo percorso con un DPO, l’avvocato Bellisario, che è una delle massime figure in Italia.

È prevista anche una giornata di formazione operativa sulla privacy, di cui verrà data presto notizia.

 

pagopa

La Provincia di  Lecco ha acquisito dalla Provincia di Brescia, tramite un Accordo di Collaborazione, il riuso gratuito del portale dei pagamenti BresciaGOV, messo a disposizione dei Comuni che hanno aderito al Progetto PagoPA del Cst: Carenno, Primaluna, Vercurago, Sueglio, Erve, Perledo, Monte Marenzo, Garlate.

L'acquisizione a riuso del portale dei pagamenti ha richiesto attività di analisi e acquisizione di risorse hardware che ora sono state completate. Nei prossimi giorni si procederà all'installazione della piattaforma dei pagamenti nel cloud del Cst e alla realizzazione delle attività sistemistiche propedeutiche alla configurazione dei servizi di pagamento.

Per le attività di installazione, configurazione, adeguamento della piattaforma alle esigenze dei Comuni, formazione e assistenza agli enti, a seguito di trattativa il Cst ha affidato una prestazione di servizio esterna per la manutenzione del portale per la quale è stato individuato l'operatore EasyGov Solutions srl.  Il servizio prevede anche attività di formazione e supporto ai Comuni in tutte le operazioni di avvio e di gestione dei pagamenti elettronici.

L'utilizzo del sistema a riuso, oltre a essere previsto dalla normativa, consente notevoli vantaggi economici, per risparmi generati da economie di scala, organizzativi, di outcome, soprattutto se più enti utilizzano questa soluzione.

Il cittadino all'interno del portale, infatti, potrà visionare il proprio "storico" dei pagamenti verso tutti i Comuni che usano questo portale e per il cittadino può essere la stessa user experience per più Comuni.

Per gli uffici comunali il portale mette a disposizione  soluzioni per la rendicontazione e riconciliazione dei pagamenti semplici da utilizzare e funzionali, con aggiornamento della situazione degli incassi in tempo reale.

Il sistema consente a ciascun ente di gestire fino a 50 tipologie diverse di pagamenti.

Inoltre la gestione del sistema a cura del Cst garantisce rapidità di intervento, efficacia e qualità del servizio. 

I Comuni aderenti a questo progetto hanno già individuato le tipologie di pagamento che verranno configurate e il sistema sarà completato e operativo dal 30 giugno.

 

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In relazione al progetto per la gestione dei pagamenti elettronici, il Cst della Provincia di Lecco sta procedendo in via sperimentale con 8 Comuni a un progetto di riuso gratuito con il portale dei pagamenti BresciaGOV.

In seguito ai contatti intercorsi il Cit della Provincia di Brescia ha dato la propria disponibilità per consentire al Cst della Provincia di Lecco il riuso gratuito della piattaforma PagoPA Bresciagov e sono in corso le conseguenti attività per la formalizzazione in atti del riuso del portale.

E’ in fase di sottoscrizione un accordo di collaborazione tra la Provincia di Lecco e la Provincia di Brescia che consentirà il riuso del portale PagoPA Bresciagov per gli enti aderenti al progetto.

Nel frattempo sono proseguite le valutazioni tecniche specifiche per l’attuazione operativa della soluzione. La modalità operativa individuata consiste nella replica del portale PagoPA BresciaGOV presso la struttura SPC Cloud della Provincia di Lecco, che sta quindi definendo le risorse necessarie e gli interventi di adeguamento da porre in essere.

Inoltre il Cst della Provincia di Lecco sta predisponendo la procedura per l’affidamento esterno di prestazione di servizio, di durata biennale, per le attività necessarie di manutenzione della piattaforma.

Queste attività sono preordinate alla configurazione e all’attivazione dei pagamenti elettronici.

Il percorso avviato, di tipo tecnico-informatico e amministrativo, richiede, per sua natura, il rispetto dei noti vincoli per le pubbliche amministrazioni, dovuti alle tempistiche per gli affidamenti esterni di prestazioni di servizio tramite procedure di gara e alle tempistiche gestionali dei servizi in Convenzione Consip (SPC Cloud).

Il Cst della Provincia di Lecco ha chiesto a Regione Lombardia di poter disporre di più tempo per completare le attività; la nuova scadenza accordata dalla Regione per gli enti aderenti al progetto di riuso PagoPA BresciaGOV è fissata per il 30 giugno; a seguire il progetto  verrà proposto anche a tutti gli altri Comuni come opportunità di liberarsi da un certo tipo di legami con le software house sui pagamenti.

 

privacy

A seguito dell’entrata in vigore della nuova normativa in materia di protezione dei dati personali, la Provincia di Lecco, in qualità di ente capofila del Cst, ha inviato una comunicazione a tutti gli enti aderenti chiedendo di essere nominata responsabile del trattamento dai dati, per mettere tutto in sicurezza, chiarezza e trasparenza.

La Provincia sta nominando tutti i fornitori sub responsabili del trattamento dei dati.

Il tema privacy ha messo gli enti davanti a una sfida, anche perché si è rivelato un’opportunità per rivedere alcuni processi e certi procedimenti.

La Provincia sta affrontando questo percorso con un Dpo, l’avvocato Bellisario, che è una delle massime figure in Italia.

È prevista anche una giornata di formazione operativa sulla privacy, di cui verrà data presto notizia.

 

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In merito allo spostamento di tutti gli applicativi in uso agli enti aderenti sulla multipiattaforma in cloud del Centro servizi territoriale, si è concluso il passaggio di tutti gli enti con i software dei fornitori Maggioli e PADigitale e di due enti con gli applicativi Halley Lombardia.

Entro il primo semestre 2019 verrà completato lo spostamento da server locali al cloud dei restanti enti, previa creazione di un ambiente di prova per testare il sistema.

È stato dismesso completamente il data center fisico in Regione Lombardia, quindi tutti i servizi distribuiti dal Cst sono in modalità cloud, sul cloud acquisito con SCP Cloud.

Nel frattempo l’AgID, che nel suo Piano triennale per l’Informatica prevede il passaggio delle Amministrazioni verso il cloud, ha stabilito una regola più per quanto riguarda il catalogo dei servizi che le pubbliche amministrazioni possono acquisire nel cloud, istituendo un servizio di qualificazione all’interno del quale pubblicare gli elenchi di applicativi qualificati per la distribuzione attraverso il cloud.

Pertanto tutti i fornitori del Cst che vorranno distribuire un applicativo dovranno superare un servizio di qualificazione del proprio software all’interno delle regole stabilite da AgID.

 

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Nella mattinata di oggi, mercoledì 8 maggio, a Vimercate il gruppo Maggioli ha organizzato un incontro di presentazione dei Servizi di supporto al Responsabile della transizione al digitale.

Tutti gli enti locali sono obbligati a individuare, all’interno della propria struttura, un Responsabile della transizione al digitale a cui affidare il compito di accompagnare l'ente nel percorso verso la digitalizzazione.

L'evento ha l’obiettivo di approfondire ruolo e responsabilità di questa nuova figura e individuare le azioni a supporto del Responsabile della transizione al digitale nelle attività di indirizzo, pianificazione, coordinamento e monitoraggio del progetto di trasformazione digitale.

Nel corso dell’incontro si è parlato di:

  • come fare il check del livello di digitalizzazione dell’ente
  • pianificazione delle attività necessarie per soddisfare i requisiti indicati dal Codice amministrazione digitale
  • supporto giuridico per garantire all’ente il rispetto della normativa
  • attività di project management per i progetti di informatizzazione più complessi
  • analisi e reingegnerizzazione dei processi in logica di digitalizzazione

 

 

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L’Assemblea degli enti aderenti al Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco ha approvato all’unanimità il Bilancio previsionale 2019.

Il costo postazione, criterio previsto nella Convezione di adesione al Cst per il riparto delle spese infrastrutturali degli enti aderenti, è sceso ulteriormente rispetto al 2018 a 90,72 euro.

Questo importante risultato deriva da diversi fattori, che vanno dall’azzeramento del costo di connettività per il data center, alla diminuzione del costo del personale, dalla dismissione del data center fisico alla messa a regime del sistema in Cloud.

 

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Dopo la sottoscrizione della Convenzione con l'Autorità di Gestione del Programma di cooperazione Interreg Italia Svizzera dell'8 aprile scorso, sono state avviate con il partenariato le prime fasi per la realizzazione del progetto Gioconda.

Il progetto viene puntualmente monitorato dall'Autorità di Gestione che ha pianificato per mercoledì 15 maggio a Milano, Palazzo Lombardia, un incontro per la verifica dell’avanzamento della spesa.

L’incontro avrà l’obiettivo di identificare le misure necessarie per il raggiungimento dei target finanziari fissati dall’Unione Europea per il 2019 e, in prospettiva, per il 2020. Il mancato raggiungimento dei target e le conseguenti rettifiche finanziarie del Programma daranno infatti luogo a una decurtazione dei contributi concessi.

Si tratta di un incontro importante non solo per fare il punto sull'andamento della spesa, ma anche per un confronto di verifica sul cronoprogramma delle azioni, per assicurare, nei 24 mesi di progetto, la realizzazione delle attività e il raggiungimento degli obiettivi ambiziosi che il progetto si è posto su un tema, quello degli open data di sicura attualità, ma allo stesso tempo poco conosciuto al di fuori del campo degli addetti ai lavori.

Leggi anche:

 

 

Il progetto GIOCOnDa è co-finanziato dall’Unione europea, Fondo europeo di sviluppo regionale, dallo Stato italiano, dalla Confederazione elvetica e dai Cantoni nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera

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Nella seduta dello scorso 26 marzo l’Assemblea degli enti aderenti al Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco ha provveduto alla nomina del componente dell’Ufficio di Presidenza in rappresentanza della Comunità montana Valle san Martino Lario Orientale nella persona di Paola Colombo, Assessore presso la stessa Comunità e Sindaco del Comune di Monte Marenzo.

La nomina del componente in rappresentanza dei Comuni inferiore a 3.000 abitanti è stata rinviata non essendo arrivata nessuna candidatura dagli enti interessati.

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Nella Pubblica Amministrazione italiana un importante sistema che migliorerebbe senza dubbio la qualità dei servizi per il cittadino è il Citizen Relationship Management-CRM. Ma utilizzare questi strumenti non è ancora cosa fatta. Lo riporta una ricerca realizzata da ForumPA che analizza quante e quali sono le Amministrazioni che ha attivato il CRM.

I risultati dell'indagine rivelano che il 60% circa delle Pa centrali afferma di aver attivato un sistema di gestione avanzato per il rapporto con il cittadino, una percentuale che, però, scende a livello locale e nel sistema sanitario, dove il 60% circa sono le amministrazioni che ancora non ne fanno uso.

Telefono, email e portale sono gli strumenti più usati dalle amministrazioni per rilevare la soddisfazione degli utenti. Il 70% è attivo sui social network, ma non utilizza le soluzioni più avanzate, come livechat, chatbot e servizi di messaggistica.

Tra i più recenti strumenti digitali è stato rilevato che le Amministrazioni che utilizzano lo Spid- Sistema Pubblico Identità Digitale per l'accesso completo sono il 21% e di queste solo il 3% dichiara di usarlo come unico sistema di accesso; nella totalità il 38% non adotta il Sistema e una uguale percentuale lo usa solo per l'accesso ad alcuni servizi.

 

privacy

Per Maggioli editore è stato pubblicato il volume Vademecum privacy. Quaderno operativo 1/2019 per il trattamento dei dati nella P.A., primo di una serie di sei approfondimenti sulle tematiche riguardanti il trattamento dei dati personali. Di seguito la presentazione a cura dell’editore:


Il Vademecum Privacy nasce per accompagnare e sostenere l’ente, i dirigenti, i responsabili di posizione organizzativa e tutti i dipendenti impegnati nello svolgimento di attività relative alle operazioni di trattamento dei dati personali, attraverso la pubblicazione di sei quaderni operativi che affronteranno di volta in volta le tematiche più stringenti in materia di privacy.


La pubblicazione è naturalmente diretta anche al DPO che, nell’espletamento dei suoi compiti di vigilanza e consulenza, può utilmente usufruire delle soluzioni proposte nel quaderno e suggerirlo all’ente quale utile strumento di supporto per il corretto trattamento dei dati personali. In particolare, in questo primo Quaderno si affrontano i seguenti temi:


   •      Protezione dei dati personali: il passaggio dal DPS al Piano di Protezione dei Dati evidenzia l’importanza di elaborare la ricognizione dei trattamenti, con formazione
          del relativo indice, nonché di procedere ad una sintetica descrizione del trattamento e del flusso informativo.
   •      Trattamento dei dati personali: viene esaminato il caso relativo alla localizzazione dei veicoli, specie in relazione all’esigenza di bilanciare i diversi interessi in gioco.
   •      Sicurezza informatica: la contitolarità del trattamento dati con il fornitore di servizi ICT/Cloud
   •      Formulario: lo schema personalizzabile di Circolare con le indicazioni operative per chi si occupa di pubblicazioni nell’Albo pretorio e nell’area “Amministrazione trasparente” dei siti istituzionali

 

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Continuano ad aumentare i Comuni italiani che hanno aderito a Piazza Wi-fi Italia, il progetto promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico per permettere ai cittadini di connettersi, gratuitamente e in modo semplice, tramite applicazione dedicata, a una rete Wi-fi libera e diffusa su tutto il territorio nazionale.

Dal lancio del progetto sono oltre 2.304 i Comuni che hanno aderito, di questi 711 hanno già sottoscritto le convenzioni con Infratel per la procedura per l'installazione dei punti Wifi.

Piazza Wi-fi Italia ha a disposizione 45 milioni di euro di nuovi finanziamenti (rispetto agli 8 milioni iniziali), che permetteranno di realizzare nuove aree Wi-fi gratuite in tutti i Comuni italiani, con priorità per Comuni la cui popolazione è inferiore a 2.000 abitanti.

www.wifi.italia.it

 

Codice Amministrazione Digitale

Rispondendo all’interpello da parte di un’amministrazione regionale, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nel caso di rilascio di duplicati informatici di documenti amministrativi informatici creati ai sensi del Codice dell’Amministrazione Digitale, non è necessario applicare l’imposta di bollo.


“Dal punto di vista tecnico il duplicato è identico ed indistinguibile dall’originale e si ottiene replicando il file originale stesso.


Dall’esame delle norme sopra riportate, risulta che il presupposto impositivo dell’imposta di bollo definito dall’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al DPR n. 642 del 1972, si realizza solo per le copie informatiche di documenti informatici munite di dichiarazione di conformità all’originale attestata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato. Per i duplicati informatici di documenti informatici di cui all’articolo 23-bis, comma 1, del D.Lgs. n. 82 del 2005 non è, invece, prevista, come rilevato dalla Regione istante, alcuna dichiarazione di conformità all’originale, e, dunque, il rilascio di detti documenti non realizza il presupposto dell’imposta di bollo previsto dal citato articolo 1 della tariffa.


Premesso quanto sopra, pertanto, si ritiene che per il rilascio dei duplicati informatici di un documento amministrativo informatico non deve essere applicata l’imposta di bollo”.

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La trasformazione digitale della Pa rappresenta l’ecosistema abilitante di qualsiasi riforma, condizione necessaria per il miglioramento della trasparenza e della qualità dei servizi erogati al cittadino, ma anche driver di sviluppo e rafforzamento della capacità innovativa dell’intero Paese.

È per questo motivo che l’impatto della digital transformation nella creazione di valore pubblico sarà al centro di uno dei grandi percorsi tematici che animeranno la 30esima edizione del Forum Pa 2019, che si svolgerà dal 14 al 16 maggio presso il nuovo palazzo dei Congressi “La Nuvola” a Roma EUR.

I tre giorni di manifestazione saranno caratterizzati da grandi convegni tematici dedicati alle principali componenti del nuovo Piano triennale per l’Ict pubblico e al loro impatto sullo sviluppo di una Pa orientata al cambiamento.

Dalla transizione al paradigma del cloud all’attuazione del progetto di digital security nel quadro della nuova strategica nazionale sulla sicurezza cibernetica.

Dallo sviluppo di servizi pubblici digitali orientati al cittadino alla valorizzazione dei dati pubblici come motore dell’economia digitale del Paese.

Occasioni di confronto tra i protagonisti dell’innovazione provenienti dal settore pubblico, privato e del mondo accademico, che si arricchiscono quest’anno della presenza di importanti relatori internazionali che presenteranno le migliori esperienze europee in tema di innovazione.

Nel corso di un evento dedicato a Cio e Responsabili per la Transizione al digitale delle Pa italiane ascolteremo le esperienze virtuose di quegli dagli enti che negli ultimi anni hanno utilizzato al meglio la leva della digitalizzazione per attivare processi di crescita dell’ente, al fine di favorire la diffusione e il trasferimento delle buone pratiche in altre realtà.

Approfondimenti specifici ci aiuteranno poi a comprendere come la diffusione in ambito pubblico delle nuove tecnologie di frontiera, come intelligenza artificiale e blockchain, promettono di cambiare per sempre il rapporto tra amministrazioni e cittadini, e come le più avanzate soluzioni di software intelligence possano favorire i processo di cambiamento e il governo dei progetti di trasformazione digitale.

Il clou del percorso è previsto per la mattina del 16 maggio, con la grande conferenza dedicata alla Trasformazione digitale del PAese, durante il quale discuteremo su come creare valore attraverso una nuova e fattiva partnership pubblico-privato, insieme ai protagonisti della governance nazionale dell’innovazione, tra cui Teresa Alvaro, Direttore Generale di AgID, Luca Attias, Commissario Straordinario per l'attuazione dell'Agenda Digitale e Cristiano Cannarsa, AD di Consip.

Come sempre la partecipazione a tutti i convegni è gratuita, è necessario però accreditarsi e iscriversi in tempo ai singoli eventi.

Per scoprire tutti gli appuntamenti del percorso, è sufficiente consultare il programma di FORUM PA 2019  e filtrare gli eventi per Percorso>Trasformazione digitale

 

Appuntamenti in evidenza:

  • Infrastrutture e cloud: lo stato del percorso evolutivo dell'ICT pubblico, 14 maggio dalle 15:00 alle 18:00
  • La sicurezza informatica del Paese, tra nuova governance nazionale e Agenda digitale, 15 maggio dalle 10:00 alle 13:00
  • PA Digitale: le buone pratiche al servizio del Paese, 15 maggio dalle 13:00 alle 14:45
  • Servizi pubblici digitali: il cittadino è finalmente al centro?, 15 maggio dalle 14:30 alle 18:00
  • Il Governo della Modernizzazione nella PA: la Software Intelligence, 15 maggio dalle 14:15 alle 15:15
  • La PA alla sfida dell'Intelligenza artificiale, 15 maggio dalle 09:30 alle 11:30
  • La trasformazione digitale del PAese, 16 maggio dalle 09:30 alle 13:30
  • La blockchain per una gestione distribuita e condivisa dei servizi pubblici, 16 maggio dalle 11:45 alle 13:30
  • Dati pubblici come motore dell'economia digitale, 16 maggio dalle 14:30 alle 18:00

 

autorizzazioniprogetti

Dopo l’avvio della consultazione sulle regole tecniche per la compilazione del Documento di Gara Unico Europeo elettronico italiano (DGUE), Nicoletta Pisanu ha dedicato un approfondimento a questa nuova tipologia di documento informatico su Agenda Digitale. “Accolto come l’innovazione più importante nel procurement - si legge nell’abstract - il DGUE punta a facilitare la partecipazione degli operatori alle gare pubbliche europee riducendo i tempi e la burocrazia e ambendo al principio Once only. Tuttavia non mancano criticità da affrontare, in primis le limitazioni di un Codice appalti incompleto”. Di seguito l’introduzione dell’articolo:


Snellire la burocrazia del procurement per facilitare la partecipazione degli operatori economici alle gare europee. È l’obiettivo che guida la realizzazione del DGUE – Documento di Gara Unico Europeo elettronico italiano, sulle cui regole tecniche l’Agid ha avviato a metà febbraio le consultazioni pubbliche.


Lo sviluppo del documento è un passo fondamentale per avvicinarsi all’applicazione del principio Once only, semplificare le verifiche e ridurre i tempi di gara. “È l’innovazione più importante rispetto alle stesse gare telematiche dove per anni, e ancora oggi, ci si limita a smaterializzare la gara senza modificare nulla, neanche un documento, rispetto alle gare tradizionali”, ha commentato ad agendadigitale.eu l’ingegnere esperto di e-procurement Francesco Porzio, di Porzio&Partners.


Un tassello nel mosaico della digitalizzazione degli appalti


Lo sviluppo del DGUE si pone nell’ambito di un più ampio progetto di digitalizzazione del mondo degli appalti: “L’e-procurement rappresenta una fondamentale leva per la crescita dell’economia, per la modernizzazione ed una maggiore efficienza dei processi amministrativi, per il controllo e la riduzione della spesa pubblica”, commenta ad agendadigitale.eu Adriana Agrimi, dirigente Area trasformazione digitale di Agid.


La redazione, a cura dell’agenzia, delle regole tecniche “per l’implementazione in formato elettronico del Documento di Gara Unico Europeo (DGUE) in ambito nazionale – aggiunge Agrimi – rientra nel più ampio percorso di accompagnamento e supporto a imprese e PA avviato dall’Agenzia per favorire la transizione verso un sistema di appalti pubblici intelligente, digitale e trasparente”.


Che cos’è e a cosa serve il DGUE – Documento di Gara Unico Europeo elettronico italiano


Ma, in pratica, che cos’è il DGUE? Si tratta di un’autodichiarazione nella quale l’operatore documenta di non incorrere nei motivi di esclusione enunciati all’art. 80 del Codice degli appalti e di soddisfare i punti stabiliti dalla stazione appaltante.


Gli scopi sono ridurre la burocrazia, diminuire i tempi di gara e velocizzare le procedure di verifica verso gli operatori economici, facilitando la loro partecipazione alle gare pubbliche nei Paesi dell’Unione Europea. Si punta anche all’applicazione del principio once only, che consente agli operatori economici di riusare i propri dati in più gare.


Il documento è stato realizzato nell’ambito del progetto finanziato dal programma CEF Telecom 2016-IT-IA-0038 European Single Procurement Document (ESPD), coordinato da AgID e partecipato da ANAC, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, CONSIP, UNIONCAMERE, IntercentER. Per presentare le proprie osservazioni alle regole tecniche, c’è tempo fino al 15 marzo. Le regole individuate serviranno per definire tecnicamente il modello dei dati e del documento, che sarà in formato XML come stabilito a livello europeo. Il progetto punta al rispetto degli standard prescritti dalle direttive UE in materia di procurement e interoperabilità.