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Messaggio di avviso

News dal CST

logoIstatL'Istat potrà procedere con i trattamenti necessari alla realizzazione del censimento permanente, ma dovrà adottare ulteriori misure per rafforzare la tutela dell'ingente mole di informazioni raccolte, in particolare migliorando le tecniche di pseudonimizzazione dei dati.

Questa la decisione del Garante per la privacy, adottata al termine di una lunga istruttoria che aveva portato nel 2018 l'Autorità a esprimere un parere non favorevole sul censimento permanente, previsto nel Programma statistico nazionale, e poi ad autorizzare la raccolta dei dati della popolazione, ma non il loro successivo trattamento, in assenza di una revisione del progetto.

Con quest'ultimo provvedimento, il Garante, analizzato il nuovo Piano generale di censimento (Pgc), autorizza l'Istituto nazionale di statistica a procedere con l'elaborazione dei dati raccolti.

Nel corso della lunga interlocuzione, il Garante ha però rilevato ancora alcune criticità riguardo alle quali ha fornito precise indicazioni.

L'Autorità, in particolare, ritiene che l'Istat debba adeguare il metodo scelto per la pseudonimizzazione dei dati personali, ovvero quelle tecniche usate per il mascheramento o per la limitazione dell'uso improprio dell'identità delle persone. Il procedimento proposto - con l'attribuzione di un codice univoco per ogni singola persona fisica, replicato in tutte le banche dati dell'Istituto e valido per un lungo periodo di conservazione dei dati, che può arrivare fino a 120 anni - comporta il rischio di trattamenti di dati non pertinenti ed eccedenti rispetto allo scopo censuario. Il mantenimento di un codice statico, infatti, impedisce di differenziare i tempi di conservazione in relazione alle diverse finalità statistiche perseguite, in violazione del principio di minimizzazione e di limitazione della conservazione dei dati.

Sul punto il Garante ha prescritto all'Istat di mettere in atto idonee misure di pseudonimizzazione che prevedano, ad esempio, un meccanismo di disaccoppiamento gerarchico dei codici con l'assegnazione di diversi codici pseudonimi, ciascuno con una validità limitata alla specifica finalità perseguita.

L'Autorità ha inoltre rilevato che non è stata calcolata la probabilità di reidentificazione degli interessati, a partire dai dati aggregati inviati ai Comuni. La valutazione d'impatto sulla protezione dei dati personali effettuata dall'Istat, sulle nuove modalità di censimento, dovrà pertanto essere integrata sulla base di queste indicazioni.

Nel provvedimento, il Garante ha sottolineato che il principio di responsabilizzazione previsto dal Gdpr (Regolamento Ue in materia di privacy) pone in capo ai titolari del trattamento il compito di valutare correttamente i rischi per i diritti e le libertà fondamentali degli interessati connessi ai trattamenti dei dati personali.

L'Istat, essendo l'amministrazione pubblica che detiene il più ingente e rilevante patrimonio informativo riferito alla popolazione residente sul territorio nazionale, dovrà pertanto assumere una condotta attiva nell'applicazione dei principi, ponendosi l'obiettivo di ottenere un reale effetto di tutela e dimostrando l'adeguatezza delle misure adottate.

 

piccoli comuniL'attuazione del Piano triennale, che emerge dal questionario organizzato dalla Corte dei Conti con il Team digitale, esprime un'Italia con Amministrazioni all'avanguardia e altre in ritardo. L'analisi è stata effettuata sulle risposte del 92% degli enti coinvolti.

In vetta per lo Spid è il Comune di Firenze, che eroga il servizio 'Spid-only' per l'iscrizione agli asili nido insieme al Comune di Roma e a quello di Bolzano che segna il maggior numero di identità digitali in rapporto alla popolazione.

Per PagoPA una best practice è l'Aci con il pagamento del bollo seguita dal Comune di Milano per Tari e multe. Bene anche il Comune di Gallarate per l'iniziativa di applicare uno sconto sulla Tari se pagata con PagoPA.

Altro soggetto è l'Analisi nazionale della popolazione residente-Anps che vuole tra i primi Comuni transitati sul database nazionale quelli di Bagnacavallo e Cesena; tra le città più grandi Milano e Torino.

 

gdpr1I Comuni, prima di pubblicare documenti sull'albo pretorio on line, devono accertarsi che siano oscurate tutte le informazioni che non possono essere diffuse, in particolare i dati sulla salute di una persona.

Lo ricorda il Garante per la privacy nel comminare una delle prime sanzioni a un ente locale ai sensi del nuovo Regolamento europeo in materia di dati personali (Gdpr).

Una persona si era rivolta al Garante perché sull'albo pretorio del proprio Municipio era stata pubblicata una determina dirigenziale che riportava la grave patologia per la quale aveva presentato un'istanza per il riconoscimento della causa di servizio.

L'Autorità ha accertato che le informazioni sull'infermità e sull'operazione subita dal reclamante erano liberamente accessibili a chiunque, ed ha sottolineato come anche la nuova normativa sulla privacy vieti la diffusione dei dati sulla salute di una persona.

Ha poi aggiunto che la pubblicazione sull'albo pretorio della delibera in chiaro conteneva un'ulteriore violazione, in quanto riportava anche le coordinate di conto corrente bancario dell'avvocato al quale dovevano essere liquidate le spese del procedimento.

Tale trattamento di dati era effettuato in contrasto con il principio di “minimizzazione” previsto dal Gdpr, secondo il quale i dati personali devono essere adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati.

L'ente locale, a giustificazione del proprio operato, nel corso dell'istruttoria, ha affermato che il personale addetto era incorso in un mero errore materiale, e che l'amministrazione avrebbe provveduto a completare il percorso interno di adeguamento alla normativa privacy, al fine di non incorrere più in tali problemi.

Per tali motivi, alla luce delle nuove modalità indicate dal Gdpr e dal Codice privacy, l'Autorità ha adottato un provvedimento unico con il quale ha dichiarato l'illiceità del trattamento dei dati posto in essere dal Comune e contemporaneamente ha ordinato il pagamento di una sanzione amministrativa di 10.000 euro, calcolata tenendo conto anche delle giustificazioni addotte dall'ente locale.

 

logoIstatPoco prima della fine del 2019 l'Istat ha presentato il nuovo "Censimento permanente delle Istituzioni pubbliche", che ha raccolto i dati di 12.848 Amministrazioni pubbliche nazionali al dicembre 2017, che registrano più di 3,5 milioni di operatori, che formano personale dipendente ed esterno per il 95%.

Nel Censimento si legge che più della metà degli Enti pubblici ha organizzato o investito in attività di formazione per il proprio personale: complessivamente sono state realizzate o finanziate dagli Enti più di 217.000 attività formative, per oltre 2 milioni e mezzo di partecipanti.

È stato confermato un orientamento comune delle Amministrazioni per una formazione di tipo tradizionale, con l'obiettivo di arricchire e aggiornare le competenze nelle materie tecnico-specialistiche (45,2% dei partecipanti) relative alle attività istituzionali proprie, e giuridico normative (30,9% dei partecipanti). In generale, la formazione in materia di digitalizzazione ha riguardato meno del 5% dei partecipanti, dato che conferma la bassa attenzione ad uno sviluppo delle conoscenze informatiche (ma anche, come risulta dal Censimento, di quelle manageriali, relazionali e linguistiche, utili, peraltro, al processo di innovazione e ammodernamento delle P.A.).

Per  la maggior parte la formazione viene svolta tramite corsi in aula (73,2% nei due anni), seguita dalla partecipazione a convegni e conferenze (9,7%) particolarmente utilizzata da Comuni, Province e Città metropolitane, Comunità montane e Unioni di Comuni.

Il learning on the job e l'e-learning sono utilizzati rispettivamente per il 6% e per il 4% del totale delle attività formative svolte. Le restanti tipologie monomodali di formazione registrano l'utilizzo per la videoconferenza/webinar del 3,1%; per l'autoapprendimento dello 0,9%; del telefono dello 0,4%.

Le attività formative "miste", parte in aula e parte e-learning (blended learning,) sono il 2,8% nel 2017, in aumento rispetto all'1,5% del 2015.

Sugli strumenti digitali, nel Censimento si rileva che, nel 2017, la quasi totalità delle Amministrazioni pubbliche ha utilizzato il web per la gestione dei dati e l'erogazione dei propri servizi (87,9%), individuando piccoli ritardi tra i Comuni (87,4%), le Comunità montane e le Unioni dei Comuni (85,8%), gli Enti pubblici non economici (89,5%).

Significativo anche il dato sull'utilizzo dei servizi di cloud computing (30,5%); poco utilizzate, rispetto alle possibilità offerte, le app che si fermano al 19,4%; poco diffuse le tecnologie più avanzate: nel 2017 il 5,9% le Pubbliche Amministrazioni hanno analizzato big data e il 4,6% ha impiegato l'Internet delle Cose (Internet of Thing-IoT).

Il grado di digitalizzazione migliore è delle Università pubbliche: il 100% utilizza il web e il 97,2% i social media; l'84,5% si serve di servizi di cloud computing e il 73,2% di applicazioni mobile. Un quarto delle Università censite impiega la tecnologia IoT e in termini di analisi dei big data la percentuale è del 35,2% (da segnalare che le Istituzioni centrali  sono al 39,4%).

www.istat.it/it/censimento-permanente/istituzioni-pubbliche.

 

UNC email truffaIl Garante per la privacy richiama l'attenzione sulle regole di una corretta comunicazione attraverso la posta elettronica. Con un provvedimento ha dichiarato illecito l'invio da parte di un'articolazione della Provincia di Trento di una e-mail destinata, contemporaneamente e con gli indirizzi in chiaro, a sedici genitori di bambini non in regola con l'obbligo delle vaccinazioni.

In prossimità dell'avvio dell'anno scolastico, l'e-mail della Provincia informava le famiglie dell'impossibilità di ammettere i minori alle scuole dell'infanzia, in assenza della regolarità vaccinale.

Il Garante ha precisato che le informazioni contenute nella comunicazione della Provincia sono qualificabili come dati relativi alla salute dei minori. Tali dati possono essere trattati solo sulla base di un idoneo presupposto giuridico, rispettando i principi di liceità, correttezza e trasparenza nonché di minimizzazione, in modo sicuro e solo se adeguati, pertinenti e limitati  rispetto alle finalità per le quali sono trattati.

L'e-mail andava dunque inviata a ciascun genitore separatamente, in modo personalizzato, o utilizzando lo strumento della copia conoscenza nascosta (ccn), per rendere ogni indirizzo riservato.

Di conseguenza l'Autorità, oltre ad aver dichiarato illecito il trattamento, ha ammonito la Provincia a conformare l'invio di comunicazioni alle disposizioni e ai principi che tutelano i dati personali.

Nel caso specifico il Garante ha tenuto conto del fatto che l'illecito è stato un primo e isolato evento, dovuto alla disattenzione di una dipendente.

L'Autorità ha inoltre tenuto conto che la violazione gli è stata notificata dalla Provincia stessa, che, a seguito dell'accaduto, ha informato del fatto gli interessati, scusandosi e adottando atti e iniziative volte a sensibilizzare il personale al rispetto della disciplina dei dati personali.

 

 

cloud computingL'ultima ricerca presentata dall'Osservatorio del Politecnico di Milano (dicembre 2019) rivela che nel 2019 l'Italia è migliorata nel percorso di digitalizzazione.

Dice, invece, la classifica DESI-Digital Economy and Society Index che l'Italia è al quintultimo posto, con un ritardo in particolare nelle aree delle competenze digitali e dell'uso di Internet.

Guardiamo ai dati del Politecnico. Velocizzata la diffusione dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente-Anpr che indica 4.300 Comuni nella piattaforma e 35 milioni di cittadini italiani coinvolti.

Quasi avvicinato l'obiettivo dei 150 milioni di pagamenti su PagoPa, previsto entro il 2020, che registra più di 63 milioni di transazioni effettuate e 15mila Amministrazioni pubbliche attive (anche se sono 4.200 quelle che hanno effettivamente ricevuto almeno un pagamento).

Rilasciate 13 milioni di Carte d'identità elettroniche-Cie al 21% della popolazione italiana.

Erogate 5 milioni di identità digitali tramite Spid; le identità danno accesso in a 4.200 servizi on line in oltre 4.000 Pa (il livello di effettivo utilizzo è, però, ancora limitato).

Oltre 140 milioni le fatture elettroniche verso la Pa e più di 1,5 miliardi fra privati. Il Fascicolo sanitario elettronico-Fse è attivo in tutte le Regioni, completamente operativo in 18, copre il 22% degli assistiti e oltre il 63% dei referti prodotti. Sono stati pubblicati più di 27.000 Open Data.

 

 cst3Con deliberazione assunta dal proprio Consiglio di amministrazione nella seduta di giovedì 30 gennaio, anche l’azienda speciale Ufficio d’smbito di Lecco ha sottoscritto la convenzione del Centro servizi territoriale ed è entrata a tutti gli effetti a far parte degli enti aderenti.

Con 41 enti che hanno sottoscritto la convenzione (più 3 che utilizzano alcuni servizi senza avere formalmente aderito), il Centro servizi territoriale ha raggiunto quella massa critica che consente di avere notevoli economie di scala e maggiore potere contrattuale con i fornitori.

Con un bacino potenziale di 84 Comuni le adesioni potrebbero ancora aumentare e portare maggiori benefici a tutti gli aderenti.

cst2È in corso la definizione della proposta di riqualificazione del Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco tramite un partenariato pubblico-privato quale soluzione ideale per superare le criticità di sistema correlate alla trasformazione digitale della pubblica amministrazione e della sua comunità territoriale.

I vantaggi per gli enti del Cst sono molteplici:

  • esternalizzazione della gestione di servizi su un orizzonte pluriennale
  • disponibilità pluriennale di competenze specialistiche (manageriali, tecniche, giuridiche) difficilmente acquisibili tramite gare tradizionali
  • sviluppo e proposta di nuovi servizi innovativi e ad alto contenuto tecnologico

Il Project financing accompagnerà il Cst nel percorso di innovazione tecnologica favorito anche dalle economie di scala nell’adozione di servizi online.

 

 

blockchainLo European Union Blockchain Observatory and Forum è un progetto pilota lanciato su iniziativa delle istituzioni europee per creare un contesto più favorevole alla diffusione delle tecnologie blockchain in ambito comunitario, con l’ambizione di fare dell’Unione europea uno degli attori leader a livello globale in questo specifico settore.

Tra le attività del Forum, spicca la produzione di report e analisi volti a approfondire svariati aspetti legali, tecnologici e di altro genere legati allo sviluppo di tali tecnologie. 

Dall’estate del 2018, sono stati pubblicati sei report, liberamente accessibili online:

  • Blockchain innovation in Europe
  • Blockchain and the GDPR
  • Blockchain for Government and Public Services
  • Scalability, interoperability and sustainability of blockchains
  • Blockchain and Digital Identity
  • Legal and regulatory framework of blockchains and smart contracts

Su Altalex, un articolo a firma di Claudia Morelli, di recente pubblicazione, illustra i contenuti dell’ultimo report realizzato da Forum, dedicato alla cornice giuridica e regolatoria delle blockchain e degli smart contract.

 

data center1In accordo con il fornitore del Contratto Quadro CONSIP Servizi di Cloud computing per la PA” Gara SPC Cloud  Lotto 1 si stanno definendo le attività di migrazione dell’attuale Virtual Data Center verso la nuova piattaforma di virtualizzazione basata sulla soluzione di Canonical.

Nel corso dei mesi di gennaio, febbraio e marzo verranno gradualmente spostati i servizi Centro servizi territoriale verso la nuova tecnologia di erogazione che garantisce un livello tecnologico all’avanguardia, alte garanzie di continuità operativa e il disaster recovery.

 

pec postaCon la sentenza 11241/2019 la Corte di Cassazione si è pronunciata in merito alla rilevanza o meno, della estensione del file allegato al messaggio Pec e del suo formato.

La Suprema Corte ha affermato che la notifica di una cartella di pagamento può avvenire, indifferentemente, sia allegando al messaggio Pec un documento informatico, duplicato informatico dell'atto originario (atto nativo digitale), sia mediante una copia per immagini su supporto informatico del documento in originale cartaceo (copia informatica).

 

centroimpiegoDal 2 gennaio 2020 i nuovi orari di apertura al pubblico del Centro per l’impiego di Lecco sono i seguenti:

  • lunedì e mercoledì dalle 8.30 alle 12.30 (ultimo ingresso alle 12.15) e dalle 14.00 alle 17.15 (ultimo ingresso alle 17.00)
  • martedì, giovedì e venerdì dalle 8.30 alle 12.30 (ultimo ingresso alle 12.15)

osservatorio digitaleSu Agenda Digitale è stato pubblicato l’approfondimento La Carta d’identità elettronica per accedere a servizi pubblici e privati, ecco come a firma di Giovanni Manca.

L’esperienza quotidiana ci indica che la Carta d’identità elettronica (Cie) è uno strumento che si sta fisiologicamente diffondendo (alla data dell’8 maggio 2019 sono state emesse 9.232.926 Cie – dato del Ministero dell’Interno) ma ancora è poco conosciuta in alcune sue caratteristiche di base e ancor meno sui possibili utilizzi.

Quest’ultimo aspetto è valido anche per le imprese che invece potrebbero offrire al mercato strumenti hardware e software di supporto per favorire l’utilizzo di uno strumento di identità con affidabilità al massimo livello possibile.

È emblematico che il Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2019-2021 dedichi un capitolo anche alla Cie.

Il Piano triennale descrive scenari operativi interni alla pubblica amministrazione con una responsabilità di AgID solo su alcuni aspetti. In particolare AgID ha attivato le procedure comunitarie per il riconoscimento della Cie come strumento di identificazione elettronica. La procedura segue l’attività già completata per lo Spid. Quindi la Cie si affiancherà tra qualche mese allo Spid per garantire l’accesso a servizi in rete erogati dagli Stati membri.

In questo senso è stata sviluppata ed è in arrivo una App per Android (dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato) che consente di sfruttare gli smartphone compatibili (sono pochi e datati quelli non compatibili) per utilizzare il telefono come lettore della Cie al fine dell’utilizzo come strumento per il controllo d’accesso ai servizi.

 

Nuovo tesoriereDall’1 gennaio 2020 il nuovo Tesoriere della Provincia di Lecco, individuato a seguito di gara pubblica, è il Credito Valtellinese - CREVAL, filiale di Lecco, via Giuseppe Parini 21.

Pertanto i pagamenti a favore della Provincia di Lecco da parte di privati e imprese devono essere effettuati sul nuovo conto corrente bancario:

Credito Valtellinese – CREVAL filiale di Lecco, via Giuseppe Parini 21

IBAN: IT 92 I0521622900000000006670

BIC/SWIFT: BPCVIT2S

Invece i pagamenti a favore della Provincia di Lecco da parte di enti pubblici soggetti alla Tesoreria unica andranno sempre fatti sul conto:

Banca d’Italia c/c 0082002 (sottoconto infruttifero intestato a Provincia di Lecco)

Tesoreria di Como – LC (128)

IBAN IT 53 R 01000 03245 128300082002

Gli uffici finanziari della Provincia di Lecco sono a disposizione per qualsiasi chiarimento: 0341 295357.

 

pa digitaleSlitta al 1° luglio 2020 l’obbligo di pagare quanto dovuto alla pubblica amministrazione tramite la piattaforma PagoPA, mentre l’originaria entrata in vigore era prevista per il 1° gennaio 2020.

In Gazzetta ufficiale 305 del 30 dicembre 2019 è stato pubblicato il Decreto legge 16 del 30 dicembre 2019 recante “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica”, cosiddetto Decreto milleproroghe.

Tra le diverse proroghe previste, viene preso in considerazione anche il termine relativo all’obbligo di pagare quanto dovuto alle pubbliche amministrazioni attraverso la piattaforma PagoPA che dal 1° gennaio 2020 slitta al 1° luglio.

Le opportunità e i benefici introdotti grazie alla nuova modalità di pagamento sono molteplici, infatti il sistema PagoPA non è semplicemente un sito dove pagare, ma rappresenta una nuova modalità per eseguire i pagamenti presso i Prestatori di servizi di pagamento (Psp) aderenti verso la pubblica amministrazione in modalità standardizzata.

I vantaggi sono numerosi, tra cui la trasparenza dei costi, la standardizzazione della user experience a livello nazionale, la libertà di scelta del canale per l’utente e garanzia di sicurezza nei pagamenti, la compliance normativa, incassi certi e più veloci per la pubblica amministrazione, con un processo di pagamento e di riconciliazione completamente automatizzato e digitale.

Gli utenti possono effettuare i pagamenti direttamente sul sito o sull’app dell’Ente o attraverso i canali (online e fisici) di banche e altri Prestatori di servizi di pagamento (Psp):
● le agenzie delle banche
● l’home banking da Psp (cercando i loghi Cbill o pagoPA)
● gli sportelli Atm delle banche (se abilitati)
● i punti vendita di Sisal, Lottomatica e Banca 5
● gli uffici postali

Per verificare l’elenco completo dei Prestatori di servizi di pagamento aderenti a PagoPA è possibile consultare direttamente la pagina dedicata sul sito PagoPA.

Sarà quindi possibile scegliere lo strumento di pagamento preferito o conveniente ed utilizzarlo per tutti i pagamenti verso la pubblica amministrazione.

Per approfondimenti su PagoPA:
sito dedicato
Linee guida per l’effettuazione dei pagamenti a favore delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi pubblicate in Gazzetta ufficiale.

digitalizzazioneMercoledì 19 febbraio, nella sala del Consiglio della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombarda 4, si terrà l’incontro per la presentazione dei risultati del progetto Transizione digitale.

Le attività di compilazione dei questionari sono state completate da parte di tutti gli enti aderenti al progetto e le interviste sono state svolte proficuamente, consentendo di avere il quadro della situazione in merito alla digitalizzazione degli enti.

L’incontro sarà l’occasione per condividere i risultati e delineare gli aspetti operativi della transizione digitale rispetto a quanto emerso durante l’attività svolta.

Per dare una maggiore specificità ai contenuti dell’incontro e cercare di dare risposte puntuali alle esigenze degli enti la giornata è stata organizzata in due sessioni distinte: una per gli enti di piccole dimensioni, l’altra per gli enti più grandi.

È inoltre previsto un approfondimento sulla materia degli open data, la pubblicazione dei dati pubblici in formato aperto come previsto dal Codice dell’Amministrazione digitale, il quale prevede che i dati delle pubbliche amministrazioni vengano resi disponibili e accessibili con le tecnologie dell’informazione e della comunicazione che ne consentano la riutilizzazione da parte di altre pubbliche amministrazioni e dei privati.

In quest’ambito la Provincia di Lecco ha aderito al progetto Interreg GIOCOnDa, grazie al quale verrà resa disponibile una piattaforma open per la pubblicazione degli open data.

Durante l’incontro sarà approfondita questa materia e gli enti interessati potranno valutare l’opportunità di mettere a disposizione i propri open data per la pubblicazione sulla piattaforma. In caso di adesione l’attività non avrà alcun costo per gli enti in quanto già finanziata con fondi Interreg.

Programma:

ore 9.15 – 10.30

Intervento a cura di Maggioli spa: presentazione dei risultati di progetto con intervento mirato alle esigenze operative degli enti di più grandi dimensioni

sessione per i Comuni di: Barzago, Calco, Calolziocorte, Colico, Garlate, Lecco, Malgrate, Paderno d’Adda, Valmadrera, Vercurago, Primaluna, Introbio, Pasturo.

ore 10.30 – 11.30

Intervento a cura di PricewaterhouseCoopersAdvisory spa e NTT DATA Italia: approfondimento sugli open data rivolto a tutti gli enti aderenti al Progetto Transizione digitale.

ore 11.30 – 12.30

Intervento a cura di Maggioli spa: presentazione dei risultati di progetto con intervento mirato alle esigenze operative dei Comuni di piccole dimensioni

sessione per i Comuni di: Barzio, Carenno, Comunità montana Lario Orientale, Cremeno, Dorio, Erve, Esino Lario, Lierna, Monte Marenzo, Morterone, Perledo, Sueglio, Taceno, Valvarrone, Varenna, Viganò.

L’approfondimento sugli open data è previsto fra le due sessioni per favorire la partecipazione di tutti gli enti.

Verrà rilasciato l’attestato di partecipazione come attività formativa in materia di transizione digitale.

Per informazioni o chiarimenti: Glenda Prada, telefono 0341 295304, e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

portale professionistiSul sito del Ministero per i beni e le attività culturali è stata attivata la piattaforma professionisti dei beni culturali finalizzata alla formazione degli elenchi dei professionisti, previsti dal decreto ministeriale 244 del 20 maggio 2019, iscritti nei diversi profili professionali, tra cui il profilo di archivista. 

La piattaforma consente l'iscrizione e la consultazione degli elenchi dei professionisti.

La costituzione degli elenchi dà attuazione alla legge 110/2014 sul riconoscimento delle professioni del patrimonio culturale che ha modificato il Codice dei beni culturali e del paesaggio decreto legislativo 42/2004, introducendo l'articolo 9-bis, in base al quale gli interventi operativi di tutela, protezione e conservazione dei beni culturali nonché quelli relativi alla valorizzazione e alla fruizione dei beni stessi "sono affidati alla responsabilità e all'attuazione, secondo le rispettive competenze, di archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi fisici, restauratori di beni culturali e collaboratori restauratori, esperti di diagnostica e di scienze e tecnologia applicate ai beni culturali e storici dell'arte, in possesso di adeguata formazione ed esperienza professionale".

pa digitaleNell'ambito delle procedure del sistema di gestione della qualità dei servizi offerti la Provincia di Lecco ha effettuato l'indagine periodica per la rilevazione della customer satisfaction con riferimento al servizio Protocollo, certificato nell'ambito del sistema Qualità ISO 9001:2015.

L'indagine è stata svolta dall'11 al 31 dicembre tramite la somministrazione di questionari agli utenti allo sportello.

All'indagine ha partecipato il 45% degli utenti che hanno usufruito del servizio di sportello con un giudizio complessivo sulla qualità del servizio valutato in generale soddisfacente e nel 74% dei casi pienamente soddisfacente.

Dalla rilevazione è emersa l'esigenza degli utenti di poter utilizzare maggiormente canali alternativi digitali, quali internet, telefono, social media.

L'esito dell'indagine costituisce uno stimolo per il miglioramento dell'offerta di servizi digitali alla quale la Provincia di Lecco presta particolare attenzione in un'ottica di semplificazione verso i cittadini.

 

webinarMartedì 28 gennaio dalle 10.00 alle 13.00 si terrà il webinar gratuito Fascicolazione in Urbi Smart, organizzato da Pa Digitale.

Il webinar intende fornire indicazioni operative per l'utilizzo delle funzionalità di fascicolazione in Urbi, in special modo riguardanti apertura/chiusura annuale automatica dei fascicoli e conservazione dei fascicoli.

Link per la partecipazione:

 

convegno minLa Provincia di Lecco ha partecipato lo scorso 12 dicembre al Convegno finale dell'Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano.

Durante il convegno sono stati illustrati i dati raccolti nell'attività di ricerca dell'Osservatorio e l'attenzione è stata focalizzata sullo stato di attuazione dell'Agenda Digitale da cui è emersa la necessità di una pianificazione strategica della transizione al digitale che non può prescindere dal coinvolgimento dei piccoli Comuni al fine di ridurre il digital divide.

Durante il Convegno sono state valutate le candidature al Premio Agenda Digitale al quale sono stati candidati 87 progetti da parte di pubbliche amministrazioni, suddivisi in 4 categorie. Tra i finalisti della categoria enti locali è stato premiato il Comune di Firenze che ha presentato il progetto relativo al nuovo sistema digitale per una gestione più efficiente del verde pubblico Smart City Green