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News dal CST

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L’adozione del paradigma Cloud nella PA, tra le iniziative chiave della trasformazione digitale, rivoluziona il modo di pensare i processi di erogazione dei servizi della PA verso i cittadini, con notevoli vantaggi in termini di incremento di affidabilità dei sistemi, qualità e risparmi di spesa.

Per supportare PA e imprese nella migrazione al modello “Cloud della PA”, AGID ha avviato un piano di promozione, diffusione e affiancamento rivolto al territorio e una serie di iniziative di dialogo che coinvolgono mercato e amministrazioni e che fanno seguito agli incontri per i fornitori di servizi cloud e per le PA del 13 e del 27 febbraio. Sono inoltre disponibili le guide alla compilazione per la qualificazione dei servizi Cloud Service Provider CPS e Software as a Service SaaS, le guide sui vantaggi del Modello Cloud della PA per imprese, cittadini e PA e i materiali (presentazioni e interviste) degli incontri di febbraio.

Nella prima tappa del roadshow territoriale, il 27 marzo a Milano, AGID incontra le amministrazioni e i fornitori di servizi cloud, dalle 9:30 alle 13:30 presso la sala Orlando di Palazzo Castiglioni (Unione Confcommercio Milano, Corso Venezia 47), per illustrare la strategia Cloud della PA e confrontarsi sulle indicazioni relative al processo di qualificazione dei servizi definito dalle Circolari n. 2 e 3 del 2018.


Il percorso di qualificazione


Dal primo aprile 2019 i nuovi contratti di acquisizione di servizi cloud di amministrazioni centrali e locali potranno essere stipulati solo se i servizi da acquistare sono presenti nel Catalogo dei servizi cloud qualificati per la PA di AgID secondo i principi fissati dalle circolari 2 e 3 del 9 aprile 2018.

Con le circolari 2 e 3, che stabiliscono rispettivamente i criteri per la qualificazione dei CSP per la PA e dei servizi Software as a Service, AgID ha definito i requisiti per garantire che le acquisizioni di servizi cloud “Infrastructure as a Service” (IaaS), “Platform as a Service” (PaaS) e SaaS da parte delle amministrazioni, rispondano a specifici principi di sicurezza, affidabilità ed efficienza.

I provider che dispongono di servizi in possesso dei requisiti di qualità, dovranno entrare a far parte del Catalogo dei servizi cloud qualificati per la PA. Sul catalogo tutte le Pubbliche amministrazioni avranno la possibilità di informarsi sulle infrastrutture e i servizi disponibili per orientare le proprie scelte di acquisto. Sul catalogo sono presenti già le prime qualificazioni, in costante aumento anche grazie al quotidiano supporto fornito da AGID.


L’adozione del Modello Cloud della PA


Il modello Cloud della PA prevede i servizi qualificati e le infrastrutture qualificate di tipo public, private e community e l’introduzione del principio cloud first, in base al quale le amministrazioni sono tenute a valutare l’adozione del modello cloud prima di qualsiasi altra architettura tecnologica. Un tassello all’interno di un disegno più ampio declinato nel nuovo Piano Triennale per l’informatica nella PA 2019 -2021.

Il modello rappresenta, inoltre, una delle priorità delle agende digitali delle Regioni, che, anche attraverso specifici accordi siglati con AGID, hanno previsto lo sviluppo di infrastrutture cloud territoriali.

Il percorso di AGID fa parte di una strategia più vasta di ascolto e dialogo con le aziende e con le PA per consentire alle amministrazioni e a tutta la filiera ICT italiana di vivere serenamente questo passaggio senza lasciare indietro nessuno.

 

La legge  4/2004, con la definizione di “accessibilità” intende riferirsi alla “capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari”. Essa riguarda i prodotti hardware e software (compresi i siti web) delle pubbliche amministrazioni.

Con il richiamo all’inclusione digitale, effettuato dal decreto legge 179/2012, si rende necessario che quest’ultima sia garantita a tutti indipendentemente dal settore (pubblico o privato) e dal tipo di strumento di fruizione, con responsabilità specifiche in caso di mancato rispetto delle norme.

Entro il 31 marzo 2019 le pubbliche amministrazioni sono tenute a pubblicare gli obiettivi di accessibilità dei siti web e dei servizi informatici per l’anno corrente, secondo quanto previsto dalla Circolare AgID 1/2016.

Con riferimento agli obiettivi annuali di accessibilità, la disposizione di cui all’articolo 9, comma 7 del decreto legge 179/2012, in un’ottica di trasparenza, stabilisce che le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 165/2001, entro la scadenza indicata, sono obbligate a pubblicare nel proprio sito web “gli obiettivi di accessibilità per l’anno corrente e lo stato di attuazione del piano per l’utilizzo del telelavoro.

Sulla base delle indicazioni dell’Agid, gli enti locali devono:

  • Compilare il Questionario di autovalutazione – Modello A per l’autovalutazione sullo stato di adeguamento dei propri siti e servizi web alla normativa sull’accessibilità. I risultati del questionario, a uso interno, forniscono all’ente un quadro delle criticità esistenti e possono essere utilizzati per predisporre gli Obiettivi annuali di accessibilità e gli interventi da realizzare, da inserire poi attraverso l’applicazione online specifica
  • Caricare e pubblicare sull’Applicazione online Obiettivi di accessibilità gli obiettivi accessibilità per il 2019. Il link generato al termine della procedura deve essere pubblicato nella sezione “Amministrazione Trasparente – Altri contenuti – Accessibilità e catalogo dati, metadati e banche dati” del sito istituzionale dell’ente con la denominazione “Obiettivi accessibilità 2019”.

La Datanet Srl, Società di Tremestieri Etneo (Ct), offre una consulenza gratuita completa ai Comuni che richiedono assistenza sull’indicazione degli obiettivi di accessibilità. Maggiori informazioni su www.datanetsrl.eu/contatti/

Per chi non ottemperasse agli adempimenti previsti, il decreto legge 179/2012 stabilisce specifiche responsabilità e sanzioni in capo ai dipendenti pubblici in caso di mancato rispetto delle disposizioni.

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A pochi giorni dalla pubblicazione, Giovanni Manca ha presentato i principali contenuti del Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2019-2021 con una guida operativa per Agenda Digitale.


Dopo un’introduzione dedicata ai principali obiettivi del Piano, che riportiamo di seguito, il vademecum approfondisce i seguenti argomenti: digital by default e once only; l’identità digitale; interoperabilità dei sistemi informativi; l’importanza di un team per la transizione digitale; i punti di snodo fondamentali; l’impatto della centralizzazione sulle PMI.


Per prima cosa il Piano indica i principali obiettivi in:
   •      strategia di digitalizzazione sia per la PA centrale che locale
   •      supporto alla PA per la realizzazione dei servizi in modalità digitale
   •      indirizzi per la razionalizzazione della spesa ICT
   •      coinvolgimento del mercato tramite azioni congiunte con i fornitori per favorire l’utilizzo di soluzioni omogenee e interoperabili


Il Piano deve essere attuato da tre attori principali:
   •      il Responsabile per la transizione al digitale (denominato nel Piano come Responsabile della trasformazione alla modalità digitale)
   •      il Responsabile degli acquisti e chi si occupa di protezione dei dati personali come il DPO (che deve essere obbligatoriamente nominato nella pubblica                                                      amministrazione)
   •      gli uffici preposti.


È evidente che se queste figure non sono nominate ovvero non hanno adeguate competenze, l’attuazione del Piano parte con difficoltà.

 

La Circolare 1/2016 dell’Agenzia per l’Italia Digitale stabilisce che le pubbliche amministrazioni hanno l’obbligo di pubblicare sul proprio sito web gli obiettivi annuali di accessibilità entro il 31 marzo di ogni anno.

AgID ha dunque messo a disposizione di tutte le pubbliche amministrazioni due strumenti: l'Applicazione Web dedicata (raggiungibile dal sito https://accessibilita.agid.gov.it/ e corredata dallo specifico manuale d'uso) e il Questionario di Autovalutazione.

Entro il 31 marzo 2019, quindi, ogni ente dovrà provvedere a:

  • accedere con le proprie credenziali all’applicazione web https://accessibilita.agid.gov.it/
  • effettuare la compilazione degli obiettivi di accessibilità, utilizzando le opzioni proposte nel menù a tendina
  • pubblicare nella categoria di Amministrazione trasparente “Altri Contenuti --> Accessibilità e Catalogo di dati, metadati e banche dati” il link che verrà fornito da AgID, tramite e-mail, al termine della compilazione degli obiettivi dall'applicazione web

Nel corso della compilazione dell’applicazione web verrà richiesto il link alla pagina del Portale eGov sulla quale saranno pubblicati gli obiettivi.

Il link da indicare è quello della categoria di Amministrazione trasparente Altri Contenuti” > “Accessibilità e Catalogo di dati, metadati e banche dati.

Il Questionario di autovalutazione è invece lo strumento, a uso esclusivamente interno, che le Amministrazioni possono utilizzare per effettuare un’autovalutazione circa lo stato di adeguamento dei propri siti e servizi web alla normativa sull’accessibilità.

Anche il Questionario può essere pubblicato nella categoria di Amministrazione trasparente "Altri Contenuti --> Accessibilità e Catalogo di dati, metadati e banche dati”.

Informazioni dettagliate sulle modalità di compilazione degli Obiettivi di accessibilità sono disponibili alla pagina: https://accessibilita.agid.gov.it/aiuto

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Su Agenda Digitale, Giovanni Manca ha anticipato i possibili contenuti delle nuove linee guida in materia di formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici, in attesa dell'avvio da parte dell'Agenzia per l'Italia Digitale (AGID) di una consultazione pubblica sul documento.

La consultazione è un passaggio previsto dall'iter di emanazione delle linee guida, indicato nell'articolo 71 del Codice dell'Amministrazione Digitale.

 

Nel caso specifico, è stata contestata la violazione dell’articolo 63 comma 2, lettera c) del decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016, che consente il ricorso alla procedura negoziata senza bando «nella misura strettamente necessaria quando, per ragioni di estrema urgenza derivante da eventi imprevedibili dall’amministrazione aggiudicatrice, i termini per le procedure aperte o per le procedure ristrette o per le procedure competitive con negoziazione non possono essere rispettati».

La parte ricorrente deduce che, nel caso di specie, difettavano sia il presupposto dell’urgenza, sia quello dell’impossibilità di rispettare i termini procedimentali ordinari.

L’articolo 63, primo comma del decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016 che consente il ricorso alla procedura negoziata senza bando (…) attesa la sua portata acceleratoria e compressiva del principio di concorrenza, deve essere inteso come disciplina di stretta interpretazione.

Tale espressione deve essere interpretata come assoluta impossibilità di rispettare i termini per le procedure aperte o per le procedure ristrette o per le procedure competitive con negoziazione.

Il carattere di urgenza è stato disciplinato nella sistematica del Codice secondo un ordine di graduazione che ne impone la soddisfazione pur sempre con il prioritario ricorso alle procedure ordinarie, sebbene in regime accelerato, solo in via successiva consentendo il ricorso all’istituto eccezionale di cui all’articolo 63, secondo comma, lettera c),

Il Tar ha anche ravvisato la violazione del sesto comma dell’articolo 63 che imponeva alla stazione appaltante non solo la consultazione di altri operatori economici (non essendosi in presenza di un affidamento diretto, nemmeno applicabile nel caso di specie, ma pur sempre di una procedura negoziata), ma anche la previa verifica del possesso dei requisiti di partecipazione previsti per l’affidamento di contratti di uguale importo mediante procedura aperta, ristretta o mediante procedura competitiva con negoziazione.

Testo completo della Sentenza del Tar Napoli

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La direttiva PSD2, recepita dal decreto legislativo 218/2017, definisce un insieme di norme che si applicano ai prestatori di servizi di pagamento e ai loro utenti per garantire maggiore efficienza, maggiori possibilità di scelta e di requisiti di trasparenza nell’offerta dei servizi di pagamento.

Dal 1° gennaio 2019, anche le pubbliche amministrazioni applicano le nuove norme e, al riguardo, il MEF ha emanato la Circolare 22/2018 con la quale fornisce chiarimenti agli Enti che si avvalgono di un servizio di tesoreria o di cassa affidato ad una banca o a Poste italiane S.p.A..

Il processo di adeguamento delle convenzioni di tesoreria è in ritardo, mentre pervengono dai Comuni segnali di incertezza a fronte di richieste di modifica contrattuale diversificate o poco argomentate da parte dei Tesorieri.

Come è noto, i Comuni, in particolare quelli di minore dimensione, riscontrano difficoltà nell’affidamento del servizio di tesoreria, tradizionalmente gestito dalle banche.

Le difficoltà si iscrivono nel più ampio quadro di una crisi che non ha risparmiato né il sistema bancario né i bilanci pubblici e di una profonda trasformazione del sistema economico-finanziario che ha orientato l’attenzione degli investitori verso assets evidentemente più redditizi.

Il quadro sembra rimanere critico nonostante i recenti interventi legislativi, rivolti ai piccoli Comuni, per la semplificazione delle procedure di affidamento e per l’accrescimento del grado di concorrenza tra le diverse istituzioni finanziarie.

Il punto di maggior debolezza riguarda gli effetti negativi prodotti dall’ulteriore sospensione del regime di tesoreria unica mista prevista dalla Legge di Bilancio 2018 (articolo 1, comma 877) che, mantenendo fino a tutto il 2021 il vecchio regime di tesoreria unica, contribuisce a rendere meno appetibile l’ipotesi di ingresso nella gestione del servizio da parte di chi opera nel settore dei servizi comunali.

In questo contesto si pone l’ulteriore questione dell’adeguamento delle convenzioni di tesoreria a seguito dell’entrata in vigore della direttiva comunitaria PSD2, recepita dal decreto legislativo218/2017.

Questa nota è dedicata alle nuove previsioni comunitarie, armonizzate per le pubbliche amministrazioni dalla Circolare MEF 22 del 2018, e alle necessità di adeguamento dei rapporti in corso tra Comuni e soggetti affidatari del servizio di tesoreria o di cassa.

A questo link il testo completo della nota IFEL.

 

Mercoledì 27 marzo, a Roma, l’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) organizza un incontro informativo rivolto alle pubbliche amministrazioni in vista della scadenza del primo aprile, data a partire dalla quale le amministrazioni potranno acquistare solo servizi cloud (IaaS, PaaS e SaaS) qualificati dalla stessa Agenzia, secondo i requisiti stabiliti nelle circolari 2 e 3 del 9 aprile 2018, e ammessi al Catalogo dei servizi Cloud qualificati per la PA (Cloud marketplace AgID).

L’incontro segue un precedente appuntamento organizzato lo scorso 13 febbraio e rivolto alle imprese, al quale hanno preso parte circa 300 aziende.

Per partecipare all’iniziativa è richiesta l’iscrizione online.

elezioni

L’Anci ha pubblicato il vademecum riepilogativo predisposto in vista della tornata elettorale amministrativa del 26 maggio, con eventuale turno di ballottaggio il 9 giugno successivo. Il documento ha lo scopo di fornire uno strumento di lavoro utile e di facile consultazione per tutti gli amministratori e gli operatori interessati alle attività e alle scadenze del prossimo appuntamento elettorale.

L’Associazione ha anche predisposto una nota interpretativa sulle importanti novità in materia di adempimenti per le consultazioni elettorali, introdotte dalla Legge “Spazza corrotti” (3 del 9 gennaio 2019), in vigore dal prossimo turno elettorale.

Le norme impattano sulle forme di pubblicità dei curriculum vitae e del casellario giudiziario dei candidati. Le forme di pubblicità sono a carico sia del Comune che va al rinnovo degli organi, sia dei partiti e movimenti politici e liste civiche collegate ai candidati sindaco dei Comuni sopra i 15.000 abitanti.

Le elezioni amministrative italiane del 2019 si terranno il 26 maggio contemporaneamente alle elezioni europee, con turno di ballottaggio il 9 giugno.

Andranno alle urne gli elettori di 3.841 Comuni, di cui 3.653 appartenenti a Regioni ordinarie e 188 a Regioni a statuto speciale.

Si voterà in 30 Comuni capoluogo, 6 di Regione e 24 di Provincia.

 

In relazione al progetto per la gestione dei pagamenti elettronici tramite il portale BresciaGOV, il Cst della Provincia di Lecco sta procedendo con le attività necessarie per l’attuazione.

In seguito ai contatti intercorsi il Cit della Provincia di Brescia ha dato la propria disponibilità per consentire al Cst della Provincia di Lecco il riuso gratuito della piattaforma PagoPA Bresciagov e sono in corso le conseguenti attività per la formalizzazione in atti del riuso del portale.

E’ in fase di sottoscrizione un accordo di collaborazione tra la Provincia di Lecco e la Provincia di Brescia che consentirà il riuso del portale PagoPA Bresciagov per gli enti aderenti al progetto.

Nel frattempo sono proseguite le valutazioni tecniche specifiche per l’attuazione operativa della soluzione. La modalità operativa individuata consiste nella replica del portale PagoPA BresciaGOV presso la struttura SPC Cloud della Provincia di Lecco, che sta quindi definendo le risorse necessarie e gli interventi di adeguamento da porre in essere.

Inoltre il Cst della Provincia di Lecco sta predisponendo la procedura per l’affidamento esterno di prestazione di servizio, di durata biennale, per le attività necessarie di manutenzione della piattaforma.

Queste attività sono preordinate alla configurazione e all’attivazione dei pagamenti elettronici.

Il percorso avviato, di tipo tecnico-informatico e amministrativo, richiede, per sua natura, il rispetto dei noti vincoli per le pubbliche amministrazioni, dovuti alle tempistiche per gli affidamenti esterni di prestazioni di servizio tramite procedure di gara e alle tempistiche gestionali dei servizi in Convenzione Consip (SPC Cloud).

Considerato che la scadenza per l’attivazione dei pagamenti elettronici prevista dall’iniziativa regionale è fissata per il 31 marzo, il Cst della Provincia di Lecco ha chiesto a Regione Lombardia di poter disporre di più tempo per completare le attività; la nuova scadenza accordata dalla Regione per gli enti aderenti al progetto di riuso PagoPA BresciaGOV è fissata per il 30 giugno.

Non appena saranno concluse le analisi relative alla quantificazione delle risorse server (Cloud) e alle attività di manutenzione necessarie, sarà possibile dare indicazione in merito all’incidenza economica del progetto.             

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Le pubbliche amministrazioni centrali e locali possono acquisire servizi cloud sulla piattaforma Acquisti in rete solo se presenti nel “Catalogo dei servizi Cloud qualificati per la PA” di AgID.

Con le Circolari 2 e 3 del 9 aprile 2018, AgID ha fornito i requisiti per garantire che le acquisizioni di servizi cloud “Infrastructure as a Service” (IaaS), “Platform as a Service” (PaaS) e “Software as a service” (SaaS) da parte delle Amministrazioni rispondano a criteri di sicurezza, affidabilità ed efficienza.

Sono in corso pertanto le seguenti attività sui diversi strumenti di acquisto coinvolti:
      •         MEPA – Servizi per l’Information & Communication Technology
–    L’attuale catalogo dei Servizi Cloud del Mercato Elettronico è sospeso. Nel periodo di sospensione del catalogo le Amministrazioni possono negoziare i servizi cloud attraverso                l’utilizzo della Scheda RDO/TD Servizi per l’information CommunicationTechnology

–    Il Capitolato tecnico della Categoria Servizi per l’Information Communication Technology è in corso di aggiornamento per recepire le circolari AgID.
      •         Sistema dinamico –ICT/SDAPA: il Capitolato tecnico del Bando istitutivo del Sistema dinamico di acquisizione ICT SDAPA – e nello specifico la parte relativa alla Categoria Merceologica Servizi Cloud – recepisce le circolari AgID.
I servizi cloud con contratti ancora in corso non hanno necessità di essere qualificati sino allo scadere dei contratti stessi.
All’interno del sito dedicato al Cloud della PA sono disponibili approfondimenti e informazioni sulla strategia nazionale del cloud nella Pubblica Amministrazione.

Il Comune di Lecco aderisce alla Settimana dell’amministrazione aperta #SAA2019, promossa e coordinata dal Dipartimento della funzione pubblica, nell’ambito della partecipazione italiana all’Open Government Partnership, con l'obiettivo di chiamare a raccolta tutte le persone che a vario titolo, e nelle modalità più diverse, si impegnano a rendere la pubblica amministrazione italiana un luogo più aperto al confronto, accessibile ai cittadini e attento all’innovazione.

Trasparenza, partecipazione e accountability (connessa con identificabilità, responsabilità e verificabilità) sono le parole chiave del processo che l'iniziativa promossa nell'ambito della #SAA2019 il Comune di Lecco si pone: mercoledì prossimo infatti i cittadini potranno richiedere in modo semplice, veloce e sicuro SPID, una chiave di accesso ai portali e ai servizi della pubblica amministrazione, che sta diventando sempre più importante.

Il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) è un'opportunità ancora poco conosciuta, che presenta notevoli vantaggi: si tratta di credenziali uniche pensate per dialogare con la pubblica amministrazione attraverso i siti nazionali (Inps, Agenzia Entrate, etc.) e i portali web territoriali (Sistema Sanitario, Università, Biblioteche, etc.).

Per permettere ai cittadini di conoscere le potenzialità di SPID e ottenere le credenziali, il servizio comunicazione del Comune di Lecco sarà disponibile dalle ore 8.30 alle 15.30 in municipio e dalle 16 alle 19 al centro commerciale Meridiana, nella piazzetta e al primo piano di fronte la scala mobile.

Bastano pochi minuti per creare il proprio profilo presentando un documento d'identità valido, la tessera sanitaria con il codice fiscale e il relativo PIN, un indirizzo e-mail consultabile e il proprio smartphone.

"La costruzione di strade e autostrade sempre più veloci necessita di persone in grado di guidare, per questo accanto ai processi di modernizzazione che la pubblica amministrazione ha attivato, dobbiamo affiancare azioni di conoscenza e accompagnamento all'utilizzo degli strumenti messi a disposizione del cittadino - spiega l'assessore all'innovazione tecnologica e smart city del Comune di Lecco Lorenzo Goretti.

L'iniziativa di mercoledì va proprio in questa direzione, quella di avvicinare le persone a procedure in grado di facilitare le operazioni della vita quotidiana, velocizzare il lavoro degli operatori e ridurre i tempi di ottenimento, da parte dei cittadini, delle risposte che necessitano. Il lavoro della comunicazione è anche questo: trasformare qualcosa che sembra difficile, in uno strumento familiare e alla portata di tutti".

Per maggiori informazioni è possibile chiamare il servizio comunicazione allo 0341 481397  oppure scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ufficio Stampa
Comune di Lecco
Piazza Diaz, 1
0341 481262
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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E' stato avviato il progetto di supporto per la transizione al digitale proposto dal Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco, a cui hanno aderito 27 enti, che prevede un'attività di supporto alle amministrazioni per l'applicazione delle disposizioni in materia di pubblica amministrazione digitale puntando a un cambiamento organizzativo.

Nell'ambito del progetto sono previste attività di formazione e di assessment personalizzate per ciascun ente, con l'obiettivo di delineare lo stato di attuazione del percorso di transizione al digitale e di elaborare, attraverso l'interattività con ogni singolo ente, una pianificazione di dettaglio con l'indicazione di un percorso di intervento operativo.

La conclusione del progetto è prevista per il 31 ottobre prossimo.

Comunicazione agli enti (link a pdf allegato)

  pdf 1 Com adesioni e programma attività (60 KB)

Prova

 

 

 

Dall'11 al 17 marzo si svolgerà la terza edizione della Settimana dell’Amministrazione aperta (SAA2019), una iniziativa promossa e coordinata dal Dipartimento Funzione pubblica (DFP) che ha l'obiettivo di promuovere la cultura e la pratica della trasparenza, della partecipazione e dell'accountability. 

Nell'ambito della SAA2019 Formez PA, in collaborazione con altri enti, propone un ciclo di webinar gratuito e aperto a tutti, cittadini e dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Di seguito il calendario dei webinar di Formez PA, cliccando sui titoli è possibile consultare il programma e iscriversi al singolo evento.

LUNEDÌ 11 MARZO

MARTEDÌ 12 MARZO

MERCOLEDÌ 13 MARZO

GIOVEDÌ 14 MARZO

VENERDÌ 15 MARZO

La partecipazione ai webinar è gratuita, previa iscrizione su Eventi PA. Per partecipare ai webinar è necessario di disporre di un collegamento a Internet e installare l’applicazione Adobe Connect per desktop (l’installazione non richiede privilegi amministrativi). Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina Come partecipare a un webinar di Formez PA.

Con la sentenza 20 depositata lo scorso 21 febbraio, la Corte Costituzionale ha stabilito che, contrariamente a quanto previsto dalla normativa in materia di trasparenza istituzionale e amministrativa, l’obbligo di pubblicazione dei dati relativi ai compensi e ai beni patrimoniali non può essere esteso indiscriminatamente dai titolari di incarichi politici a tutte le tipologie di dirigenti pubblici. Piuttosto, deve essere limitato alle sole figure apicali.

“La pubblicazione - si legge in un comunicato della stessa Corte - riguarda, in particolare, i compensi percepiti per lo svolgimento dell’incarico e i dati patrimoniali ricavabili dalla dichiarazione dei redditi e da apposite attestazioni sui diritti reali sui beni immobili e mobili iscritti in pubblici registri, sulle azioni di società e sulle quote di partecipazione a società.

Questi dati in base alla disposizione censurata, dovevano essere diffusi attraverso i siti istituzionali e potevano essere trattati secondo modalità che ne avessero consentito l’indicizzazione, la rintracciabilità tramite i motori di ricerca web e anche il loro riutilizzo”.

Su Agenda Digitale, un approfondimento di Franco Pizzetti fornisce chiarimenti sulla tematica dei meccanismi per la certificazione delle procedure di trattamento dei dati, novità introdotta dagli articoli 42 e 43 del nuovo Regolamento (GDPR), per stimolare la conformità delle organizzazioni alle misure in materia di trattamento dei dati personali previste dallo stesso regolamento.

Pizzetti spiega che la tematica è tuttora in divenire, perché a oggi mancano alcuni passaggi istituzionali necessari a definire i dettagli per l’operatività, e prova a spiegare il senso di questa novità e cosa cambierà concretamente sia per le organizzazioni che opteranno per l’ottenimento di tale certificazione, sia per i soggetti che vorranno proporsi come certificatori autorizzati.

Su Agenda Digitale, un articolo a firma di Giovanni Manca fornisce chiarimenti sulle modalità di attivazione della Tessera Sanitaria e Carta nazionale dei servizi (Ts/Cns), di modo da divenire strumento abilitato per la firma elettronica avanzata (FEA).

La Blockchain, e più in generale le tecnologie basate su registri distribuiti (DLT) possono essere applicate in svariati settori, ma nonostante il loro potenziale esistono ancora alcuni ostacoli alla loro piena applicazione che necessitano di essere maggiormente approfonditi dagli esperti.

È proprio all’analisi di tali ostacoli, e più in generale alla riflessione sulle prospettive di adozione di tali tecnologie in ambito pubblico e privato che Tetiana Momot, Roman Teslenko e Daniele Tumietto hanno dedicato uno studio, i cui principali risultati sono stati riassunti su Agenda Digitale.

Lo scopo della ricerca condotta è quello di sostanziare i principi scientifici e metodologici dell’implementazione della tecnologia di DLT e Blockchain, che, secondo l’esperienza internazionale, consente di effettuare transazioni in completa (ma non assoluta) sicurezza con il coinvolgimento di un gran numero di oggetti e senza la necessità di intermediari, utilizzando un sistema matematico e le tecnologie per garantirne la fiducia reciproca.

La base teorica e metodologica per lo studio è stata costituita da lavori scientifici e materiali informativi e analitici di importanti scienziati, studiosi ed economisti internazionali nell’implementazione delle tecnologie DLT e Blockchain nel settore pubblico e privato come moderno strumento dell’economia digitale.

Nel corso dello studio sono state utilizzate le seguenti basi metodologie:

  • analisi astratto-logica per la generalizzazione teorica e la giustificazione delle direzioni e dei risultati dello studio
  • generalizzazione teorica per identificare e sistematizzare le caratteristiche specifiche delle tecnologie DLT e Blockchain, evidenziando l’ambito di applicazione degli smart contract
  • analisi statistiche e di sistema per l’analisi delle esperienze internazionali nell’applicazione pratica delle tecnologie Blockchain nel settore pubblico e privato

Secondo i dati diffusi dal Clusit, l'Associazione italiana per la sicurezza informatica, gli attacchi informatici avvenuti nel 2018 sono cresciuti del 38%, una media di 129 casi al mese, rispetto all'anno precedente, con 730 attacchi gravi solo nel primo semestre dello scorso anno, mentre le attività di spionaggio e sabotaggio registrano un aumento del 69%.

Le previsioni per il 2019 non sono migliori e riguardano principalmente lo sfruttamento dell'Intelligenza artificiale a scopo criminale, la manipolazione attraverso le notizie false e gli attacchi alle infrastrutture critiche.

Di fatto le violazioni dei dati non riguardano più solo l'ambito della sicurezza ma assumono una rilevanza sociale ed economica, e pertanto la reputazione di un'azienda dipenderà sempre più da un'architettura di sicurezza completa. Esperti e operatori sono concordi nel ritenere che solo il potenziamento delle competenze digitali sulle tecniche di difesa è in grado di contrastare efficacemente gli attacchi.

Di grande rilevanza gli attacchi alla Sanità, cresciuti del 99% in un anno. Nel 96% dei casi gli attacchi a questo settore hanno avuto finalità cybercriminali e di furto di dati personali. In generale il settore pubblico ha subito il 41% degli attacchi in più rispetto ai dodici mesi precedenti, e i cosiddetti "multiple target" (bersagli multipli) nel 2018 risultano quelli maggiormente colpiti con un quinto degli attacchi globali, dato in crescita del 37% rispetto al 2017 pur se non vi sono peggioramenti significativi in termini di gravità. 

Nel 2018 sono stati presi di mira anche i settori della ricerca e formazione  con un + 55% rispetto al 2017, dei servizi on line e cloud con una crescita del 36% e delle banche con l'aumento degli attacchi del 33% sul 2017. 

Il Rapporto Clusit 2019 sarà presentato ufficialmente al pubblico il prossimo 12 marzo in occasione del Security Summit. 

Giovedì 7 marzo dalle 10.00 alle 11.00 si terrà il webinar gratuito La procedura lavori pubblici e manutenzioni, promosso da Halley Lombardia.

Relatore: Marco Marzola, responsabile Area Tributi e Territorio di Halley Lombardia.