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Messaggio di avviso

News dal CST

Venerdì 22 febbraio 9.30/14.30

Provincia di Lecco, sala Consiliare piazza Lega Lombarda 4, in videoconferenza

Seminario sui fondamenti del diritto amministrativo. La legge 241/1990: principi generali e novità

Organizzatore: Upel - Unione provinciale enti locali

Relatore: Emanuele Boscolo, Professore di Diritto amministrativo presso l’Università degli Studi dell’Insubria

Il TAR Lombardia: nessun motivo, almeno in astratto, per negare la consultazione delle offerte tecniche ed economiche

Con la sentenza 45, depositata lo scorso 11 gennaio, il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia ha stabilito che, almeno in astratto, non esistono motivi per negare l’accesso civico alla documentazione amministrativa presentata nell’ambito di una gara pubblica.

Il pronunciamento, oggetto di analisi su Giurdanella.it, è stato formulato in risposta al ricorso di una società che, pur non avendo partecipato ad una gara, aveva chiesto di poter visionare le offerte tecniche ed economiche presentate e si era vista negata la richiesta dall’amministrazione che aveva indetto la selezione.

Il Tar Lombardia - si legge su Giurdanella.it - premette che il cosiddetto accesso civico può applicarsi anche ai procedimenti di appalto delle pubbliche amministrazioni di cui al vigente Decreto legislativo 50/2016.

In particolare non è sufficiente a negare tale applicazione dell’accesso civico generalizzato l’articolo 5 bis del Decreto legislativo 33/2013, secondo cui l’accesso civico è escluso «nei casi di segreto di Stato e negli altri casi di divieti di accesso o divulgazione previsti dalla legge, ivi compresi i casi in cui l’accesso è subordinato dalla disciplina vigente al rispetto di specifiche condizioni, modalità o limiti, inclusi quelli di cui all’articolo 24, comma 1, della legge 241 del 1990.

Invero, secondo il giudici, quella del Decreto legislativo 33/2013 costituisce la regola generale e le eccezioni alla medesima devono essere interpretate restrittivamente, per evitare la sostanziale vanificazione dell’intendimento del legislatore di garantire l’accesso civico.

Quindi anche se la disciplina dell’accesso agli atti in materia di appalti come si rinviene nell’articolo 53 del codice dei contratti pubblici configura una disciplina peculiare, ciò non può escludere definitivamente l’accesso civico.

L’esclusione dell’accesso civico agli atti di gara deve essere motivato
Dalle premesse finora citate discende che l’accesso civico potrà essere in materia di appalti temporalmente vietato, negli stessi limiti in cui ciò avviene per i partecipanti alla gara, e dunque fino a che questa non sarà terminata, ma non escluso definitivamente, se non per quanto stabilito da altre disposizioni, e così, prima di tutte, dalla chiara previsione dell’articolo 5 comma 2 del Decreto legislativo 33/2013.

Lunedì 18 febbraio 9.30/14.30

Provincia di Lecco, sala Consiliare piazza Lega Lombarda 4, in videoconferenza

Seminario su autorizzazioni commerciali

Organizzatore: Upel - Unione provinciale enti locali

Relatrice: Paola Rosellini, Dirigente Macrostruttura Affari generali del Comune di Cascina

Nella Gazzetta ufficiale 12 del 15 gennaio è stata pubblicata una delibera pubblicata lo scorso 19 dicembre dal Garante per la protezione dei dati personali recante le Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica (ai sensi dell’articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 101 del 10 agosto 2018).

Di seguito l’articolo 1 della delibera, riguardante finalità e ambito di applicazione delle Regole:

  1. Le regole sono volte a garantire che l´utilizzazione di dati di carattere personale acquisiti nell´esercizio della libera ricerca storica e del diritto allo studio e all´informazione, nonché nell´accesso ad atti e documenti, si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone interessate, in particolare del diritto alla riservatezza e del diritto all´identità personale
  2. Le regole riguardano i trattamenti di dati personali effettuati per scopi storici in relazione ai documenti conservati presso archivi delle pubbliche amministrazioni, enti pubblici e archivi privati dichiarati di notevole interesse storico. Le regole deontologiche si applicano, senza necessità di sottoscrizione, all´insieme dei trattamenti di dati personali comunque effettuati dagli utenti per scopi storici
  3. Le regole recano principi-guida di comportamento dei soggetti che trattano per scopi storici dati personali conservati presso archivi pubblici e archivi privati dichiarati di notevole interesse storico, in particolare:
    1. nei riguardi degli archivisti, individua regole di correttezza e di non discriminazione nei confronti degli utenti, indipendentemente dalla loro nazionalità, categoria di appartenenza, livello di istruzione
    2. nei confronti degli utenti, individua cautele per la raccolta, l´utilizzazione e la diffusione dei dati contenuti nei documenti
  1. La competente sovrintendenza archivistica riceve comunicazione da parte di proprietari, possessori e detentori di archivi privati non dichiarati di notevole interesse storico o di singoli documenti di interesse storico, i quali manifestano l´intenzione di applicare le presenti regole nella misura per essi compatibile

Le Regole deontologiche sul sito del Garante

Venerdì 15 febbraio 9.30/14.30

Provincia di Lecco, sala Consiliare piazza Lega Lombarda 4, in videoconferenza

Seminario in materia archivistica informatica e organizzazione documentale per la pubblica amministrazione

Organizzatore: Upel - Unione provinciale enti locali

Relatore: Mauro Livraga, Direttore Archivio di Stato di Bergamo e di Verbania

Vi sono delle prescrizioni, contenute nelle autorizzazioni generali al trattamento dei dati del 2016, che il Garante della privacy ha individuato essere ancora compatibili con il nuovo Regolamento europeo in materia-Gdpr e con la riforma del Codice della privacy.

Si tratta di obblighi che devono essere rispettati da numerosi soggetti, pubblici e privati, in vari settori, come quelli della sanità, del lavoro, della ricerca scientifica e dell'associazionismo.

Le cinque autorizzazioni con specifiche prescrizioni compatibili con il nuovo assetto normativo sono:

  • trattamento dei dati sensibili nei rapporti di lavoro (1/2016)
  • trattamento dei dati sensibili da parte degli organismi di tipo associativo e delle fondazioni (3/2016)
  • trattamento dei dati sensibili da parte degli investigatori privati (6/2016)
  • trattamento dei dati genetici (8/2016)
  • trattamento dei dati personali effettuato per scopi di ricerca scientifica (9/2016)

In base all'analisi, quattro autorizzazioni hanno cessato completamente i loro effetti, in particolare quella sul trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale; quella sul trattamento dei dati sensibili da parte dei liberi professionisti; quella sul trattamento dei dati sensibili da parte di diverse categorie di titolari; quella sul trattamento dei dati a carattere giudiziario da parte di privati, di enti pubblici economici e di soggetti pubblici.

www.garanteprivacy.it

L’AgID ha differito al 31 marzo 2019 il termine per la per la qualificazione dei Cloud service provider e dei servizi Saas per il Cloud della pubblica amministrazione.

Inoltre è stato stabilito che il Cloud Marketplace di AgID sia la piattaforma che espone i servizi e le infrastrutture qualificate da AgID e che, dal 1 aprile 2019, le amministrazioni pubbliche potranno acquisire esclusivamente servizi IaaS, PaaS e SaaS qualificati da AgID e pubblicati nel Cloud Marketplace.

Al momento della richiesta di qualificazione, i servizi SaaS proposti per la qualificazione devono essere erogati mediante una o più infrastrutture del Cloud della Pa (PSN, Cloud SPC o CSP qualificato da AgID).

Nel caso in cui l’infrastruttura Cloud sia privata e di proprietà del fornitore SaaS, tale infrastruttura deve essere qualificata come Csp da AgID ai sensi di quanto disposto dalla circolare Criteri per la qualificazione dei Cloud Service Provider per la Pa.

Gli applicativi ospitati dal virtual data center del Cst della Provincia di Lecco garantiscono già l’erogazione dal Cloud Spc.

Pertanto la Provincia di Lecco ha chiesto ai propri fornitori di applicativi di software in modalità SaaS agli enti del Cst di adeguarsi alle procedure di qualificazione AgID e, per il caso degli applicativi SaaS nei quali l’infrastruttura cloud di erogazione risulta privata, di operare in modo tale che l’infrastruttura venga qualificata come Csp da AgID.

L'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha reso pubbliche le modalità operative per gli Adempimenti legge 190/2012 articolo 1, comma 32.

Le modalità operative restano invariate anche per il 2019: entro il 31 gennaio 2019 ogni ente dovrà assolvere agli obblighi di pubblicazione e trasmissione dei dati in formato aperto riguardanti il 2018, ai sensi dell'articolo 1, comma 32 della legge 190/2012, così come indicato nella Deliberazione Anac 39 del 2 gennaio 2016.

Restano quindi valide:

  • le specifiche tecniche per la comunicazione via Pec dell'avvenuta pubblicazione dei dati entro il 31 gennaio 2019
  • le specifiche di pubblicazione dei dati in formato XSD


Per maggiori dettagli, puoi consultare la pagina dedicata sul sito di Anac.

Tutte le informazioni per procedere alla corretta predisposizione e comunicazione dei dati sono disponibili sul Portale eGovernment Halley, nella sezione Dichiarazione adempimento legge 190/2012.

Per garantire un'assistenza tempestiva ed efficace, eventuali segnalazioni in merito alla pubblicazione dei dati nella sezione "Bandi di gara e contratti" dovranno essere inoltrate al Centro Assistenza Halley mediante la funzione Contatta Assistenza presente all'interno dei Programmi Halley in ogni procedura.
 

Scarica le istituzioni

Lunedì 11 febbraio, nella sede della Provincia di Lecco, si è riunito l’Ufficio di Presidenza del Cst per la trattazione del seguente ordine del giorno:

  • Approvazione verbale seduta precedente
  • Bilancio previsionale 2019
  • Multipiattaforma Cst – aggiornamento
  • Accompagnamento agli enti per transizione digitale – progetto 2019
  • Attività di assistenza informatico-amministrativa del Cst
  • Assemblea Cst febbraio 2018
  • Varie ed eventuali

La prima multa per mancato rispetto del Gdpr è stata data alla fine di dicembre.

All'Ospedale Barreiro Montijo, nei pressi di Lisbona, è arrivata una sanzione di 400mila euro dalla Comissão Nacional de Protecção de Dados-CNPD (l'Autorità garante per la privacy portoghese) per non aver protetto i dati sensibili dei propri pazienti.

La multa è stata comminata all'Ospedale perché non era stato rispettato il controllo sui dati sensibili dei pazienti, i cui dati venivano utilizzati anche da persone non autorizzato, in violazione del Gdpr.


www.cnpd.pt

Il sistema denominato Siope+ per l’acquisizione automatica dei dati dei pagamenti consente di integrare le informazioni attualmente disponibili nel sistema Siope (attinente la rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti effettuati dai tesorieri delle amministrazioni pubbliche) con le informazioni relative ai mandati di pagamento di fatture passive presenti in Pcc contestualmente all’effettuazione delle transazioni di pagamento (tramite i mandati digitali trasmessi agli istituti cassieri/tesorieri attraverso un nodo di smistamento gestito dalla Banca d’Italia).

Dal 1° ottobre 2018 SIOPE+ è diventato operativo per i Comuni fino a 10.000 abitanti e per le aziende sanitarie e ospedaliere; dal 1° gennaio 2019 SIOPE+ è stato esteso a tutti i restanti enti già soggetti alla vecchia rilevazione Siope e alle autorità di sistema portuale.

Nel corso del 2019 saranno progressivamente coinvolte tutte le restanti pubbliche amministrazioni (a eccezione di gran parte delle amministrazioni statali che utilizzano il sistema Sicoge).

Siope+, tempi di pagamento dei Comuni

I dati esposti sono riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute dalle pubbliche amministrazioni che hanno avviato Siope+ :

  • per le Regioni, le Province e le Città metropolitane che hanno avviato il Siope+ dal 1° gennaio 2018, i dati esposti sono riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute nei primi nove mesi dell’anno 2018
  • per i Comuni sopra i 60.000 abitanti che hanno avviato il Siope+ dal 1° aprile 2018, i dati si riferiscono al secondo e terzo trimestre 2018
  • per i Comuni sopra i 10.000 abitanti che hanno avviato il Siope+ dal 1° luglio 2018, i dati esposti sono riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute nel terzo trimestre 2018

I dati relativi a Regioni, Province e Città metropolitane mostrano un tempo di pagamento rispettoso, in media per il complesso di tali enti, dei termini previsti dalla normativa in vigore.

Oltre il 64% degli enti appartenenti ai comparti considerati riporta percentuali di pagamenti comunicati che si posizionano su valori superiori al 80% degli importi dovuti e il 40% riporta tempi medi di ritardo che si attestano su valori negativi (con pagamenti effettuati in anticipo rispetto alla scadenza delle fatture).

A livello di singolo comparto, le Regioni hanno fatto registrare nel complesso un tempo medio di pagamento di circa 32 giorni ed un tempo di ritardo di -7 giorni, con alcuni casi dove i pagamenti sono stati effettuati con largo anticipo rispetto alla scadenza delle fatture (Lazio, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Umbria, Toscana).

Per le Province i tempi medi di pagamento e di ritardo si attestano rispettivamente a 36 giorni e 2 giorni; la metà di esse mostra tempi medi di ritardo negativi, mentre le Città metropolitane mostrano tempi di pagamento pari a 30 giorni, a cui corrispondono tempi medi di ritardo pari a -6 giorni. Anche per questo settore, si riscontrano enti che riportano ritardi di pagamento con valori negativi (si tratta di nove Città metropolitane su quattordici).

Il complesso dei Comuni sopra i 60.000 abitanti ha fatto registrare, per le fatture ricevute nel secondo e terzo trimestre del 2018, un tempo medio di pagamento di circa 36 giorni e un tempo di ritardo pari a 1 giorno.

Il 60% circa dei Comuni analizzati riporta percentuali di pagamenti comunicati che si posizionano su valori superiori al 80% degli importi dovuti e il 50% riporta tempi medi di ritardo che si attestano su valori negativi (con pagamenti effettuati in anticipo rispetto alla scadenza delle fatture).

Il complesso dei Comuni tra i 10.000 e i 60.000 abitanti ha fatto registrare, per le fatture ricevute nel terzo trimestre del 2018, un tempo medio di pagamento di circa 30 giorni e un tempo di ritardo pari a -3 giorni.

Il 57% dei Comuni analizzati riporta percentuali di pagamenti comunicati che si posizionano su valori superiori al 80% degli importi dovuti e il 50% riporta tempi medi di ritardo che si attestano su valori negativi (con pagamenti effettuati in anticipo rispetto alla scadenza delle fatture).

Nel file qui di seguito trovate tutti i valori medi e i tempi di pagamento per ogni rispettivo ente.

Sono 3,9 miliardi le persone (il 51,2% della popolazione mondiale) che alla fine del 2018 hanno utilizzato Internet. E' un dato diffuso alla fine dello scorso anno dall'International Telecommunication Union-ITU, l'organizzazione internazionale che definisce gli standard nelle telecomunicazioni e nell'uso delle onde radio.

Dice il report che a livello mondiale il digital divide è diminuito e che la percentuale di popolazione che utilizza Internet nei paesi sviluppati è passata dal 51,3% nel 2005 all'80,9% nel 2018, in particolare la percentuale è aumentata nei paesi in via di sviluppo dove, dal 7,7% del 2005, ha raggiunto il 45,3% alla fine del 2018.

Le connessioni a banda larga fissa nel 2018 hanno raggiunto 1,1 miliardi di persone contro le connessioni telefoniche fisse che sono ferme a 942 milioni. Anche il tasso di penetrazione degli abbonamenti attivi a banda larga mobile è aumentato conseguendo il 69,3% di abbonamenti (erano quattro ogni 100 persone nel 2007). Per numeri, gli abbonamenti attivi a banda larga mobile sono passati dai 268 milioni del 2007 ai 5,3 miliardi nel 2018.

www.itu.int

Gli strumenti d’acquisto in rete della PA e di negoziazione che Consip mette a disposizione delle pubbliche amministrazioni offrono la possibilità di scegliere un’ampia gamma di beni e servizi e lavori di manutenzione, in grado di soddisfare le ordinarie esigenze di approvvigionamento. Oggi, infatti, la spesa pubblica “presidiata” attraverso Convenzioni, Accordi quadro, Mepa e Sdapa comprende le categorie merceologiche di maggior rilevanza nell’ambito dei “consumi intermedi” della PA.

È dunque utile fornire alle amministrazioni che si rivolgono a Consip uno strumento rapido e sintetico per conoscere in tempo reale l’offerta di beni, servizi, lavori disponibile e poter così programmare più efficacemente i propri acquisti.

Per tale motivo è stata realizzata la “Mappa offering Consip”, che rappresenta graficamente le iniziative disponibili o in via di attivazione sui diversi strumenti. La Mappa ha lo scopo di fornire un primo orientamento che gli utenti potranno poi approfondire attraverso il Portale degli acquisti www.acquistinretepa.it.

Infine, la Mappa assume validità anche per le imprese che intendono proporre la propria offerta alla Pubblica Amministrazione, in quanto possono rapidamente conoscere i settori in cui Consip ha realizzato iniziative e cogliere eventuali opportunità di mercato.

Mappa Offering Consip – 25 gennaio 2019

Il Programma per la razionalizzazione degli acquisti nella P.A. – realizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze tramite Consip S.p.A. – affianca da quasi vent’anni le Amministrazioni nella gestione del cambiamento dei loro processi di acquisto.

Nato nel 2000 con l’obiettivo di efficientare e razionalizzare gli acquisti pubblici, negli ultimi anni ha portato avanti una vera e propria rivoluzione nel mondo degli appalti pubblici, innescando non solo un processo di modernizzazione dei processi ma anche nel modo di concepire il public procurement.

Il nostro Paese è stato classificato al 18° posto su 28 e inserito nella categoria "non-consolidated eGov" fra gli Stati che hanno ancora parecchia strada da fare sul fronte della digitalizzazione della macchina e dei servizi pubblici.

La capacità della pubblica amministrazione di sfruttare le potenzialità dell'Ict è del 58% contro una media europea del 63%.

Lo rileva l'eGovernment Benchmark Report 2018 della Commissione europea, realizzato da un consorzio guidato da Capgemini, con Politecnico di Milano e Idc.

I dati dicono che sempre più italiani utilizzano internet in modo evoluto e che gli scarsi risultati registrati nell'utilizzo dei servizi di eGovernment sono riferiti alla fruibilità, usabilità, punti di accesso e adeguatezza ai bisogni del cittadino per quel che viene messo a disposizione sul web da parte delle amministrazioni pubbliche.

In termini di indicatori relativi, sul fronte dell'apertura di dati e informazioni l'Italia è al 76% contro il 72% dell'Ue; della digitalizzazione del settore privato l'Italia è al 37% contro il 41% dell'Ue a conferma che il nostro Paese è quasi in linea con la media europea.

Diversa la situazione se si valutano le competenze digitali che ci vede al 41% contro il 55% dell'Ue; l'utilizzo dell'Ict in cui siamo al 37% contro il 53% dell'Ue; le qualità dei servizi con il 57% dell'Italia verso il 71% dell'Ue e la connettività dove siamo al 53% contro il 64% dell'Ue.

Risultati sempre sotto la media.

http://ec.europa.eu

Il Garante per la protezione dei dati personali, con provvedimento 513/2018 "Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica" pubblicato sulla Gazzetta ufficiale lo scorso 15 gennaio, ha individuato regole e principi-guida di comportamento  per il trattamento di dati personali in relazione ai documenti conservati negli archivi.

Le regole deontologiche sono rivolte agli archivisti, ai soggetti che operano presso gli enti pubblici svolgendo funzioni archivistiche, agli utenti che per scopi di studio, informazione, di ricerca storica o nell'esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi effettuano trattamenti di dati personali contenuti nei documenti conservati presso gli archivi.

Le regole deontologiche si applicano anche nelle attività di acquisizione, gestione, conservazione, restauro degli archivi storici, correnti, di deposito degli enti pubblici.

Il provvedimento delinea i profili di liceità del trattamento di tali dati, che deve essere effettuato nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone interessate, in particolare del diritto alla riservatezza e all'identità personale.

Consulta il documento completo.

In attuazione degli obiettivi di crescita digitale, il Piano triennale per l'informatica nella pubblica amministrazione 2017-2019 ribadisce l'importanza dell'entrata a regime dell'Anpr per consentire la disponibilità dei dati anagrafici e l'interoperabilità delle banche dati. L'Anpr costituisce un asset chiave per lo sviluppo dei servizi digitali innovativi nell'ambito delle attività rivolte alla trasformazione digitale dei servizi pubblici.

Nell'ambito delle iniziative di supporto ai Comuni per il subentro all'Anpr il Dipartimento della Funzione pubblica ha definito, attraverso il Pon Governance e capacità istituzionale, un intervento per l'erogazione di contributi ai Comuni per la migrazione ad Anpr.

Il termine per la presentazione delle richieste di contributo, inizialmente previsto per i subentri effettuati dai Comuni entro il 31 dicembre 2018, è stato prorogato con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4 dicembre 18 ( pdf allegato (2.55 MB) ), al 31 dicembre 2019.

Rimangono confermate tutte le modalità e le condizioni di partecipazione indicate nell'avviso del 5 dicembre 2017 e le modalità operative.

La richiesta di contributo deve essere presentata a seguito del completamento delle attività di migrazione e le modalità per la presentazione della richiesta, esclusivamente on line, sono disponibili sul sito Anpr - Contributo al subentro (http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/01-02-2018/istruzioni-operative).

Come previsto nell'ambito del Pon Governance e capacità istituzionale, una volta ricevuto il contributo il Comune beneficiario deve informare il pubblico tramite il proprio sito web sul sostegno ottenuto dai fondi dando evidenza del contributo finanziario ricevuto dall'Unione europea, come indicato nell'avviso (http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/05-12-2017/avviso).

Aggiornamenti importanti dall’ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, in merito alla procedura relativa agli adempimenti della Legge 190 del 2012.

In particolare le novità riguardano il file in formato XSD relativo alle strutture dati XML da utilizzare per la pubblicazione dei dati in formato digitale standard aperto.

Adempimenti Legge 190 2012: nuova versione del file XSD

Da quest’anno, infatti, l’ANAC ha aggiornato il file XSD, includendo un nuovo aggiornamento retrocompatibile che consentirà di includere, nell’iter procedurale, tre ulteriori procedure di scelta del contraente.

Le tre nuove voci saranno le seguenti:

  • PROCEDURA RISTRETTA SEMPLIFICATA;
  • PROCEDURA DERIVANTE DA LEGGE REGIONALE;
  • AFFIDAMENTO DIRETTO PER VARIANTE SUPERIORE AL 20% DELL’IMPORTO CONTRATTUALE.

La società Datanet Srl di Tremestieri Etneo (CT), azienda che da sempre si occupa di supportare gli Enti nelle procedure legate agli adempimenti anticorruzione, ha rilasciato tempestivamente l’aggiornamento all’interno del proprio gestionale dedicato, onlinePA.

Questo software è stato studiato ad hoc per rendere più efficiente e visibilmente più limpida la trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni.

Per questo, già da subito, gli Enti fruitori del Sistema possono beneficiare della nuova funzionalità. Datanet Srl continua così a dimostrarsi attenta agli aggiornamenti normativi e alle esigenze delle Amministrazioni in materia di trasparenza e anticorruzione.

Modalità Operative Adempimenti Legge 190 2012 per l’anno 2019

Si ricorda, come comunicato dall’ANAC con il messaggio del 9 Gennaio 2019, che anche per l’anno 2019 restano invariate le modalità operative per l’assolvimento degli obblighi di pubblicazione e trasmissione dei dati in formato aperto riguardanti il 2018.

La procedura è a livello normativo regolata ai dall’art. 1, comma 32 Legge 190/2012 come indicato nella Deliberazione ANAC n. 39 del 2 gennaio 2016.

Appare importante fare presente che a partire da febbraio 2019 saranno effettuati i tentativi di accesso automatizzato alle URL comunicate dalle Amministrazioni per l’acquisizione dei file XML pubblicati.

A riguardo, si consiglia di verificare che tutti i file pubblicati siano accessibili e rispettino le specifiche tecniche definite dall’Autorità.

Anche per l’anno 2019 la Datanet Srl, in quanto Società specializzata in servizi ICT per le PA e, in particolar modo per la pubblicazione dei dati previsti dal D.lgs 33/2013, modificato dal D.lgs 97/2016, nonché dalla legge 190/2012, è pronta alla scadenza.

Un supporto sicuramente utile per ottenere tutte le informazioni utili per comprendere i motivi dell’eventuale scarto automatico della validazione del file.

Contattando la società, all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., può essere richiesto un check up gratuito sulla posizione del proprio ente.

Come sempre, il dettaglio dell’esito dell’ultimo tentativo di accesso automatizzato alle URL è consultabile attraverso il link presente nel campo ‘Identificativo messaggio PEC’ oppure ‘Esito accesso’ della tabella disponibile al seguente link: https://dati.anticorruzione.it/#/l190.

Restano pertanto valide sia le specifiche tecniche per la comunicazione via PEC dell’avvenuta pubblicazione dei dati entro il 31 gennaio 2019.

A novembre 2018 la Provincia di Lecco ha effettuato per gli enti del Cst un’indagine conoscitiva di mercato, ai sensi dell'articolo 36 del Decreto legislativo 50/2016 e delle Linee guida Anac 8, nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento e trasparenza, per accertare l'esistenza di operatori economici nelle condizioni di espletare il servizio di assistenza, manutenzione e formazione dei software gestionali in uso presso gli enti aderenti al Cst.

L’indagine ha riguardato i moduli applicativi del sistema informatico della Provincia e i moduli applicativi degli enti aderenti al Centro servizi territoriale di cui la Provincia di Lecco è ente capofila.

A seguito di questa indagine la Provincia ha avviato le procedure di affidamento dei servizi di assistenza, manutenzione e formazione dei software gestionali indicati dagli enti aderenti mediante l’ausilio del sistema telematico di Regione Lombardia Sintel, che si concluderanno a gennaio 2019.

La Convenzione che regola i rapporti tra gli enti del Cst prevede infatti, tra le innumerevoli funzioni in capo al Cst, l’acquisto unificato per gli aderenti al Cst - articolo 2 Funzioni poste in gestione associata - per garantire economie di scala e risparmio di costi per la manutenzione degli applicativi su richiesta dei singoli enti, che individuano in autonomia i propri software.

Entro maggio la Carta d’identità elettronica, come già lo Spid, potrà essere utilizzata per accedere ai servizi digitali offerti in tutti gli Stati membri

Dopo avere ultimato il percorso per la notifica europea di Spid, il sistema pubblico di identità digitale, con il quale la piattaforma è stata giudicata conforme ai parametri del Regolamento comunitario eIDAS e di conseguenza i cittadini italiani potranno utilizzarla in futuro anche per accedere ai servizi digitali offerti negli altri Stati dell’UE, AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale, sta per avviare un analogo percorso per garantire il mutuo riconoscimento della Carta di identità elettronica (Cie), affinché anche questo strumento possa essere utilizzato in futuro per l’accesso ai servizi digitali offerti da tutte le amministrazioni degli Stati membri.

Il 30 gennaio - si legge in una nota dell’Agenzia - nel corso della riunione con gli altri Stati membri, AgID introdurrà il progetto Cie, dando ufficialmente avvio al “peer reviewing” che precede l’ufficializzazione della notifica italiana.

Alla riunione parteciperanno rappresentanti del Ministero dell’Interno, titolare del progetto Cie, del Team per l’Italia Digitale e dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Il confronto tecnico con gli altri Stati membri si concluderà a maggio 2019. Al termine del percorso, la Commissione pubblicherà lo schema nella Gazzetta ufficiale europea, consentendo - entro i successivi 12 mesi - l’adeguamento dei sistemi di tutti gli Stati dell’Unione che permetteranno l’accesso, oltre che con l’identità digitale SPID, anche tramite CIE ai propri servizi digitali.

Anche Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, Spagna, Olanda e Regno Unito hanno provveduto a notificare i propri sistemi di autenticazione ai servizi online.

Prosegue speditamente il percorso attuativo del regolamento eIDAS per la realizzazione della cittadinanza digitale europea.

Nel mese di dicembre 2018 è stato attivato il nuovo sistema antivirus con una gestione centralizzata in cloud.

La fornitura vede coinvolte circa 1500 postazioni dislocate su tutto il territorio provinciale.

L’applicazione cloud di controllo del nuovo sistema è stata configurata in modalità multi dominio, in modo da consentire una completa autonomia di gestione agli gli enti con competenze informatiche interne; al contrario, i Comuni più piccoli avranno una gestione a cura dei tecnici Cst.

I tecnici del Cst, in affiancamento ai Ced dei Comuni, concluderanno le operazioni di migrazione al nuovo sistema nelle prime settimane di gennaio 2019.

Con il nuovo antivirus cloud viene notevolmente ampliato il livello di sicurezza del sistema di protezione grazie all’aggiunta del modulo Intercept X per la difesa degli attacchi malware.