Contenuto principale

Messaggio di avviso

News dal CST

Annullamento Concorso: risarcimento danni per mancata assunzione è legittimo. Ecco cosa ha stabilito il TAR Molise 46/2019.

Chi ritiene di aver subito un danno da un atto amministrativo può rivolgersi al Tar competente e chiederne l’annullamento o il risarcimento del danno. In base a questa logica è arrivata una Sentenza molto importante del TAR Molise, la Sentenza 4/2019, che mette al centro del dibattito il caso di un annullamento di concorso: il risarcimento danni per mancata assunzione è legittimo. Scopriamone le motivazioni.

Il caso

I ricorrenti impugnavano, con separati ricorsi straordinari al Capo dello Stato, un bando  di indizione di un avviso pubblico di selezione per titoli e colloquio, per la stipula di n. 20 contratti di lavoro a tempo determinato e parziale per il profìlo professionale di istruttore direttivo – categoria Dl.

La censura principale, formulata nei detti ricorsi amministrativi, riguardava la dedotta illegittimità del requisito di residenza in uno dci Comuni del Molise imposto come tale dal bando ai partecipanti al concorso, che precludeva ai ricorrenti – non residenti in Comuni molisani – la possibilità di parteciparvi.

I posti riservati ai vincitori del bando erano venti, successivamente estesi a ventisei, e le candidature presentate non erano molto numerose (95 concorrenti, di cui 31 dichiarati non idonei e 15 ritirati o assenti alla prova). Le probabilità dei ricorrenti di collocarsi in posizione utile nella graduatoria concorsuale, ancorché previo superamento della procedura selettiva, erano se non elevate almeno discrete.

Annullamento Concorso: risarcimento danni è legittimo

Il giudice ha accolto le istanze risarcitorie fondando il proprio ragionamento sulla circostanza per cui «l’imposizione quale requisito» di partecipazione alla selezione della «residenza dei concorrenti (…), censurata perché contraria alla legge e ai principi costituzionali, è rilevante ai fini dell’invocata tutela e spiega il nesso di causalità tra la condotta antigiuridica (colposa o dolosa) e il procurato pregiudizio patito dagli aspiranti che hanno subito l’esclusione dal bando per via della mancanza del requisito di residenza».

La determinazione del risarcimento deve avvenire pertanto «secondo una valutazione equitativa, ex articolo 1226 del codice civile, commisurandola ove possibile al grado di probabilità che quel risultato favorevole avrebbe potuto essere conseguito».

Giovedì 28 febbraio 9.00/13.00 e 14.00/17.00

Casa dell'economia, Camera di Commercio di Lecco via Tonale 28

Corso su Gli strumenti telematici di acquisto e di negoziazione: Consip - Mepa - Sintel

Organizzatore: Upel - Unione provinciale enti locali

Relatrice: Sara Bernasconi, Direttore amministrativo Tribunale di Busto Arsizio, già funzionario e responsabile della Sua-Provincia di Varese, docente di corsi di formazione specialistica nelle province di Varese, Como, Lecco, Lodi, Verbania, docente master postuniversitari di II livello presso il Politecnico di Milano, consulente di enti pubblici in materia di contrattualistica pubblica

Certificati Pubblica Amministrazione, la validità è estesa grazie al “cittadino europeo mobile”. Tutto ciò per favorire la libera circolazione dei cittadini nello spazio Ue, attraverso un flusso senza ostacoli dei documenti pubblici.

Tutte queste regole erano già state preventivamente disposte dal regolamento Ue 2016/1191. A porre chiarimenti su tutti i dubbi è la Circolare 2 del 14 febbraio 2019 dei Servizi Demografici del Ministero dell’Interno.

Il Regolamento (UE) 2016/1191, è infatti finalizzato ad assicurare la libera circolazione dei cittadini degli Stati Membri dell’Unione semplificando i requisiti per la presentazione di alcuni documenti pubblici nell’Unione europea e che modifica il regolamento (UE) n. 1024/2012.

Certificati Pubblica Amministrazione: validità più ampia

Questo regolamento entrerà in vigore dal prossimo 16 febbraio 2019.

Il suddetto regolamento, prevede la semplificazione delle formalità amministrative per la circolazione di alcuni documenti pubblici e delle relative copie autentiche rilasciate da un’autorità di uno Stato membro ai fini della presentazione in un altro Stato membro.

Ha, quindi, previsto, per i documenti pubblici di cui all’art. 1, par.1, un sistema di esenzione dalla legalizzazione o formalità analoghe (apostille) e di semplificazione delle formalità relative alle copie autenticate ed alle traduzioni di documenti pubblici quando le copie autenticate o le traduzioni siano richieste dalle autorità del paese dell’UE ricevente, fatta salva la possibilità, a richiesta, per chi voglia, “… di utilizzare altri sistemi applicabili in uno Stato membro relativamente alla legalizzazione o formalità analoghe”.

Il regolamento (UE) 2016/1191 non si applica ai documenti pubblici rilasciati dalle autorità di un paese terzo (art. 2, par. 3) né al riconoscimento in uno Stato membro degli effetti giuridici relativi al contenuto dei documenti pubblici rilasciati dalle autorità di un altro Stato membro (art. 2, par. 4).

I moduli standard multilingue

Per quanto riguarda, in particolare, la traduzione dei documenti, l’art. 1, par. 2 del regolamento (UE) 2016/1191, istituisce ” … moduli standard multilingue da utilizzare come supporto per la traduzione e allegati ai documenti pubblici nazionali relativi alla nascita, all’esistenza in vita, al decesso, al matrimonio (compresi la capacità di contrarre matrimonio e lo stato civile), all’unione registrata (compresi la capacità di sottoscrivere un’unione registrata e lo stato di unione registrata), al domicilio e/o alla residenza e all’assenza di precedenti penali”.

I moduli standard multilingue sono redatti in ciascuna delle lingue ufficiali delle istituzioni dell’Unione e riproducono il contenuto dei documenti pubblici cui sono allegati, su richiesta della persona avente diritto ad ottenere il documento pubblico, evitando la necessità di effettuare una traduzione dei documenti stessi.

I predetti moduli standard multilingue non hanno alcun valore legale autonomo e possono essere utilizzati solo in uno Stato membro diverso da quello in cui sono stati rilasciati.

Ciascun modulo standard multilingue contiene una parte standard ed una parte non standardizzata, costituita da voci specifiche per paese che rispecchiano il contenuto del documento pubblico cui il modulo standard multilingue sarà allegato e dai rispettivi codici numerici di tali voci e comprende inoltre un glossario multilingue sia delle voci standard che delle voci specifiche per paese in tutte le lingue ufficiali delle istituzioni dell’Unione (Art. 9).

Attualmente, il portale europeo della giustizia elettronica, https://ejustice.europa.eu/home.doalla voce Moduli dinamici — Documenti pubblici, contiene, per ciascuno Stato membro, modelli di moduli standard multilingue istituiti, conformemente al regolamento, in tutte le lingue ufficiali delle istituzioni dell’Unione, che comprendono: a) le parti standard che figurano negli allegati da I a XI; e b) le voci specifiche per paese comunicate dagli Stati membri alla Commissione.

A partire dal 15 febbraio 2019, i moduli standard multilingue, contenenti le voci specifiche per paese, saranno disponibili ai seguenti link:

https://beta.e-justice.europa.eu

Con due relative sezioni:

  • Sezione: I tuoi diritti, Documenti pubblici
  • Sezione: Ricorso alle vie legali, Moduli online, Documenti pubblici, che contiene i moduli standard multilingue in formato editabile.

Venerdì 22 febbraio 9.30/14.30

Provincia di Lecco, sala Consiliare piazza Lega Lombarda 4, in videoconferenza

Seminario sui fondamenti del diritto amministrativo. La legge 241/1990: principi generali e novità

Organizzatore: Upel - Unione provinciale enti locali

Relatore: Emanuele Boscolo, Professore di Diritto amministrativo presso l’Università degli Studi dell’Insubria

 

Con il recente decreto legge 4 del 28 gennaio 2019, Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, entrato in vigore il 29 gennaio 2019, si definiscono tre obiettivi:

  • Rdc (Reddito di cittadinanza)
  • S.I.U.S.S. (Sistema Informativo Unico dei Servizi Sociali)
  • ISEE (Modalità precompilato dal 01/09/2019)

L'articolo 1 prevede, da aprile 2019, il reddito di cittadinanza quale misura unica di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale.

Il reddito di cittadinanza sarà riconosciuto ai nuclei familiari in possesso di una serie di requisiti e, tra quelli economici, oltre al patrimonio (finanziario ed immobiliare) del soggetto, risulta fondamentale il valore dell’ISEE.

Istituito con il Decreto legislativo 147/2017, il Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali ha lo scopo di conoscere in modo completo i bisogni sociali e le prestazioni erogate raccogliendo quindi dati e informazioni da Comuni, Ambiti territoriali, Regioni, Province e ogni altro ente erogatore di prestazioni sociali, incluse tutte le prestazioni erogate mediante ISEE, e prestazioni che, per natura e obiettivi, sono assimilabili alle prestazioni sociali.

Con URBI Smart 2020 è possibile:

  • recuperare tutti i dati ISEE aggiornati direttamente dal portale INPS
  • generare il file XML da trasmettere al SIUSS
  • caricare quindi tutti gli interventi e le prestazioni sociali classificate con il codice A1.04 (contributi a integrazione del reddito famigliare) eventualmente estendibile a tutti gli altri tipi di prestazione.

Assolvendo agli adempimenti sopra descritti si preserva così il soggetto responsabile dalle sanzioni disciplinari previste.

Scegli la formula più adatta alle tue esigenze:

  • SOLUZIONE SOFTWARE per colloquiare con il SIUSS, generare il file XML per trasmettere tutte le prestazioni erogate entro la nuova scadenza (15 giorni successivi all’erogazione), gestire il flusso dei dati da/verso il portale INPS.
  • SERVICE PER GLI ENTI, con cui PA Digitale, tramite personale competente e qualificato, solleva i clienti dalla gestione delle diverse attività sopra descritte: non dovrai fare nulla, ci pensiamo noi!

Per un approfondimento sul tema e conoscere la proposta di Pa Digitale, partecipa al Webinar Gratuito! 

Ti aspettiamo on line a uno dei seguenti appuntamenti:

  • giovedì 21 febbraio dalle ore 15.00 alle ore 16.00
  • lunedì 4 marzo dalle ore 11.30 alle ore 12.30
  • lunedì 18 marzo dalle ore 15.00 alle ore 16.00
  • venerdì 29 marzo dalle ore 11.30 alle ore 12.30

Per iscriverti clicca qui e seleziona la data dell’evento a cui intendi partecipare.

Lunedì 18 febbraio 9.30/14.30

Provincia di Lecco, sala Consiliare piazza Lega Lombarda 4, in videoconferenza

Seminario su autorizzazioni commerciali

Organizzatore: Upel - Unione provinciale enti locali

Relatrice: Paola Rosellini, Dirigente Macrostruttura Affari generali del Comune di Cascina

Su Agenda Digitale è stato pubblicato un approfondimento di Vincenzo Paturno dedicato al Data & Analytics Framework (Daf), la Piattaforma digitale nazionale dati, realizzata su iniziativa del Team per la Trasformazione digitale e oggetto di disposizione normativa all’articolo 50 ter del Codice dell’Amministrazione digitale.

Il Daf nasce per offrire una soluzione a uno dei grandi problemi della Pubblica amministrazione: superare le logiche “a silos” che, nonostante i passi fatti, caratterizzano ancora in modo molto forte i dati della PA.

Dal momento che l’interazione tra Pubbliche amministrazioni avviene essenzialmente attraverso i dati, una Pa che sia Interconnessa e Integrata deve necessariamente passare attraverso il superamento dell’attuale approccio “a canne d’organo”, in cui, cioè, i processi tendono a svilupparsi  “in verticale” all’interno di unità organizzative omogenee con una scarsa propensione all’interazione con altre unità organizzative della stessa PA o peggio ancora con altre Pa.


In cosa consiste il Data & Analytics Framework

Il Daf nasce, quindi, come un tentativo di portare alla luce dati che altrimenti resterebbero imprigionati all’interno dei silos, aumentandone nello stesso tempo la capacità di integrazione, come spiegato in uno dei primi post del Team Digitale. Almeno questo in un primo momento.

Ma in cosa consiste il Daf? Innanzitutto, è una attività prevista dal Piano triennale per l’informatica nella Pa e consiste nel “canalizzare” e far confluire dati della Pa all’interno di un’unica piattaforma Cloud.

Nel momento in cui i dati transitano all’interno della piattaforma possono essere armonizzati, normalizzati, arricchiti, aumentando così sia la qualità del dato ma soprattutto il “grado di integrabilità” con gli altri dati presenti nella piattaforma. Questo vale sia per i dati open che per quelli non open prodotti dalle Pa.

E infatti il Daf nasce con l’obiettivo di sviluppare e semplificare l’interoperabilità dei dati pubblici tra Pa, standardizzare e promuovere la diffusione degli open data, ottimizzare i processi di analisi dati e generazione di sapere.

A distanza di due anni dal “lancio”, ci sono un paio di cose da segnalare. Innanzitutto il Daf ha cambiato nome e ora si chiama Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd).

La seconda è che le attività attorno alla Pdnd hanno virato in modo credo di poter dire piuttosto deciso sugli Open Data.

Venerdì 15 febbraio 9.30/14.30

Provincia di Lecco, sala Consiliare piazza Lega Lombarda 4, in videoconferenza

Seminario in materia archivistica informatica e organizzazione documentale per la pubblica amministrazione

Organizzatore: Upel - Unione provinciale enti locali

Relatore: Mauro Livraga, Direttore Archivio di Stato di Bergamo e di Verbania

La società 3D Endless ha realizzato il software gratuito per il personal archiving Endless Map. L’applicativo è stato progettato per tracciare e favorire la conservazione a tempo indefinito dei file prodotti o ricevuti per scopi personali.

Endless Map aiuta a focalizzare i nostri file e cartelle, tracciando automaticamente tutti quelli presenti nella cartelle personali, quali: Documenti, Immagini, Video, Musica, Desktop o Scrivania per i PC, DCIM, Pictures, Whatsapp, per gli smartphone o i tablet, nonché presenti in tutte le unità di memoria che man mano si connettono, in modo da produrre una nostra mappa universale, cioè indipendente dai dispositivi, che scambiata tra di essi, ci permette di conoscere il nostro patrimonio di file anche senza averli necessariamente sul dispositivo corrente.

Sul sito della community Cantieri PA è possibile leggere una presentazione del software a firma di Gianni Penzo Doria.

L’AgID ha differito al 31 marzo 2019 il termine per la per la qualificazione dei Cloud service provider e dei servizi Saas per il Cloud della pubblica amministrazione.

Inoltre è stato stabilito che il Cloud Marketplace di AgID sia la piattaforma che espone i servizi e le infrastrutture qualificate da AgID e che, dal 1 aprile 2019, le amministrazioni pubbliche potranno acquisire esclusivamente servizi IaaS, PaaS e SaaS qualificati da AgID e pubblicati nel Cloud Marketplace.

Al momento della richiesta di qualificazione, i servizi SaaS proposti per la qualificazione devono essere erogati mediante una o più infrastrutture del Cloud della Pa (PSN, Cloud SPC o CSP qualificato da AgID).

Nel caso in cui l’infrastruttura Cloud sia privata e di proprietà del fornitore SaaS, tale infrastruttura deve essere qualificata come Csp da AgID ai sensi di quanto disposto dalla circolare Criteri per la qualificazione dei Cloud Service Provider per la Pa.

Gli applicativi ospitati dal virtual data center del Cst della Provincia di Lecco garantiscono già l’erogazione dal Cloud Spc.

Pertanto la Provincia di Lecco ha chiesto ai propri fornitori di applicativi di software in modalità SaaS agli enti del Cst di adeguarsi alle procedure di qualificazione AgID e, per il caso degli applicativi SaaS nei quali l’infrastruttura cloud di erogazione risulta privata, di operare in modo tale che l’infrastruttura venga qualificata come Csp da AgID.


Dopo l’annuncio da parte di AgID del prossimo avvio della procedura per arrivare alla notifica europea della Carta di Identità Elettronica, su Agenda Digitale è stato pubblicato l’approfondimento Spid e Cie, prove di convivenza futura tra i due strumenti di identità digitale, a firma di Giovanni Manca.

La convivenza tra il sistema pubblico di identità digitale (Spid) e la carta d’identità elettronica (Cie) potrà risultare difficile e per certi versi concorrenziale. Tutte le criticità, le possibili evoluzioni e i fattori a cui prestare attenzione.

La presenza nel nostro Paese di ben quattro strumenti di identificazione personale (Pin, Carta nazionale dei servizi, carta d’identità elettronica e Spid) pone un concreto problema di “convivenza” e concorrenza, in particolare tra questi ultimi due, quando la nuova carta d’identità elettronica sarà più diffusa.

La convivenza tra Cie e Spid è un tema sul tavolo delle istituzioni competenti (leggi Team Digitale alla presidenza del Consiglio, Agid, Funzione Pubblica, Poligrafico dello Stato) e si lavora ad alcune ipotesi per il futuro.

Cerchiamo di capire come mai si è venuta a creare questa pluralità di identità e se e come questi strumenti devono/possono convivere, in quale modo devono evolvere o estinguersi.

La gestione dell’identità personale in Italia

In Italia dopo decenni di Pin e password si è introdotta la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) poi legata alla Tessera Sanitaria (TS-CNS) e contemporaneamente la Carta d’Identità Elettronica (CIE) che nell’ultima generazione (3.0) rappresenta l’evoluzione definitiva del documento di riconoscimento.

Dal marzo del 2016 è iniziato il rilascio delle credenziali nell’ambito del Sistema pubblico di identità digitale (Spid) che alla data di scrittura è attivo con nove gestori dell’identità digitale.

Questa pluralità di identità è generata dalle decisioni politiche e amministrative stabilite in successivi periodo storici. Ciascuna delle decisioni è stata determinata da specifici scenari e obiettivi di Governo creando comunque gli appena citati strumenti di identificazione personale.

L’utilizzo dello spazio cibernetico è legato in modo profondo al concetto di identità digitale. L’assenza di fisicità obbliga a collegare la persona reale alla persona virtuale in modo da garantirne la massima sicurezza in termini di protezione dal furto di identità e dal tracciamento delle operazioni che si possono considerare nell’ambito della protezione dei dati personali.

Lunedì 11 febbraio, nella sede della Provincia di Lecco, si è riunito l’Ufficio di Presidenza del Cst per la trattazione del seguente ordine del giorno:

  • Approvazione verbale seduta precedente
  • Bilancio previsionale 2019
  • Multipiattaforma Cst – aggiornamento
  • Accompagnamento agli enti per transizione digitale – progetto 2019
  • Attività di assistenza informatico-amministrativa del Cst
  • Assemblea Cst febbraio 2018
  • Varie ed eventuali

Lo scorso 13 febbraio a Roma, alla presenza del Ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, si è svolta la prima riunione della Conferenza dei Responsabili per la transizione al digitale.

Come si apprende da una nota dell’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid), la conferenza è stata indetta per incentivare la nomina dei Responsabili per la transizione al digitale nelle amministrazioni.

Nonostante l’obbligo di legge in tal senso sancito all’articolo 17 del Codice dell’Amministrazione Digitale, oltre il 74% degli enti non ha ancora comunicato il proprio responsabile sull’Indice delle pubbliche amministrazioni. Per ovviare a ciò, nello scorso ottobre il ministro Bongiorno aveva emanato una circolare, sollecitando le amministrazioni inadempienti.

Dopo la nomina, alla quale è seguito un incremento di oltre il 20% nella nomina di tali figure professionali, la nascita della Conferenza rappresenta un ulteriore passaggio volto a sensibilizzare le amministrazioni sulla necessità fondamentale di procedere in tal senso.

In più e inoltre, la Conferenza nasce con finalità di accompagnamento e formazione, al fine di favorire la condivisione di competenze, best practice, linee guida e strumenti di lavoro tra i Responsabili per la transizione al digitale.

Dato l’ampio numero di soggetti interessati e le differenti tipologie di amministrazioni coinvolte, la conferenza è convocata per argomenti e/o gruppi di amministrazioni, con la possibilità di estendere la partecipazione a rappresentanti del mondo delle imprese e della società civile.

L’incontro ha riunito pubbliche amministrazioni centrali, regioni e città metropolitane, rappresentanti dell’accademia e della ricerca e ha dato avvio a un percorso di inclusione e condivisione che sarà prossimamente arricchito da nuove e ulteriori occasioni di confronto e dialogo con tutte le altre pubbliche amministrazioni italiane, anche su loro iniziativa.

Il sistema denominato Siope+ per l’acquisizione automatica dei dati dei pagamenti consente di integrare le informazioni attualmente disponibili nel sistema Siope (attinente la rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti effettuati dai tesorieri delle amministrazioni pubbliche) con le informazioni relative ai mandati di pagamento di fatture passive presenti in Pcc contestualmente all’effettuazione delle transazioni di pagamento (tramite i mandati digitali trasmessi agli istituti cassieri/tesorieri attraverso un nodo di smistamento gestito dalla Banca d’Italia).

Dal 1° ottobre 2018 SIOPE+ è diventato operativo per i Comuni fino a 10.000 abitanti e per le aziende sanitarie e ospedaliere; dal 1° gennaio 2019 SIOPE+ è stato esteso a tutti i restanti enti già soggetti alla vecchia rilevazione Siope e alle autorità di sistema portuale.

Nel corso del 2019 saranno progressivamente coinvolte tutte le restanti pubbliche amministrazioni (a eccezione di gran parte delle amministrazioni statali che utilizzano il sistema Sicoge).

Siope+, tempi di pagamento dei Comuni

I dati esposti sono riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute dalle pubbliche amministrazioni che hanno avviato Siope+ :

  • per le Regioni, le Province e le Città metropolitane che hanno avviato il Siope+ dal 1° gennaio 2018, i dati esposti sono riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute nei primi nove mesi dell’anno 2018
  • per i Comuni sopra i 60.000 abitanti che hanno avviato il Siope+ dal 1° aprile 2018, i dati si riferiscono al secondo e terzo trimestre 2018
  • per i Comuni sopra i 10.000 abitanti che hanno avviato il Siope+ dal 1° luglio 2018, i dati esposti sono riferiti agli importi complessivi delle fatture elettroniche ricevute nel terzo trimestre 2018

I dati relativi a Regioni, Province e Città metropolitane mostrano un tempo di pagamento rispettoso, in media per il complesso di tali enti, dei termini previsti dalla normativa in vigore.

Oltre il 64% degli enti appartenenti ai comparti considerati riporta percentuali di pagamenti comunicati che si posizionano su valori superiori al 80% degli importi dovuti e il 40% riporta tempi medi di ritardo che si attestano su valori negativi (con pagamenti effettuati in anticipo rispetto alla scadenza delle fatture).

A livello di singolo comparto, le Regioni hanno fatto registrare nel complesso un tempo medio di pagamento di circa 32 giorni ed un tempo di ritardo di -7 giorni, con alcuni casi dove i pagamenti sono stati effettuati con largo anticipo rispetto alla scadenza delle fatture (Lazio, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Umbria, Toscana).

Per le Province i tempi medi di pagamento e di ritardo si attestano rispettivamente a 36 giorni e 2 giorni; la metà di esse mostra tempi medi di ritardo negativi, mentre le Città metropolitane mostrano tempi di pagamento pari a 30 giorni, a cui corrispondono tempi medi di ritardo pari a -6 giorni. Anche per questo settore, si riscontrano enti che riportano ritardi di pagamento con valori negativi (si tratta di nove Città metropolitane su quattordici).

Il complesso dei Comuni sopra i 60.000 abitanti ha fatto registrare, per le fatture ricevute nel secondo e terzo trimestre del 2018, un tempo medio di pagamento di circa 36 giorni e un tempo di ritardo pari a 1 giorno.

Il 60% circa dei Comuni analizzati riporta percentuali di pagamenti comunicati che si posizionano su valori superiori al 80% degli importi dovuti e il 50% riporta tempi medi di ritardo che si attestano su valori negativi (con pagamenti effettuati in anticipo rispetto alla scadenza delle fatture).

Il complesso dei Comuni tra i 10.000 e i 60.000 abitanti ha fatto registrare, per le fatture ricevute nel terzo trimestre del 2018, un tempo medio di pagamento di circa 30 giorni e un tempo di ritardo pari a -3 giorni.

Il 57% dei Comuni analizzati riporta percentuali di pagamenti comunicati che si posizionano su valori superiori al 80% degli importi dovuti e il 50% riporta tempi medi di ritardo che si attestano su valori negativi (con pagamenti effettuati in anticipo rispetto alla scadenza delle fatture).

Nel file qui di seguito trovate tutti i valori medi e i tempi di pagamento per ogni rispettivo ente.

Mercoledì 27 febbraio dalle 12.00 alle 13.30

In attuazione del Codice dell’Amministrazione digitale e del Piano triennale dell’Informatica per la pubblica amministrazione del 31 maggio 2017, tutte le pubbliche amministrazioni devono aderire a pagoPA e provvedere ad abilitare i pagamenti elettronici da parte dei cittadini e delle imprese.

Per facilitare l’adesione degli enti al nodo nazionale dei pagamenti digitali, Regione Lombardia si è certificata quale intermediario tecnologico mettendo a disposizione, a titolo gratuito, il servizio Portale Pagamenti che oggi conta quasi 450 enti aderenti.

Per supportare l’integrazione dei flussi di pagamenti con i sistemi gestionali degli enti, Regione Lombardia ha anche stanziato un fondo per il 2017 e il 2018.

Il webinar si propone di fornire una panoramica sull’andamento nazionale del progetto pagoPA e sulla diffusione del servizio Portale Pagamenti sul territorio lombardo con un focus sulle nuove funzionalità in corso di rilascio. Saranno anche illustrate le iniziative regionali di cofinanziamento e presentata.

Programma:

  • I numeri del progetto pagoPA a livello nazionale
  • Diffusione dell’iniziativa Portale Pagamenti in Regione Lombardia
  • Breve riepilogo del processo di adesione all’iniziativa
  • Contributi erogati da Regione Lombardia
  • L’esperienza del Comune di Cantù
  • Focus su soluzioni software integrate
  • Nuove funzionalità Release 5.7 e contenuti release 5.8
  • Eventi di comunicazione 2019

Destinatari: funzionari di amministrazioni pubbliche aderenti al servizio (o interessate ad aderire) e software house che lavorano con le amministrazioni pubbliche di Regione Lombardia.

 

Relatori:

  • Daniele Crespi - Responsabile Innovazione digitale di Lombardia Informatica
  • Ernesto Frigerio – Responsabile ufficio SICI (Sistema Informativo Comunale Integrato) del Comune di Cantù

Per registrarsi a questo evento, accedere al seguente collegamento: https://cosvifor.adobeconnect.com/mypay_4_new/event/registration.html?campaign-id=My_pay4

Gli strumenti d’acquisto in rete della PA e di negoziazione che Consip mette a disposizione delle pubbliche amministrazioni offrono la possibilità di scegliere un’ampia gamma di beni e servizi e lavori di manutenzione, in grado di soddisfare le ordinarie esigenze di approvvigionamento. Oggi, infatti, la spesa pubblica “presidiata” attraverso Convenzioni, Accordi quadro, Mepa e Sdapa comprende le categorie merceologiche di maggior rilevanza nell’ambito dei “consumi intermedi” della PA.

È dunque utile fornire alle amministrazioni che si rivolgono a Consip uno strumento rapido e sintetico per conoscere in tempo reale l’offerta di beni, servizi, lavori disponibile e poter così programmare più efficacemente i propri acquisti.

Per tale motivo è stata realizzata la “Mappa offering Consip”, che rappresenta graficamente le iniziative disponibili o in via di attivazione sui diversi strumenti. La Mappa ha lo scopo di fornire un primo orientamento che gli utenti potranno poi approfondire attraverso il Portale degli acquisti www.acquistinretepa.it.

Infine, la Mappa assume validità anche per le imprese che intendono proporre la propria offerta alla Pubblica Amministrazione, in quanto possono rapidamente conoscere i settori in cui Consip ha realizzato iniziative e cogliere eventuali opportunità di mercato.

Mappa Offering Consip – 25 gennaio 2019

Il Programma per la razionalizzazione degli acquisti nella P.A. – realizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze tramite Consip S.p.A. – affianca da quasi vent’anni le Amministrazioni nella gestione del cambiamento dei loro processi di acquisto.

Nato nel 2000 con l’obiettivo di efficientare e razionalizzare gli acquisti pubblici, negli ultimi anni ha portato avanti una vera e propria rivoluzione nel mondo degli appalti pubblici, innescando non solo un processo di modernizzazione dei processi ma anche nel modo di concepire il public procurement.

Mercoledì 20 febbraio dalle 14.30 alle 16.30 al Centro per l’impiego della Provincia di Lecco in corso Matteotti 3 (sala 1° Maggio al primo piano) si terrà la seconda giornata informativa sul Reddito di cittadinanza, promossa dalla Provincia di Lecco.

Vi invitiamo a diffondere questa informazione attraverso i vostri canali, per facilitare la partecipazione dei cittadini interessati.

Leggi il comunicato stampa

Il Garante per la protezione dei dati personali, con provvedimento 513/2018 "Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica" pubblicato sulla Gazzetta ufficiale lo scorso 15 gennaio, ha individuato regole e principi-guida di comportamento  per il trattamento di dati personali in relazione ai documenti conservati negli archivi.

Le regole deontologiche sono rivolte agli archivisti, ai soggetti che operano presso gli enti pubblici svolgendo funzioni archivistiche, agli utenti che per scopi di studio, informazione, di ricerca storica o nell'esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi effettuano trattamenti di dati personali contenuti nei documenti conservati presso gli archivi.

Le regole deontologiche si applicano anche nelle attività di acquisizione, gestione, conservazione, restauro degli archivi storici, correnti, di deposito degli enti pubblici.

Il provvedimento delinea i profili di liceità del trattamento di tali dati, che deve essere effettuato nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone interessate, in particolare del diritto alla riservatezza e all'identità personale.

Consulta il documento completo.

Martedì 19 marzo 9.00/14.00

Casa dell'economia, Camera di Commercio di Lecco via Tonale 28

Seminario su rendiconto di gestione 2018 e contabilità economico-patrimoniale

Organizzatore: Upel - Unione provinciale enti locali

Relatrice: Roberta Pasinato, Dirigente del servizio finanziario del Comune di Varese

Aggiornamenti importanti dall’ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, in merito alla procedura relativa agli adempimenti della Legge 190 del 2012.

In particolare le novità riguardano il file in formato XSD relativo alle strutture dati XML da utilizzare per la pubblicazione dei dati in formato digitale standard aperto.

Adempimenti Legge 190 2012: nuova versione del file XSD

Da quest’anno, infatti, l’ANAC ha aggiornato il file XSD, includendo un nuovo aggiornamento retrocompatibile che consentirà di includere, nell’iter procedurale, tre ulteriori procedure di scelta del contraente.

Le tre nuove voci saranno le seguenti:

  • PROCEDURA RISTRETTA SEMPLIFICATA;
  • PROCEDURA DERIVANTE DA LEGGE REGIONALE;
  • AFFIDAMENTO DIRETTO PER VARIANTE SUPERIORE AL 20% DELL’IMPORTO CONTRATTUALE.

La società Datanet Srl di Tremestieri Etneo (CT), azienda che da sempre si occupa di supportare gli Enti nelle procedure legate agli adempimenti anticorruzione, ha rilasciato tempestivamente l’aggiornamento all’interno del proprio gestionale dedicato, onlinePA.

Questo software è stato studiato ad hoc per rendere più efficiente e visibilmente più limpida la trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni.

Per questo, già da subito, gli Enti fruitori del Sistema possono beneficiare della nuova funzionalità. Datanet Srl continua così a dimostrarsi attenta agli aggiornamenti normativi e alle esigenze delle Amministrazioni in materia di trasparenza e anticorruzione.

Modalità Operative Adempimenti Legge 190 2012 per l’anno 2019

Si ricorda, come comunicato dall’ANAC con il messaggio del 9 Gennaio 2019, che anche per l’anno 2019 restano invariate le modalità operative per l’assolvimento degli obblighi di pubblicazione e trasmissione dei dati in formato aperto riguardanti il 2018.

La procedura è a livello normativo regolata ai dall’art. 1, comma 32 Legge 190/2012 come indicato nella Deliberazione ANAC n. 39 del 2 gennaio 2016.

Appare importante fare presente che a partire da febbraio 2019 saranno effettuati i tentativi di accesso automatizzato alle URL comunicate dalle Amministrazioni per l’acquisizione dei file XML pubblicati.

A riguardo, si consiglia di verificare che tutti i file pubblicati siano accessibili e rispettino le specifiche tecniche definite dall’Autorità.

Anche per l’anno 2019 la Datanet Srl, in quanto Società specializzata in servizi ICT per le PA e, in particolar modo per la pubblicazione dei dati previsti dal D.lgs 33/2013, modificato dal D.lgs 97/2016, nonché dalla legge 190/2012, è pronta alla scadenza.

Un supporto sicuramente utile per ottenere tutte le informazioni utili per comprendere i motivi dell’eventuale scarto automatico della validazione del file.

Contattando la società, all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., può essere richiesto un check up gratuito sulla posizione del proprio ente.

Come sempre, il dettaglio dell’esito dell’ultimo tentativo di accesso automatizzato alle URL è consultabile attraverso il link presente nel campo ‘Identificativo messaggio PEC’ oppure ‘Esito accesso’ della tabella disponibile al seguente link: https://dati.anticorruzione.it/#/l190.

Restano pertanto valide sia le specifiche tecniche per la comunicazione via PEC dell’avvenuta pubblicazione dei dati entro il 31 gennaio 2019.