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News dal CST

Venerdì 4 maggio dalle 9.30 alle 14.30, presso la sala Consiliare della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombarda 4, si terrà il seminario in videoconferenza Le nuove ordinanze del Sindaco. Relatore Giuseppe Napolitano, dirigente del Comune di Pistoia.

I contratti di partenariato pubblico-privato costituiscono una forma di cooperazione tra il settore pubblico e quello privato finalizzata alla realizzazione di opere e alla gestione di servizi, nell’ambito della quale i rischi legati all’operazione che si intende porre in essere sono suddivisi tra le parti sulla base delle relative competenze di gestione del rischio.

Fermo restando che è necessario venga trasferito in capo all’operatore economico, oltre al rischio di costruzione, anche il rischio di disponibilità o, nei casi di attività redditizia verso l’esterno, il rischio di domanda dei servizi resi, per il periodo di gestione dell’opera.

Le diverse tipologie di rischio

Il Rischio operativo è definito all’articolo 3, comma 1, lettera zz) del codice dei contratti pubblici. In tale categoria di rischio rientrano, oltre al rischio di costruzione, anche il rischio di domanda e/o il rischio di disponibilità. Il rischio operativo deriva da fattori al di fuori del controllo delle parti, differenziandosi per tale aspetto da rischi come quelli legati a una cattiva gestione o a inadempimenti contrattuali da parte dell’operatore economico, che non sono determinanti ai fini della qualificazione giuridica del contratto come concessione, dal momento che sono insiti anche nei contratti di appalto pubblico.

Il Rischio di costruzione . In tale categoria generale di rischio si distinguono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i seguenti rischi specifici:

  • rischio di progettazione, connesso alla sopravvenienza di necessari interventi di modifica del progetto, derivanti da errori o omissioni di progettazione
  • rischio di esecuzione dell’opera difforme dal progetto
  • rischio di aumento del costo dei fattori produttivi o di inadeguatezza o indisponibilità di quelli previsti nel progetto
  • rischio di errata valutazione dei costi e tempi di costruzione
  • rischio di inadempimenti contrattuali di fornitori e subappaltatori
  • rischio di inaffidabilità e inadeguatezza della tecnologia utilizzata

Il Rischio di domanda , che può non dipendere dalla qualità delle prestazioni erogate dall’operatore economico, costituisce di regola un elemento del consueto “rischio economico” sopportato da ogni operatore in un’economia di mercato. In tale categoria generale di rischio si distinguono i seguenti rischi specifici:

  • rischio di contrazione della domanda di mercato, ossia di riduzione della domanda complessiva del mercato relativa al servizio, che si riflette anche su quella dell’operatore economico
  • rischio di contrazione della domanda specifica, collegato all’insorgere nel mercato di riferimento di un’offerta competitiva di altri operatori che eroda parte della domanda

Il Rischio di disponibilità . In tale categoria generale di rischio si distinguono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i seguenti rischi specifici:

  • rischio di manutenzione straordinaria, non preventivata, derivante da una progettazione o costruzione non adeguata, con conseguente aumento dei costi
  • rischio di performance, ossia il rischio che la struttura messa a disposizione o servizi erogati non siano conformi agli indicatori chiave di prestazione, con conseguente riduzione dei ricavi
  • rischio di indisponibilità totale o parziale della struttura da mettere a disposizione e/o dei servizi da erogare

Il monitoraggio dell’attività dell’operatore economico

Il contratto di Partenariato Pubblico Privato , stipulato tra l’amministrazione e l’operatore economico aggiudicatario è predisposto dal RUP e da questo proposto all’amministrazione con indicazione dello schema completo delle clausole contrattuali ritenute adeguate.

Il contratto deve riportare in allegato l’offerta aggiudicata e la matrice dei rischi. Al fine di poter realizzare un corretto monitoraggio dell’attività dell’operatore economico è necessario che le clausole contenute nel contratto siano definite con rigore, nel rispetto dei contenuti minimi dell’offerta e del contratto, tenendo conto delle caratteristiche di ciascuna specifica tipologia di operazione di PPP posta in essere.

La matrice dei rischi individua e analizza i rischi connessi all’intervento da realizzare ed è utilizzata – in fase di programmazione – per la redazione del documento di fattibilità economica e finanziaria e per verificare la convenienza del ricorso al PPP rispetto ad un appalto tradizionale e – in fase di esecuzione – per il monitoraggio dei rischi.

Resoconto economico-gestionale

Infine, le amministrazioni aggiudicatrici, per il tramite del Rup, coadiuvato dal direttore dei lavori o dal direttore dell’esecuzione, devono acquisire un periodico resoconto economico-gestionale sull’esecuzione del contratto . Nel quale sia evidenziato:

  • l’andamento dei lavori in relazione al cronoprogramma
  • l’esecuzione dei controlli previsti dal contratto
  • l’applicazione di eventuali penali o decurtazioni del canone e, in generale, ogni altro elemento di rilevanza contrattuale necessario per accertare la corretta gestione del contratto di PPP

Testo completo delle linee guida.

Lo scorso 23 aprile AgID ha avviato la seconda fase del “Censimento del patrimonio ICT delle Amministrazioni e qualificazione dei Poli Strategici Nazionali”, in linea con gli obiettivi strategici del Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2017-2019.

Questa seconda fase è rivolta alle amministrazioni centrali e ai Comuni che dispongono di infrastrutture fisiche, così come definite nella Circolare AgID 05/2017, al fine di individuare le infrastrutture candidate a ricoprire il ruolo di PSN o classificabili nelle categorie:

  • Gruppo A – Data center di qualità non eleggibili a PSN, oppure con carenze strutturali o organizzative considerate minori
  • Gruppo B – Data center che non garantiscono requisiti minimi di affidabilità e sicurezza dal punto di vista infrastrutturale e/o organizzativo, o non garantiscono la continuità dei servizi

La rilevazione fa seguito alla prima fase del Censimento, avviata a dicembre 2017 e conclusasi a febbraio 2018, che ha coinvolto le amministrazioni regionali con le relative in-house ICT e le città metropolitane.

Le amministrazioni sono tenute a trasmettere il questionario, secondo le indicazioni di AgID, entro 45 giorni solari dalla data di avvio della seconda fase. Qualora non lo facciano, o compilino il questionario solo parzialmente, saranno inserite d’ufficio nella categoria Gruppo B. Sono esentate dall’obbligo di partecipazione le amministrazioni coinvolte nella prima fase del censimento.

AgID comunicherà a breve alle amministrazioni interessate, attraverso i suoi canali istituzionali, i dettagli sull’avvio e la chiusura del censimento e sulle modalità operative per la compilazione.

L’Agenzia per l’Italia Digitale ha lanciato una consultazione sulla circolare contenente le linee Guida in materia di  acquisizione e riuso di software per le pubbliche amministrazioni. Redatte con l’obiettivo di supportare le amministrazioni nell’adozione del software open source, le linee guida sono disponibili sulle piattaforma Docs Italia e sono commentabili su Forum Italia.

Fino al 5 maggio gli interessati potranno formulare suggerimenti in vista della stesura finale del documento.

Le linee guida, si legge in una nota , sono state redatte da un gruppo di lavoro costituito da componenti dell’AgID e del Team per la Trasformazione Digitale in attuazione di quanto previsto dagli articoli 68 "Analisi comparativa delle soluzioni" e 69 "Riuso delle soluzioni e standard aperti" del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) e in conformità con l'articolo 71 "Regole tecniche".

Obiettivo del documento, che sostituisce la precedente circolare 63/2013 “Linee guida per la valutazione comparativa prevista dall’art. 68 del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 Codice dell’Amministrazione digitale” e relativi allegati, è quello di facilitare le pubbliche amministrazioni nell’acquisizione e nel riuso dei software tramite il ricorso al paradigma open source.

Proprio in linea con quanto previsto dalla circolare e dal Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione , AgID mette a disposizione un repository  (archivio) del codice sorgente, nel quale confluiranno le componenti open source che potranno essere utilizzati da tutte le pubbliche amministrazioni e dalla community degli sviluppatori che lavorano per le PA.

Le linee guida trovano fondamento anche nel Piano Triennale, che prevede tra gli obiettivi strategici:

  • la condivisione di indicazioni e componenti software che permettano di ridurre i costi di implementazione di nuovi prodotti digitali, favorendo il riuso e l'interoperabilità
  • la diffusione del paradigma open source, agevolando la costituzione di una community di sviluppatori di applicazioni e componenti software di utilità per la PA

I documenti, rispondenti agli obiettivi strategici delle azioni in materia previste dal Piano Triennale per l'informatica nella PA, riguardano i criteri per la qualificazione dei Cloud Service Provider e dei servizi Software as a Service per il Cloud

Dopo la fase di consultazione pubblica degli scorsi mesi, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha pubblicato le circolari relative ai criteri per la qualificazione dei Cloud Service Provider (CSP) per la PA e quelli per la qualificazione dei servizi Software as a Service (SaaS) per il Cloud della PA. L’Agenzia ha illustrato i loro contenuti e obiettivi con una nota:

Il percorso avviato con le circolari, che porterà all'inserimento dei CSP tra i soggetti del Cloud della PA, consente alle amministrazioni di utilizzare soluzioni IaaS (Infrastructure as a Service) e PaaS (Platform as a Service) fornite dai CSP qualificati o servizi SaaS.

Le circolari rispondono agli obiettivi strategici della strategia “cloud” definita nel capitolo Data center e Cloud del Piano Triennale per l'informatica nella Pubblica amministrazione 2017-2019 e si rivolgono a fornitori e amministrazioni fissando criteri e procedure per la qualificazione dei CSP e dei servizi SaaS.

All'interno delle circolari, frutto di un percorso di consultazione pubblica, sono definiti standard comuni di erogazione dei servizi al fine di garantire: maggiore qualità, realizzazione di un ambiente cloud della PA e un conseguente risparmio di spesa.

Nel dettaglio le due circolari indicano le modalità attraverso cui i cloud e i software provider possono fare richiesta di qualificazione e, in caso di accoglimento, rispettivamente inserirsi nel Marketplace Cloud dei servizi IaaS e PaaS e includere i propri servizi Software all'interno del Marketplace Cloud (che verrà rilasciato prossimamente).

Nei documenti vengono, inoltre, definiti i requisiti organizzativi, di sicurezza, performance e scalabilità, interoperabilità e portabilità e conformità legislativa che i fornitori devono possedere per qualificarsi.

Le circolari entreranno in vigore dopo un mese dalla loro pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che avverrà nei prossimi giorni.

Il CST della Provincia di Lecco sta attivando sul portale www.lc-card.it i servizi di gestione delle istanze online, in collaborazione con Maggioli spa, per consentire ai cittadini l’apertura e le verifiche di avanzamento delle proprie richieste.

Il servizio di istanze online è stato previsto in modo da consentire la piena integrazione con i diversi applicativi comunali utilizzati dagli enti aderenti.

Il portale delle istanze online deve implementare la mappatura dei processi ai fini della digitalizzazione, per poi snellire il modello di gestione organizzativa orientandolo al recupero dell’efficienza, operazioni che porteranno alla creazione di una matrice del flusso pratiche.

A tal fine è indispensabile che il personale degli enti partecipi a tutti le giornate di formazione, che si terranno presso la sala Consiliare della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombarda 4:

PROGRAMMA

1^ giornata: mercoledì 16 maggio 9.00-13.00

Il Codice dell'amministrazione digitale

La digitalizzazione dei documenti e degli archivi, l'evoluzione dei sistemi informativi dell'Amministrazione

  • Le leggi della P.A. digitale: il CAD e l’Agenda Digitale
  • Lo stato di attuazione delle regole tecniche (DPCM 22 febbraio 2013, DPCM 3 dicembre 2013, DPCM 13 novembre 2014)
  • Il documento informatico e le firme elettroniche alla luce del Decreto correttivo 2017 e del Regolamento eIDAS
  • Le tipologie di firme elettroniche e la validità giuridico/probatoria dei documenti informatici
  • Il ciclo di vita del documento informatico (formazione, trasmissione, gestione e conservazione)
  • Il documento amministrativo informatico
  • Copie e duplicati
  • Conversione dei documenti da analogico a digitale e viceversa
  • La trasmissione dei documenti (Peo, Pec, interoperabilità) e le istanze on line
  • L’evoluzione del protocollo informatico e i repertori informatici
  • Il sistema di gestione dei documenti informatici e degli archivi
  • Il sistema di conservazione dei documenti informatici
  • Il procedimento amministrativo elettronico

2^ giornata: mercoledì 30 maggio 9.00-13.00

L’obbligo di censimento e mappatura dei processi ai fini della digitalizzazione

  • L’organizzazione snella come modello di gestione organizzativa orientato al recupero di efficienza
  • La matrice sprechi/procedimento e la MoSCoW: uno strumento per definire le priorità di digitalizzazione

3^ giornata: mercoledì 30 maggio 14.00-17.00

La compilazione della matrice

  • Ripresa dei concetti legati alla compilazione della matrice
  • Illustrazione di un esempio di matrice già compilata
  • Esercitazione a gruppi sulla compilazione in aula

4^ giornata: mercoledì 6 giugno 9.00-13.00

La restituzione dei risultati

  • Elaborazione a gruppi dei dati riportati
  • Aggregazione dei dati
  • Definizione e condivisione dei procedimenti da informatizzare prioritariamente

5^ giornata: mercoledì 6 giugno 14.00-17.00

Gli elementi necessari alla pubblicazione sul portale: schede informative e modulistica

  • Lavoro a gruppi sulla redazione delle schede informative da predisporre
  • Lavoro a gruppi sulla redazione della modulistica necessaria

6^ giornata: mercoledì 13 giugno 9.00-13.00

La mappatura e il ridisegno dei processi

  • Cosa significa mappare e ridisegnare un processo: la mappa del flusso del valore
  • Illustrazione di esempi di mappatura e ridisegno dei processi
  • Mappatura e ridisegno di un processo in gruppo
  • Avvio dell’attività a gruppi finalizzata alla mappatura ed eventuale ridisegno dei procedimenti selezionati

7^ giornata: : mercoledì 13 giugno 14.00-17.00

La mappatura dei processi ai fini dell’anticorruzione

  • La circolare ANAC riguardante la mappatura dei processi ai fini dell’anticorruzione: rapporto tra digitalizzazione e anticorruzione
  • La matrice di analisi e valutazione dei rischi corruttivi e l’individuazione delle soluzioni di contrasto
  • Esempio di mappa di valutazione dei rischi

8^ giornata : mercoledì 20 giugno 9.00-13.00

Il Portale J-City.gov

  • L’elenco delle istanze disponibili, la compilazione e l’inoltro
  • L’autenticazione SPID e SPID_GEL
  • Integrazione con i sistemi di Backoffice

È necessario confermare la partecipazione con i nominativi tramite e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (telefono 0341 295296)

Lunedì 7 maggio alle 16.00, presso la sala Consiliare della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombarda 4, è convocata l’Assemblea ordinaria degli enti aderenti al CST – Centro Servizi Territoriale della Provincia di Lecco , per la trattazione del seguente ordine del giorno:

  1. Verbale Assemblea CST 10.10.2017 – Approvazione
  2. Relazione Attività CST 2017 e 2018
  3. Bilancio Previsionale 2018 – Approvazione
  4. Data center CST – passaggio in cloud
  5. Supporto attività per Responsabile amministrazione digitale e per GDPR
  6. Convenzione 2018-2022 – adeguamento Linee guida ANAC
  7. Newsletter CST
  8. Varie ed eventuali

I Comuni e le Pubbliche Amministrazioni si stanno preparando a un nuovo cambiamento nel rapporto tra ente pubblico e cittadino tramite i propri portali web istituzionale.

Grazie alla pianificazione dei nuovi obiettivi di accessibilità, ogni cittadino residente che ne farà richiesta potrà ricevere un’autocertificazione telematica.

Un servizio on-line che permette di ottenere, comodamente da casa, autocertificazioni pre-compilate contenenti i dati anagrafici del richiedente e dei componenti del proprio nucleo familiare, che vengono inseriti automaticamente dal sistema.

Quale normativa regola queste novità?

La disposizione di cui all’articolo 9, comma 7 del Decreto Legge n. 179/2012 , prevede che le Pubbliche Amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 sono obbligate a pubblicare nel proprio sito web “gli obiettivi di accessibilità per l’anno corrente e lo stato di attuazione del piano per l’utilizzo del telelavoro”.

Tra i principali interventi che le amministrazioni si sono proposte di realizzare, si evidenziano:

  • Il miglioramento dell’accessibilità e dell’usabilità del sito
  • L’importanza della formazione del personale
  • Un’organizzazione più funzionale del flusso di lavoro redazionale
  • L’adeguamento alle “Linee guida di design dei siti web della PA”

L’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), al fine di supportare le Pubbliche Amministrazioni nell’attività di definizione e pubblicazione degli obiettivi annuali di accessibilità, ha predisposto una nuova applicazione on-line (in sostituzione del Modello B allegato alla precedente circolare n. 61/2013).

L’applicazione web “Obiettivi di Accessibilità” permette all’amministrazione il caricamento e la pubblicazione prevista dalla legge sugli obiettivi annuali di accessibilità, come indicato nel manuale utente.

Tra gli interventi da realizzare per l’anno 2018 è possibile scegliere:

  • Sito web – Revisione della strutturazione dei contenuti
  • Sito web – Interventi sui documenti (es. pdf di documenti-immagine inaccessibili)
  • Sito web – Miglioramento moduli e formulari presenti sul sito/i
  • Sito web – Adeguamento ai criteri di accessibilità (allegato A del D.M. 8 luglio 2005, aggiornato nel 2013
  • Sito web – Sviluppo, o rifacimento, del sito/i
  • Sito web – Adeguamento alle “Linee guida di design siti web della PA”
  • Organizzazione del lavoro – Nomina del Responsabile di accessibilità
  • Formazione – Aspetti tecnici
  • Formazione – Aspetti normativi

Come ricevere assistenza per questa procedura?

La testata on linewww.lentepubblica.it , in accordo con Datanet Srl, offre in forma gratuita ai propri lettori, la piattaforma online per le dichiarazioni sostitutive di certificazione di nascita, residenza e cittadinanza. Tipologie di certificazioni comunque in corso di ampliamento, ma che già da ora permettono di ottemperare agli obblighi di legge ed assicurare un servizio on line agli utenti di sicuro interesse.

I comuni che desiderano indicare tra gli obiettivi di accessibilità il “Sito web – Miglioramento moduli e formulari presenti sul sito/i”, possono testare l’autocertificazione online dal seguente link autocertificazione.datanetsrl.eu e richiedere l’attivazione gratuita della piattaforma per la generazione guidata delle autocertificazioni cliccando su http://www.datanetsrl.eu/contatti/

Sanzioni

Il Decreto Legge n. 179/2012 stabilisce specifiche responsabilità e sanzioni in capo ai dipendenti pubblici in caso di mancato rispetto delle disposizioni.

In particolare il comma 9, dell’articolo 9 stabilisce che, l’inosservanza delle disposizioni contenute nel medesimo articolo 9, ivi inclusa la mancata pubblicazione degli obiettivi di accessibilità, è rilevante ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili, ai sensi del decreto legislativo n. 150/2009.

E comporta responsabilità dirigenziale e disciplinare ai sensi degli articoli 21 e 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001 , n. 165, e successive modificazioni, ferme restando le eventuali responsabilità penali e civili previste dalle disposizioni vigenti.

Dal 20 marzo è diventato operativo il Programma “WiFi4EU”, il piano dell’Unione Europea per dotare 8mila comuni di tutta Europa di WiFi gratuito negli spazi pubbliciDa questa data Comuni e gestioni associate possono registrarsi sul sito www.WiFi4EU.eu: la registrazione è necessaria per partecipare al bando – che verrà pubblicato a maggio 2018 – di assegnazione dei voucher, ognuno dell’importo di 15.000 euro, che il Comune potrà utilizzare per installare hotspot gratuiti negli spazi pubblici. Per gli Enti interessati, le tappe sono le seguenti:

  • effettuare, a partire dal 20 marzo 2018, la registrazione online del proprio Ente sul portale Ue www.WiFi4EU.eu, nella propria lingua. Non occorre accludere una bozza di progetto per gli hotspot
  • a partire dal 15 maggio 2018, chi si e’ registrato potrà fare domanda per i voucher da 15.000 euro: questi verranno assegnati sulla base del principio “primo arrivato, primo servito”
  • nell’estate, la Commissione Europea annuncerà i primi 1000 vincitori dei fondi: saranno almeno 15 per ognuno dei 28 Paesi Ue
  • i Comuni vincitori dei voucher avranno tempo 18 mesi per installare il WiFi gratuito tramite società di telecomunicazioni e fornitori internet di loro scelta e nei luoghi pubblici da loro indicati

I beneficiari possono utilizzare il buono WiFi4EU anche per finanziare parzialmente un progetto di valore superiore: in questo caso le attrezzature e i costi di installazione che superano il valore del buono rientreranno nell’ambito del contratto tra il fornitore e il beneficiario.

A carico dell’Ente beneficiario rimangono i costi relativi all’abbonamento a internet e alla manutenzione delle apparecchiature necessarie per offrire gratuitamente WiFi di elevata qualità ai cittadini e ai visitatori. In entrambi i casi la garanzia della copertura dei costi dovrà essere di almeno 3 anni.

Quello di maggio sarà solo il primo di cinque bandi che saranno spalmati sui prossimi due anni. I bandi successivi saranno più ingenti, mentre il valore dei voucher resta fisso a 15mila euro. Ogni Comune potrà beneficiare di un solo voucher nell’arco del programma. Chi ha fatto domanda ma non ha ottenuto il voucher potrà ripresentarla ai bandi successivi.

Lo scorso 10 aprile, presso il CST della Provincia di Lecco, si è svolto il primo di una serie di seminari formativi rivolti agli Enti aderenti per il supporto nella procedura di subentro all'ANPR.

E possibile consultare il materiale didattico del seminario.

Il percorso, realizzato con la collaborazione di PADigitale, prevede una serie di incontri, presso la sede della Provincia di Lecco, per arrivare preparati al subentro attraverso step consecutivi secondo il seguente piano di lavoro:

  • seconda giovedì 10 maggio dalle 9.30 alle 12.00 - focus sulle attività di bonifica dei dati
  • terza giornata mercoledì 23 maggio dalle 9.30 alle 12.00 - avvio della fase di test

Entrambi gli incontri sono destinati alla formazione applicativa Urbi - ANPR. La programmazione ha lo scopo di guidare i tempi, con attenzione alle esigenze di ciascun Comune, per garantire il rispetto delle scadenze normative.

Dall'1 al 23 luglio è previsto il subentro operativo programmato di tutti gli Enti del Cst che utilizzano la piattaforma Urbi.

E' inoltre previsto anche un  webinar dedicato alle attività relative al subentro che si terrà venerdì 20 aprile, con iscrizioni on line tramite la piattaforma Urbi.

Tutte le informazioni per il subentro delle anagrafi comunali all'ANPR sono disponibili sul sito www.anpr.interno.it.