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News dal CST

Codice Amministrazione Digitale

Quattro mesi: tanto manca al 28 febbraio 2021, la data prevista dal Decreto Semplificazioni per molti degli switch-off in materia di amministrazione digitale. Uno dei più importanti riguarda i servizi online e l’obbligo di consentire l’identificazione attraverso Spid e Cie. 

La gran parte degli enti è ancora indietro. Per questo motivo, nel corso del secondo webinar della RTD Academy, abbiamo affrontato l’argomento, indicando gli adempimenti tecnici, amministrativi e organizzativi che ogni amministrazione deve porre in essere. Azioni da avviare subito per garantire i diritti digitali degli utenti ed evitare sanzioni e responsabilità. 

Dopotutto non si può sempre sperare in una proroga. 

 

logo regioneRegione Lombardia ha approvato le misure di sostegno agli investimenti e allo sviluppo infrastrutturale per fronteggiare l’impatto economico derivante dall’emergenza sanitaria da Covid-19.

La somma stanziata di 400.000.000 euro è a favore di Comuni, Province e Città Metropolitana di Milano.

Le risorse destinate ai Comuni possono essere utilizzare per opere pubbliche in materia di:

  • sviluppo territoriale sostenibile, ivi compresi interventi in materia di mobilità sostenibile, nonché interventi per l'adeguamento e la messa in sicurezza di strade, scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale, abbattimento delle barriere architettoniche e interventi per fronteggiare il dissesto idrogeologico e per la riqualificazione urbana
  • efficientamento energetico, ivi compresi interventi volti all'efficientamento dell'illuminazione pubblica, al risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica e di edilizia residenziale pubblica, nonché all'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili
  • rafforzamento delle infrastrutture indispensabili alla connessione internet, con particolare riferimento alla fibra ottica e alla realizzazione e ampliamento di aree “free wi-fi”

Le risorse destinate alle Province e alla Città Metropolitana di Milano possono essere utilizzate per interventi in materia di edilizia scolastica viabilità e strade.

Il termine per la presentazione delle domande è venerdì 27 novembre alle ore 12.00.

datacenter

Dalla stretta collaborazione tra la Crui e Agid nasce il primo ciclo di formazione online congiunto che si compone di sei webinar, della durata di un’ora e mezza ciascuno, incentrati su alcuni dei temi connessi alla digitalizzazione della PA di maggiore interesse per le amministrazioni. 

Il percorso è pensato per essere uno strumento di approfondimento per i Responsabili della transizione al digitale, di pubbliche amministrazioni centrali e locali, e per dirigenti e dipendenti impegnati in processi di innovazione e digitalizzazione all’interno della pubblica amministrazione. 

L’obiettivo di questo primo ciclo di formazione è quello di fornire una visione di insieme sui documenti strategici e normativi italiani ed europei e sul Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione. 

Sarà inoltre l'occasione per approfondire, con momenti dedicati, alcuni temi di particolare rilevanza e attualità come quello della gestione e della conservazione documentale, della sicurezza informatica e dei dati nella pubblica amministrazione.

 

 

L’Agenda: 

 Webinar 1 – 10 novembre 2020 | 11:00-12:30

Il Piano Triennale per l’informatica nella Pa 2020 - 2022: scadenze, adempimenti e novità per le Pa

 Webinar 2 – 17 novembre 2020 | 11:00-12:30

Il ruolo e la valorizzazione dei dati nella Pa

 Webinar 3 – 24 novembre 2020 | 11:00-12:30

La sicurezza informatica nella pubblica amministrazione

 Webinar 4 – 1 dicembre 2020 | 11:00-12:30

Formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici: cosa cambia con le nuove linee guida Agid

 Webinar 5 – 9 dicembre 2020 | 11:00-12:30

La trasformazione digitale nel contesto dell’Agenda digitale e delle norme europee

 Webinar 6 – 15 dicembre 2020 | 11:00-12:30

La community dei Responsabili per la transizione al digitale e l’importanza della rete

 La partecipazione è gratuita.

 Per maggiori informazioni e iscrizioni: https://www.crui.it/archivio-notizie/i%C2%B0-ciclo-di-formazione-agid-%E2%80%93-crui-per-rtd-202011021047.html

  pdf Locandina (198 KB)

 

agid

Un documento unico che riunisca tutte le regole relative ai documenti informatici, considerando la loro formazione, gestione e conservazione: non mancano gli spunti positivi, ma alcuni aggiornamenti apportati sul tema dalle Linee guida Agid fanno emergere perplessità.

Lo scopo delle nuove Linee guida Agid sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici, come evidenziato all’interno del documento stesso e come era lecito aspettarsi, è proprio quello di aggiornare le regole tecniche e di incorporarle in un unico documento insieme alle circolari in materia.

Tuttavia emergono non poche perplessità relativamente all’attuale e complesso quadro normativo che disciplina la conservazione digitale nel nostro Paese.

Indice degli argomenti:

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Cambia ancora l’ordine delle disposizioni sull’ultilizzo delle modalità di lavoro agile per le pubbliche amministrazioni (con raccomandazioni anche per i privati).

In particolare con il nuovo Dpcm, le pubbliche amministrazioni, salvo il personale sanitario e chi è impegnato nell’emergenza, dovranno assicurare:

“le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato” e “con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della Pubblica amministrazione”.

Sarà compito di ciascun dirigente garantire il massimo livello di smart working.

Il Dpcm contiene anche la “forte raccomandazione” dell’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro privati.

Ricapitolando in ordine alle attività professionali si raccomanda che:

  • esse siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza
  • siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva
  • poi siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio, fermo restando l’obbligo di utilizzare dispositivi di protezione delle vie respiratorie previsti da normativa, protocolli e linee guida vigenti
  • infine siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzandoa tal fine forme di ammortizzatori sociali

Per quanto riguarda le pubbliche amministrazioni arriva anche lo stop ai concorsi. Vige infatti la sospensione dello svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei concorsi per il personale sanitario.

Per tutte le novità del Dpcm 3 novembre e leggere il testo completo potete consultare questo articolo.

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Il Decreto Semplificazioni (Gazzetta ufficiale 228 del 14/09/2020) introduce misure di semplificazione per la gestione, lo sviluppo e il funzionamento della Piattaforma digitale nazionale dati-Pdnd.

Tramite la piattaforma vengono resi immediatamente interoperabili, disponibili e scambiabili per le pubbliche amministrazioni i dati pubblici per una erogazione dei servizi più veloce e semplice.

Due i cambiamenti importanti che riguardano la gestione dei dati.

Il primo: ai cittadini e alle imprese non dovranno essere chieste informazioni che la pubblica amministrazione già possiede.

Il secondo: nella Pdnd non confluiscono i dati attinenti a ordine e sicurezza pubblica, difesa e sicurezza nazionale, polizia giudiziaria e polizia economico-finanziaria.

I dirigenti pubblici competenti che non adempiono all'obbligo di rendere disponibili e accessibili le proprie basi dati o i dati aggregati e anonimizzati  saranno "colpevoli" di  mancato raggiungimento di uno specifico risultato e di un rilevante obiettivo.

Questo comporterà per ognuno la riduzione (non inferiore al 30 per cento) della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale, oltre al divieto di attribuire premi o incentivi nell'ambito delle strutture di riferimento.

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Relativamente al monitoraggio dell’attuazione dei Piani di prevenzione della corruzione e della trasparenza, l'Anac ha pubblicato un comunicato, del 3 novembre, con cui informa che sulla Piattaforma online per l'acquisizione dei Piani triennali sono stati aggiunti i moduli grazie ai quali è possibile inserire i dati relativi al monitoraggio dell’attuazione delle misure di prevenzione della corruzione e della trasparenza.

Le informazioni di dettaglio e le guide all’uso delle nuove funzionalità sono disponibili nella pagina di accesso al servizio: https://servizi.anticorruzione.it/ptpc/.

Con successiva comunicazione l'Anac avvertirà in merito alla disponibilità della Relazione annuale che viene automaticamente generata dal sistema a fronte della compilazione di tutti i moduli.

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L’obbligo di gare telematiche negli Appalti è in vigore da qualche anno: occorre, per tenersi sempre aggiornati, tracciare adesso una guida completa a tutto ciò che è necessario sapere sull’argomento.

Le nuove regole, ricordiamo sono state introdotte dall’art. 40 del Codice degli Appalti (D. Lgs. 50/2016), con l’obbligo di utilizzare le gare telematiche per le PA recepito direttamente dall’articolo 22 della Direttiva 2014/24/UE.

Maggiori informazioni sono disponibili a questo link.

Di seguito tutte le informazioni utili relative a questa nuova e importante modalità per gestire le gare.

Indice degli argomenti:

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Il Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco ha chiesto a tutti gli enti aderenti di compilare la scheda per la rilevazione dei fabbisogni per i servizi del Cst per il 2021, proseguendo nel percorso di adeguamento alle Linee Guida Anac 8.

La scheda dovrà essere sottoscritta con firma digitale e restituita tramite Pec entro il 10 novembre 2020 indicando un referente operativo che il Cst potrà contattare per eventuali integrazioni.

Allegati:

pdf Linee Guida Anac (153 KB)

spreadsheet Scheda fabbisogni 2021 (27 KB)

 

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Approvato dal Garante per la protezione dei dati personali - composto da Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia, Guido Scorza - il piano ispettivo per il secondo semestre 2020.

L'attività di accertamento dell’Autorità, svolta anche in collaborazione con il Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza, prosegue quella avviata nel primo semestre e riguarda i trattamenti di dati svolti nell’ambito di settori particolarmente delicati, quali la fatturazione elettronica, il whistleblowing, il food delivery, le violazioni della sicurezza dei dati (data breach).

Le verifiche riguarderanno anche le società che operano nel settore del cosiddetto “rating reputazionale”.

Le altre ispezioni programmate dal Garante saranno indirizzate a verificare il rispetto delle norme nel rilascio di certificati tramite l’Anagrafe nazionale della popolazione residente, e nell’attività di marketing, sia nel settore pubblico che privato.

I controlli si concentreranno anche sull’adozione delle misure di sicurezza da parte di pubbliche amministrazioni e di imprese che trattano particolari categorie di dati personali; sul rispetto delle norme sulla informativa e il consenso; sui tempi di conservazione dei dati. L'attività ispettiva verrà svolta anche a seguito di segnalazioni e reclami, con particolare attenzione alle violazioni più gravi.

Un primo bilancio dell’attività ispettiva e sanzionatoria dell’Autorità nel primo semestre del 2020 registra intanto un notevole incremento delle entrate complessive derivanti dalle sanzioni che passano da 1 milione 223mila euro del primo semestre del 2019 a 7 milioni 108 mila euro, con un aumento del 481%.

Sono state effettuate, inoltre, iscrizioni a ruolo per un importo complessivo di 5 milioni 42 mila euro (+124%) a fronte dei 2 milioni 248mila euro del primo semestre 2019, che hanno riguardato trasgressori che non si sono avvalsi della facoltà di definizione agevolata prevista dal decreto legislativo 101 del 2018.

Gli accertamenti svolti nel primo semestre 2020, anche con il contributo del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza, hanno riguardato numerosi settori, sia nell´ambito pubblico che privato: in particolare, la fatturazione elettronica, le grandi banche pubbliche, i software per la gestione del “whistleblowing”, le società di intermediazione immobiliare, il marketing, i tour operator.

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Tutto ciò che c’è da sapere su Spid, in un articolo continuamente aggiornato a cura degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. Come si fa a ottenere una identità digitale, stato dei servizi disponibili per utilizzarla e nodi da sciogliere.

SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, “ti permette di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione con un’unica coppia utente – password”, come scrive il sito ufficiale.

Un sistema di credenziali – a cui si aggiunge anche una password temporanea da generare al momento via app o da ricevere via sms, per alcuni servizi – per “loggarsi” nei siti (o app) delle diverse amministrazioni pubbliche; invece di essere costretti ad attivare un account per ciascuna (cosa che richiede al solito un passaggio di persona a uno sportello).

Presentato come “la password pigliatutto”, obiettivo di SPID è quello di favorire l’offerta di servizi online per cittadini e persone giuridiche da parte di imprese e Pubbliche Amministrazioni. Un progetto ambizioso su cui AgID lavora dal 2014 e ha debuttato nel 2016.

Indice degli argomenti

 

spid

ll Sistema Pubblico di Identità Digitale, che conta oltre 11,3 milioni di utenti, continua ad evolversi e ad essere protagonista della trasformazione digitale del Paese.

I cittadini hanno ora a disposizione una nuova modalità per attivare SPID, semplice, veloce e sicura. Potranno farlo comodamente da casa, con il solo utilizzo di un dispositivo connesso a internet e senza l’aiuto di un operatore.

SPID: attivazione senza operatore

Questi sono i pochi passaggi che l’utente dovrà seguire:

  • registrarsi sul sito di uno dei 9 identity provider abilitati al rilascio di SPID che ha attiva la nuova modalità
  • realizzare un video in cui mostra il proprio documento di identità  italiano (carta d’identità, carta d’identità elettronica, patente o passaporto) e la tessera sanitaria o, in alternativa, il tesserino del codice fiscale. Come misura a tutela del furto di identità, durante il video l’utente dovrà leggere un codice ricevuto via sms o tramite una delle app degli identity provider installata sul proprio cellulare
  • effettuare un bonifico da un conto corrente italiano a lui intestato o cointestato, indicando nella causale un codice specifico che avrà ricevuto dall’identity provider

L’utilizzo del bonifico è un ulteriore strumento di verifica dell’identità: alcuni gestori hanno già scelto di chiedere una somma simbolica da devolvere poi in beneficenza, altri potranno decidere di adottare scelte commerciali.

Una volta compiuti i tre passaggi, le informazioni saranno verificate nel giro di pochi giorni dall’operatore che rilascerà l’identità digitale.

Tra le misure a garanzia della sicurezza e della tutela della privacy, e concordate con il Garante per la protezione dei dati personali, sono previsti controlli a campione sulle richieste con doppia verifica da parte degli operatori e il monitoraggio costante delle richieste respinte per criticità legate a tentativi fraudolenti.

La nuova modalità, adottata da AgID con determina 426/2020, contribuisce a ridurre i tempi di attesa per il riconoscimento online in un periodo in cui gli identity provider stanno registrando un picco di richieste.

Le altre modalità

Tale opzione si aggiunge alle altre modalità già previste:

  • di persona presso gli uffici degli identity provider
  • via webcam con l’intervento di un operatore
  • con Carta d’identità elettronica (CIE) o passaporto elettronico
  • con CIE, Carta nazionale dei servizi o firma digitale e l’ausilio di un lettore di smart card da collegare al computer

archivio

L’accesso civico generalizzato introdotto dal Foia avrebbe dovuto favorire forme diffuse di controllo sull’operato delle pubbliche amministrazioni e sull’uso delle risorse pubbliche, nella prospettiva di promuovere condizioni di trasparenza del processo decisionale delle istituzioni. Ma così ancora non è, come ci spiega il report FOIA4Jiurnalists.

Stiamo ancora scontando il fatto che il Freedom of Information Act (Foia) quando è arrivato in Italia ha rappresentato una novità assoluta. Per la normativa italiana ma anche per la mentalità della nostra pubblica amministrazione. 

Questo si evince dal report FOIA4journalists, secondo cui, pur parlando di “bicchiere mezzo pieno” nell’analisi dei dati monitorati “a fronte dello sforzo e della buona volontà della macchina pubblica di aprirsi al cittadino”, la trasparenza viene descritta come “un’etichetta vuota”, vista come “una serie di procedimenti e di oneri burocratici a carico della pubblica amministrazione” che la considera ancora “un adempimento, anche piuttosto noioso, e non come un valore o un diritto”, in un contesto di “indifferenza generale” che finisce con il “declassare” il diritto di accesso alle informazioni pubbliche a “a mero procedimento amministrativo”.

COSA DICE IL REPORT FOIA4JOURNALISTS

Il Foia è in Italia dal decreto legislativo 97/2016, che ha modificato il cosiddetto “decreto trasparenza” (decreto legislativo 33/2013), introducendo, in aggiunta all’accesso civico semplice di cui all’articolo 5 decreto legislativo 33/2013 e all’accesso procedimentale di cui agli articoli 22 e legge 241/1990, l’accesso civico generalizzato per consentire a chiunque di conoscere tutti i dati e i documenti in possesso delle pubbliche amministrazioni, anche che non siano oggetto di pubblicazione obbligatoria.

Senza obbligo di motivazione e senza dimostrare uno specifico interesse, al fine di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche, nella prospettiva di promuovere condizioni effettive di trasparenza del processo decisionale delle istituzioni, stimolando la partecipazione di cittadini e organizzazioni, secondo le modalità di esercizio implementate dal Ministro per la pubblica amministrazione con la Circolare 2 del 2017 e la Circolare 1 del 2019.

Sottolineando la notevole rilevanza di tale diritto come strumento fondamentale per controllare l’operato delle amministrazioni, il report segnala, come criticità, la mancanza di un corretto bilanciamento tra la protezione dei dati personali e la tutela dell’interesse pubblico, evidenziando come, nella prassi, la pubblica amministrazione che riceve istanze Foia tenda, “spesso per ingenuità”, a inoltrarle ai controinteressati “senza ripulirle preventivamente dei dati personali del richiedente”, con il conseguente rischio di ripercussioni negative sull’attività di inchiesta realizzata dal giornalista/attivista, la cui conoscenza dell’identità espone l’istante a possibili minacce per il lavoro investigativo svolto tale da comprometterne la prosecuzione.

Inoltre, il report individua nel ritardo digitale degli enti pubblici una delle principali cause del problematico dialogo con i cittadini, specie durante il periodo di lockdown, in cui la mancanza di efficaci strumenti comunicativi da “remoto” ha provocato una contrazione delle condizioni di trasparenza del settore pubblico a causa di maggiori difficoltà nell’accesso alle informazioni pubbliche durante la gestione dell’emergenza Covid-19, anche in considerazione del fatto che “il decreto cosiddetto Cura Italia ha sospeso – tranne che per questioni indifferibili e urgenti – alcuni procedimenti amministrativi, fra i quali per l’appunto l’accesso alle informazioni”, con conseguente vulnus alla tutela degli utenti. In tal senso, “per tutta la durata della sospensione del Foia, iniziata alla fine di febbraio, prorogata il 15 aprile e terminata il 15 maggio […] le pubbliche amministrazioni non hanno garantito strategie di compensazione, lasciando di fatto cittadini e appartenenti al mondo dell’informazione privi di un diritto fondamentale”.

Soprattutto nel settore della sanità, il Report evidenzia rilevanti criticità aggravate da uno “scarso dialogo con le Regioni, alle quali sono state rivolte numerose istanze per fornire il rilascio dei dati dettagliati e disaggregati sui tamponi effettuati, senza mai ricevere alcuna risposta o una diversa soluzione alternativa alla sospensione del Foia, funzionale ad ottenere la disponibilità “dei dati sanitari richiesti in nome della trasparenza e di una corretta informazione nei confronti di una cittadinanza legittimamente impaurita”.

I DATI MONITORATI

Nel merito dei dati monitorati risulta che nel 2019 le istanze inviate sono state 64, di cui 37 nell’ambito del progetto FOIA4journalists (58%) e 27 nell’ambito del progetto ALAC – Allerta Anticorruzione (42%), di cui 5 istanze inoltrate ai Comuni (8%), 1 ad Aziende Sanitarie (2%), 3 ad Agenzie nazionali (5%), 12 ad Agenzie regionali (19%), 14 ad Autorità Portuali (22%), 4 a Fondi interprofessionali (6%), 10 a Ministeri (16%), 1 a Province (2%), 4 a Regioni (6%), 10 a Società pubbliche (16%).

L’oggetto delle istanze riguardava bandi di concorso (5 richieste pari all’8%), conflitti di interesse (1 richiesta pari al 2%), gare d’appalto (7 richieste pari all’11%), specifici atti amministrativi (51 richiesti pari al 79%).

Nella stragrande maggioranza dei casi, le pubbliche amministrazioni dimostrano di rispettare le tempistiche richieste dalla legge che fissa il termine di 30 giorni. In particolare, 23 istanze di accesso hanno ricevuto risposta entro 15 giorni dall’invio (36%), 25 istanze tra 15 e 30 giorni (39%), mentre a 7 istanze è stata data risposta oltre i 30 giorni (11%) e a 9 richieste non è pervenuta nessuna risposta (14%).

A fronte delle richieste FOIA pervenute, nel 65,6% dei casi l’istanza è stata accolta (42), solo 5 richieste sono state parzialmente accolte (7,8%), 1 sola istanza è stata inoltrata ad altra amministrazione (1,6%) mentre 4 richieste sono state negate (6,2%).

Nel rilascio dei documenti oggetto di ostensione, tenuto conto del loro contenuto, del loro formato e delle condizioni di interoperabilità, nel 59% dei casi la risposta della PA è stata ritenuta soddisfacente (38 istanze), mentre nel restante 22% dei casi insoddisfacente (14 istanze), con un residuo 19% di risposte non definibili (12 istanze).

IN CONCLUSIONE

Nonostante l’esistenza di una disciplina innovativa che consenta di promuovere maggiori condizioni di trasparenza dell’azione amministrativa, alla luce dei risultati monitorati, emergono nella prassi difficoltà operative che incidono sul corretto esercizio del diritto di accesso alle informazioni pubbliche.

E questo soprattutto a causa di procedure burocratiche talvolta lente o troppo macchinose, ulteriormente aggravate da un approccio culturale ancora troppo legato alla tradizionale concezione autoritativa e verticistica della pubblica amministrazione, con il risultato di vanificare la spinta “rivoluzionaria” realizzata dal legislatore verso un nuovo modello di rapporto tra cittadini e poteri pubblici, basato sul dialogo orizzontale nell’ambito di dinamiche paritarie e interattive in grado di realizzare una vera e propria “casa di vetro”.

Ossia una dimensione nella quale anche la società civile sia in grado di partecipare attivamente al processo decisionale delle istituzioni, sia ex ante in funzione propositiva (mediante la presentazione di idee, suggerimenti e proposte), sia ex post in funzione di controllo (mediante lo svolgimento di attività di monitoraggio civico sul corretto utilizzo di risorse pubbliche e sull’efficiente esercizio delle funzioni amministrative), in linea con i principi di buon andamento e di imparzialità di cui all’articolo 97 Cost.

Senza un generale cambio di paradigma funzionale a rigenerare gli assetti organizzativi, culturali e operativi del settore pubblico, qualsivoglia intervento legislativo, per quanto utile e auspicabile sul piano normativo, si traduce in una mera regolamentazione “astratta” priva di effetti applicativi concreti, senza generare l’implementazione di concrete azioni di semplificazione amministrativa e di trasformazione digitale, oggi più che mai indispensabili da realizzare come priorità di intervento dell’agenda politica.

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Il Coronavirus, anche per le PA, ha messo a regime il lavoro agile: una modalità di lavoro teoricamente non vincolata da orari o da luogo di lavoro, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro.

Risultano già diramate negli scorsi mesi alcune importanti disposizioni sullo Smart Working nella PA. Secondo il Decreto Rilancio, infatti, la modalità di lavoro agile si applicherà a ogni rapporto di lavoro subordinato fino alla cessazione dello stato di emergenza. Quindi, allo stato attuale, non oltre il 31 Gennaio 2021.

Il diritto allo smart working previsto dal Decreto “Rilancio” coinvolge dunque tutti coloro che sono titolari di un rapporto di lavoro dipendente, con esclusione di collaboratori coordinati e continuativi (cococo) e stagisti / tirocinanti.

Inoltre si sta già lavorando anche al cosiddetto POLA (Piano Organizzativo del Lavoro Agile). Le varie Amministrazioni, nella predisposizione dei piani, potranno contare così su risorse destinate a riorganizzare il lavoro in modalità agile.

Ricordiamo infine che è stato anche appena pubblicato e firmato dal Ministro Dadone il nuovo Decreto sullo Smart Working nella PA, alla luce del DPCM del 13 Ottobre e del DPCM del 18 Ottobre.

L’analisi del nuovo Smart Working nella PA.

Per parlare dell’argomento in maniera approfondita un incontro online a tema è stato dedicato al nuovo Smart Working all’interno delle PA. Tra gli ospiti Simone Chiarelli, Carmelo Giurdanella, Alfonso Pisani, Luigi Oliveri, Nicola Dimitri Porcari, Carlo Piscitelli, Mauro Alovisio. Il tutto con la mediazione di Santo Fabiano.

firme digitali news

La firma digitale è il risultato di una procedura informatica basata su tecniche crittografiche che consente di associare in modo indissolubile un numero binario (la firma) a un documento informatico, ovvero ad un altro insieme di bit che rappresenta fatti, atti o dati giuridicamente rilevanti.

E’ indispensabile per conferire validità legale ai documenti informatici in una serie di contesti come la sottoscrizione di contratti, di dichiarazioni o di atti amministrativi nel pubblico e nel privato. In questo articolo vengono proposte alcune risposte su frequenti quesiti relativi alle firme digitali e alle loro applicazioni nella pubblica amministrazione e nel privato.

Indice degli argomenti:

Cos’è la firma digitale e a cosa serve

Come funziona la firma digitale

Firma digitale e fatturazione elettronica: cosa c’è da sapere e quale scegliere

Come ottenere la firma digitale

I costi della firma digitale (anche gratis)

Firma digitale, cosa prevede la legislazione italiana

Oltre le fatture: applicazioni pratiche della firma digitale

I numeri della firma digitale

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Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato il disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e il bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023.

Questo il primo commento del Ministro dell’Economia e delle FinanzeRoberto Gualtieri: “Si tratta di una manovra molto importante e ambiziosa, varata in un momento che vede il nostro Paese ancora sospeso tra le difficoltà causate dalla pandemia e le prospettive concrete di una ripresa economica e sociale forte, per la quale siamo tutti impegnati. La manovra per il 2021 ammonta a oltre 39 miliardi di euro: circa 24 stanziati direttamente in bilancio a cui si aggiungono oltre 15 miliardi dal programma Next Generation EU. L’obiettivo principale è dare un deciso impulso alla ripresa dell’economia, sostenendo gli investimenti, l’istruzione, il welfare e proseguendo la riduzione delle tasse sul lavoro e sull’impresa. Con una significativa espansione di bilancio orientiamo l’Italia verso la crescita e l’occupazione nel segno dell’innovazione, della sostenibilità e della coesione sociale e territoriale, e lo facciamo cercando di non lasciare indietro nessuno, a partire da chi è più colpito dalla crisi determinata dal Covid.”

 

Indice degli argomenti:

hacker

La pandemia ha notevolmente aumentato gli attacchi informatici in tutto il mondo. Lo dice Europol, l'agenzia europea anticrimine informatico, che ha recentemente diffuso la settima edizione dell'Internet Organised Crime Threat Assessment-Iocta.

I criminali informatici hanno approfittato di questo periodo di emergenza da Covid-19 per aumentare gli attacchi criminali e truffaldini. Cybercrime attuato attraverso ransomware, phishing, fake news e, non ultimo, deep web per truffare e rubare denaro.

Nel report il ransomware risulta essere la principale minaccia, seguito dagli attacchi phishing, dal materiale di sfruttamento sessuale dei minori e dal deep web che, durante questi mesi è diventato terreno fertile per i criminali informatici.

L'attenzione di Europol è massima. Per contrastare e combattere le organizzazioni criminali alla fine di settembre ha dato il via all'operazione DisrupTor che ha già segnato forti successi.

Report integrale

piccoli comuni

Conversione nella legge 120/2020 del Decreto Semplificazioni: la nota di lettura Anci-Ifel sulle misure di interesse per i Comuni.

 

L’approfondimento è relativo alle misure che riguardano i Comuni contenute nella nuova Legge 120/2020, conversione in legge del Decreto Semplificazioni.

In primo luogo lo scopo della legge è costruire un rapporto con la PA più semplice, con più sicurezza e affidabilità delle infrastrutture pubbliche.

Inoltre si tenta così di valorizzare il patrimonio informativo pubblico.

Indice dei contenuti:

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È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze sul rifiuto delle fatture elettroniche da parte delle PA.

Il Decreto attua una norma che prevede che l’eventuale rifiuto da parte di Amministrazioni Pubbliche di fatture ricevute tramite il Sistema di Interscambio (SDI) debba essere puntualmente motivato.

In particolare, si prevedono cinque specifiche cause di rifiuto:

  • fattura riferita ad una operazione che non risulta posta in essere in favore della PA destinataria della trasmissione del documento
  • omessa o errata indicazione del Codice identificativo di Gara (CIG) o del Codice unico di Progetto (CUP), da riportare in fattura
  • e omessa o errata indicazione del codice di repertorio per i dispositivi medici e per i farmaci
  • omessa o errata indicazione del codice di Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) e del corrispondente quantitativo da riportare in fattura per i farmaci
  • infine omessa o errata indicazione del numero e data della Determinazione Dirigenziale d’impegno di spesa per le fatture emesse nei confronti delle Regioni e degli enti locali

Emergono diversi benefici attesi a seguito del provvedimento. L’introduzione di specifiche cause di rifiuto delle fatture elettroniche consentirà di risolvere le criticità segnalate, tramite le loro associazioni di categoria, da molti fornitori della PA.

Allo stesso tempo, contribuirà ad accrescere l’efficienza del processo di spesa, assicurando:

  • la certezza e l’obiettività dell’esito dei controlli delle fatture emesse dai fornitori delle Amministrazioni Pubbliche
  • e quindi la velocità della procedura e la puntualità dei pagamenti degli operatori economici che forniscono beni e servizi

Infine, saranno ridotte le differenze tecniche esistenti tra il processo di fatturazione elettronica tra privati e PA (nell’ambito del settore “business to Government”) e tra privati (nell’ambito del “business to business” e del “business to consumer”).

A questo link il testo completo del Decreto che entrerà in vigore a partire dal prossimo 6 novembre.

digitalizzazione

Con la pubblicazione del 10 settembre da parte della Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) delle nuove Linee Guida sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici, adottate ai sensi dell’articolo 71 del Codice dell’amministrazione digitale (Cad) si apre la strada a una nuova applicazione che disciplina in modo coordinato la conservazione del documento informatico in tutte le sue fasi: formazione, gestione e conservazione.

Sul sito di e-lex, Alessandro Greco approfondisce questo argomento trattando i seguenti temi:

  • la natura vincolante delle Linee Guida
  • i soggetti interessati
  • la formazione del documento informatico
  • la gestione documentale
  • la conservazione dei documenti informatici

Leggi l'articolo completo sul sito di e-lex.