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Messaggio di avviso

News dal CST

Giovedì 12 luglio dalle 9.30 alle 14.30, presso la sala Consiliare della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombarda 4, si terrà il seminario gratuito in videoconferenza La determinazione dei canoni di locazione nei servizi abitativi pubblici in Lombardia (legge regionale 27 del 4 dicembre 2009 e successive modifiche e integrazioni).

Relatore Carmine Strianese, consulente in problematiche abitative.

Il Centro Servizi Territoriale della Provincia di Lecco sta continuando nell’attività di migrazione dei database URBI degli enti verso il cloud del CST.

A oggi sono già state effettuate con successo le migrazioni dei seguenti enti: Comuni di Taceno, Casargo, Primaluna, Pasturo, Calco, Introbio, Perledo, Sueglio, Esino Lario, Carenno, Monte Marenzo, Paderno d’Adda.

Nei prossimi giorni toccherà ai Comuni di Lecco (25-06), Vercurago (26-06), Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino (26-06), Lierna (27-06), Retesalute (28-06).

Per l’intera giornata di migrazione, gli applicativi URBI non potranno essere utilizzati, in quanto verranno effettuate le necessarie operazioni informatiche di trasferimento dati e di configurazione.

A fine 2017 la Provincia di Lecco ha aderito all'iniziativa regionale per la digitalizzazione degli enti locali e ha ottenuto un finanziamento di 3.000 euro per la pubblicazione, con strumenti automatici o semiautomatici, di 10 dataset sul portale regionale degli open data.

L'attività è stata avviata con la pubblicazione con successo del dataset relativo alle autoscuole e sarà ultimata entro il 30 settembre.

Questa attività si inserisce nell'ambito delle politiche di diffusione delle informazioni pubbliche, promosse dall'Unione Europea, dallo Stato italiano e da Regione Lombardia in un'ottica di trasparenza e collaborazione tra Pubbliche Amministrazioni, cittadini e imprese, ispirata al principio per cui i dati pubblici appartengono alla collettività e consente il riutilizzo dei documenti e l'accesso ai servizi, prodotti e banche dati a condizione eque, adeguate e non discriminatorie e nel rispetto della normativa in materia di privacy, diritto d'autore, accesso agli atti, segreto industriale statistico, commerciale, pubblica sicurezza.

La Provincia di Lecco, in qualità di capofila del Centro Servizi Territoriale della Provincia di Lecco, nell'ambito delle attività a supporto del percorso di innovazione tecnologica degli enti aderenti, coordina inoltre l'attività di adeguamento dei sistemi dei Comuni di Barzio, Carenno, Vercurago che hanno ottenuto il contributo regionale finalizzato alla pubblicazione di open data sul portale regionale.

L’Istituto centrale per gli archivi (ICAR) ha pubblicato in consultazione la bozza di un pacchetto integrato di formati di scambio in linguaggio xml, creato per permettere un elevato livello di interoperabilità fra i principali applicativi e sistemi di descrizione archivistica sviluppati in Italia e consentire di conseguenza l’esportazione e l’importazione dei dati da e verso di essi.

Fino al 30 giugno chiunque interessato potrà formulare commenti, osservazioni e suggerimenti scrivendo all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. . In vista di questa scadenza, mercoledì 27 giugno presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma si terrà un incontro dedicato alla presentazione della bozza. Lo scopo è favorire un confronto tra tutti gli interessati sulle possibili strategie e i benefici dell'adozione del tracciato.

Tutti i dettagli sul progetto sono disponibili sul sito di ICAR , assieme alla bozza del documento.

L'obiettivo è di promuovere le prestazioni innovative dell'Amministrazione digitale. Per questo l'Agenzia per l'Italia Digitale, sta progettando le linee guida per la promozione dei servizi digitali per accompagnare le Pubbliche Amministrazioni nella definizione di strategie di comunicazione e marketing.

Le Linee Guida sono parte del programma #comunicaitalia che contiene alcuni strumenti di supporto per le Pubbliche Amministrazioni (linee guida e kit di strumenti grafici) per la definizione di strategie di comunicazione, marketing e racconto (storytelling),

Tra le aree tematiche che compongono le Linee Guida: comunicazione, marketing e storytelling.
La prima area tematica (in consultazione fino al 23 giugno), definisce il perimetro all'interno del quale si svilupperanno le diverse parti del progetto; le altre due sezioni verranno pubblicate al termine della consultazione in modo da poter approfondire in maniera dettagliata tutti gli aspetti considerati o anche solo accennati nella prima fase.

Lo sviluppo del progetto prevede che al termine della consultazione venga pubblicata una prima versione del sito di progetto con gli aggiornamenti delle Linee Guida e alcuni kit promozionali a supporto delle strategie di comunicazione - on o off line - delle singole Amministrazioni e di quelle che aggregano i territori.

I contenuti del sito che saranno pubblicati hanno l'obiettivo di sensibilizzare i professionisti della comunicazione alla piena comprensione del proprio ruolo rispetto al percorso di trasformazione digitale dei servizi pubblici. Oltre alle indicazioni strategiche, l'idea è di fornire una cassetta degli attrezzi che contenga strumenti che verranno via via aggiornati per rispondere alle specificità e ai bisogni di promozione dei servizi espressi dalle Amministrazioni.

www.agid.gov.it

Premessa

La Direzione Generale Territorio e Protezione Civile di Regione Lombardia gestisce con PoliS Lombardia la Scuola Superiore di Protezione Civile (SSPC) che ha l’obiettivo di accrescere la cultura sulla protezione civile e di sollecitare nella comunità locale una rinnovata coscienza di difesa del territorio.

Anche nel 2018 procede la linea di collaborazione fra PoliS-Lombardia e ANCI Lombardia, allo scopo di attuare in maniera congiunta iniziative formative rivolte alla pubblica amministrazione della Lombardia sul tema della protezione civile. Con questa offerta si intende supportare gli Enti locali lombardi tramite l’aggiornamento, la formazione e la diffusione della cultura della prevenzione dei rischi e della gestione delle emergenze, oltre che tramite la diffusione di buone pratiche in materia di prevenzione e protezione civile.

La Scuola Superiore di Protezione Civile e ANCI Lombardia propongono questa iniziativa, in modalità webinar, seminario interattivo fruibile in diretta via internet. I partecipanti potranno seguire on-line, senza abbandonare dunque la propria postazione di lavoro.

Obiettivi e contenuti
Il Sindaco è Autorità territoriale di protezione civile e svolge un ruolo cruciale nel composito sistema della Protezione civile italiano. Da questo ruolo discendono diversi doveri e responsabilità, anche di carattere penale.
I tecnici (dirigenti e funzionari degli Uffici di Protezione civile comunali e provinciali) supportano con le loro attività la responsabilità del Sindaco.
Il webinar si pone l’obiettivo di trattare le principali disposizioni di interesse degli Enti locali contenute nel Nuovo Codice della protezione civile (decreto legislativo 2 gennaio 2018, n.1).

Struttura del webinar
Il webinar avrà luogo il 5 luglio 2018 e avrà la durata di un’ora, dalle ore 18:00 alle ore 19:00.

Metodologia
Il webinar vedrà l’intervento frontale del docente a favore dei partecipanti collegati. I partecipanti potranno a loro volta contribuire al momento formativo ponendo domande in diretta: sarà dunque possibile uno scambio con il docente.

Destinatari
I destinatari del webinar sono Sindaci e tecnici (Dirigenti e funzionari) degli Uffici di Protezione civile degli Enti locali lombardi. Ad ogni edizione sarà ammesso un numero massimo di 100 partecipanti.

La partecipazione al webinar è gratuita

Modalità d’iscrizione
Coloro che intendono partecipare all’iniziativa potranno dare la propria adesione iscrivendosi on-line entro il 22 giugno 2018.

Valutazione di gradimento
Al termine del webinar verrà proposto un questionario di Customer Satisfaction che permetterà ai partecipanti di esprimere il loro grado di soddisfazione insieme a eventuali criticità e proposte di miglioramento.

Organizzazione
Una volta completata l’iscrizione on-line i partecipanti riceveranno indicazioni dettagliate sul funzionamento del webinar.

Iscrizione on line

ANAI Emilia-Romagna organizza il corso di formazione Mi stacchi un protocollo? La gestione gestione documentale dei comuni dalle pratiche alle best-pratices, in programma a Bologna, presso il Centro Italiano di Documentazione sulla Cooperazione e l'Economia sociale (via Mentana 2), nelle giornate del 25 e 26 ottobre, 8, 9 e 15 novembre prossimi. Di seguito la presentazione dell’iniziativa a cura degli organizzatori:

Le disposizioni in materia di digitalizzazione e trasparenza dell’azione amministrativa nei confronti dei cittadini, delle imprese e delle altre pubbliche amministrazioni, pongono l’ente pubblico di fronte alla necessità di strutturare i propri procedimenti e i dati in modo sempre più uniforme e certo. La standardizzazione dell’informazione è prerequisito fondamentale per la creazione di ambienti complessi di Information Management.

Il sistema di gestione documentale è il primo punto di raccolta e tenuta dell’informazione. Il consolidamento delle competenze archivistiche degli addetti alla gestione documentale garantisce sicurezza, integrità, correttezza e puntualità dei dati, un giusto collegamento tra i documenti, il reperimento veloce dei dati readyto-use. I dati risulteranno maggiormente adatti alla fruizione e al riuso, nell’ottica di una amministrazione accessibile e aperta.

Il corso si rivolge agli addetti alla gestione documentale dei comuni impegnati quotidianamente nell’amministrazione del flusso dei documenti, nella protocollazione e nell’organizzazione degli archivi correnti e di deposito, cartacei e digitali. In particolare, al personale inquadrato come direttivo o istruttore amministrativo in possesso di nozioni di diritto e procedimento amministrativo, ma che non sempre ha o ha avuto una formazione specifica sul documento amministrativo e archivistico e sui temi di archivistica e di records management.

Le iscrizioni al corso saranno aperte fino al 18 ottobre 2018. Tutti i dettagli sul programma e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito di ANAI.

Come reso noto di recente, con la sentenza n. 10266 depositata lo scorso 27 aprile la Corte di Cassazione si è pronunciata sulle tipologie di firme digitali che è possibile apporre ai documenti informatici delle pubbliche amministrazioni.

Di recente la sentenza è stata oggetto di commento e approfondimento da parte di Ernesto Belisario, che ha dedicato all’argomento un podcast del progetto editoriale “La PA Digitale”.

“Le pubbliche amministrazioni - si legge nella nota che introduce il podcast - hanno l’obbligo di formare gli originali dei propri documenti con i mezzi informatici. Tra le tipologie di firme elettroniche con cui sottoscrivere i provvedimenti, la firma digitale ha un’importanza cruciale. Ma quale tipo di firma usare “Cades” (o .p7m) o “Pades” (o .pdf)? L’Avv. Ernesto Belisario ne parla commentando una recente sentenza della Corte di Cassazione”.

Al termine di un lungo percorso cominciato nel 2011, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha approvato il Protocollo che aggiorna la Convenzione 108, risalente al 1981, riguardante la protezione degli individui rispetto al trattamento automatizzato dei dati personali. Da una nota del Garante privacy italiano si apprende che il Protocollo sarà aperto alla firma il 25 giugno, in occasione della sessione dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa. La modernizzazione della Convenzione 108 - prosegue la nota - che è tuttora l'unico strumento sulla protezione dei dati vincolante a livello internazionale, risponde alle molte sfide intervenute negli anni per l'avvento delle nuove tecnologie, assicurando la tenuta dei principi della Convenzione e rafforzandone i meccanismi per la sua effettiva implementazione.

Il Protocollo garantisce standard elevati in una cornice normativa flessibile che facilita la loro adozione da parte di un ampio numero di Paesi, inclusi quelli che non fanno parte del Consiglio d'Europa. Costituisce, inoltre, un ponte tra i diversi approcci regionali, incluso il Regolamento (UE) 2016/679 (pienamente applicabile dal prossimo 25 maggio) che colloca l'adesione da parte di Paesi terzi alla Convenzione 108 tra i criteri da considerare nella valutazione di adeguatezza di tali Paesi nel contesto dei trasferimenti dei dati.

Il Protocollo contiene diverse novità rispetto all'originario. In particolare il rafforzamento degli obblighi di trasparenza a carico dei titolari del trattamento; l'ampliamento dei diritti degli interessati, che ora racchiudono anche il diritto a non essere soggetto a decisioni puramente automatizzate e a conoscere la logica del trattamento; maggiori garanzie per la sicurezza dei dati, incluso l'obbligo di notificare i data breach, e di assicurare un approccio di privacy by design. Il Protocollo rafforza inoltre i compiti delle Autorità di protezione dati e del Comitato della Convenzione, chiamato a svolgere un ruolo nella valutazione dell'effettivo rispetto dei principi della Convenzione che deve essere assicurato dai Paesi che ne faranno parte.

Lo scorso 22 maggio il Garante privacy ha espresso il proprio parere sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni riguardo l’adeguamento della normativa italiana al nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali.

Lo schema di decreto era stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nella seduta dello scorso 21 marzo.

Nel complesso, il giudizio sull’impianto è favorevole, ma il Garante ha comunque formulato diverse osservazioni su svariati argomenti.

Leggi il parere del Garante

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Dati personali: approvato il decreto di adeguamento della normativa nazionale al Regolamento UE

L'Agenzia per l'Italia Digitale, in collaborazione con il team per la trasformazione digitale, ha pubblicato la strategia sull’adozione del Cloud Computing nella Pubblica Amministrazione. La strategia è consultabile sul sito cloud.italia.it, assieme alla documentazione tecnica di riferimento, tra cui le due circolari in materia di qualificazione dei Cloud Service Provider Servizi cloud SaaS.

Il documento traduce le indicazioni strategiche in materia formulate con il Piano Triennale per l’Informatica nella PA in azioni operative, descrivendo il modello  e il programma di abilitazione al cloud. Il tutto va a integrarsi con il programma di razionalizzazione dei datacenter pubblici, la cui realizzazione è prevista al termine del censimento in materia, conclusosi il 20 giugno.

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Cloud pubblico: in Gazzetta Ufficiale le due circolari a cura di AgID

Notizie positive per la crescita della copertura in fibra ottica nel nostro Paese. Nella misura dell'indice digitale europeo Desi 2018, la crescita della copertura dell'Italia è in recupero: dal 23° posto del 2016 al 13° del 2017; a spingere i progressi a livello nazionale sono stati l'integrazione delle tecnologie digitali e i servizi pubblici digitali.

Con un punteggio complessivo in termini di connettività pari a 52,8, l'Italia si piazza al 26° posto fra gli Stati dell'Unione europea, arretrando di un posto rispetto al 2017. Benché la percentuale di copertura fissa sia rimasta invariata attestandosi al 99%, valore leggermente superiore alla media europea (97%), l'Italia ha visto un ulteriore significativo incremento della copertura della banda larga veloce (Nga), che è passata dal 72 all'87%, superando la media Ue (80%).

Per quanto riguarda invece la banda larga ultraveloce (100 Mbps e oltre) l'Italia appare ancora in ritardo: con una percentuale pari a solo il 22% in confronto alla media europea del 58% si posiziona al 27º posto, quasi in fondo alla classifica. A proposito di percentuali di utilizzo, gli 86 abbonamenti ogni 100 persone posizionano la banda larga mobile leggermente al di sotto della media Ue (90). La banda larga fissa in Italia, al contrario, pur registrando un lieve incremento è ancora in ritardo e si piazza al 28º posto fra i paesi Ue. Inoltre, mentre le reti Nga rappresentano una relativa novità in gran parte del Paese e la percentuale degli abbonamenti alla banda larga veloce ha evidenziato lo scorso anno un netto incremento (dal 7% del 2016 al 12% del 2017), quella di utilizzo di Internet veloce rimane ridotta in termini assoluti e relativi e l'Italia si riconferma al 26°posto nell'Unione europea.

https://ec.europa.eu/

La televisione è il canale privilegiato per ottenere notizie sul settore pubblico, al secondo posto, in crescita per affidabilità, social e siti web. Lo dice una ricerca sul rapporto tra cittadini, Pubblica Amministrazione e nuovi strumenti di comunicazione (web, social network, chat) dell'Istituto Piepoli. L'indagine è stata realizzata il 14 maggio scorso, su un campione rappresentativo della popolazione di oltre 18 anni.

Secondo i dati della ricerca, il 47% degli italiani si aspetta di trovare le comunicazioni della P.A. su Internet, contro il 64% per la tv e il 39% per i media stampa; la percentuale sale al 59% nella fascia di età 18-34 anni ed è del 58% tra i 35 e i 54 anni. Sopra i 54 anni sceglie Internet il 27% della popolazione.

Aumenta, invece, secondo la ricerca, l'attendibilità della rete nonostante il diffondersi di notizie false (fake news). Più di quattro italiani su dieci si fidano delle informazioni diffuse via web da parte delle Pubbliche Amministrazioni: nella fascia 18-54 anni il dato supera il 50% raggiungendo, in questo caso, la televisione. Sei italiani su dieci considerano i social un'importante occasione di lavoro. Il 90% vorrebbe dalle Istituzioni pubbliche maggiore partecipazione e informazioni in tempo reale.

https://www.istitutopiepoli.it/

www.foia.gov.it è un nuovo sito che mette a disposizione strumenti e indicazioni operative sulla normativa per il diritto di accesso civico generalizzato, il Freedom of Information Act.

Il sito, realizzato dal Dipartimento della Funzione Pubblica, gestito e aggiornato dal Centro di Competenza Nazionale FOIA, vuole fornire alle Amministrazioni una base di conoscenza condivisa sui diversi aspetti connessi all'attuazione dell'istituto dell'accesso generalizzato di carattere giuridico, procedimentale, organizzativo e tecnologico.

Infatti, nel sito, le Amministrazioni hanno accesso a un articolato set di contenuti costantemente aggiornati e arricchiti. Nelle varie sezioni si trovano, infatti, i riferimenti normativi che, a più livelli, disciplinano l'accesso e ne regolano l'attuazione ("Normativa"); le indicazioni operative, le FAQ e gli strumenti a supporto della gestione delle diverse fasi del procedimento FOIA, elaborate dal Centro di Competenza Nazionale ("Strumenti"); un osservatorio sull'attuazione della norma che include i dati sul monitoraggio svolto dal Centro e una raccolta dei pareri del Garante per la privacy e della giurisprudenza in materia ("Osservatorio").
www.funzionepubblica.gov.it

Le difficoltà organizzative e la mancanza di personale competente sono i principali fattori di ostacolo allo sviluppo della PA Digitale, e un “buon gioco di squadra inter-istituzionale” è l’elemento chiave che la politica deve cercare di mettere in campo per rimuoverli. È quanto auspica Mariella Guercio, autrice di un approfondimento a riguardo pubblicato su Agenda Digitale a ridosso della creazione del nuovo Governo italiano.

In un recente intervento - scrive la Guercio in apertura - ho specificato che erano tre i punti chiave per sbloccare lo scenario della gestione documentale digitale nella PA. Ora vediamo di approfondire.

  • la necessità di limitare al massimo ulteriori interventi normativi e condividere con un approccio istituzionale realmente aperto agli stakeholder i passaggi opportuni per completare il quadro regolamentare, a partire dalle linee guida previste dal dlgs 217/2017 che ha modificato il Codice dell’amministrazione digitale;
  • l’esigenza di definire con maggior chiarezza i modelli organizzativi di riferimento soprattutto negli interventi che riguardano l’archiviazione o conservazione a norma su cui il piano triennale è intervenuto senza sufficiente chiarezza;
  • la rilevanza di iniziative per migliorare la qualità delle piattaforme sia in termini di requisiti da definire, sia nello sviluppo intelligente di soluzioni di riuso che tengano conto del mercato.

Sul primo aspetto si registra un accordo generale che i convegni di ForumPA 2018 confermano, mentre gli altri due ambiti richiedono qualche ulteriore considerazione.

Il nodo degli operatori accreditati per la conservazione

La conservazione digitale è stata in questi anni al centro di molte iniziative regolamentari e ha determinato la nascita di decine di operatori di mercato accreditati a fronte di un numero molto esiguo di proposte provenienti dal settore pubblico. La qualità e la sostenibilità di questo quadro richiedono un’analisi approfondita, tenuto conto da un lato dei costi che implica l’eventuale trasferimento dell’intera produzione documentaria digitale della PA in depositi dedicati a pagamento, dall’altro dei rischi di frammentazione per gli archivi destinati alla conservazione permanente che deriverebbero dalla decisione di versare nei sistemi di conservazione esterni solo alcuni documenti perché ritenuti di particolare rilevanza o a rischio.

Il piano triennale ha ipotizzato l’individuazione di poli strategici di conservazione ma non ha chiarito – né poteva farlo – la loro funzione rispetto a quella già svolta dagli operatori accreditati. È evidente che il modello di riferimento finora realizzato ha bisogno di ulteriore elaborazione che tenga conto della reale e concreta dimensione del problema, in termini sia quantitativi sia qualitativi...

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L'Agenzia per l’Italia Digitale ha prorogato fino al 20 giugno il termine ultimo per partecipare alla seconda fase del censimento sulle dotazioni ICT delle Pubbliche Amministrazioni, previsto dal Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica amministrazione 2017-2019.

Il censimento viene promosso per raccogliere informazioni utili ad avviare un processo di razionalizzazione dei data center che favorisca maggiori livelli di sicurezza infrastrutturale e risparmi di spesa. Una prima fase del censimento, avviata nello scorso dicembre, era stata rivolta alle regioni, alle società in house del settore e alle città metropolitane. Con l’avvio della seconda fase esso è stato esteso al resto delle amministrazioni operanti nel Paese.

Comunicando la proroga, AgID ha precisato che la mancata partecipazione al censimento, se non motivata, comporta l’automatica classificazione dell’amministrazione nella categoria “Gruppo B - con infrastrutture carenti”, prevista dal Piano Triennale. “Il Gruppo B - si legge nella nota - è relativo a data center che non garantiscono requisiti minimi di affidabilità e sicurezza dal punto di vista infrastrutturale e/o organizzativo, o non garantiscono la continuità dei servizi. Questo significa che le amministrazioni che rientreranno in tale categoria dovranno, prima delle altre, provvedere ai processi di migrazione verso cloud e poli strategici nazionali”.

Per prendere parte al censimento occorre collegarsi alla pagina Censimento Italia , nella quale sono pubblicate anche le istruzioni per la compilazione. Per qualsiasi chiarimento o informazione sulla compilazione del questionario, AgID mette a disposizione un servizio di helpdesk.

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Gli eventi speciali di formazione on line di "Compubblica" proseguono con un webinar a due voci per approfondire il tema della reputazione on line. Presidiare e gestire la reputazione on line diventa una fondamentale attività quotidiana, da non relegare alle sole occasioni di crisi. L'avvento dei social media ha ampliato le potenzialità dei cittadini nel generare contenuti on line per esprimere la propria opinione e condividerla con gli altri utenti e il web - in generale - offre una tale quantità di informazioni - vere o false - che le persone sono portate a formulare un giudizio a priori, anche senza entrare in contatto diretto con l'Amministrazione.

Martedì 10 luglio "Compubblica" organizza un evento speciale di formazione on line dal titolo "Gestire la reputazione istituzionale attraverso i Social Network" (dalle ore 12:00 alle ore 13:00).
Nella prima parte, verranno presentati alcuni strumenti teorici utili per impostare un'efficace strategia di costruzione della reputazione on line e di gestione delle eventuali crisi. Nella seconda parte, si approfondiranno alcuni casi di P.A. che presidiano e gestiscono la propria reputazione on line in modo efficace.

La partecipazione al webinar attribuisce 3 crediti formativi per la qualifica professionale di "comunicatore pubblico" (vedi www.compubblica.it-Attestazione professionale).

Per ulteriori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.- telefono 02 67100712

Un'Europa che prosegue per la strada della digitalizzazione, ma le diversità e le difficoltà di crescita fra gli Stati membri sono numerose.

Lo dice DESI, l'Indice di Digitalizzazione dell'Economia e della Società, che la Commissione europea pubblica con regolarità. Uno strumento che consente di misurare i progressi compiuti e accerta le prestazioni degli Stati membri in termini di connettività digitale, competenze digitali, attività on line e digitalizzazione delle imprese e dei servizi pubblici.

L'Indice rivela che l'UE sta diventando sempre più digitale, ma i progressi non sono sufficienti per permettere all'Europa di tenere il passo con i leader mondiali e ridurre il divario esistente tra gli Stati membri. Una situazione che rende più urgenti il completamento del mercato unico digitale e un aumento degli investimenti nella digitalizzazione dell'economia e della società.

Nel corso degli anni passati l'UE ha continuamente migliorato le sue prestazioni digitali e il divario tra i Paesi più e meno digitalizzati si è ridotto leggermente (da 36 a 34 punti). Il punteggio più alto nel DESI 2018 è stato ottenuto da Danimarca, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi, che sono tra i leader mondiali nel campo della digitalizzazione, seguiti da Lussemburgo, Irlanda, Regno Unito, Belgio ed Estonia. Irlanda, Cipro e Spagna hanno registrato il maggior progresso (oltre 15 punti) negli ultimi quattro anni.

Tuttavia alcuni altri paesi dell'UE hanno ancora molta strada da fare e nel suo complesso l'Unione ha bisogno di migliorare le sue prestazioni per rimanere competitiva a livello internazionale. Fra questi vi è l'Italia.

Ecco quello che (per punti) il DESI 2018 rivela: 

  • la connettività è migliorata, ma non abbastanza per far fronte a esigenze in costante crescita
  • il numero di abbonamenti alle reti mobili di dati è aumentato del 57% rispetto al 2013, raggiungendo la quota di 90 abbonamenti ogni 100 cittadini dell'UE
  • sempre più cittadini europei utilizzano Internet per comunicare, l'aumento è in particolare legato a telefonia e videochiamate
  • l'Unione europea può contare su un numero maggiore di esperti digitali rispetto al passato, ma permangono molti divari per le competenze digitali
  • le imprese sono più digitalizzate ma il commercio elettronico progredisce lentamente, anzi è quasi fermo; per questo da dicembre 2018 saranno operative una serie di misure per agevolare gli acquisti on line
  • gli europei utilizzano maggiormente i servizi pubblici on line. Per quel che riguarda le Pubbliche Amministrazioni è stato rilevato che il 58% degli internauti europei ha utilizzato i canali on line (il 52% nel 2013) per trasmettere moduli alla P.A. e che il 18% dei cittadini europei utilizza servizi sanitari on line

E adesso alcuni dati sullo specifico nazionale. In un quadro sostanzialmente immobile l'Italia rimane nelle retrovie, ferma al 25° posto su 28 Paesi. Pochi i progressi fatti, il maggiore sul fronte degli open data, e diversi passi indietro rispetto agli altri Stati. Complessivamente l'Italia arretra nelle aree della 'connettività' (da 25 a 26), del 'capitale umano' (da 24 a 25) e della 'integrazione delle tecnologie digitali' (da 19 a 20). Confermato il penultimo posto nell'area 'uso di Internet' e il 19° in quella 'servizi pubblici digitali'. Insomma: sempre fanalino di coda in Europa su quasi tutti i temi del digitale.

Nel Rapporto, sempre a soggetto Italia, sono segnalate iniziative importanti su diversi fronti, come la diffusione della copertura in NGA, e una strategia concreta per la P.A. digitale. Che la sfida prioritaria è riempire la scarsità di competenze e, anche se il governo italiano ha adottato alcuni provvedimenti al riguardo, le misure impiegate appaiono ancora insufficienti. Manca, in Italia, una strategia globale dedicata alle competenze. Le conseguenze risultano penalizzanti per la performance  dei cinque aspetti considerati dagli indicatori DESI: diffusione della banda larga mobile, numero di utenti Internet, utilizzo di servizi on line, attività di vendita on line delle PMI, numero di utenti eGovernment.

Risultato? Mancando significativi progressi l'Italia rimane fra i paesi indietro sul digitale e le sue prestazioni si collocano all'interno del gruppo di paesi dai risultati inferiori alla media (Romania, Grecia, Bulgaria, Italia, Polonia, Ungheria, Croazia, Cipro e Slovacchia).

Mercoledì 20 giugno si è concluso il corso portale delle istanze online, promosso dal Centro Servizi Territoriale della Provincia di Lecco, in collaborazione con Maggioli, per ottimizzare il flusso documentale dei Comuni aderenti.

Otto gli appuntamenti organizzati presso la sala Consiliare della Provincia di Lecco, con l’adesione di 98 partecipanti, in rappresentanza dei seguenti enti: Provincia di Lecco, Comuni di Calco, Carenno, Casargo, Calolziocorte, Cassina Valsassina, Cremeno, Esino Lario, Introbio, Lecco, Malgrate, Monte Marenzo, Paderno d'Adda, Pasturo, Perledo, Taceno, Valmadrera.

Oltre ad approfondire gli aspetti puramente tecnici di analisi dei processi che possono essere ottimizzati, soprattutto prima e dopo la fase istruttoria, il corso è stata anche un’occasione unica di confronto tra enti che, scambiandosi “buone pratiche” di gestione  hanno potuto modificare da subito il modello organizzativo in vista dei nuovi strumenti digitali.

I partecipanti hanno avuto modo di fare diverse domande e avere delucidazioni generali e specifiche sulle norme e sui procedimenti.

Leggi anche:

http://www.lc-card.it/index.php/notizie/219-corso-portale-istanze-online-del-cst

http://www.lc-card.it/index.php/notizie/193-portale-istanze-online-per-gli-enti-aderenti-al-cst-e-formazione-specifica

Su Agenda Digitale, un articolo a firma di Giovanni Manca formula chiarimenti in risposta alle seguenti dieci domande sulle firme elettroniche e le loro modalità di apposizione. “Chi scrive - si legge nell’incipit - nel corso della sua attività professionale riceve un numero significativo di quesiti sulle sottoscrizioni informatiche e sulle modalità mediante le quali vengono apposte. Nel seguito si propongono dieci quesiti, tra i più frequenti, con le relative risposte”.

  1. La firma elettronica non vale nulla
  2. La firma grafometrica è Firma elettronica avanzata (FEA)
  3. L’unica firma valida è quella con il file avente l’estensione .p7m
  4. La firma remota è solo una specifica modalità di sottoscrizione
  5. La firma remota e la firma automatica sono equivalenti
  6. Per certificare il tempo di un documento è obbligatorio utilizzare una marca temporale qualificata
  7. Il sigillo elettronico è la sottoscrizione di una persona giuridica
  8. La mia firma è scaduta
  9. Quando firmo una clausola in un contratto non firmo l’intero documento (PDF)
  10. Ho ricevuto un documento e ho il messaggio “firma non valida” durante la verifica.

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