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Messaggio di avviso

News dal CST

Pubblicato l’Avviso per l’erogazione di contributi ai Comuni che completeranno il subentro all’Anagrafe nazionale della popolazione residente. L’intervento ANPR – Supporto ai Comuni per il subentro, messo a punto dal Dipartimento della funzione pubblica, d’intesa con il Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale, offre una leva “incentivante” ai Comuni per favorire il completamento della migrazione delle anagrafi locali verso un’unica base dati nazionale.

Il Dipartimento della funzione pubblica ha messo a disposizione dell’intervento progettuale una dotazione di risorse pari a 14.415.000 euro a valere sull’Asse 1 (FSE) del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

L’intervento è rivolto a tutti i Comuni italiani che realizzeranno il subentro in ANPR nel periodo compreso tra il 6 dicembre 2017 e il 31 dicembre 2018. In seguito al subentro, i Comuni potranno presentare una richiesta online di contributo, inviando, a partire dal 1° febbraio 2018 fino al 31 dicembre 2018, un format predefinito secondo le modalità indicate nelle istruzioni operative che saranno pubblicate a breve dal Dipartimento della funzione pubblica.

Per i Comuni che devono affrontare il subentro alla nuova ANPR, un aiuto concreto al personale è fornito in rete dalla società Datanet srl di Tremestieri Etneo. Un software specifico offre il supporto alla analisi e normalizzazione dei dati consentendo di ridurre, drasticamente e in modo semplificato attraverso delle utility, ad una percentuale di errore fisiologicamente accettabile, prima di trasmettere i dati all’ANPR. Compilando il form on line sul sito della società può essere richiesta una consulenza gratuita sul nuovo software sviluppato per supportare gli Enti nella transizione al nuovo regime: http://www.datanetsrl.eu/anpr_smart/

Giovedì 26 aprile dalle 9.00 alle 13.00, presso la sala Consiliare della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombarda 3/5, si terrà il corso Soluzioni digitali per una PA a servizio del cittadino, rivolto a tutti i collaboratori dell'ente che ogni giorno si interfacciano con la gestione del Portale E-Gov, oltre che ai responsabili e collaboratori dell'Ufficio Tributi, dell'Ufficio CED e agli Amministratori.

L'Agenda Digitale Italiana, istituita il 1° marzo 2012 in coerenza con l’Agenda Digitale Europea, rappresenta l'insieme di azioni e norme per lo sviluppo delle tecnologie, dell'innovazione e dell'economia digitale.

Compito dell’Agenzia per l'Italia Digitale (AgID) è garantire la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda Digitale Italiana, svolgendo le funzioni e i compiti ad essa attribuiti dalla legge:

  • emanare linee guida, regolamenti e standard per la creazione di un’architettura visiva chiara e definita, che migliori la fruizione dei servizi online da parte del Cittadino
  • accreditare i soggetti certificatori in ambito digitale
  • favorire l'adozione di infrastrutture e standard che riducano i costi sostenuti dalle singole amministrazioni e migliorino i servizi erogati

Obiettivo del prossimo triennio è quello di perseguire il massimo livello di innovazione tecnologica nell'organizzazione e nello sviluppo della PA, nel rispetto dei principi di legalità, imparzialità e trasparenza e secondo criteri di efficienza, economicità ed efficacia.

Programma del corso

1. La PA che cambia per cambiare il Paese

  1. Lo sviluppo delle tecnologie, dell'innovazione e dell'economia digitale
  2. Il posizionamento del DESI sui Servizi Pubblici Digitali

2. Le Linee Guida AgID per i Siti Web della PA

  1. AgID come Authority
  2. I principi e le strategie delle Linee Guida
  3. Best Practices
  4. "Designers Italia": proposte per un'identità grafica coerente
  5. La soluzione "E-Gov Halley"

3. SPID: il Sistema Pubblico per l'Identità Digitale

  1. Cos'è SPID
  2. I tre livelli di sicurezza
  3. I numeri di SPID
  4. Diventare fornitore di Servizi con SPID
  5. La soluzione Halley

4. Il Portale del Cittadino: l'E-Gov Halley fornitore di informazioni e servizi

  1. Cos’è il portale del Cittadino
  2. Il fascicolo unico del Cittadino
  3. Pagamenti on-line vs PagoPA

5. Ufficio Riscossioni: la nuova procedura a servizio dell’Ente

  1. A cosa serve
  2. Nuova organizzazione delle procedure
  3. Riscossioni: analisi e invio ordinativi alla Ragioneria
  4. Controlli
  5. Provvedimenti
  6. Estratto conto unico del Cittadino

La Provincia di Lecco, in qualità di capofila del CST, ha avviato la procedura di richiesta offerte con gli operatori economici che hanno risposto alle tre manifestazioni di interesse per la pubblicazione di Open Data sul portale regionale, per una nuova linea ADSL alla scuola di Carenno e per una nuova linea in fibra ottica per il Comune di Verderio. Le offerte dovranno essere presentate entro venerdì 6 aprile.

Per la collana I Quaderni dell’ANCI , l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, è stato pubblicato il volume L’attuazione negli Enti Locali del nuovo Regolamento UE n. 679/2016 sulla protezione dei dati personali. Istruzioni tecniche, linee guida, note e modulistica.

Il Regolamento Generale sulla Protezione dei dati personali (GDPR) è un atto con il quale la Commissione europea intende rafforzare e rendere più omogenea la protezione dei dati personali dei cittadini, sia all’interno che all’esterno dei confini dell’Unione europea. Il testo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 4 maggio 2016, diventerà definitivamente applicabile in via diretta in tutti i Paesi UE dal 25 maggio 2018.

Il GDPR è parte del cosiddetto “Pacchetto protezione dati personali”, l’insieme normativo che definisce un nuovo quadro comune in materia di tutela dei dati personali per tutti gli Stati membri dell’UE e comprende anche la Direttiva in materia di trattamento dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini. Dal 25 maggio 2018 dunque, anche per gli enti locali, il GDPR andrà a sostituire la direttiva sulla protezione dei dati (ufficialmente Direttiva 95/46/EC) istituita nel 1995.

Nell’ambito del nuovo quadro normativo che la Commissione europea ha voluto delineare e al quale gli Stati membri devono conformarsi, l’Italia ha recepito i nuovi principi attraverso l’art. 13 della legge n. 163/20171, entrata in vigore il 21 novembre 2017, che ha attribuito al Governo la delega ad adottare (entro 6 mesi) uno o più provvedimenti rivolti a:

  • abrogare le disposizioni del Decreto Legislativo 196/2003 (l’attuale Codice Privacy) che siano in contrasto o comunque incompatibili con la nuova disciplina europea in tema di trattamento di dati personali e a modificarlo al fine di dare puntuale attuazione alle disposizioni del GDPR
  • valutare l’opportunità di avvalersi dei poteri specifici del Garante per la protezione dei dati personali (di seguito Garante Privacy) affinché adotti provvedimenti attuativi e integrativi volti al perseguimento delle finalità previste dal GDPR
  • adeguare l’attuale regime sanzionatorio, a livello penale e amministrativo, alle disposizioni del GDPR, al fine di garantire la corretta osservanza della nuova normativa

Tali decreti legislativi non sono stati ancora approvati in questa legislatura, tuttavia si sottolinea che essendo il Regolamento europeo direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, dal 25 maggio 2018 la nuova disciplina in materia di privacy entrerà comunque in vigore .

In merito all’attuazione dell’articolo 28 della legge 167 del 20 novembre 2017 (entrata in vigore il 12 dicembre 2017), che modifica i rapporti tra titolare e responsabile del trattamento dei dati personali, stabilendo che gli stessi siano stipulati in forma scritta, il Garante Privacy ha emanato una Guida con indicazioni utili per un adeguamento coerente dell’intera nuova disciplina prevista dal Regolamento UE.

Pertanto, nelle more del completamento del nuovo assetto ordinamentale in materia, il presente Quaderno e gli allegati schemi di atti e provvedimenti rappresentano il primo contributo che l’Associazione vuole fornire ad amministratori e operatori locali per la concreta, prima attuazione della nuova disciplina vigente in materia di protezione dei dati personali.

Il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), aggiornato con decreto legislativo 217/2017, ha introdotto la figura del responsabile per la transizione digitale, che ogni ente deve individuare per l’attuazione del Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2017-2019.

Il responsabile della transizione digitale ha un importante ruolo di coordinamento e di impulso nella reingegnerizzazione dei processi, nella gestione dei sistemi informativi tra cui protocollo informatico, mandato informatico, firme digitali, servizi di posta elettronica, servizi di fonia e telecomunicazione, promozione dell’accessibilità e della qualità dei servizi, aspetti di sicurezza informatica.

In qualità di capofila del CST la Provincia di Lecco fornisce agli enti aderenti attività di supporto e consulenza, anche singolarmente in relazione alle necessità di ciascun ente, sulle tematiche della transizione digitale, sulle azioni da intraprendere o da programmare, sui corsi di formazione periodici specifici.

L'utilizzo delle principali piattaforme sociali, la sicurezza dei dati sui social network, le risorse per l'organizzazione di eventi, la gestione della reputazione istituzionale on line, la rete per la gestione delle comunicazioni d'emergenza e la profilazione degli utenti. Questi i temi sulla comunicazione digitale che verranno affrontati negli otto appuntamenti che compongono l'offerta formativa 2018 on line dell'associazione Comunicazione Pubblica, rivolta ai comunicatori che operano nelle strutture di comunicazione delle pubbliche amministrazioni.

Caratteristica di questa edizione, che si svolgerà tra il 15 maggio e il 10 luglio, sarà l'ampio spazio che ciascun webinar verrà dato alla presentazione di casi ed esempi concreti.

I webinar sono occasione pratica ed economica per tutti coloro che vogliono ampliare e perfezionare le proprie conoscenze o sviluppare quelle già acquisite integrando teoria e pratica.

La partecipazione alla formazione dà diritto ai crediti formativi per la richiesta di qualificazione professionale di "comunicatore pubblico".

Riferimenti per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - telefono 02 67100712

Proposta e programma formativo

Scheda iscrizione

La Provincia di Lecco ha pubblicato sul proprio sito internet il collegamento alla pagina dell’Agenzia per l’Italia Digitale con gli obiettivi di accessibilità della Provincia di Lecco e dei siti degli Enti aderenti al Centro Servizi Territoriale della Provincia di Lecco.

Entro il 31 marzo 2018 infatti le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 165 del 30 marzo 2001 erano tenute a pubblicare sul proprio sito web gli obiettivi di accessibilità per l’anno corrente.

Gli enti aderenti al CST devono pubblicare nella categoria Amministrazione Trasparente “Altri Contenuti --> Accessibilità e Catalogo di dati, metadati e banche dati” il link che verrà fornito da AgID, tramite e-mail, al termine della compilazione degli Obiettivi dall'applicazione web.

Nel Codice dell'Amministrazione digitale (articolo 17 comma quater) è istituito, presso l'Agenzia per l'Italia Digitale-AgID, l'Ufficio per il difensore civico digitale al quale cittadini e imprese possono rivolgersi, in modo immediato e semplice, senza gravose formalità, senza intermediari professionali, per segnalare Amministrazioni e concessionari di pubblici servizi che impediscono, a dispetto delle norme, la digitalizzazione, quindi l'innovazione, delle Pubbliche Amministrazioni per un efficiente servizio al cittadino.

Il difensore civico digitale, ricevuta la segnalazione, se la ritiene fondata invita il soggetto responsabile della violazione a porvi rimedio tempestivamente e comunque non oltre trenta giorni. Le decisioni del difensore civico sono pubblicate in un'apposita area del sito Internet istituzionale di Agid. Il difensore segnala le inadempienze all'ufficio competente per i procedimenti disciplinari di ciascuna Amministrazione".

Le funzioni del difensore civico sono quindi importanti in quanto esso oltre a poter (e dover) fare attività di educazione civica digitale, cioè far conoscere a cittadini e imprese, al di là delle norme, quali sono i loro diritti di cittadinanza digitale e come esercitarli, essendo un soggetto terzo, imparziale, competente e autonomo per legge, sarà una corsia preferenziale e diretta per esercitare i diritti di cittadinanza digitale sanciti dal CAD.

Lunedì 26 marzo, presso la sede della Provincia di Lecco, si è riunito l’Ufficio di Presidenza del CST. Tra i punti all’ordine del giorno la relazione sull’attività svolta nel 2017, l’attività in programma nel 2018 (convenzione 2018/2022 – Linee guida ANAC, supporto attività per Responsabile transizione digitale e GDPR, aggiornamento Piano triennale di informatizzazione, Progetti Open data), il Bilancio previsionale 2018, la definizione dell’ordine del giorno dell’Assemblea del CST in programma lunedì 7 maggio alle 16.00.

Nella gestione delle gare l’adozione di uno strumento telematico di costituzione dell’Elenco dei fornitori è la base imprescindibile per poter ottemperare alle disposizioni di legge in tema di equa rotazione e trasparenza nella selezione dei fornitori.

Normativa di riferimento:

  • Decreto legislativo 18 aprile 2016, 50: Codice dei contratti pubblici
  • Linee Guida 4, di attuazione del Decreto Legislativo 50 del 18 aprile 2016
  • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 novembre 2014: Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici nonché di formazione e conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni
  • Decreto legislativo 82 del 2005: Codice dell’amministrazione digitale

È attiva anche nel 2018 la manutenzione del Geoportale del CST, affidata alla ditta Globo srl, per garantire l’aggiornamento di questo importante strumento, che permette a cittadini, professionisti e imprese di consultare liberamente una vasta gamma di mappe tematiche. Di grande interesse è la mappa catastale, utile per attività di analisi e di pianificazione territoriale, che restituisce una visione del territorio (terreni e fabbricati) costantemente aggiornata e sovrapponibile a tutte le altre cartografie disponibili.

Per i Comuni aderenti al CST il Geoportale consente di abilitare un accesso riservato ai dipendenti delle amministrazioni con funzionalità avanzate di analisi geografiche e sulla banca dati catastale, accedere ai dati censuari georeferenziati, calcolare la rendita complessiva di uno o un insieme di immobili, utilizzare strumenti di visura analoghi a quelli rilasciati presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Il servizio del Geoportale è disponibile a pagamento anche per eventuali altri enti che ne facciano richiesta al CST della Provincia di Lecco

Su Pubblica Amministrazione 24 è stato pubblicato l’approfondimento CAD e PA, serve maggiore consapevolezza sul valore del documento informatico, a firma di Alessandra Foschetti e Francesca Cafiero : è possibile leggere integralmente l’articolo sul sito di ANORC, l’Associazione nazionale degli operatori e responsabili della conservazione.

Dopo i portali dei Comuni di Morterone e di Casargo, nei giorni scorsi il Centro Servizi Territoriale della Provincia di Lecco ha effettuato l’adeguamento grafico del sito del Comune di Calolziocorte secondo le direttive di Designers Italia. Nelle prossime settimane è previsto lo stesso adeguamento dell’aspetto grafico degli altri siti che fanno riferimento al CST della Provincia di Lecco. L’adeguamento alle "Linee guida di design siti web della PA" è uno degli obiettivi principali di accessibilità previsti dall’ Agenzia per l’Italia Digitale.

A metà gennaio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale un decreto contenente disposizioni in materia di notifiche dei verbali di accertamento delle violazioni del codice della strada, tramite posta elettronica certificata. Successivamente il Ministero dell'Interno ha pubblicato anche una circolare contenente indicazioni operative in materia per i corpi di polizia locale.

Su Agenda Digitale, un articolo a firma di Matteo Savoldi, antecedente alla pubblicazione della circolare, ha fatto il punto sui punti deboli del decreto.

Mercoledì 18 aprile dalle 14.30 alle 17.30 e martedì 8 maggio dalle 9.00 alle 13.00, presso la sala Consiliare della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombarda 3/5, si terrà il corso sul nuovo regolamento relativo al trattamento e alla gestione dei dati degli utenti, adottato dall’Unione Europea nell’aprile 2016 e che entrerà in vigore il 25 maggio 2018.

Il corso, promosso da Halley Academy, è rivolto ai responsabili della sicurezza e a tutti i collaboratori degli enti che ogni giorno si interfacciano con il trattamento dei dati degli utenti.

Il GDPR (General Data Protection Regulation) riguarda la protezione dei dati e il tema molto sentito della gestione della privacy. I dati personali a cui fa riferimento la Commissione Europea sono tutte le informazioni relative a un individuo, collegate alla sua vita privata, professionale e pubblica.

Il corretto approccio al GDPR è quello di comprendere la cultura della protezione dei dati come parte integrante dell'intero asset informativo dell'ente, tenuto conto che il livello adeguato di protezione dei dati deve garantire, in primo luogo, la tutela nel tempo della reputazione dell'istituzione.

In tale contesto il responsabile della protezione dei dati, o Data Protection Officer (figura obbligatoria per la PA) avrà un triplice ruolo cruciale di supervisore interno per dimostrare la conformità, di facilitatore e comunicatore verso il vertice dell'ente e verso l'esterno .

Le pubbliche amministrazioni sono chiamate a rivedere i propri sistemi di gestione dei dati all’interno dell’organizzazione, per prevenirne la perdita e l'indiscriminata condivisione.

Questa novità è dunque l’occasione giusta per ridefinire le policy interne e la formazione del personale: le aziende che si adegueranno potranno beneficiare anche di una maggior fiducia da parte degli utenti, consapevoli di avere i propri dati al sicuro.

Termine ultimo per adeguarsi alla normativa GDPR è il 25 maggio 2018; in caso di mancato rispetto del regolamento, la sanzione può arrivare fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del volume d’affari globale registrato nell’anno precedente.

Programma del corso

1. Privacy (GDPR)

Il regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e le nuove regole per la protezione dei dati personali: teoria e strumenti applicativi

2. Contesto normativo e ambiti di applicazione

  1. L'evoluzione del quadro normativo
  2. Cosa cambia dal Codice della Privacy al nuovo Regolamento Europeo sulla privacy

3. Best Practice

  1. Il "dato personale"
  2. Le varie categorie
  3. Focus: la pubblicazione dei dati

4. Sicurezza e Privacy

  1. I principi generali del Regolamento
  2. Finalità e ambito di applicazione
  3. Definizioni e soggetti coinvolti

5. DPO (Data Protection Officer)

  1. Il ruolo centrale
  2. Responsabilità
  3. Obblighi
  4. Sistema sanzionatorio

La Circolare 1/2016 dell’Agenzia per l’Italia Digitale stabilisce che le pubbliche amministrazioni hanno l’obbligo di pubblicare entro il 31 marzo di ogni anno sul proprio sito web gli obiettivi annuali di accessibilità.

AgID ha messo a disposizione di tutte le Pubbliche Amministrazioni due strumenti: l'Applicazione Web dedicata corredata dallo specifico manuale d'uso e il Questionario di Autovalutazione.

Entro il 31 marzo 2018, quindi, ogni Ente dovrà provvedere a:

  • accedere con le proprie credenziali all’Applicazione Web
  • effettuare la compilazione degli Obiettivi di Accessibilità, utilizzando le informazioni proposte dai menù a tendina proposti
  • pubblicare nella categoria di Amministrazione Trasparente “Altri Contenuti --> Accessibilità e Catalogo di dati, metadati e banche dati” il link che verrà fornito da AgID, tramite e-mail, al termine della compilazione degli Obiettivi dall'applicazione web

Nel corso della compilazione dell’applicazione web verrà richiesto il link alla pagina del Portale eGov sulla quale saranno pubblicati gli Obiettivi.

Il link corretto da indicare è quello della categoria di Amministrazione Trasparente “Altri Contenuti --> Accessibilità e Catalogo di dati, metadati e banche dati”.

Il Questionario di Autovalutazione è invece lo strumento, a uso esclusivamente interno, che le Amministrazioni possono utilizzare per effettuare un’autovalutazione circa lo stato di adeguamento dei propri siti e servizi web alla normativa sull’accessibilità.

Anche il Questionario può essere pubblicato nella categoria di Amministrazione Trasaprente "Altri Contenuti --> Accessibilità e Catalogo di dati, metadati e banche dati”.

Martedì 8 maggio Compubblica organizza il webinar Il Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati Personali: aspetti giuridici e impatto sulle attività di comunicazione.

Un momento di formazione on line per approfondire le nuove regole europee sulla Privacy che dal 25 maggio prossimo esporranno chi non si sia adeguato a significative sanzioni.

Il webinar, a due voci, avrà durata di un'ora e trenta minuti.

Nella prima parte un giurista chiarirà le novità introdotte dal GDPR 2016/679, rispetto all'attuale normativa vigente, per il trattamento dei dati personali delle persone fisiche e approfondirà gli obblighi organizzativi e procedurali per l'adeguamento alle nuove norme. Nella seconda parte un comunicatore affronterà l'impatto di queste novità sui processi comunicativi interni ed esterni all'ente.

Per ulteriori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - telefono 02 67100712.

Proposta formativa

Scheda iscrizione

La contabilità economico-patrimoniale costituisce un impegno particolarmente gravoso per tutti i Comuni, in particolare, ma non solo, per quelli di minore dimensione. Le scadenze per il rendiconto 2017 sono insostenibili?

L’Anci ha chiesto un intervento urgente di spostamento al 2019 degli adempimenti richiesti ai Comuni fino a 5mila abitanti (in coerenza con gli articoli 232 e 233-bis del TUEL) e per promuovere una norma che consenta stabilmente, come avvenuto lo scorso anno, di presentare la documentazione economico patrimoniale entro il 31 luglio, successivamente al rendiconto della gestione.

E’ altresì necessario un ripensamento generale sulla contabilità economico-patrimoniale e sul bilancio consolidato. Sulla base di un congruo periodo di sperimentazione e di un’attenta valutazione del rapporto tra gli obiettivi che si intende perseguire e lo sforzo richiesto ai Comuni in termini di mezzi umani e materiali.

Pubblicato per questi motivi il documento ANCI-IFEL sulle scadenze della contabilità economico-patrimoniale.

Lo scorso anno fu concessa una proroga relativa ai soli documenti di contabilità economico-patrimoniale fino al 31 luglio a favore dei Comuni con popolazione superiore ai 5mila abitanti che attivavano per la prima volta il processo. Nel complesso la stessa situazione di difficoltà si sta ripresentando anche quest’anno. E non solo per gli enti minori che oggi sarebbero chiamati a tali adempimenti per la prima volta.

L’intervento permetterebbe di riflettere in modo più disteso e organico sulle proposte formulate dall’Anci già nell’ambito dell’esame parlamentare della Legge di bilancio 2018, pervenendo a soluzioni costruttive e condivise:

  1. la CEP e il bilancio consolidato devono essere considerati adempimenti sperimentali per un congruo periodo di tempo. Almeno fino all’esercizio 2020 e almeno per i Comuni fino a 30mila abitanti. Evitando così di sottoporre a controllo questo aspetto della contabilità prima di assicurarne gli strumenti di elaborazione e eventualmente ridefinirne le modalità
  2. la scadenza per la presentazione dei documenti CEP va stabilmente portata al 31 luglio, così da permettere un più agevole percorso elaborativo e deliberativo
  3. gli enti fino a 5mila abitanti devono essere inclusi negli obblighi in forma sperimentale per tre anni, con prima rendicontazione a partire dal 2019
  4. deve essere immediatamente attivato un tavolo tecnico-politico che riveda gli obiettivi e le modalità della CEP e del bilancio consolidato. Tavolo che valuti con estrema attenzione l’esclusione degli enti di minori dimensioni demografiche. Nonché definisca un sistema più efficiente in termini di rapporto tra obiettivi “conoscitivi” della CEP e mezzi (umani, tecnici, economici e di tempo) messi in campo per raggiungerli

Leggi la nota ANCI

Martedì 10 aprile dalle 9.30 alle 12.00, presso la sala Consiliare della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombardia 4, il CST della Provincia di Lecco, in collaborazione con PADigitale spa, propone agli enti aderenti un incontro formativo sull’ANPR, con partecipazione gratuita.

La relazione sarà tenuta dal personale PA Digitale Spa e sarà divisa in tre parti:

Monica Rollandi si occuperà della prima fase relativa alla normativa: stato dell'arte del progetto ANPR, cosa cambia nei rapporti tra Pubbliche Amministrazioni e Cittadini, i contributi per il Subentro, il Subentro per i Comuni di PA Digitale Spa, le fasi operative per arrivare al Subentro.

Alessandro Licari tratterà gli aspetti operativi del Subentro: panoramica generale delle attività propedeutiche al Subentro in ANPR, attività di bonifica dati, tool di bonifica dati presente in UrbiSmart2020, lettura report errori diagnostica, esempi di bonifica dati in UrbiSmart2020.

La terza parte sarà destinata alla presentazione di un piano lavori generale per il Subentro di tutte le Anagrafi, seguita da dibattito e quesiti.

Per iscrizioni: 0341 295296, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

La Ragioneria generale dello Stato, con la circolare 13 del 21 marzo 2018, fornisce importanti chiarimenti interpretativi sulla disciplina dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni in presenza di debiti fiscali derivanti da cartelle di pagamento.

Verifica ante pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni: nuovi chiarimenti della Ragioneria Generale dello Stato. In caso di split payment, per l’individuazione del limite di importo dei 5mila euro, non si deve tener conto dell’Iva, ma solo della somma effettivamente spettante al fornitore.

L’intervento è stato sollecitato sia dalla necessità di recepire le recenti modifiche apportate dalla legge di bilancio 2018 sia dall’esigenza di dirimere taluni dubbi affiorati nel corso del decennio di vigenza della disciplina soprattutto alla luce dell’emersione di profili di criticità connessi a fattispecie nuove o particolari.

Normativa di riferimento

Le disposizioni sui pagamenti delle pubbliche amministrazioni sono dettate dall’articolo 48-bis, Dpr 602/1973, in base al quale le Pa e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di un importo superiore a 5mila euro (il precedente limite era di 10mila euro), verificano, anche telematicamente, se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo e, in caso affermativo, non procedono al pagamento e segnalano la circostanza all’agente della riscossione competente per territorio, per l’esercizio dell’attività di riscossione delle somme iscritte a ruolo.

Le relative disposizioni di attuazione sono state dettate dal decreto Mef n. 40 del 18 gennaio 2008.

Sulla disciplina è intervenuta la legge di bilancio 2018 (articolo 1, commi da 986 e 989, legge 205/2017), apportando le seguenti modificazioni, operative dal 1° marzo 2018:

  • riduzione da 10mila a 5mila euro del limite di importo oltre il quale scatta l’obbligo di verifica
  • estensione da 30 a 60 giorni del periodo nel quale il soggetto pubblico non procede al pagamento delle somme dovute al beneficiario, risultato inadempiente.

Prassi di riferimento

Nel corso degli anni, i vari aspetti della disciplina sono stati chiariti dai seguenti documenti di prassi:

  • circolare 22/Rgs del 29 luglio 2008
  • circolare 29/Rgs dell’8 ottobre 2009
  • circolare 27/Rgs del 23 settembre 2011

La circolare 13 del 21 marzo 2018

Il documento di prassi pubblicato ieri non solo si sofferma sulle modifiche introdotte dalla legge di bilancio, ma esamina alcuni profili della disciplina rispetto ai quali sono emersi dubbi e incertezze, offrendo le relative soluzioni interpretative.

Ambito soggettivo

Nel corso della vigenza dell’articolo 48-bis, Dpr 602/1973 sono sorte non poche perplessità in ordine alla esatta delimitazione del suo ambito soggettivo nella misura in cui ci si è chiesti quali enti e quali società sono tenuti agli obblighi di verifica prima di eseguire pagamenti.

I dubbi sono stati determinati dalla disciplina sopravvenuta sia in materia di pubbliche amministrazioni e di finanza pubblica sia con riferimento all’elenco delle unità istituzionali appartenenti al settore delle amministrazioni pubbliche redatto dall’Istat.

In argomento, la circolare preliminarmente rammenta che, con riguardo alle società interamente partecipate, sono tenute ad applicare le disposizioni in parola “esclusivamente quelle a totale partecipazione pubblica diretta”.

Per quanto riguarda, invece, altre tipologie di enti, la circolare precisa che rientrano nell’ambito soggettivo della disciplina in esame e, di conseguenza, prima di effettuare pagamenti di importo superiore alla soglia individuata dalla legge, sono tenuti a procedere, nei confronti dei beneficiari, alla verifica prevista dall’articolo 48-bis:

  • gli enti pubblici economici
  • le aziende speciali, anche consortili
  • le altre aziende pubbliche
  • le gestioni commissariali (previste da norme statali o regionali in relazione a settori specifici o a situazioni particolari

Al contrario, non rientrano nel perimetro applicativo dell’articolo 48-bis le fondazioni e le associazioni di enti pubblici (enti a struttura associativa).  Infine, la circolare, allo scopo di chiarire i rapporti tra amministrazioni pubbliche, enti e società rientranti nell’ambito soggettivo dell’articolo 48-bis, precisa che non sussiste l’obbligo dell’espletamento della verifica nelle ipotesi di pagamenti disposti da tutti questi soggetti tra loro.

Split payment

Sul rapporto tra le disposizioni sul blocco dei pagamenti della Pa e il meccanismo dello split payment (articolo 17-ter, Dpr 633/1972), la circolare chiarisce che in tutti i casi in cui risultano assoggettate alla scissione dei pagamenti le pubbliche amministrazioni, per l’individuazione della soglia dei 5mila euro, non dovranno considerare l’Iva, ma dovranno tener conto, quindi, soltanto di quanto effettivamente spettante in via diretta al proprio fornitore, cioè dell’importo dovuto al netto dell’Iva.

Pagamento e giudizio di ottemperanza

L’obbligo della verifica ex articolo 48-bis in capo alle amministrazioni pubbliche e alle società a totale partecipazione pubblica diretta sussiste anche relativamente ai pagamenti scaturenti da un giudizio di ottemperanza, ivi inclusi quelli disposti, ricorrendone i presupposti, dal commissario ad acta nominato dal giudice.

Pagamento agli eredi del beneficiario originario

Gli obblighi di verifica previsti dalla disciplina in esame operano anche nell’ipotesi di pagamenti effettuati a favore degli eredi del beneficiario originario, che abbiano acquisito il diritto di credito a titolo ereditario e non iure proprio. In tal caso, peraltro, la verifica deve essere eseguita nei confronti di ciascun coerede, per la parte allo stesso spettante in ragione della singola quota ereditaria, sempreché la quota stessa, singolarmente considerata, e non la somma delle quote spettanti a tutti i coeredi, superi la soglia dei 5mila euro.

Mandato con rappresentanza e procura all’incasso

Dubbi sono sorti anche rispetto a tutti quei casi in cui il beneficiario, anziché procedere direttamente a incassare il credito vantato nei confronti del soggetto pubblico, si sia avvalso di un soggetto terzo. In argomento la circolare precisa che:

  • nell’ipotesi di mandato con rappresentanza (articolo 1704 c.c. – mandatario cioè che agisce in nome e per conto del mandante) la verifica prevista dall’articolo 48-bis deve essere espletata nei confronti del solo mandante, trattandosi dell’unico effettivo beneficiario
  • nell’ipotesi di spese legali “distratte” in favore dell’avvocato difensore della parte vincitrice nell’ambito di un processo in cui la parte soccombente sia una Pa (articolo 93 c.p.c.) la verifica deve essere eseguita nei confronti del difensore, in quanto effettivo titolare del diritto di credito
  • nel caso della procura all’incasso delle somme liquidate a seguito di un giudizio (che ha visto soccombere una Pa), rilasciata a favore del proprio difensore, effettivo beneficiario del pagamento rimane il cliente, nei cui confronti, pertanto, va effettuata la verifica

Inadempienza contributiva

L’obbligo di verifica previsto dall’articolo 48-bis deve essere raccordato anche con il meccanismo dell’intervento sostitutivo previsto dal Codice dei contratti pubblici (articolo 30, comma 5, Dlgs 50/2016), in base al quale “in caso di inadempienza contributiva risultante dal documento unico di regolarità contributiva (Durc) relativo a personale dipendente dell’affidatario o del subappaltatore o dei soggetti titolari di subappalti e cottimi (…), impiegato nell’esecuzione del contratto, la stazione appaltante trattiene dal certificato di pagamento l’importo corrispondente all’inadempienza per il successivo versamento diretto agli enti previdenziali e assicurativi, compresa, nei lavori, la cassa edile”. In tale ipotesi, sottolinea la circolare, può emergere un potenziale conflitto tra le due norme allorché, in sede di pagamento, sia verificato sia l’inadempimento contributivo sia quello fiscale. La soluzione indicata è quella secondo cui, in questo caso, la verifica deve essere effettuata con riferimento all’importo che residua a seguito dell’intervento sostitutivo, sempreché detto importo risulti superiore, a decorrere dal 1° marzo 2018, alla soglia di 5mila euro.

Fermo amministrativo

Nel corso degli anni è stato sollevato un problema di compatibilità normativa tra la verifica, e i suoi effetti, prevista dall’articolo 48-bis e il fermo amministrativo disciplinato dall’articolo 69, sesto e settimo comma, Regio decreto n. 2440/1923. Sul punto, la circolare, dopo aver richiamato la recente giurisprudenza sull’argomento (cfr Corte di cassazione, sez. V, ordinanza n. 15017 del 16 giugno 2017) ha puntualizzato che fermo amministrativo e verifica “costituiscono (…) istituti aventi un diverso raggio d’azione e diversi presupposti e finalità, benché possano risultare, in qualche misura, complementari tra loro”.

Pagamenti di tributi a favore di società di capitali

La circolare ribadisce che esulano dall’obbligo di verifica i versamenti di tributi o contributi assistenziali e previdenziali, e ciò “a prescindere dalla natura giuridica del soggetto deputato alla gestione della riscossione”. In tali ipotesi, infatti, si è in presenza di versamenti direttamente sanciti dalla legge (è il caso, ad esempio, di taluni tributi locali dovuti da una Pa materialmente riscossi da una società di capitali, cioè da un soggetto formalmente di natura privata, come nel caso della Tari spettante ai Comuni in concreto riscossa da società di capitali partecipate dagli stessi).

Frazionamento dei pagamenti

Nel documento di prassi, la Ragioneria generale ricorda che deve ritenersi in contrasto con la disciplina dell’articolo 48-bis il frazionamento dei pagamenti, la cui finalità ben può essere di natura elusiva. Alla luce del divieto di artificioso frazionamento:

  • nessuna rilevanza può avere un’istanza del beneficiario finalizzata a dilazionare nel tempo il pagamento a fronte di un credito unitario
  • allo stesso modo, è da ritenersi senza effetto l’esigenza dell’amministrazione, in presenza di una liquidazione unica, di procedere a una suddivisione dei pagamenti

Aggiornamenti sul trattamento delle irregolarità

Infine, la circolare ricorda che sono state modificate le indicazioni riguardanti il trattamento delle irregolarità connesse all’obbligo di verifica, mediante, l’aggiornamento del modello “Richiesta di verifica successiva a seguito dell’inosservanza dell’obbligo posto dall’art. 48-bis del DPR n. 602/1973”. La revisione tiene conto della avvenuta soppressione di Equitalia e della sua sostituzione, a partire dal 1° luglio 2017, con l’ente pubblico economico Agenzia delle entrate-Riscossione.