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Messaggio di avviso

News dal CST

digitalizzazione

Nella Gazzetta ufficiale 199 del 26 agosto è stato pubblicato il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri dello scorso 19 luglio, col quale si sancisce l’istituzione del Dipartimento per  la trasformazione digitale.

Il Dipartimento è la struttura di supporto al Presidente per la promozione e il coordinamento delle azioni del Governo finalizzate alla definizione di una strategia unitaria in materia di trasformazione digitale e di modernizzazione del Paese attraverso le tecnologie digitali.

Esso dà attuazione alle direttive del Presidente in materia e assicura il  coordinamento e l'esecuzione dei programmi di trasformazione digitale.

L'istituzione del Dipartimento è stata oggetto di attenzione da parte di svariate testate, anche a carattere generalista. Tre le altre, Repubblica e Wired

 

anagrafe click

Con la sentenza 3780 del 2019, il Consiglio di Stato ha stabilito che, pur se con certe limitazioni, l’istituto dell’accesso civico generalizzato deve essere applicato anche nel settore degli appalti pubblici, permettendo ai soggetti terzi non coinvolti nelle procedure di gara, di ottenere tutta la documentazione di riferimento una volta concluse le fasi di valutazione e assegnazione degli appalti. 

La sentenza è stata oggetto di commento e approfondimento su Giurdanella.it.

fibra ottica

Per il processo di migrazione degli enti verso il cloud un aspetto molto importante è quello legato alla velocità di banda di accesso al web. La velocità di banda è fondamentale per avere un buon accesso alle applicazioni che non risiedono più all’interno della rete informatica comunale.

Nel caso di una linea non soddisfacente o instabile si può rischiare il blocco di qualsiasi funzionalità applicativa ed è per questa ragione che il Cst ha in corso un confronto con i diversi operatori del settore per meglio comprendere i tempi necessari alla fornitura di una connettività in fibra o quantomeno con tecnologia mista fibra-rame.

Sono in fase di operativa le attivazioni di nuove linee VDSL (tecnologia fibra-rame) per i Comuni di Colico, Paderno d’Adda e la Comunità montana Lario Orientale Valle San Martino.

 

cie1

Su Agenda Digitale è stato pubblicato l’approfondimento La Carta d’identità elettronica per accedere a servizi pubblici e privati, ecco come, a firma di Giovanni Manca.

La Carta d’identità elettronica (CIE) è uno strumento con numerose potenzialità nella vita quotidiana. Soprattutto ha tutte le carte in regola per diventare l’anello di congiunzione tra cittadino e servizi pubblici e privati.

osservatorio digitale

Mercoledì 18 settembre l’Osservatorio Agenda Digitale ed eGovernement del Politecnico di Milano organizza due importanti appuntamenti, a cui è stata invitata anche la Provincia di Lecco, che attraverso il Centro servizi territoriale è capofila di un progetto relativo a pagoPA nell'ambito del quale è stata acquisita a riuso la soluzione del portale dei pagamenti elaborata dalla Provincia di Brescia. Al momento hanno aderito al progetto 8 Comuni del territorio lecchese e il Cst della Provincia di Lecco si sta attivando per favorire la diffusione fra gli altri enti di questa buona prassi.

 

Workshop “Digitalizzazione del Procurement pubblico: stato dell’arte e prossimi passi”

10:00 – Introduzione ai lavori

Mariano Corso Responsabile scientifico, Osservatorio Agenda Digitale – Politecnico di Milano

10:10 – Procurement pubblico in Italia: uno stato dell’arte

Paola Conio – Senior Partner, Studio Legale Leoni e Associati

Luca Gastaldi e Michele Benedetti – Direttori, Osservatorio Agenda Digitale – Politecnico di Milano

10:30 – Un quadro delle gare Consip per la trasformazione digitale della PA

A cura di Consip

10:45 – I benefici della digitalizzazione del procurement pubblico: l’esperienza di Intercent-ER

Alessia Orsi – Responsabile area ICT, Intercet-ER – Regione Emilia-Romagna

11:15 – La digitalizzazione del procurement pubblico: stato dell’arte e prossimi passi

Adriana Agrimi ed Emanuela Mariotti – Agenzia per l’Italia Digitale

Pietro Paolo Trimarchi – Dirigente, Ministero Economia e Finanze – Ragioneria Generale dello Stato

Luca Mastrogregori – Responsabile Divisione eProcurement – Consip

12:00 – Discussione: “Accelerare la digitalizzazione del procurement pubblico”

moderano:

Federico Maffezzini – Consulente di direzione ed esperto di Public Procurement

Mariano Corso – Responsabile scientifico, Osservatorio Agenda Digitale – Politecnico di Milano

12:45 – Sintesi della discussione e prossimi passi

 

 

Seminario “pagoPA nei Comuni: un successo per pochi”

14:00 – Introduzione ai lavori e saluti istituzionali

Giuliano Noci Responsabile scientifico dell’Osservatorio eGovernment

14:10 – pagoPA nei Comuni

Irene De Piccoli – Osservatorio eGovernment Politecnico di Milano

14:40 – Intervento del Team digitale

Giuseppe Virgone – Responsabile pagamenti digitali, Team per la trasformazione digitale

15:00 – Q&A session

15:10 – Caso di studio

Marco Righini – Vicesindaco e Assessore Ambiente di Peschiera Borromeo, trasporti e mobilità, smart city e innovazione, patrimonio

15:30 – Il punto di vista dei PSP/partner tecnologici

15:50 – Q&A session

Progetto senza titolo 3

Il Ministero per la Pubblica Amministrazione ha adottato la circolare 1/2019 sulla “Attuazione delle norme sull’accesso civico generalizzato”, il cosiddetto FOIA. In questo modo, finalmente, chiarisce alcuni punti e questioni tecniche lasciate finora in sospeso.

La circolare porta con sé una serie di importanti cambiamenti.

PRIMA DELLA CIRCOLARE

Non sono previste soluzioni per la digitalizzazione della gestione delle istanze, ma alcune Pa hanno già un protocollo informatico digitalizzato.

Il rilascio di informazioni o documenti richiesti è gratuito, salvo i costi per “la riproduzione su supporti materiali”. Non sono specificate le tariffe.

La PA è obbligata a notificare i contro-interessati nel momento in cui i documenti o le informazioni richieste coinvolgano terze persone.

Nessun limite temporale per proporre domanda di riesame.

Nessuno strumento tecnologico supporta l’inoltro di istanze d’accesso.

Non si parla di diritto alla privacy per il richiedente, nel momento in cui la sua istanza viene inoltrata ai contro-interessati.

Nessuna autorità preposta a sanzionare la mancata risposta da parte della PA.

CIRCOLARE FOIA 1/2019

Si raccomanda a tutte le PA ancora sprovviste l’utilizzo di un protocollo informatico digitalizzato per la gestione delle istanze.

Il rilascio di informazioni o documenti resta gratuito e vengono chiariti i costi di riproduzione che devono essere inseriti in un tariffario e forniti al richiedente.

Posta maggiore attenzione sulla notifica ai contro-interessati e al loro diritto di difesa.

Limite di 30 giorni dalla decisione di prima istanza per proporre domanda di riesame.

Necessità di uno strumento tecnologico che aiuti il cittadino nell’individuare la PA e la tipologia di accesso agli atti.

Non si parla di diritto alla privacy per il richiedente, nel momento in cui la sua istanza viene inoltrata ai contro-interessati.

Nessuna autorità preposta a sanzionare la mancata risposta da parte della PA.

Fra le novità introdotte, sembra molto interessante – e da valutare appena sarà presentato – lo strumento tecnologico che il Dipartimento della Funzione Pubblica metterà a disposizione dei cittadini. Uno strumento che dovrebbe aiutarli nel formulare al meglio le loro richieste d’accesso, in termini di individuazione della corretta PA e della tipologia di accesso agli atti da effettuare. Si tratterà di una procedura guidata che sarà resa disponibile su foia.gov.it, anche se ancora non se ne conosce la data di messa on-line.

D’altro canto, ancora non viene trattato un tema per noi fondamentale come quello della tutela della privacy di chi richiede le informazioni alla PA. Tra le altre criticità che non sembrano trovare ancora soluzione, c’è la questione delle sanzioni per chi non rispetta le tempistiche e i doveri di trasparenza nei confronti dei cittadini.

cie1

Su Agenda Digitale è stato pubblicato l’approfondimento La carta d’identità elettronica per l’accesso ai servizi online: ecco quanti e quali, a firma di Patrizia Saggini, che sottolinea: “Cresce il numero di servizi in rete accessibili tramite la carta di identità elettronica: molti passi in avanti sono stati fatti, ora occorre uno scatto sul versante della comunicazione dei vantaggi ai cittadini, così che la Cie possa diventare anche uno strumento di diffusione di cultura digitale. La Carta d’identità elettronica si appresta a diventare porta d’accesso per un numero sempre maggiore di servizi in rete. Altre novità, infatti, sono in arrivo dopo il riconoscimento ottenuto in ambito europeo e che permetterà ai cittadini italiani di collegarsi tramite Cie (e anche tramite Spid), ai servizi online delle pubbliche amministrazioni di altri Paesi europei. Il traguardo è stato raggiunto all’interno del percorso Cooperation Network di eIDAS – il regolamento europeo per Electronic IDentification, Authentication and trust Services – che ha valutato lo schema di identità digitale basato sulla Cie come adeguato per il livello di sicurezza High, il massimo previsto dal regolamento. Queste novità rappresentano dei passi avanti per l’utilizzo non solo come documento di identità da esibire alle Autorità, ma anche come strumento interattivo per accedere ed usufruire dei servizi in rete”.

 

bilancio1

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha predisposto una bozza di relazione, nella quale, tra l’altro, viene chiaramente indicato che la scelta di non redigere il bilancio consolidato da parte dei mini enti deve essere esplicitata in una delibera.

Bilancio Consolidato Piccoli Comuni: la bozza del CNDCEC

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha reso disponibile la bozza composta da un testo word con traccia della relazione e tabelle Excel per l’inserimento dei dati.

La relazione è composta dai seguenti paragrafi:

  • introduzione
  • stato patrimoniale consolidato (analisi dello stato patrimoniale attivo e passivo)
  • conto economico consolidato
  • relazione sulla gestione consolidata e nota integrativa
  • osservazioni
  • conclusioni

L’articolo 233-bis, comma 3, del decreto legislativo 267/2000. stabilisce che il consolidato è facoltativo per gli enti locali con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, i quali, in base al recente D.L. n. 34/2019, (il decreto “crescita”), possono anche rinviare la contabilità economico-patrimoniale.

Secondo il Cndcec, in tal caso occorre adottare un provvedimento, che deve essere richiamato anche ai fini del consolidato.

In vista della scadenza dell’adempimento (il termine è il prossimo 30 settembre), il documento predisposto dai commercialisti offre un manuale di istruzioni utile soprattutto per i revisori degli enti.

Il bilancio consolidato è un documento consuntivo di esercizio che vuol rappresentare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di un gruppo di imprese, elaborato dalla società posta al vertice (capogruppo).

È un documento pubblico, ma non avente forza legale; infatti, sebbene questo strumento riesca a stabilire i risultati economici del gruppo, non è ancora possibile utilizzare questo mezzo per poter attribuire gli utili complessivi del gruppo, permettendo dunque di distribuire i dividendi anche a quei soci delle società del gruppo in perdita.

A questo link il file completo della bozza.

 

piccoli comuni

La Corte costituzionale, con decisione 33 del 24 gennaio 2019, depositata il 4 marzo 2019, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 14, comma 28, Decreto legge 31 maggio 2010, n. 78.

Si tratta di situazioni dalla più varia complessità che però – secondo la sentenza – meritano attenzione. Perché il sacrificio imposto all’autonomia comunale non realizza quei risparmi di spesa cui è finalizzata la normativa stessa.

Nello specifico la Consulta ha posto il veto:

“nella parte in cui non prevede la possibilità, in un contesto di Comuni obbligati e non, di dimostrare, al fine di ottenere l’esonero dall’obbligo, che a causa della particolare collocazione geografica e dei caratteri demografici e socio ambientali, del Comune obbligato, non sono realizzabili, con le forme associative imposte, economie di scala e/o miglioramenti, in termini di efficacia ed efficienza, nell’erogazione dei beni pubblici alle popolazioni di riferimento”.

Le norme censurate, infatti, violerebbero le garanzie sostanziali e procedurali fissate dalla Costituzione a tutela dell’autonomia regolamentare e organizzativa comunale. Infatti, il potere regolamentare dei piccoli Comuni verrebbe «compresso orizzontalmente per tutte le funzioni assegnate, indipendentemente da ogni valutazione in merito all’ambito territoriale più idoneo alla loro gestione».

Vi sarebbe, infine, l’irragionevolezza e contraddittorietà delle norme censurate. In quanto sarebbe non dimostrata la inefficienza e diseconomicità della gestione amministrativa dei piccoli Comuni, così come sarebbe non corretta la presunzione di risparmio legata alla gestione delle funzioni su scala sovra-comunale.

Effetto che, invece, potrebbe valere per l’erogazione di alcuni pubblici servizi, mentre tale «approccio non può essere esteso alle funzioni in senso proprio né, tantomeno, a tutte le funzioni fondamentali» senza, quantomeno, una verifica casistica.

A questo link il testo completo della Sentenza.

 

privacy corso

Sono disponibili le slide (Slide) del corso in materia di adeguamento al Regolamento europeo 2016/679 Gdpr, proposto lo scorso 4 luglio dal Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco agli enti aderenti.

Il docente, Avvocato Ernesto Belisario - Studio E-Lex, DPO della Provincia di Lecco, ha affrontato i seguenti temi: ruoli e responsabilità, registro dei trattamenti, aspetti di sicurezza informatica, di gestione documentale, informative.

gdpr1

Con un nuovo provvedimento il Garante della Privacy fa luce su ulteriori aspetti del GDPR e sul trattamento dei dati personali.

Nello specifico sui criteri da utilizzare per le categorie particolari come quelli legati:

  • alla salute
  • alle opinioni politiche
  • all’etnia
  • all’orientamento sessuale

Il Garante della Privacy ha adottato dunque il provvedimento, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

Questo vademecum contiene gli obblighi che dovranno essere rispettati da un numero elevato di soggetti, pubblici e privati, in diversi settori per poter trattare particolari categorie di dati personali, come quelli legati alla salute, alle opinioni politiche, all’etnia, all’orientamento sessuale.

Le prescrizioni riguardano infatti il trattamento di queste categorie particolari di dati nei rapporti di lavoro. E anche il trattamento degli stessi dati da parte degli organismi di tipo associativo, delle fondazioni, delle chiese e associazioni o comunità religiose, cosi come da parte degli investigatori privati. Nonché il trattamento dei dati genetici e il trattamento effettuato per scopi di ricerca scientifica.

Il trattamento delle categorie particolari di dati personali è effettuato solo se necessario (articolo 9, paragrafo 2 Regolamento UE 2016/679), vale a dire:

  • per adempiere a specifici obblighi come instaurazione, gestione ed estinzione del rapporto di lavoro (articolo 88 del Regolamento UE 2016/679), nonché del riconoscimento di agevolazioni ovvero dell’erogazione di contributi, o in materia di igiene e sicurezza del lavoro, nonché in materia fiscale e sindacale
  • in conformità alla legge e per scopi determinati e legittimi
  • perseguire finalità di salvaguardia della vita o dell’incolumità fisica del lavoratore o di un terzo
  • far valere o difendere un diritto, anche da parte di un terzo, in sede giudiziaria. Nonché in sede amministrativa o nelle procedure di arbitrato e di conciliazione;
  • adempiere ad obblighi connessi alla responsabilità del datore di lavoro in materia di salute e sicurezza del lavoro e di malattie professionali o per i danni cagionati a terzi nell’esercizio dell’attività lavorativa o professionale
  • per garantire le pari opportunità nel lavoro
  • perseguire scopi determinati e legittimi individuati dagli statuti di associazioni, organizzazioni, federazioni o confederazioni rappresentative di categorie di datori di lavoro o dai contratti collettivi, in materia di assistenza sindacale ai datori di lavoro

 

data center

Su Agenda digitale, Giovanni Manca ha pubblicato un articolo di commento sui contenuti della Circolare in materia di data center pubblici e Poli strategici nazionali emanata negli scorsi giorni dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

Con l’avvio del processo di razionalizzazione dei data center pubblici e di creazione dei Poli stategici nazionali, sancito dalla circolare 1 del 14 giugno 2019, AgID accelera oltre che sull’l’iter di classificazione dei Centri di elaborazione dati, anche sul risparmio di risorse nella spesa pubblica per l’Ict quantificato in un paio di miliardi di euro all’anno.

Questa circolare è infatti cruciale per l’attuazione di quanto previsto nel Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione in materia di miglioramento della spesa pubblica in materia di Centri di elaborazione dati (Ced – Data center).

In parallelo dovrà essere gestito e coordinato quanto stabilito nel Piano triennale per il sistema di gestione dei procedimenti amministrativi (Sgpa).

Una base di partenza per la classificazione dei Ced

Come ben introdotto nella circolare stessa AGID ha dato corso al Censimento del Patrimonio Ict della Pa per individuare le infrastrutture fisiche:

  • candidabili a essere utilizzate da parte dei Poli strategici nazionali
  • con requisiti minimi di affidabilità e sicurezza dal punto di vista infrastrutturale e/o organizzativo (Data Center con carenze strutturali/organizzative considerate minori – classificabili nel Gruppo A)
  • con carenze strutturali e/o organizzative o che non garantiscono la continuità dei servizi (Data Center classificabili nel Gruppo B)

Per le operazioni di classificazione dei Ced e di definizione dei requisiti che devono possedere le infrastrutture per candidarsi a Polo strategico nazionale (Psn) la circolare è la base di partenza. La sua evoluzione sarà “sul campo” in base a quanto man mano rileverà il censimento.

Nella versione in attuazione viene definito il percorso di classificazione dei Ced pubblici data e stabiliti i requisiti per i Psn.

AgID, opportunamente, spiega anche che le indicazioni e i contenuti presenti nella circolare tracciano le fasi di un percorso definito all’insegna della sostenibilità e della condivisione con tutte le amministrazioni, un percorso che ha l’obiettivo finale d’innalzare il livello di sicurezza delle infrastrutture della pubblica amministrazione per offrire servizi più moderni a cittadini e imprese”.

Più volte AgID e il Team Digitale (ma anche alcuni dei pochi politici che si occupano di digitale) hanno evidenziato il fatto che in Italia ci sono circa 11.000 CED che sono al servizio di oltre 22.000 pubbliche amministrazioni sia centrali che locali.

 

webinar

La Corte dei conti ha avviato la prima indagine conoscitiva sullo stato di attuazione dell’Agenda digitale da parte

degli enti territoriali per fornire una fotografia al Parlamento e richiamare la necessità di portare a

compimento le attività operative del Piano triennale per l’Informatica.

Per questo ha predisposto il Questionario per la valutazione dello stato di attuazione del Piano Triennale per

l'informatica nella Pa che Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Province autonome, devono

compilare entro il 30 settembre.

 

Il questionario, accessibile dal 1° luglio scorso, prevede una compilazione esclusivamente via web tramite

credenziali di accesso SPID. Poiché le credenziali SPID sono riferite alle sole persone fisiche, è necessario che

ogni ente individui le persone incaricate di procedere alla compilazione e che queste siano munite di

accesso SPID.

L’indagine avvalora la necessità di individuare l’RTD quale riferimento principale per ciò che attiene il processo di

digitalizzazione dell’ente: il questionario infatti tocca numerosi aspetti come le infrastrutture fisiche (cloud, data

center, connettività) e immateriali (piattaforme abilitanti, riuso) oltre ai servizi online, al mobile government,

alla formazione dei dipendenti.

 

Tematiche che rientrano totalmente tra le competenze del Responsabile per la transizione al digitale.

Tra le sue funzioni, infatti, quella principale è di garantire operativamente la trasformazione digitale

dell'Amministrazione, coordinandola nello sviluppo dei servizi pubblici digitali e nell’adozione di nuovi modelli di

relazione trasparenti e aperti con i cittadini.

Il nuovo webinar ( pdf Avvisi 105 avviso RTD AVVISO 03 (106 KB) ) proposto da PADigitale, oltre a presentare il servizio formativo-consulenziale dedicato al Responsabile per la transizione al digitale, offre un approfondimento sul Questionario della Corte dei conti e una panoramica sulle diverse sezioni in cui è articolato per comprenderne motivazioni e obiettivi.

 

iso 9001

Nei giorni scorsi gli ispettori di Certiquality, istituto di rilevanza all’interno della Federazione CISQ, hanno rinnovato la Certificazione di Qualità al Servizio Progettazione (infrastrutture viabilistiche e fabbricati), al Servizio Mercato del Lavoro, a Villa Monastero per l’organizzazione di eventi congressuali nazionali e internazionali, alla Stazione unica appaltante, al Servizio Protocollo e Gestione documentale della Provincia di Lecco.

Il rinnovo è avvenuto a seguito di un’attenta verifica che ha comportato uno scrupoloso controllo di tutte le procedure e svolgendo visite a campione, quest’anno effettuate presso il Servizio Protocollo e Gestione documentale, il Centro per l’impiego di Merate e la Stazione unica appaltante.

Novità di quest’anno, la Certificazione di Qualità è stata ampliata anche ai servizi erogati dal Cst - Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco, a seguito della domanda presentata a inizio luglio.

Nel rapporto di audit sono stati evidenziati i punti di forza dell’organizzazione: la piena consapevolezza, la comunicazione trasversale e l'impegno costante dei referenti nel curare il mantenimento, l’adeguamento e il miglioramento del sistema di gestione della qualità e nel monitoraggio dei risultati.

Grazie all’impegno dell’Ufficio Qualità, dei dirigenti e dei referenti per la Qualità dei servizi interessati, non sono state rilevate Non Conformità del Sistema alla ISO 9001:2015.

“Il rinnovo della certificazione a vari servizi e l’estensione al Cst - commenta il Presidente Claudio Usuelli - rappresentano un motivo di soddisfazione per il lavoro svolto quotidianamente nel migliorare i processi e perseguire obiettivi e risultati in maniera sempre più efficiente ed efficace. La nostra Amministrazione, in un'ottica di miglioramento continuo, è molto attenta alla qualità dei servizi erogati: anche in un contesto tutt’altro che agevole, siamo impegnati a offrire risposte puntuali e responsabili alle esigenze dei nostri interlocutori, cittadini, enti, associazioni e imprese. Un ringraziamento ai dirigenti e ai funzionari che hanno permesso di mantenere i livelli di qualità dei servizi erogati”.

La nuova certificazione di qualità delle procedure del Centro servizi territoriale - aggiunge il Consigliere delegato Felice Rocca - potrà migliorare l'efficienza e l'efficacia dei processi interni e costituire un valido strumento di organizzazione per raggiungere gli obiettivi che ci siamo fissati e migliorare la soddisfazione degli enti aderenti. Stiamo affrontando importanti sfide su diverse tematiche, tra cui la transizione al digitale e l’attuazione di numerose progettualità; la certificazione di qualità potrà senz’altro aiutarci ad affrontare al meglio questo percorso fondamentale per la Provincia di Lecco e gli enti aderenti, a cui il Cst fornisce servizi di qualità con notevoli risparmi proprio grazie a questa particolare forma di aggregazione”.

 

nuovo logo pago pa

Martedì 1 ottobre dalle 9.30 alle 11.30, nella sala consiliare della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombarda 4 a Lecco, si terrà un incontro promosso dal Centro servizi territoriale con la collaborazione di EasyGov Solutions per presentare a tutti gli enti aderenti le funzionalità operative del portale dei pagamenti elettronici PagoPa LeccoGov, realizzato dal Cst della Provincia di Lecco attraverso il riuso della soluzione sviluppata dalla Provincia di Brescia.

La soluzione, che ha preso il via lo scorso 5 luglio nell'ambito dei contributo economico erogato da Regione Lombardia per il pagoPA, è utilizzata per i pagamenti elettronici dagli 8 enti che hanno aderito al progetto unificato del Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco e sarà disponibile anche per altri enti aderenti che ne facciano richiesta.

 

pa digitale

Su Agenda digitale, un articolo a firma di Giovanni Manca fa il punto sui principali progetti di trasformazione digitale della pubblica amministrazione. Le iniziative oggetto di attenzione sono le seguenti:

  • Anagrafe nazionale della popolazione residente
  • PagoPA
  • Sistema pubblico di identità digitale
  • Carta d’identità elettronica
  • Open source
  • Cloud pubblico
  • Servizi digitali
  • Design dei servizi digitali
  • IO, app dei servizi pubblici
  • Open data
  • Responsabili per la transizione al digitale

Per ogni asse d’intervento si forniscono dati e altre informazioni circostanziate sullo stato di avanzamento. Quindi l’esperto formula una riflessione sui nodi critici che hanno ostacolato e talvolta continuano a ostacolare i percorsi di riforma e innovazione in atto.

 

pa digitale

Nell’ambito delle attività di informazione verso i proprio enti aderenti il Centro servizi territoriale delle Provincia di Lecco ospiterà a fine settembre un incontro con l'operatore economico PADigitale per la presentazione delle nuove proposte e soluzioni relative ai servizi nei vari ambiti dell’innovazione tecnologica (segreteria, contabilità, servizi on line, trasparenza).

Seguiranno a breve informazioni più dettagliate.

data center1

Su Agenda Digitale è stato pubblicato l’articolo Stop ai datacenter nei piccoli Comuni: guida pratica alla migrazione, a firma di Andrea Tironi.

Serviranno procedure specifiche e particolare attenzione per eliminare i datacenter nei piccoli Comuni e migrarli al cloud.

Migrazione al cloud dei data center della PA è uno degli obiettivi ripresi nel nuovo Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2019-2021 (era già presente nel Piano triennale 2017-2019).

Ma date le condizioni di molti enti italiani, per la maggior parte di piccole dimensioni, sarà un obiettivo complicato.

È possibile renderlo però più fattibile grazie a un framework di azioni che, partendo dalla gestione delle basi di dati si interseca con la gestione dei dati sensibili ivi contenuti, considerando quindi il Gdpr e la privacy che sono strettamente correlate alla cyber security.

Tutti questi temi riguardano il responsabile della transizione al digitale che deve essere preparato sempre più multidimensionalmente per riuscire a raggiungere i suoi obiettivi.

La razionalizzazione dei data center della Pa

L’obiettivo dello spostamento in cloud dei datacenter della Pa è quello di ridurne il numero, dagli 11.000 censiti attualmente.

Tra questi 11 mila data center c’è anche quello che fa capo a 50 Comuni del territorio del cremasco e che abbiamo censito all’interno della valutazione dei data center avvenuta nel 2018.

Inoltre ci sono i data center dei nostri 50 comuni, che si riducono a semplici server sotto una scrivania, nei pressi di un armadio, in una stanza adibita a “sala server”.

Ci sono poi anche i server (che definire data center è un po’ eccessivo) dei circa 8.000 Comuni italiani. Ipotizzando che degli 8.000 Comuni, alcuni di questi siano comunque aggregati in unioni o siano associati in entità di più grossa dimensione dal punto di vista informatico, più della metà dei data center censiti si trova all’interno di Comuni di piccole dimensioni considerato che la maggior parte dei Comuni italiani (80%) è sotto i 15.000 abitanti.

Questo vuol dire che non ci sono risorse tecnologiche, economiche, di management e organizzative per riuscire a supportare l’eliminazione del datacenter con passaggio in Cloud con semplicità.

 

gestione documentale 1

Forum PA Campus organizza a Roma il Campus Gestione documentale, ciclo di seminari e workshop sui modelli e sistemi di archiviazione nella pubblica amministrazione per analizzare e approfondire i principi di base dei sistemi documentari digitali e gli strumenti necessari a sostenere la qualità della formazione e conservazione degli archivi pubblici. 

Il ciclo è diretto ai responsabili della gestione documentale e ai responsabili della conservazione digitale in ambito pubblico e privato, ma anche a coloro che intendono affrontare la digitalizzazione dei patrimoni documentari posseduti. È utile anche a chi sviluppa soluzioni e servizi nel campo della gestione documentale. 

Il percorso sarà organizzato in quattro cicli tematici, a loro volta articolati in incontri su argomenti specifici:

La gestione documentale (4 incontri)

  • 25 settembre - Documento amministrativo informatico e identità digitali 
  • 2 ottobre - La formazione dell’archivio digitale: il ruolo della registrazione e della classificazione d’archivio 
  • 9 ottobre - Classificare non basta: le aggregazioni documentarie (fascicoli informatici e serie). Il manuale di gestione
  • 16 ottobre - Policy e responsabilità per la gestione documentale. La qualità delle piattaforme documentali

La conservazione (4 incontri)

  • 23 ottobre - Principi e standard per la conservazione digitale
  • 30 ottobre - Gli standard di riferimento (OAIS Open Archival Information System) 
  • 6 novembre - La certificazione dei depositi digitali e le norme internazionali 
  • 13 novembre - Il modello di conservazione e accreditamento italiano 

Lo scarto (2 incontri)

  • data da definire - Principi e criteri per la selezione e lo scarto di documenti archivistici 
  • data da definire - Il piano di conservazione nella normativa vigente e nella prassi 

Il GDPR e la gestione dei documenti (2 incontri)

  • data da definire - Il GDPR: com’è cambiata la protezione dei dati e le Linee guida sull’applicazione del GDPR negli archivi 
  • data da definire - GDPR e gestione degli archivi cartacei e digitali: come adeguarsi alla normativa

Tutte le info sui dettagli e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito fpadigitalschool.digital360.it.

Leggi l’intervista di Eleonora Bove a Mariella Guercio, cui è affidata la supervisione scientifica e la conduzione del Campus.

 

gdpr1

In occasione del primo "compleanno" del Gdpr (l Regolamento generale europeo sulla protezione dei dati) Eurobarometro ha realizzato un sondaggio diffuso dalla Commissione europea il cui commento incoraggiante - I cittadini europei sono diventati più consapevoli dei loro diritti digitali e questa notizia è incoraggiante. Tuttavia solo tre europei su dieci hanno sentito parlare di tutti i loro nuovi diritti in materia di dati - significa anche che sulla protezione dei dati c'è ancora parecchio lavoro da fare. Lavoro di educazione e per la conoscenza dei diritti ai cittadini europei, per la comprensione e la trasparenza delle informative alle organizzazioni, alle società e aziende.

Il quadro della ricerca mostra che il 73% degli intervistati, su 27 mila del campione Eurobarometro, ha sentito parlare di almeno uno dei sei diritti garantiti dal Regolamento. Il 67% degli intervistati dichiara di conoscere il Regolamento sulla protezione dei dati, il 57% conosce l'Autorità nazionale per la privacy del proprio paese. Però, sul 60% degli europei che leggono le informative sulla privacy, solo il 13% le legge integralmente, perché le informative sono troppo lunghe, complesse o troppo difficili da capire.

I valori più alti di informazione tra i cittadini sono per il diritto ad accedere ai propri dati (65%), per il diritto di rettificare i dati errati (61%), per il diritto di opporsi alla ricezione di messaggi di marketing diretto (59%) e per il diritto che i propri dati siano cancellati (57%). Dai risultati emerge però che il 62% degli intervistati teme di non avere il controllo completo dei dati personali forniti on line.