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News dal CST

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Inammissibile la norma che fissa alle 7 del giorno successivo le notifiche di messaggi la cui ricevuta di accettazione viene generata tra le 21 e le 24

Con la sentenza n° 75 del 2019, segnalata dalla newsletter La PA Digitale, la Corte Costituzionale ha stabilito che che, al contrario di quanto stabilito dalla normativa di riferimento attuale, per i messaggi di posta elettronica certficata le cui ricevute di accettazione vengono generate tra le 21 e le 24, la notifica si perfeziona al momento stesso della generazione della ricevuta, anziché alle 7 di mattina del giorno successivo.

La Corte Costituzionale - si legge nella sentenza - dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 16-septies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del paese), convertito, con modificazioni, nella legge 17 dicembre 2012, n. 221, inserito dall’art. 45-bis, comma 2, lettera b), del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari), convertito, con modificazioni, nella legge 11 agosto 2014, n. 114, nella parte in cui prevede che la notifica eseguita con modalità telematiche la cui ricevuta di accettazione è generata dopo le ore 21 ed entro le ore 24 si perfeziona per il notificante alle ore 7 del giorno successivo, anziché al momento di generazione della predetta ricevuta.

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Il decreto legge 32/2019, cosiddetto Sblocca Cantieri, è stato approvato e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 18 aprile 2019.

Le modifiche più rilevanti riguardano l’ambito dell’affidamento dei lavori ma, più in generale, il decreto legge ha l’auspicato obiettivo di semplificare il quadro normativo, favorendo la crescita economica e dando impulso al sistema produttivo del Paese.

Sblocca Cantieri e Codice degli Appalti

Di seguito, le principali modifiche al decreto legislativo 50/2016:

  • I Comuni non capoluogo di provincia possono ora procedere direttamente all’acquisizione di beni, servizi e lavori, senza ricorrere a una centrale di committenza
  • Per l’affidamento dei lavori sottosoglia (articolo 36 decreto legislativo 50/2016), il decreto legge 32 innalza la soglia per la procedura negoziata previa consultazione di almeno 3 operatori economici da 150.000 a 200.000 euro. Al di sopra di questa soglia, i lavori potranno essere affidati soltanto tramite procedura aperta
  • Il criterio di aggiudicazione standard per le procedure sotto soglia è quello del minor prezzo, mentre l’eventuale scelta di utilizzare il criterio di aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa dovrà essere giustificata nei documenti di gara
  • Per i contratti sotto soglia, le stazioni appaltanti possono ora decidere, se previsto nel bando, di posporre la verifica della documentazione relativa al possesso dei requisiti ad una fase successiva rispetto all’apertura delle offerte; la verifica potrà quindi essere effettuata direttamente sul migliore offerente e, a campione, sugli altri partecipanti, ma non necessariamente su tutti i concorrenti
  • Nel caso di procedure con criterio di aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa (articolo 95 decreto legislativo 50/2016), è stato abrogato il limite di punteggio massimo del 30% sull’offerta economica
  • Non sono più 5 i metodi di calcolo dell’anomalia per le gare al minor prezzo: l’articolo 97 del decreto legislativo 50/2016 è stato modificato con la previsione di due sole formule per il calcolo della soglia di anomalia, da applicarsi in casi diversi in base al numero di offerte ammesse:
    • Formula A per le procedure con offerte ammesse pari o superiori a 15
    • Formula B per le gare con almeno 5 e meno di 15 offerte ammesse
  • Sempre all’articolo 97, è ora previsto l’obbligo di escludere automaticamente le offerte anomale qualora il numero delle offerte ammesse sia pari o superiore a 10
  • È previsto il completo superamento delle linee guida ANAC e dei decreti attuativi, che saranno sostituiti da un regolamento unico (ancora da emanare)

Un software aggiornato

DigitalPA ha tempestivamente adeguato il software Acquisti Telematici in conformità al disposto normativo del decreto legislativo 32/2019. Sono già pienamente operative le nuove formule di calcolo dell’anomalia e la gestione automatica del numero minimo degli invitati. Sono altresì previsti ulteriori aggiornamenti per tutto il mese di maggio.

L’obiettivo è fornire al Cliente un prodotto sempre aggiornato e potenziato che possa ottimizzare il lavoro dell’ufficio Gare e semplificarlo. Ancora una volta, velocità ed efficienza sono le parole d’ordine in DigitalPA che si riconferma leader nell’e-Procurement in Italia con seicento Stazioni Appaltanti tra CUC, SUA, Comuni e altri Enti e Aziende che, ogni giorno, scelgono Acquisti telematici per la gestione degli Albi e delle Gare telematiche.

Per approfondimenti, il testo integrale del Decreto può essere consultato in Gazzetta Ufficiale cliccando su questo link.

 

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Dopo l’uscita del primo numero, Maggioli editore ha pubblicato il secondo Vademecum Privacy. Quaderno operativo per il trattamento dei dati nella P.A., a cura di Nadia Corà e Matteo Marconato.

Il Vademecum Privacy nasce per accompagnare e sostenere l’ente, i dirigenti, i responsabili di posizione organizzativa e tutti i dipendenti impegnati nello svolgimento di attività relative alle operazioni di trattamento dei dati personali, attraverso la pubblicazione di sei Quaderni operativi sulle tematiche più stringenti in materia di privacy.

La pubblicazione è naturalmente diretta anche al DPO che, nell’espletamento dei suoi compiti di vigilanza e consulenza, può utilmente usufruire delle soluzioni proposte nel quaderno e suggerirlo all’ente quale utile strumento di supporto per il corretto trattamento dei dati personali.

In particolare, in questo secondo Quaderno si affrontano i seguenti temi:

  • Protezione dei dati personali: oggetto e finalità del Piano protezione dati e sue correlazioni con altri strumenti di programmazione e pianificazione
  • Trattamento dei dati personali: le informative sul trattamento dei dati rivolte ai dipendenti. Con schema personalizzabile pronto all’uso
  • Sicurezza informatica: come e quando effettuare i backup dei dati e delle email
  • Formulario: tag, dispositivi indossabili e geolocalizzazione nei capitolati di appalto. La circolare per il Rup con le clausole da inserire

Codice Amministrazione Digitale

La Provincia di Lecco in qualità di capofila del Cst ha affidato, a seguito di trattativa, la prestazione di servizio esterna per il supporto alla transizione digitale per i 27 enti aderenti al progetto, all'operatore economico Maggioli spa.

L'operatore presenterà nei prossimi giorni al Cst un piano di lavoro in base al quale saranno successivamente comunicate agli enti le modalità operative e organizzative per  effettuare  le attività previste dal Progetto.

Le fasi dell'attività programmate sono:

- entro il 30 giugno: compilazione dei questionari

- entro il 30 settembre: completamento delle interviste

- entro il 31 ottobre: rilascio dei report e conclusione del progetto

 

spid

Su Agenda Digitale è stato pubblicato l’approfondimento “Spid e Cie, ecco il futuro nel Piano triennale Agid (e le lacune da colmare)”, a firma di Giovanni Manca. Nell’abstract si legge quanto segue: “Tante attività in corso su Spid ma il numero di credenziali rilasciate è ancora basso e resta il nodo della sostenibilità economica dei gestori dell’identità, mentre per la CIE sarà importante valutare l’impatto del rilascio dell’App che consente di fruire dei servizi della PA tramite gli smartphone Android dotati di NFC.

Il tema dell’utilizzo dell’identità digitale da parte di cittadini e imprese è sempre di elevata attenzione e anche il Piano Triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2019 – 2021 tratta questo tema in vari punti, con Spid e la Cie (Carta d’identità elettronica).

Se ne vede così il loro futuro, attraverso le linee d’azione indicate dall’Agenzia per l’Italia Digitale. E traspare, forte, su tutto la necessità di fare evolvere Spid e prepararlo a una futura convivenza (forse difficile) con la Carta d’identità elettronica.

Spid e il principio di digital identity only

Già nella parte iniziale, nell’ambito del paragrafo sulla “Strategia per la trasformazione digitale”, si enuncia il principio di “digital identity only” secondo il quale le PA devono condurre azioni propedeutiche all’adozione di sistemi generalizzati di identità digitale (le PA italiane devono adottare SPID).

SPID viene anche ricordato in quanto presente nell’articolo 3-bis del Codice dell’amministrazione digitale, dove viene stabilito che rappresenta uno degli strumenti per l’esercizio dei diritto digitali da parte di cittadini e imprese.

Nel capitolo 6.5 si affronta specificamente il tema SPID. Dopo una breve, ma adeguata sintesi su cosa sia SPID e come si realizza, si passa alla descrizione degli obiettivi. E’ interessante rilevare che già nel secondo capoverso si evidenzia che i soggetti privati possono aderire a SPID.

“È previsto, con Determinazione AGID n. 366/ 2017 “Convenzione service provider privati”, che possano aderire a SPID anche soggetti privati che intendano avvalersi dell’identità certificata”.

Spid, gli obiettivi Agid

L’elencazione degli obiettivi nel paragrafo successivo, conferma l’importanza della definizione di scenari atti a garantire la sostenibilità economica di SPID.

Quindi:

  • SPID deve evolvere per consentire la sostenibilità economica e favorire l’integrazione anche con soggetti, non pubblici che vogliono fornire servizi in modalità conforme a SPID.
    Per sostenere questo obiettivo è da qualche mese pronto un provvedimento di AgID che aggiorna, con tariffe più basse e anche qualche azione promozionale per scenari di startup quanto i prestatori di servizi privati devono ai gestori dell’identità digitale per la verifica delle identità SPID da loro emesse. Come sempre in queste situazioni bisogna attendere il provvedimento e poi verificarne gli effetti reali. Al momento, dopo oltre tre anni di attività di SPID, i gestori dell’identità digitale continuano ad operare in perdita secca
  • SPID deve massimizzare il recupero di identità pregresse della PA per accelerare lo switch off dei PIN a favore dei sistemi di autenticazione.
    L’attività già avviata da tempo ha già portato a “migrazioni” di credenziali dalla rete FedERa dell’Emilia Romagna e della TS-CNS in Lombardia. E’ evidente che il vero punto di svolta sarà con la migrazione di INPS e Agenzia delle Entrate
  • SPID dovrebbe utilizzare i fornitori di attributi qualificati.
    Le Attribute authority sono previste nella normativa relativa a SPID.
    Il Piano triennale poi si pone anche gli obbiettivi di consolidare il controllo contro le false identità tramite le banche dati di settore, aggiornare le regole tecniche e automatizzare i processi di avvio operativo da parte dei prestatori di servizi

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La Provincia di  Lecco ha acquisito dalla Provincia di Brescia, tramite un Accordo di Collaborazione, il riuso gratuito del portale dei pagamenti BresciaGOV, messo a disposizione dei Comuni che hanno aderito al Progetto PagoPA del Cst: Carenno, Primaluna, Vercurago, Sueglio, Erve, Perledo, Monte Marenzo, Garlate.

L'acquisizione a riuso del portale dei pagamenti ha richiesto attività di analisi e acquisizione di risorse hardware che ora sono state completate. Nei prossimi giorni si procederà all'installazione della piattaforma dei pagamenti nel cloud del Cst e alla realizzazione delle attività sistemistiche propedeutiche alla configurazione dei servizi di pagamento.

Per le attività di installazione, configurazione, adeguamento della piattaforma alle esigenze dei Comuni, formazione e assistenza agli enti, a seguito di trattativa il Cst ha affidato una prestazione di servizio esterna per la manutenzione del portale per la quale è stato individuato l'operatore EasyGov Solutions srl.  Il servizio prevede anche attività di formazione e supporto ai Comuni in tutte le operazioni di avvio e di gestione dei pagamenti elettronici.

L'utilizzo del sistema a riuso, oltre a essere previsto dalla normativa, consente notevoli vantaggi economici, per risparmi generati da economie di scala, organizzativi, di outcome, soprattutto se più enti utilizzano questa soluzione.

Il cittadino all'interno del portale, infatti, potrà visionare il proprio "storico" dei pagamenti verso tutti i Comuni che usano questo portale e per il cittadino può essere la stessa user experience per più Comuni.

Per gli uffici comunali il portale mette a disposizione  soluzioni per la rendicontazione e riconciliazione dei pagamenti semplici da utilizzare e funzionali, con aggiornamento della situazione degli incassi in tempo reale.

Il sistema consente a ciascun ente di gestire fino a 50 tipologie diverse di pagamenti.

Inoltre la gestione del sistema a cura del Cst garantisce rapidità di intervento, efficacia e qualità del servizio. 

I Comuni aderenti a questo progetto hanno già individuato le tipologie di pagamento che verranno configurate e il sistema sarà completato e operativo dal 30 giugno.

 

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Disinformazione on line, la strada è ancora lunga. E le piattaforme on line possono fare di più e più concretamente, specialmente quando si parla di elezioni e disinformazione.

Gli obiettivi che si prefigge il tavolo di lavoro istituito in proposito da Agcom sono di "promuovere l'autoregolamentazione delle piattaforme e lo scambio di buone prassi per l'individuazione e il contrasto dei fenomeni di disinformazione on line frutto di strategie mirate", come quelle politiche. Sul tema, di recente, Agcom ha comunicato che "l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni intende classificare il Codice di condotta delle piattaforme on line come 'impegni' e non come Linee Guida, in ragione dell'ancora insoddisfacente livello di trasparenza soprattutto in relazione alla verifica, all'inspection e all'audit sul processamento dei dati, sulla selezione algoritmica e sull'impatto della regolazione privata che le piattaforme hanno adottato".

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A seguito dell’entrata in vigore della nuova normativa in materia di protezione dei dati personali, la Provincia di Lecco, in qualità di ente capofila del Cst, ha inviato una comunicazione a tutti gli enti aderenti chiedendo di essere nominata responsabile del trattamento dai dati, per mettere tutto in sicurezza, chiarezza e trasparenza.

La Provincia sta nominando tutti i fornitori sub responsabili del trattamento dei dati.

Il tema privacy ha messo gli enti davanti a una sfida, anche perché si è rivelato un’opportunità per rivedere alcuni processi e certi procedimenti.

La Provincia sta affrontando questo percorso con un Dpo, l’avvocato Bellisario, che è una delle massime figure in Italia.

È prevista anche una giornata di formazione operativa sulla privacy, di cui verrà data presto notizia.

 

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Dalla Relazione del garante per la protezione dei dati risulta che nel 2018 le violazioni contestate sono state 707, in gran parte per il trattamento illecito di dati; la mancata adozione di misure di sicurezza; il telemarketing; la violazione di banche dati; l'omessa o inadeguata informativa agli utenti sul trattamento dei loro dati personali; l'omessa esibizione di documenti al Garante.

Le sanzioni amministrative riscosse ammontano a oltre 8 milioni 160 mila euro, segnando circa 115% in più rispetto al 2017.

Continua il compito dell'Autorità per vigilare e tutelare i diritti alla privacy delle persone, con grande attenzione al complesso mondo digitale e alle novità introdotte dal GDPR per piattaforme; big data; algoritmi ad uso sociale; pervasività delle diverse forme di controllo e raccolta dati; profilazione on line, anche a fini di condizionamento dell'opinione pubblica; fake news; cybersecurity; Internet delle cose; revenge porn

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Nella mattinata di oggi, mercoledì 8 maggio, a Vimercate il gruppo Maggioli ha organizzato un incontro di presentazione dei Servizi di supporto al Responsabile della transizione al digitale.

Tutti gli enti locali sono obbligati a individuare, all’interno della propria struttura, un Responsabile della transizione al digitale a cui affidare il compito di accompagnare l'ente nel percorso verso la digitalizzazione.

L'evento ha l’obiettivo di approfondire ruolo e responsabilità di questa nuova figura e individuare le azioni a supporto del Responsabile della transizione al digitale nelle attività di indirizzo, pianificazione, coordinamento e monitoraggio del progetto di trasformazione digitale.

Nel corso dell’incontro si è parlato di:

  • come fare il check del livello di digitalizzazione dell’ente
  • pianificazione delle attività necessarie per soddisfare i requisiti indicati dal Codice amministrazione digitale
  • supporto giuridico per garantire all’ente il rispetto della normativa
  • attività di project management per i progetti di informatizzazione più complessi
  • analisi e reingegnerizzazione dei processi in logica di digitalizzazione

 

 

Codice Amministrazione Digitale

Riuso e Open source: al via il centro di competenza

Per incentivare le amministrazioni nell’attuazione delle Linee guida sull’acquisizione e il riuso di software per le pubbliche amministrazioni, di recente emanazione, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) ha istituito il Centro di Competenza per il Riuso e l’Open Source (CCRES).

Come si ha modo di leggere in una nota, la struttura, nasce per “costruire strumenti a supporto dei processi di Acquisto, Sviluppo e Riuso di soluzioni informatiche nelle Pubbliche Amministrazioni, in coerenza con le Linee guida”. Nel dettaglio, il nuovo centro ha l’intento di mettere a disposizione competenze e strumenti per i seguenti obiettivi:

  • Supportare le PA nell’individuazione e nella condivisione dei modelli di governance Individuare strumenti per la gestione della vetrina delle soluzioni in riuso delle PA (classificazione, link ai repository, strumenti per la gestione delle comunità)
  • Favorire l’allineamento alle Linee guida di policy "locali" e di strumenti
  • Supportare i territori nel riuso di soluzioni e la diffusione di buone pratiche
  • Animare delle community territoriali
  • Fornire supporto tecnico giuridico per la scelta e la gestione delle licenze

“Il Centro di Competenza - conclude la nota - ha un approccio federato, che vuole salvaguardare e favorire le esperienze locali sul tema, anche attraverso l’apertura di osservatori regionali e la condivisione di occasioni di confronto e di sfida (incontri, contest, hackathon, assessment) per tutti i soggetti che vogliono contribuire alla trasformazione digitale della PA”.

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Dopo la sottoscrizione della Convenzione con l'Autorità di Gestione del Programma di cooperazione Interreg Italia Svizzera dell'8 aprile scorso, sono state avviate con il partenariato le prime fasi per la realizzazione del progetto Gioconda.

Il progetto viene puntualmente monitorato dall'Autorità di Gestione che ha pianificato per mercoledì 15 maggio a Milano, Palazzo Lombardia, un incontro per la verifica dell’avanzamento della spesa.

L’incontro avrà l’obiettivo di identificare le misure necessarie per il raggiungimento dei target finanziari fissati dall’Unione Europea per il 2019 e, in prospettiva, per il 2020. Il mancato raggiungimento dei target e le conseguenti rettifiche finanziarie del Programma daranno infatti luogo a una decurtazione dei contributi concessi.

Si tratta di un incontro importante non solo per fare il punto sull'andamento della spesa, ma anche per un confronto di verifica sul cronoprogramma delle azioni, per assicurare, nei 24 mesi di progetto, la realizzazione delle attività e il raggiungimento degli obiettivi ambiziosi che il progetto si è posto su un tema, quello degli open data di sicura attualità, ma allo stesso tempo poco conosciuto al di fuori del campo degli addetti ai lavori.

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Il futuro dell’Anpr

Su Agenda Digitale, un articolo a firma di Patrizia Saggini illustra le modalità di evoluzione dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente previste nel Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione 2019-2021, emanato di recente. “Gli obiettivi del nuovo piano triennale Agid - scrive Saggini - dimostrano che ANPR non è solo una banca dati nazionale che raccoglie ed unifica le anagrafi dei singoli Comuni, ma diventa anche il volano dell’innovazione nelle PA. Ecco come miglioreranno i servizi (se tutto va bene)”. Di seguito l’introduzione dell’approfondimento:

Per l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), il nuovo Piano Triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2019-2021 prevede obiettivi sia di tipo infrastrutturale e sia di miglioramento della qualità del servizio.

Per quanto riguarda la piattaforma, si prevede il completamento della migrazione dei dati dalle anagrafi comunali ad ANPR, assicurando durante le fasi del ciclo di vita dei dati un elevato indice di qualità degli stessi, e l’avvio della sperimentazione dell’Archivio nazionale informatizzato dei registri di stato civile in ANPR.

In particolare, attraverso questa sperimentazione su un campione significativo di comuni italiani, si provvederà alla realizzazione di prototipi di registri di stato civile, valutando le possibili semplificazioni derivanti dalla digitalizzazione e centralizzazione degli stessi (l’informatizzazione dei registri di stato civile, ricordiamo giusto per curiosità, era già stata prevista a livello normativo dal DPR 392/2000, a cui non è mai stato dato seguito)

Per quanto riguarda invece il completamento della migrazione dei Comuni in ANPR, non è chiaro cosa succederà se al 31 dicembre 2019 ci saranno ancora Comuni che non avranno completato le procedure di subentro.

 

L’ANPR non è solo una banca dati

L’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente è la banca nazionale centrale unica nella quale confluiscono progressivamente le anagrafi comunali, l’anagrafe centrale unica di tutti i cittadini e i residenti in Italia. Essa contiene i dati anagrafici, gli indirizzi di residenza e rappresenta l’archivio di riferimento delle persone fisiche appunto residenti, per tutti gli altri sistemi nazionali (migrazione da anagrafi locali ad anagrafe centrale in corso).

Il DPCM 194/2014 stabilisce i requisiti di sicurezza, le funzionalità per la gestione degli adempimenti di natura anagrafica, le modalità di integrazione con i diversi sistemi gestionali nonché i servizi da fornire alle pubbliche amministrazioni ed Enti che erogano pubblici servizi.

ANPR non è solo una banca dati ma un sistema integrato che consente ai Comuni di svolgere i servizi anagrafici ma anche di consultare o estrarre dati, monitorare le attività, effettuare statistiche.

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Nella Pubblica Amministrazione italiana un importante sistema che migliorerebbe senza dubbio la qualità dei servizi per il cittadino è il Citizen Relationship Management-CRM. Ma utilizzare questi strumenti non è ancora cosa fatta. Lo riporta una ricerca realizzata da ForumPA che analizza quante e quali sono le Amministrazioni che ha attivato il CRM.

I risultati dell'indagine rivelano che il 60% circa delle Pa centrali afferma di aver attivato un sistema di gestione avanzato per il rapporto con il cittadino, una percentuale che, però, scende a livello locale e nel sistema sanitario, dove il 60% circa sono le amministrazioni che ancora non ne fanno uso.

Telefono, email e portale sono gli strumenti più usati dalle amministrazioni per rilevare la soddisfazione degli utenti. Il 70% è attivo sui social network, ma non utilizza le soluzioni più avanzate, come livechat, chatbot e servizi di messaggistica.

Tra i più recenti strumenti digitali è stato rilevato che le Amministrazioni che utilizzano lo Spid- Sistema Pubblico Identità Digitale per l'accesso completo sono il 21% e di queste solo il 3% dichiara di usarlo come unico sistema di accesso; nella totalità il 38% non adotta il Sistema e una uguale percentuale lo usa solo per l'accesso ad alcuni servizi.

 

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Acquisizione e riuso software: cosa cambia

Dopo la recente pubblicazione delle Linee guida su acquisizione e riuso software per le pubbliche amministrazioni, Alessandro Ranellucci, componente del Team per la Trasformazione digitale, ha pubblicato un post su Medium per spiegare i principali cambiamenti che discenderanno dall’attuazione di quanto previsto nel documento e illustrare gli altri strumenti messi a disposizione delle amministrazioni per facilitare il passaggio “dalla legge alla pratica”.

Di seguito il passaggio del testo dedicato ai cambiamenti previsti:

Con l’effettiva entrata in vigore delle linee guida:

  • Le Pubbliche Amministrazioni dovranno svolgere una valutazione comparativa prima di acquisire software, privilegiando le soluzioni open source (incluse quelle messe a riuso da altre amministrazioni)
  • Lo sviluppo di nuovo software o l’acquisto di licenze di software proprietario dovrà essere motivato
  • Tutto il software sviluppato per conto della Pubblica Amministrazione dovrà essere reso disponibile con una licenza open source in un repository pubblicamente accessibile e inserito nel catalogo di Developers Italia

Ci aspettiamo ripercussioni virtuose sul mercato, perché con il riuso del software si potrà mettere fine alla duplicazione della spesa (si pensi a tutti gli enti locali che hanno le medesime necessità) in favore del consolidamento di un numero minore di soluzioni software più mature e più sicure.

Inoltre, la competizione tra fornitori si potrà fare sulla capacità di far evolvere il software già esistente invece che sul lock-in, come avviene ora, ovvero spingendo un’amministrazione al rinnovo delle proprie licenze attraverso vincoli tecnologici. Questo permette di aprire il mercato a nuove software house, anche di dimensioni più piccole perché, potendo visionare il codice sorgente delle soluzioni già in uso, potranno beneficiare di una minore asimmetria informativa rispetto alle aziende che abitualmente sono fornitori della Pubblica Amministrazione.

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Continuano ad aumentare i Comuni italiani che hanno aderito a Piazza Wi-fi Italia, il progetto promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico per permettere ai cittadini di connettersi, gratuitamente e in modo semplice, tramite applicazione dedicata, a una rete Wi-fi libera e diffusa su tutto il territorio nazionale.

Dal lancio del progetto sono oltre 2.304 i Comuni che hanno aderito, di questi 711 hanno già sottoscritto le convenzioni con Infratel per la procedura per l'installazione dei punti Wifi.

Piazza Wi-fi Italia ha a disposizione 45 milioni di euro di nuovi finanziamenti (rispetto agli 8 milioni iniziali), che permetteranno di realizzare nuove aree Wi-fi gratuite in tutti i Comuni italiani, con priorità per Comuni la cui popolazione è inferiore a 2.000 abitanti.

www.wifi.italia.it

 

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Massimizzare la visibilità nei piccoli Comuni e nelle Anci regionali l’azione di Anci nazionale, valorizzando al tempo stesso le migliori pratiche a livello locale per portarle all’attenzione dei media nazionali.

Il tutto potenziando l’attività di comunicazione di Anci, tramite scambio di informazioni e iniziative mirate verso i mass media nazionali e locali per informare di quanta bellezza materiale e immateriale si produce ogni giorno nei quasi seimila borghi sotto i 5mila abitanti. Questo per migliorare la visibilità dei Piccoli Comuni.

Sono questi i punti centrali della riunione operativa che questa mattina in Anci ha messo le basi per la nascita di una unità intersettoriale che coinvolgerà operativamente le strutture Anci che si occupano di piccoli Comuni e Anci regionali, con il supporto dell’area comunicazione Anci.

“Parte oggi un progetto – ha detto il coordinatore nazionale delle Anci regionali Maurizio Mangialardi – che intende valorizzare il protagonismo della visibilità dei piccoli Comuni italiani e per dare una risposta immediata alle istanze del territorio. In questo le Anci regionali possono svolgere una grande azione di sensibilizzazione e di raccordo”.

“Una grande idea del nostro segretario generale a cui dobbiamo lavorare tutti”, ha detto da parte sua il coordinatore nazionale piccoli Comuni Anci, Massimo Castelli. “I piccoli Comuni non si isolano – ha aggiunto Castelli – ma vogliono dialogare con medi e grandi Comuni perché Anci è una grande famiglia che vuole rispondere alle esigenze di tutti”.

“Il nostro obiettivo – ha infine commentato il segretario generale Anci Veronica Nicotra – è aggiornare al meglio il lavoro di comunicazione che l’Anci fa ogni giorno su tutti i problemi che affliggono i Comuni minori del nostro Paese. Nelle prossime settimane – ha concluso Nicotra – chiederemo al governo di deliberare linee guida previste dalla legge in materia di semplificazione degli organi burocratici e della revisione dell’ordinamento della gestione associata dei piccoli Comuni.

 

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La trasformazione digitale della Pa rappresenta l’ecosistema abilitante di qualsiasi riforma, condizione necessaria per il miglioramento della trasparenza e della qualità dei servizi erogati al cittadino, ma anche driver di sviluppo e rafforzamento della capacità innovativa dell’intero Paese.

È per questo motivo che l’impatto della digital transformation nella creazione di valore pubblico sarà al centro di uno dei grandi percorsi tematici che animeranno la 30esima edizione del Forum Pa 2019, che si svolgerà dal 14 al 16 maggio presso il nuovo palazzo dei Congressi “La Nuvola” a Roma EUR.

I tre giorni di manifestazione saranno caratterizzati da grandi convegni tematici dedicati alle principali componenti del nuovo Piano triennale per l’Ict pubblico e al loro impatto sullo sviluppo di una Pa orientata al cambiamento.

Dalla transizione al paradigma del cloud all’attuazione del progetto di digital security nel quadro della nuova strategica nazionale sulla sicurezza cibernetica.

Dallo sviluppo di servizi pubblici digitali orientati al cittadino alla valorizzazione dei dati pubblici come motore dell’economia digitale del Paese.

Occasioni di confronto tra i protagonisti dell’innovazione provenienti dal settore pubblico, privato e del mondo accademico, che si arricchiscono quest’anno della presenza di importanti relatori internazionali che presenteranno le migliori esperienze europee in tema di innovazione.

Nel corso di un evento dedicato a Cio e Responsabili per la Transizione al digitale delle Pa italiane ascolteremo le esperienze virtuose di quegli dagli enti che negli ultimi anni hanno utilizzato al meglio la leva della digitalizzazione per attivare processi di crescita dell’ente, al fine di favorire la diffusione e il trasferimento delle buone pratiche in altre realtà.

Approfondimenti specifici ci aiuteranno poi a comprendere come la diffusione in ambito pubblico delle nuove tecnologie di frontiera, come intelligenza artificiale e blockchain, promettono di cambiare per sempre il rapporto tra amministrazioni e cittadini, e come le più avanzate soluzioni di software intelligence possano favorire i processo di cambiamento e il governo dei progetti di trasformazione digitale.

Il clou del percorso è previsto per la mattina del 16 maggio, con la grande conferenza dedicata alla Trasformazione digitale del PAese, durante il quale discuteremo su come creare valore attraverso una nuova e fattiva partnership pubblico-privato, insieme ai protagonisti della governance nazionale dell’innovazione, tra cui Teresa Alvaro, Direttore Generale di AgID, Luca Attias, Commissario Straordinario per l'attuazione dell'Agenda Digitale e Cristiano Cannarsa, AD di Consip.

Come sempre la partecipazione a tutti i convegni è gratuita, è necessario però accreditarsi e iscriversi in tempo ai singoli eventi.

Per scoprire tutti gli appuntamenti del percorso, è sufficiente consultare il programma di FORUM PA 2019  e filtrare gli eventi per Percorso>Trasformazione digitale

 

Appuntamenti in evidenza:

  • Infrastrutture e cloud: lo stato del percorso evolutivo dell'ICT pubblico, 14 maggio dalle 15:00 alle 18:00
  • La sicurezza informatica del Paese, tra nuova governance nazionale e Agenda digitale, 15 maggio dalle 10:00 alle 13:00
  • PA Digitale: le buone pratiche al servizio del Paese, 15 maggio dalle 13:00 alle 14:45
  • Servizi pubblici digitali: il cittadino è finalmente al centro?, 15 maggio dalle 14:30 alle 18:00
  • Il Governo della Modernizzazione nella PA: la Software Intelligence, 15 maggio dalle 14:15 alle 15:15
  • La PA alla sfida dell'Intelligenza artificiale, 15 maggio dalle 09:30 alle 11:30
  • La trasformazione digitale del PAese, 16 maggio dalle 09:30 alle 13:30
  • La blockchain per una gestione distribuita e condivisa dei servizi pubblici, 16 maggio dalle 11:45 alle 13:30
  • Dati pubblici come motore dell'economia digitale, 16 maggio dalle 14:30 alle 18:00

 

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Nell’ambito delle novità sulle modalità di acquisizione di Servizi Cloud Pa i chiarimenti AgID tornano molto utili a chi è interessato dalle procedure.

Dal 1° aprile 2019 le pubbliche amministrazioni centrali e locali possono acquisire servizi cloud sulla piattaforma Acquisti in rete solo se presenti nel Catalogo dei servizi Cloud qualificati per la Pa di Agid.

Ciò in linea con le Circolari 2 e 3 del 9 aprile 2018, nelle quali Agid ha fornito i requisiti per garantire che le acquisizioni di servizi cloud “Infrastructure as a Service” (IaaS), “Platform as a Service” (PaaS) e “Software as a service” (SaaS) da parte delle Amministrazioni rispondano a criteri di sicurezza, affidabilità ed efficienza.

Servizi cloud PA: chiarimenti AgID

Attualmente il Catalogo presenta oltre 150 servizi qualificati (IaaS, PaaS e SaaS), numeri in costante aumento anche grazie al quotidiano supporto fornito da AgID per agevolare amministrazioni e fornitori di servizi nel percorso di adozione del modello Cloud della PA anche dopo la data del 1° aprile, con nuovi strumenti e iniziative di facilitazione.

La strategia “Cloud della PA” delineata da Agid prevede un percorso di qualificazione per i soggetti pubblici e privati che intendono fornire servizi cloud alle pubbliche amministrazioni, affinché queste ultime possano acquisire servizi cloud erogati su infrastrutture cloud che rispettino elevati standard di sicurezza, efficienza ed affidabilità.

La strategia è in linea con gli obiettivi strategici contenuti nel nuovo Piano triennale per l’informatica nella Pa 2019-2021.

Agid ha definito il modello Cloud della Pa che comprende:

 

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Valutare il punto di vista delle imprese e aziende di tutta Europa sulla sicurezza informatica. Lo ha fatto Kaspersky Lab tramite una recente indagine nella quale fa notare che oltre la metà delle aziende europee, il 54% (il 55% per quelle italiane), ha dichiarato di aver affrontato almeno un attacco informatico negli ultimi 24 mesi, con pesanti criticità a posteriori sulle loro attività.

Considerando tutto il territorio europeo, tra gli effetti più comuni dovuti agli attacchi informatici vi sono l'interruzione dei servizi (31%), i problemi con l'integrità dei dati (18%) e la perdita dei dati stessi (15%).

I rischi maggiori da fronteggiare sono per le aziende del Regno Unito e della Spagna (64%), poi vi sono quelle della Francia (57% e dell'Italia (55%), seguite dalla Germania (49%) e dalla Romania (37%).

Dagli intervistati arriva anche l'osservazione che le cyber minacce non sono diminuite: il 21% (più di una persona su cinque) fra questi dice che, nel corso degli ultimi dodici mesi, vi è stato un aumento degli attacchi rivolti alla propria azienda, rispetto a quelli rilevati l'anno precedente e che gli hacker non hanno lasciato tracce sulla loro "identità".

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