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Messaggio di avviso

News dal CST

piccoli comuniSono sempre di più i Comuni che, soprattutto dopo l’emergenza Covid-19, danno in dotazione per l’utilizzo droni, dash cam, e bodycam o telecamere indossabili al proprio corpo di Polizia Locale. Ma quali sono le regole da rispettare?

Soprattutto in maniera di utilizzo di droni quest’anno ha apportato parecchie novità in merito.

La Polizia locale infatti, a seguito dell’emergenza Coronavirus, ha visto autorizzato l’utilizzo anche di questi strumenti. Strumenti utilizzati soprattutto durante il lockdown.

Le regole in pratica sono rimaste in vigore durante il periodo emergenziale: e adesso?

Scopriamo dunque in quale misura la Municipale può utilizzare i droni.

L’ok del Ministero dell’Interno, dopo alcune titubanze espresse dall’ENAC, è arrivato infatti lo scorso 30 marzo.

Il Ministero, infatti, ha in questa data autorizzato ministero all’uso dei droni anche i vigili urbani per controllare il rispetto dei divieti di uscire di casa.

L’ENAC, a seguito del via libero del Ministero dell’Interno, ha comunque fornito ulteriori chiarimenti in una nota del 31 marzo.

Pertanto i Comuni dovevano prima informare e coordinarsi con i Prefetti delle città di riferimento indicando le aree urbane dove si concentreranno prevalentemente i controlli con l’utilizzo dei droni.

Questo per evitare sovrapposizioni con Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza.

L’ENAC aveva anche aggiunto che “in assenza di droni nella diretta disponibilità delle Polizie locali, è stato convenuto che queste possano avvalersi di mezzi e piloti appartenenti all’organizzazione di un operatore terzo già registrato e noto all’ENAC che affianca l’amministrazione di Polizia locale e opera, sulla base di un accordo tra le parti, sotto le indicazioni e la responsabilità di quest’ultima“.

 

L’ultima nota, del 30 aprile, prorogava queste regole fino al 18 Maggio. E adesso?

In pratica i droni non sono più, ovviamente utilizzabili per far rispettare il lockdown, vista la cessazione della misura in questione.

Tuttavia l’utilizzo di questi strumenti per la Municipale è ancora in vigore.

L’utilizzo spesso attuale di questo strumento è quello relativo alle attività di monitoraggio e controllo del territorio, con particolare riguardo alla tutela ambientale.

E la privacy?

Restano ferme le disposizioni date a inizio anno per i vigili urbani, e applicati per l’utilizzo delle bodycam.

Pertanto i dati audio visivi raccolti potranno essere utilizzati per fini investigativi o per la ricostruzione dei fatti. Questi dati saranno conservati per un tempo congruo, nel rispetto dei limiti di cui

alla normativa vigente sul trattamento dei dati personali.

Infine è esclusa la possibilità di utilizzare il sistema per finalità di controllo dei lavoratori, per fini disciplinari o per la valutazione delle prestazioni lavorative.

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Manca davvero poco tempo per adeguarsi agli obblighi di accessibilità per le PA.

Tra pochi giorni si chiude la finestra destinata a rendere conformi alla normativa i siti web delle Pubbliche Amministrazioni

.

Come stabilito dal Decreto legislativo n. 106 del 10 agosto 2018, il quale:

occorre verificare l’effettiva conformità dei propri siti web istituzionali con le Linee Guida sull’accessibilità degli strumenti informatici emanate dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

La scadenza del 23 settembre 2020, valevole per questa “prova di conformità” dei portali istituzionali, riguarda tutti i siti web delle Pubbliche Amministrazioni online prima del 23 settembre 2018.

In estrema sintesi alle Pubbliche Amministrazioni tocca:

  • rendere accessibili e conformi i propri strumenti informatici (siti web istituzionali)
  • compilare e pubblicare una «Dichiarazione di Accessibilità» tramite la procedura online resa disponibile da AgID
  • programmare un sistema di Feedback per consentire ai cittadini di inviare delle segnalazioni (prima istanza)
  • gestire prove di usabilità per una verifica soggettiva e un reale collaudo dei siti web

A questo link potete leggere il nostro approfondimento sugli obblighi di accessibilità che hanno come limite il 23 Settembre.

Nell’articolo troverete anche i criteri essenziali su cui basare la verifica soggettiva dei siti Web e delle applicazioni realizzate dalle PA.

Un sito web è non conforme quando NON RISPETTA la maggior parte delle prescrizioni della norma o della specifica tecnica.

 

 

Codice Amministrazione Digitale

Un articolo di Riccardo Berti e Franco Zumerle su Agenda Digitale elenca i contenuti più rilevanti delle nuove linee guida AgID sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici rivolgendosi a PA e privati.

“Panoramica sui contenuti più rilevanti delle nuove linee guida Agid sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici: un documento non solo rivolto alla PA ma indispensabile anche per i privati”.

Tra gli argomenti trattati:

  • Il contenuto delle Linee guida
  • La formazione del documento informatico
  • La fase di gestione del documento informatico
  • La fase di conservazione del documento informatico
  • Il responsabile della conservazione
  • Il sigillo elettronico qualificato
  • I metadati
  • Gli aspetti privacy
  • Certificazione di processo
  • I formati

smartvillages1Il Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco si è impegnato a fornire supporto, anche agli enti non aderenti, nella presentazione delle domande relative all’avviso rivolto ai Comuni con popolazione inferiore al 5.000 abitanti per l’attuazione del progetto Rafforzamento della capacità amministrativa dei piccoli Comuni, nell’ambito del Pon “Governance e capacità istituzionale” 2014-2020.

L’obiettivo del Cst è quello di massimizzare la probabilità di ottenimento del finanziamento e di mettere a disposizione del territorio la propria capacità progettuale e il ventaglio dei servizi già disponibili, che risultano perfettamente sinergici e coerenti con gli ambiti progettuali previsti dall’avviso: gestione dell’innovazione in forma associata, formazione e potenziamento delle competenze, portale PagoPA e servizi online al cittadino.


La proposta del Cst riguarda 16 tra servizi e progetti per i quali richiedere il finanziamento.

Di seguito le adesioni pervenute a oggi al Cst e a 3P Italia:

  • Comune di Perledo
  • Comune di Dervio
  • Comune di Introbio
  • Comune di Cremella
  • Comune di Montevecchia in aggregazione col Comune di Osnago
  • Adesione in forma associata per i Comuni di Carenno (capofila) e Monte Marenzo

A oggi sono state pubblicati i chiarimenti inerenti l’avviso; non sono ancora disponibili gli esiti relativi all’ammissibilità delle domande presentate.

Leggi anche Webinar Avviso DFP per il finanziamento dei piccoli Comuni

 

datacenter

Le nuove norme del Decreto Semplificazioni favoriscono l'importanza attribuita al ruolo della PEC, il cui uso per la corrispondenza tra PA e professionisti o imprese diventa strategico. Tuttavia sono rilevanti anche le modifiche relative alle notifiche degli atti pubblici.

L’articolo su Agenda Digitale è a firma di Ione Ferranti e nll’abstract si legge quanto segue:

“Più importanza al ruolo della PEC, il cui uso per la corrispondenza tra PA e professionisti o imprese viene favorito da nuove norme, ma anche rilevanti modifiche relative alle notifiche degli atti pubblici: vediamo cosa dice il Decreto Semplificazioni”.

Tra gli argomenti trattati:

  • La normativa sulle notifiche telematiche.
  • Le notifiche telematiche a istanza di parte.
  • I “pubblici elenchi” e la validità delle notifiche.
  • Le alterne sorti dell’IPA.
  • Le regole e le specifiche tecniche.
  • La normativa precedente.
  • La piattaforma per la notificazione digitale degli atti della PA.
  • Disposizioni per favorire l’uso della PEC

comunicazione

Si avvicina la scadenza per le pubbliche amministrazioni e in particolare per i Responsabili della transazione digitale che devono attestare o meno l’accessibilità del sito entro il 23 settembre 2020.

La scadenza per le Pubbliche Amministrazioni che devono ottemperare agli adempimenti riguardanti l’accessibilità dei Siti Web istituzionali si avvicina.

Tutti i siti web delle Pubbliche Amministrazioni online prima del 23 settembre 2018 devono essere in mettersi in regola entro il 23 settembre 2020.

Ecco tutto ciò che occorre sapere.

Accessibilità Siti Web Pubbliche Amministrazioni: il corpus normativo

Il Decreto legislativo n. 106 del 10 agosto 2018, recependo la Direttiva UE 2016/2102, ha aggiornato e modificato la Legge 4/2004, introducendo nuove regole per le PA e nuovi compiti per l’Agenzia per l’Italia Digitale.

Obiettivo: migliorare l’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobile negli Stati Membri dell’Unione Europea ed uniformare le varie disposizioni nazionali sul tema.

L’AgID è così intervenuta sul tema ed ha emanato le Linee Guida sull’accessibilità degli strumenti informatici (aggiornate al 2020).

In sintesi vengono definiti:

  • i requisiti tecnici per l’accessibilità degli strumenti informatici, ivi inclusi i siti web e le applicazioni mobile;
  • le metodologie tecniche per la verifica dell’accessibilità degli strumenti informatici;
  • il modello della dichiarazione di accessibilità;
  • la metodologia di monitoraggio e valutazione della conformità degli strumenti informatici alle prescrizioni in materia di accessibilità;
  • le circostanze in presenza delle quali si determina un onere sproporzionato, ovvero una deroga alle prescrizioni fissate dalla stessa legge in materia di accessibilità. Tale deroga deve ovviamente fondarsi esclusivamente su motivazioni legittime e adeguatamente giustificate.

Che cosa dovranno fare, in concreto, le Pubbliche Amministrazioni

Alle Pubbliche Amministrazioni spetta il compito di provvedere a verificare l’effettiva corrispondenza dei propri siti web istituzionali con le nuove disposizioni operative.

Dovranno pertanto:

  • effettuare le verifiche dell’accessibilità degli strumenti informatici (siti web e app), al fine di valutarne lo stato di conformità;
  • compilare e pubblicare una «Dichiarazione di Accessibilità» (sotto la responsabilità del Responsabile per la transizione al digitale – RTD) tramite la procedura online resa disponibile da AGID. Nella dichiarazione potranno essere previste eventuali deroghe all’accessibilità (ricorso al sopra citato onere sproporzionato);
  • predisporre un «Meccanismo di Feedback» per consentire ai cittadini di inviare una segnalazione (prima istanza).

Quali sono i criteri per la verifica dei Siti Web e delle App?

Sussistono una serie di criteri essenziali su cui basare la verifica soggettiva dei siti Web e delle applicazioni realizzate dalle PA.

Li abbiamo sinteticamente schematizzati nella seguente tabella.

CRITERIO ESSENZIALE

DEFINIZIONE

percezione

Comandi disponibili e percettibili

comprensibilità

Comandi facili da capire e usare

operabilità

Scelta immediata della azione adeguata

coerenza

Significato univoco per simboli, messaggi e azioni

salvaguardia della salute

Salvaguardare il benessere psicofisico dell’utente

sicurezza

Dati gestiti con adeguati livelli di sicurezza

trasparenza

Comunicazione trasparente con l’utente

apprendibilità

Utilizzo facile e di rapido apprendimento

aiuto e documentazione

Funzioni di aiuto di facile reperimento

tolleranza agli errori

Errori e correzioni individuabili chiaramente

gradevolezza

Mantenere l’interesse dell’utente

flessibilità

Tener conto di preferenze individuali e contesti

Un supporto per gli Enti

Per sostenere gli Enti in questo percorso tecnologico è estremamente utile il supporto offerto da software house con pluriennale e navigata esperienza nel settore come la GolemNet di Valmontone.

Un esempio molto interessante può essere quello della piattaforma ad hoc InApp offerta da questa Società.

Il Sistema realizzato dalla GolemNet (qui potete visualizzare la versione Demo) rappresenta una soluzione tecnologica conforme agli obblighi normativi introdotti in materia di accessibilità dalla direttiva europea.

Per ulteriori approfondimenti potete scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Chiudiamo con un’avvertenza rivolta alle Pubbliche Amministrazioni: adempiere ai dettami normativi in materia di Trasparenza e Accessibilità non è un compito dal quale ci si può esimere.

L’AgID infatti effettuerà un costante monitoraggio dei siti web e delle app su un campione rappresentativo, relazionando ogni 3 anni alla Commissione europea sui risultati dei controlli.

 

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Il ruolo strategico delle identità digitali nel rapporto con il pubblico e con i privati è stato confermato dal Decreto Semplificazioni, ma nonostante le novità positive resta da valutarne l'effettiva efficacia legata anche alla reale trasformazione della PA.

In un articolo su Agenda Digitale Gianluca Marcellino approfondisce il tema del sostegno e della diffusione dell'Amministrazione Digitale anche attraverso la promozione all'utilizzo delle Identità Digitali, confermato dal Decreto Semplificazioni.

Si legge nell'abstract: "Il decreto Semplificazioni conferma il ruolo delle identità digitali nel funzionamento del sistema paese. Molte le novità positive ma resta da valutare l’efficacia di questa spinta alla trasformazione della PA e, soprattutto, serve comunicare ai cittadini e ancor più alle imprese il senso e le opportunità del cambiamento".

Tra gli argomenti trattati:

  • La diffusione delle identità digitali
  • Sviluppo ed evoluzione dei sistemi informativi delle PA
  • CIE: comunicare e organizzare i servizi per le imprese
  • SPID: ha svoltato, ora comunichiamo la novità a cittadini e imprese

digitalizzazioneIl decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 recante “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale” – in vigore da venerdì 17 luglio 2020 e pubblicato sul supplemento ordinario n. 24/L alla Gazzetta ufficiale n. 178 del 16 luglio 2020 – introduce nuove disposizioni in tema di digitalizzazione nelle PA.

Il D.L. “Semplificazioni” prevede infatti una serie di importanti novità anche a livello di innovazione digitale all’interno del titolo terzo “Misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale”, andando a novellare direttamente il testo del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).

In particolare, al fine di semplificare e favorire l’accesso ai servizi in rete della Pubblica Amministrazione da parte di  cittadini  e  imprese e l’effettivo esercizio del diritto all’uso delle tecnologie  digitali sono introdotte alcune misure in tema di:

Accesso ai servizi digitali: per la PA sarà obbligatorio rendere accessibile anche da mobile i propri servizi online, compresa la presentazione di autocertificazioni, istanze e dichiarazioni;

Domicilio digitale: viene ampliata la platea dei soggetti che possono richiedere il domicilio digitale anche ai professionisti non iscritti agli albi;

SPID e CIE: sostituiscono l’esibizione o la trasmissione di copia del documento di identità in tutti i casi in cui è richiesta.

Un’altra novità gravida di conseguenze è l’eliminazione del processo di accreditamento obbligatorio per i conservatori di documentazione informatica della PA. Al posto dei conservatori accreditati, il DL prevede infatti l’obbligo di rivolgersi a soggetti che possiedono i requisiti di qualità, sicurezza e organizzazione individuati – nel rispetto della disciplina europea – nelle Linee  guida  di  cui  all’art . 71 del CAD relative alla formazione, gestione e conservazione dei  documenti informatici, nonché  in  un regolamento sui criteri per la fornitura dei servizi di conservazione dei  documenti  informatici   emanato   da   AgID,   avuto riguardo all’esigenza di assicurare la conformità  dei  documenti  conservati agli originali, oltre alla qualità e  la  sicurezza  del  sistema  di conservazione.

È inoltre introdotta la Piattaforma per la notificazione digitale degli atti della PA cui il cittadino dovrà connettersi (probabilmente a seguito dell’attivazione di un opportuno sistema di segnalazione).

Da ultimo segnaliamo che, laddove le PA affidino lo  svolgimento  di  servizi  in Concessione, è previsto  l’obbligo  del  concessionario  di  rendere disponibili all’amministrazione concedente tutti i dati  acquisiti  e generati nella fornitura del servizio agli utenti  e  relativi  anche all’utilizzo del servizio medesimo da parte degli utenti,  come  dati di tipo aperto .

Elenco degli articoli del DL semplificazione

 

pa digitale

Un approfondimento a firma di Andrea Baldassare fa il punto su come cambiano le norme in materia di PA digitale all’indomani della conversione in legge, con modifiche, del cosiddetto Decreto Semplificazioni, avvenuta lo scorso 11 settembre.

Indice degli argomenti:

  • Identità digitale, domicilio digitale e accesso ai servizi digitali
    • Diritto di accesso ai servizi digitali
    • SPID e CIE come unici strumenti di autenticazione
    • L’app IO come punto unico di accesso ai servizi
    • Diritto al domicilio digitale e relativi indici
    • stanze e dichiarazioni per via telematica
  • Piattaforma per la notificazione digitale degli atti della pubblica amministrazione
  • Inclusione digitale delle persone con disabilità
  • Semplificazione anagrafica: ANPR
  • Pagamenti digitali: PagoPA e biglietti elettronici dei Comuni
  • Coordinamento nell'attuazione della strategia digitale
  • Codice di condotta tecnologica
  • Disponibilità dei dati della PA
  • Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND)
  • CED delle PA e migrazione in cloud

osservatorio digitaleIl DL Semplificazioni prevede che entro il 28 febbraio 2021 tutti i servizi pubblici digitali dovranno essere disponibili da smartphone attraverso l’App “IO”, la quale diventa quindi lo strumento di accesso da usare per i cittadini che intendano utilizzare lo smartphone per sbrigare pratiche amministrative.

La Pubblica Amministrazione deve dunque avviare i progetti di trasformazione digitale per essere pronta entro la scadenza indicata. Unica eccezione: le Amministrazioni potranno non inserire i loro servizi nell’App “IO” solo in caso di impedimenti tecnologici accertati dalla società pubblica PagoPA.

Grazie ad “IO” il cittadino potrà avere un unico punto di accesso per interagire in modo semplice e sicuro con i servizi pubblici locali e nazionali, direttamente dal proprio smartphone. “IO” permette infatti di dialogare facilmente con le PA, raccogliendo tutti i loro servizi, comunicazioni, pagamenti e documenti in un’unica app, in modo sicuro e sempre a portata di mano.

Occorre precisare che l’APP “IO” non costituisce uno strumento per informatizzare i servizi: il percorso di digitalizzazione passa necessariamente per le soluzioni attivate dagli enti sulle proprie piattaforme. Inoltre, affinché i servizi digitali dell’Ente siano disponibili in “IO”, è fondamentale che i partner tecnologici sviluppino le integrazioni necessarie.

A tal proposito, ricordiamo che HERALD, la soluzione studiata da SI.net per la completa informatizzazione dei procedimenti delle PA, è già integrata nell’App “IO”, risultando tra i primi partner della stessa. Per tutti gli enti che utilizzano HERALD come motore e applicativo per la gestione informatizzata dei procedimenti è infatti concretamente possibile rendere disponibili questi servizi all’interno dell’applicazione ministeriale. L’unica operazione da fare sarà quella di avviare il processo di adesione per comparire così nell’elenco di “IO”

Per iniziare a utilizzare “IO”, il cittadino deve registrarti con le sue credenziali SPID o con CIE (Carta d’Identità Elettronica). In seguito alla prima registrazione, potrà accedere più facilmente digitando il PIN scelto o tramite riconoscimento biometrico (impronta digitale o riconoscimento del volto). Questo rende “IO” un canale sicuro: autenticarsi all’app tramite un’identità digitale forte (SPID o CIE) significa infatti garantire la propria identità certa e inequivocabile agli Enti che erogano i servizi di interesse. Inoltre, il PIN e i dati biometrici utilizzati per accedere all’app vengono conservati criptati solo sul telefono dell’utente.

Tra le funzionalità da evidenziare, all’interno dell’app ci sarà la possibilità di accedere direttamente al sistema PagoPA – tramite scansione di un QR code associato ad uno IUV valido e attivo – e pagare con i metodi di pagamento già registrati sul proprio smartphone oppure associando un conto corrente.

Inoltre, l’utente potrà decidere di ricevere notifiche e messaggi importanti inviati dall’ente. IO promette infatti di rivoluzionare i rapporti del cittadino con la Pubblica Amministrazione: saranno gli enti pubblici nazionali e locali a ricordare scadenze e adempimenti imminenti.

 

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Dal 28 febbraio 2021 SPID e CIE saranno le sole credenziali utilizzabili dai cittadini per accedere ai servizi digitali erogati dalle pubbliche amministrazioni di ogni ordine e grado (articolo 64, comma 3-bis, CAD).

L’unico strumento diverso da SPID e CIE ancora utilizzabile sarà rappresentato dalla Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Viene pertanto introdotto il divieto per le pubbliche amministrazioni di rilasciare o rinnovare credenziali diverse da SPID, CIE o CNS per l’identificazione e l’accesso dei cittadini ai propri servizi in rete, fermo restando l’utilizzo delle credenziali già rilasciate fino alla loro naturale scadenza, comunque non oltre il 30 settembre 2021.

cie1Il DL Semplificazioni prevede che entro il 28 febbraio 2021 tutte le PA dovranno dismettere i propri sistemi di identificazione online e adottare esclusivamente l’identità digitale SPID e CIE (la Carta di identità elettronica) per consentire ai cittadini di accedere ai loro servizi digitali.

Resta ferma l’utilizzabilità di credenziali diverse fino alla data di naturale scadenza e comunque non oltre il 30 settembre 2021.

Questo semplificherà la vita agli italiani, i quali non dovranno più confrontarsi con credenziali diverse a seconda del servizio che vogliano usare, e consentirà a Enti pubblici e amministrazioni di conseguire risparmi perché non dovranno più farsi carico di gestire i propri sistemi di rilascio e gestione delle identità dei rispettivi utenti.

Se SPID ha avuto diffusione soprattutto tra professionisti ed addetti ai lavori, oltre che tra i funzionari pubblici, la CIE è in costante crescita a partire dal 2015, anno in cui il supporto ha ricevuto il via formale dal legislatore come sostituito della “sorella” cartacea, complice anche il lavoro del Ministero rispetto alla fornitura verso i Comuni degli strumenti di rilascio. Dai dati che vengono settimanalmente aggiornati dal Team Digitale (fonte innovazione.gov.it/it/progetti/cie), le nuove carte di identità hanno raggiunto le tasche di oltre il 26% della popolazione con un aumento esponenziale rispetto agli anni precedenti.

Ulteriore spinta è stata fornita dalla Zecca Poligrafica dello Stato, ente alla guida del progetto CIE, che ha reso disponibile agli sviluppatori la possibilità di integrare nei propri sistemi di autenticazione il login tramite la Carta di identità elettronica.

Sfruttando questa opportunità, tra i primi a livello nazionale, SI.net ha già implementato HERALD, la propria piattaforma per la completa informatizzazione dei procedimenti delle PA, sviluppando quindi le procedure e le tecnologie che consentono l’usabilità dei servizi informatizzati attraverso la CIE.

 

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Giunta alla sesta edizione l'organizzazione del premio "Agenda Digitale 2020". L'iniziativa, dell'Osservatorio sull'innovazione digitale del Politecnico di Milano, ha come principali obiettivi: sostenere la cultura dell'innovazione digitale nel nostro Paese; generare un meccanismo virtuoso di condivisione delle migliori esperienze di digitalizzazione; premiare e dare visibilità alle aziende e alle P.A. italiane più innovative.

Le iscrizioni dovranno essere inerenti a progetti avviati dopo il 1 gennaio 2017 e dovranno avere già prodotto risultati.

Sono ammesse candidature di soluzioni progettate da: Pubbliche Amministrazioni italiane, sia a livello centrale che a livello locale; Enti di pubblica utilità, servizi o piattaforme a libero accesso dei cittadini; piccole imprese (con meno di 50 dipendenti e con meno di 10 milioni di fatturato) e/o startup che hanno prodotto soluzioni per la Pa.

Il termine ultimo per la consegna delle schede di iscrizione è venerdì 23 ottobre 2020.

Per partecipare: www.osservatori.net/

spidI segnali sono chiari: il Governo centrale e AgID hanno messo il piede sull’acceleratore rispetto al tema identità digitale.

Sebbene da tempo, sia nelle dichiarazioni che nella documentazione ufficiale, il binomio SPID/CIE come unica modalità di accesso ai rapporti con la Pubblica Amministrazione sia stato un obiettivo ampiamente dichiarato, le pubblicazioni dell’ultimo mese hanno certamente chiuso il cerchio e fissato scadenze importanti.

Complice, forse, anche l’uragano Covid19, in poco più di trenta giorni il DL 76/2020 (Decreto Semplificazioni) prima, e il nuovo Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2020-2022 poi, hanno stabilito con fermezza e con un parallelismo sinottico la linea di azione sul tema.

Se, infatti, nel primo documento viene imposto “l’ultimatum” alle autenticazioni cosiddette deboli a beneficio di SPID e CIE, identificando nel 30 settembre 2021 la data di cessazione delle credenziali residuali; nel secondo, pubblicato proprio ieri da AgID sul proprio sito e in consultazione presso la Corte dei Conti, si fissano con estrema praticità e concretezza gli obiettivi annuali da raggiungere a livello nazionale:

«Target 2020 – Baseline: +30% del numero di autenticazioni fatte con SPID e CIE ai servizi online della PA rispetto ai dati del 2019.
Target 2021 – Incremento del numero di autenticazioni del 50% rispetto alla baseline.
Target 2022 – incremento del numero di autenticazioni del 100% rispetto alla baseline.»

Ma l’azione intrapresa dalle Istituzioni e da AgID non si è limitata solo al piano documentale e progettuale. Se ci concentriamo per un attimo su SPID, la cui diffusione non è mai stata fin dal lancio coerente con le aspettative, la vera svolta è stata rappresentata dal Bonus Vacanze.

Si è infatti rivelata estremamente vincente la scelta di identificare l’App IO come unico mezzo per poter richiedere il Bonus. Applicazione alla quale, per il momento, ci si può autenticare esclusivamente con SPID. Poco inclusivo? Elitario? Forse sì, forse no. Ma resta il fatto che i dati pubblicati da AgID sono chiari e determinanti: nel solo mese di luglio sono state rilasciate oltre 1 milione di identità digitali, con le autenticazioni ai servizi digitali che per giugno 2020 si sono attestate intorno alle 10 mila unità. Un incremento che non ha precedenti.

La lettura del flusso sociale non è di difficile comprensione: la differenza sta tutta nel fatto che siamo tutti molto più disposti ad uscire dalla zona di confort quando si tratta di accedere ad un servizio che eroghi un vantaggio diretto per noi, piuttosto che un servizio per esempio dedicato al pagamento di una tassa.

Non finisce qui. Come spiegato sopra, l’azione da parte dei soggetti di Governo è stata corale. INPS, altro ente titolare di un portale ricco di servizi di notevole impatto sulla popolazione (tra i quali ha fatto il suo ingresso recentemente anche l’ISEE precompilato), a metà luglio ha pubblicato una circolare (n.87 del 17/07/2020) nella quale riporta quello che sarà l’iter di dismissione del PIN dispositivo a beneficio, indovinate un po’, di SPID.

Rispetto alla Carta di Identità Elettronica, la manovra è simile: grazie a DL Semplificazioni ora i cittadini potranno infatti richiedere l’emissione del documento fino a 180 giorni prima della scadenza. Di concerto, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato sta lavorando per incentivare partner tecnologici e stakeholders ad aggiungere il login “Entra con CIE” ai propri servizi.

Il quadro è dunque chiaro. Sarà interessante capire nei prossimi mesi quali altre azioni verranno adottate da AgID per agevolare ulteriormente l’adozione di SPID e CIE, soprattutto se si considerano le linee di azione riportate al punto OB.3.2 del Piano Triennale 2020/2022: una su tutte, «entro dicembre 2020, Pubblicazione di un applicativo online (sistema di onboarding) per facilitare l’accesso al sistema SPID».

TIPS&TRICKS

Se sei in possesso di Carta di Identità Elettronica, ottenere SPID è ancora più facile. Con alcuni Identity Provider puoi infatti avvalerti della loro applicazione dal tuo smartphone per finalizzare al 100% il processo di rilascio, senza alcuna difficoltà e in pochi e semplici passaggi.

 

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Una guida alle modifiche apportate dal DL Semplificazioni alle regole per la conservazione dei documenti pubblici informatici: un approfondimento su Agenda Digitale a cura di Luigi Foglia e Andrea Lisi fa il punto su una materia tecnica complessa dove la poca chiarezza delle norme costituisce un rischio reale di confusione

L'approfondimento su Agenda Digitale a cura di Luigi Foglia e Andrea Lisi si concentra sul DL Semplificazioninel Titolo III che tratta lemisure per il sostegno e la diffusione del digitale e in particolare sull’articolo 25 che introduce misure di semplificazione in materia di conservazione dei documenti informatici.

Gli autori evidenziano come questo sembrerebbe portasse alla scomparsa dell’obbligo di un preventivo accreditamento ad AgID dei soggetti che intendono fornire i propri servizi di conservazione in favore delle PA. Modifiche che, in generale, non essendo del tutto chiare possono impattare su un mercato che iniziava a consolidarsi e a fornire servizi di buon livello in favore delle PA.

Tra gli argomenti trattati troviamo:

  • l'accreditamento dei conservatori prima del DL Semplificazioni
  • le modifiche del DL Semplificazioni
  • l’analisi
  • lo stato delle linee guida

Leggi l'articolo completo sul sito di Agenda Digitale.

agidIl documento mira a favorire la crescita di una società sempre più digitale attraverso l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione che costituisce quindi il motore di sviluppo per tutto il Paese.

Il Piano Triennale 2020-2022, licenziato dal Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione e in corso di registrazione presso la Corte dei conti, è stato redatto da un ampio gruppo di lavoro formato da personale di AgID e del Dipartimento per la trasformazione digitale e ha visto il contributo di molte Amministrazioni centrali, Regioni e Città Metropolitane.

La nuova edizione rappresenta la naturale evoluzione dei due Piani precedenti: laddove la prima edizione poneva l’accento sull’introduzione del Modello strategico dell’informatica nella PA e la seconda edizione si proponeva di dettagliare l’implementazione del modello, il Piano Triennale 2020-2022 si focalizza sulla realizzazione delle azioni previste, avendo – nell’ultimo triennio – condiviso con le Amministrazioni lo stesso linguaggio, le stesse finalità e gli stessi riferimenti progettuali.

Pur nella continuità con quello precedente, il Piano 2020-2022 introduce un’importante innovazione con riferimento ai destinatari degli obiettivi individuati per ciascuna delle tematiche affrontate.

Saranno infatti le singole Amministrazioni a dover realizzare gli obiettivi elencati – nell’arco del triennio sono state definite circa 200 azioni nei vari ambiti di pertinenza e per soggetti coinvolti – con un forte accento sulla misurazione dei risultati, presentando così uno spunto di riflessione e una guida operativa per tutte le Amministrazioni: la cultura della misurazione e conseguentemente della qualità dei dati diventa uno dei motivi portanti di questo approccio.

Di qui la necessità di contribuire alla diffusione delle nuove tecnologie nel tessuto produttivo italiano, incentivando la standardizzazione, l’innovazione e la sperimentazione nell’ambito dei servizi pubblici.

Le PA sono tenute a realizzare servizi primariamente digitali, accessibili e inclusivi, usufruibili mediante identità digitale. Occorre quindi adottare in via esclusiva sistemi di identità digitale definiti dalla normativa, assicurando almeno l’accesso tramite SPID.

Tra i punti fermi: l’utilizzo del cloud deve essere sempre posto al centro nella definizione di un nuovo progetto o sviluppo di un servizio; inoltre non sono ammissibili sistemi IT che non si parlino in quanto per la progettazione dei servizi pubblici si deve necessariamente tener conto dell’interoperabilità by design, esponendo anche le opportune Api.

Il piano definisce inoltre i dati pubblici un bene comune: il patrimonio informativo della Pubblica Amministrazione è un bene fondamentale per lo sviluppo del Paese e deve essere valorizzato e reso disponibile ai cittadini e alle imprese, in forma aperta e interoperabile.

Per approfondire: scarica Piano Triennale per l’Informatica nella PA 2020-2022 in pdf dal sito di AgID

 

archivio

L’idea di un Sistema pubblico di ricerca documentale è una novità introdotta dal CAD modificato che è stata accolta con perplessità poichè esistono strumenti simili e il rischio che vengano creati nuovi adempimenti per le PA. Un articolo di Sergio Sette su Agenda Digitale approfondisce l'argomento.

Nell'articolo su Agenda Digitale a cura di Sergio Sette si evidenzia come, l'ultima modifica al Codice dell’amministrazione digitale che ha introdotto l’articolo 40-ter, prefiguri la costituzione di un Sistema pubblico di ricerca documentale.

L'approfondimento prosegue poi mettendo in evidenza come questo faciliti la ricerca dei documenti soggetti a obblighi di pubblicità legale, trasparenza o a registrazione di protocollo e la consultazione dei fascicoli dei procedimenti consentendo l’accesso online ai soggetti che ne abbiano diritto.

La modifica è stata accolta con perplessità da molti degli esperti del settore, per il rischi che si trasformi in un inutile ulteriore orpello per le PA già impegnate su molteplici fronti.

Tra gli argomenti trattati: 

  • la priorità da affrontare
  • i precedenti: Norme In Rete e Normattiva
  • l'identificazione tramite nome uniforme (URN)

Leggi l'articolo completo sul sito di Agenda Digitale.

piccoli comuniIl Ministero dell’Interno ha pubblicato il riparto del fondo “3,5 mld.” per il ristoro delle perdite di gettito dei Comuni, delle Città metropolitane e delle Province e per l’esercizio delle rispettive funzioni fondamentali.

Enti Locali: arriva il Decreto con il riparto del fondo per le perdite di gettito.

Il riparto è definito sulla base della nota metodologica approvata dalla conferenza Stato-Città del 15 luglio scorso, pubblicata con decreto 16 luglio 2020 del Ministero dell’Interno.

Le risorse del fondo sono previste dall’articolo 106 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.

Enti Locali: Decreto riguardante il fondo per le perdite di gettito

I mandati di pagamento in favore degli enti beneficiari sono in corso di emissione, al netto delle somme già erogate a titolo di acconto.

Le perdite di gettito risultano stimate escludendo, in questa fase, le entrate relative all’imposta di soggiorno. Questo dal momento che è intenzione del Governo ristorare queste specifiche perdite con ulteriori ed apposite risorse che saranno stanziate in un prossimo provvedimento, ad integrazione del ristoro parziale disposto dall’articolo 180 del decreto-legge n. 34 del 2020.

Le Unioni di Comuni e le Comunità montane, che registrano nel 2019 entrate proprie, sono ricomprese tra gli enti del comparto comunale destinatari dell’assegnazione ex articolo 106. Si tratta di un’opportuna decisione del Tavolo di confronto, che rimedia alla mancata esplicita menzione di tali Enti nel testo dell’articolo 106.

Infine le Regioni Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta e le Province autonome di Bolzano e di Trento potranno, in base ai rispettivi statuti speciali, regolare autonomamente le assegnazioni spettanti a ciascuno dei Comuni ricadenti nel proprio territorio, sulla base di criteri che possono integrare e modificare lo schema di riparto.

 

Progetto senza titolo

L’Agenzia per l'Italia Digitale ha pubblicato il nuovo documento di indirizzo strategico che accompagna la trasformazione digitale del Paese. Giovanni Manca su Agenda Digitale e Andrea Baldassarre su Forum PA, approfondiscono la sua applicazione.

“Il Piano - specifica la nota che lo introduce - si caratterizza per uno stile più semplice e assertivo, maggiormente mirato agli obiettivi e alla misurazione dei risultati”.

Licenziato dal Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, e a metà agosto in corso di registrazione presso la Corte dei conti, il  Piano Triennale 2020-2022, è stato redatto da un gruppo di lavoro formato da personale di AgID e del Dipartimento per la trasformazione digitale, con il contributo di svariate amministrazioni centrali, regioni e città metropolitane.

“La presente edizione - si legge nella nota - rappresenta la naturale evoluzione dei due Piani precedenti: laddove la prima edizione poneva l’accento sull'introduzione del Modello strategico dell’informatica nella PA e la seconda edizione si proponeva di dettagliare l’implementazione del modello, il Piano Triennale 2020-2022 si focalizza sulla realizzazione delle azioni previste, avendo - nell'ultimo triennio - condiviso con le amministrazioni lo stesso linguaggio, le stesse finalità e gli stessi riferimenti progettuali.

Pur nella continuità con quello precedente - prosegue il testo - l’elemento innovativo del Piano 2020-2022 introduce un’importante innovazione con riferimento ai destinatari degli obiettivi individuati per ciascuna delle tematiche affrontate.

Saranno infatti le singole amministrazioni a dover realizzare gli obiettivi elencati - nell'arco del triennio sono state definite circa 200 azioni nei vari ambiti di pertinenza e per soggetti coinvolti - con un forte accento sulla misurazione dei risultati, presentando così uno spunto di riflessione e una guida operativa per tutte le amministrazioni: la cultura della misurazione e conseguentemente della qualità dei dati diventa uno dei motivi portanti di questo approccio”. 

Leggi la notizia sul sito di AgID.
Leggi l'articolo di Giovanni Manca sul sito di Agenda Digitale.
Leggi l'articolo di Andrea Baldassarre sul sito di Forum PA.

digitalizzazioneSul sito di Agenda Digitale Giovanni Manca approfondisce l'impatto del Decreto Semplificazione 2020 che modifica il Codice dell'amministrazione digitale con impatti significativi sulla PA Digitale e scadenze fissate a febbraio del 2021. Tra le novità, nuove regole per i conservatori di documenti informatici.

Le modifiche apportate al Codice dell’amministrazione digitale (Cad) a seguito della emanazione del decreto legge semplificazione in vigore dal 17 luglio 2020 impattano fortemente sulla Pa digitale poiché, tra l'altro, hanno l'obiettivo di estendere la possibilità per i cittadini di utilizzare i servizi erogati in rete tramite la propria identità digitale.

Giovanni Manca approfondisce l'argomento su Agenda Digitale, sottolineando anche la sfida di rendere queste attuazioni applicabili entro la data predefinita del febbraio 2021. Quali sono gli strumenti attuativi vecchi e nuovi e quale la loro reale efficacia?

Tra le modifiche introdotte, inoltre, anche nuove regole per i conservatori di documenti informatici, per i quali non sarà più previsto l'accreditamento da parte di AgID. Su questo tema, la Commissione Europea aveva segnalato all'Italia la non conformità del regime attualmente in vigore, per cui si tratta di un intervento necessario a evitare la procedura di infrazione.


La sostanza delle modifiche si avrà solo dopo due provvedimenti attuativi in capo ad AgID.