Contenuto principale

Messaggio di avviso

News dal CST

Le credenziali di Fisconline saranno modificate entro la fine del 2018 rendendo obbligatorio il Sistema SPID per la Pubblica amministrazione. Ecco cosa cambierà.

Per accedere e usare i vari servizi i vari Pin e login e password attuali non potranno più bastare, ma si dovrà usare lo Spid per forza. Cambierà, quindi, tutto e occorrerà seguire la procedura per averlo.

Entro la fine dell’anno cambieranno le modalità di accesso ai servizi fiscali online da parte delle persone fisiche. Per accedervi, infatti, ogni contribuente riceverà uno Spid (Sistema pubblico di identità digitale), che di accedere ai diversi servizi online della pubblica amministrazione con nome utente e password unici.

L’obiettivo è quello di rendere fruibili i servizi del Fisco solo attraverso lo SPID semplificando gli accessi a determinati siti.

Che cos’è lo SPID?

SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale , è la soluzione che permette di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione con un’unica Identità Digitale (username e password) utilizzabile da computer, tablet e smartphone.

Si tratta di un sistema di autenticazione sicuro che garantisce la tutela dei dati personali, che non possono né essere utilizzati né ceduti a terzi senza autorizzazione dell’utente

Cosa cambia?

Entro la fine dell’anno Fisconline diventerà un ricordo. Secondo il direttore uscente dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, i contribuenti non potranno che ricevere benefici in termini di fruibilità del sito e di accesso ai servizi proposti. Dal punto di vista del fisco si tratta di una spinta alla diffusione delle credenziali per accedere ai servizi della pubblica amministrazione, tra cui appunto quelli delle Entrate.

Ci sarà una sola chiave per l’intero sistema di Pubblica Amministrazione. Un documento di identità virtuale, per spiegarlo in parole povere, con nome utente e password legati esclusivamente al singolo cittadino, che potrà evitare lunghe file e ore di lavoro perse, con la sola richiesta da parte dello Stato di fare un salto nel 21esimo secolo

In base al servizio sono previsti tre livelli di sicurezza del Pin:

  • solo username e password per i servizi base
  • username e password usa e getta per servizi che richiedono maggiore privacy
  • username, password e smart card a pagamento per i servizi che comportano trasferimenti di denaro o di documenti sensibili

Quali sono i requisiti per ottenere lo Spid?

Per richiedere e ottenere le tue credenziali SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, devi esser maggiorenne. Di cosa hai bisogno?

SE RISIEDI IN ITALIA

  • un indirizzo e-mail
  • il numero di telefono del cellulare che usi normalmente
  • un documento di identità valido (uno tra: carta di identità, passaporto, patente, permesso di soggiorno)
  • la tua tessera sanitaria con il codice fiscale

SE RISIEDI ALL’ESTERO

  • un indirizzo e-mail
  • il numero di telefono del cellulare che usi normalmente
  • un documento di identità italiano valido (uno tra: carta di identità, passaporto, patente)

Nella Gazzetta Ufficiale 153 del 3 luglio sono state pubblicate le Linee guida per l’effettuazione dei pagamenti a favore delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi . D’ora in avanti, tutti i soggetti aderenti alla piattaforma PagoPA dovranno fare riferimento al documento per questo tipo di attività.

Le disposizioni, corredate dalle Specifiche Attuative già pubblicate in precedenza – si legge in una nota dell’Agenzia per l’Italia Digitale – definiscono regole, standard e specifiche tecniche a cui devono obbligatoriamente uniformarsi tutte le pubbliche amministrazioni e i gestori di pagamento che hanno stipulato accordi con AGID per usufruire della piattaforma.

PagoPA è il sistema che consente a cittadini e imprese di pagare tasse e servizi pubblici delle Pubblica Amministrazione comodamente dal tabaccaio, dal proprio pc, smartphone o tablet, senza doversi recare allo sportello, permettendo alle amministrazioni di incassare più velocemente.

I siti comunali istituzionali rappresentano il tramite ufficiale per l’interazione tra Pubblica Amministrazione e cittadini amministrati: il codice dell’amministrazione digitale della P.A. (CAD), decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 . , è molto chiaro sotto questo punto di vista, come espresso all’articolo 7:

“Le pubbliche amministrazioni centrali provvedono alla riorganizzazione ed aggiornamento dei servizi resi; a tale fine sviluppano l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, sulla base di una preventiva analisi delle reali esigenze dei cittadini e delle imprese, anche utilizzando strumenti per la valutazione del grado di soddisfazione degli utenti.”

Per questo si rivela fondamentale lo strumento del sito web istituzionale : i siti web devono esporre le informazioni in maniera chiara e uniforme al fine di facilitare l’orientamento del cittadino attraverso un’armonizzazione dei dati. In tal diventa lo strumento primario per gli adempimenti normativi previsti per legge e di pubblicità legale.

Siti Comunali istituzionali: il problema della Cybersecurity PA

Il sito web istituzionale deve, pertanto essere conforme in ogni suo componente agli scopi di trasparenza e usabilità prefissati dalla legge.

Una non conformità a questi dettami non va presa sotto gamba. Infatti, attacchi informatici a siti che espongono versioni software non più aggiornate implicano rischi quali phishing, frodi informatiche o altre attività dannose.

Anche un sito internet istituzionale può dunque suscitare l’interesse da parte di criminali che, in ottica di profitto, colpiscono siti non sicuri per attività illecite che vanno da blocchi all’operatività del sito alla diffusione di veri e propri virus e malware.

La questione CMS e del loro mancato aggiornamento

Secondo una recente ricerca dell’AgID , i cui dati sono stati diffusi il 30 Luglio 2018, è emerso che numerosi siti Comunali si basano su versioni di CMS ormai obsolete, spesso non aggiornate da mesi.

Nel campione figurano CMS tra i più comuni e utilizzati non solo a livello amministrativo, ma anche quotidiano: WordPress, Joomla e DRUPAL. (clicca sulle immagini per ingrandire)

Dati avvalorati anche dal Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica), che in un recente rapporto ha evidenziato che oltre 500 siti di amministrazioni locali utilizzavano software di gestione dei contenuti (CMS) il cui supporto risultava terminato da oltre 5 anni.

Perché è così importante questa criticità? Come risolverla

Mantenere aggiornato il proprio CMS, oltre ai plug-in, temi e componenti installati significa, in generale, rendere il sistema immune da eventuali bug e vulnerabilità e quindi più sicuro da danni di qualsiasi entità.

Per questo motivo, alcune software house hanno implementato delle soluzioni ad hocper la realizzazione di siti web delle pubbliche amministrazioni locali, oltre che per aziende partecipate da enti pubblici.

Fra queste aziende in Italia spicca la Datanet srl di Tremestieri Etneo, una tra le prime aziende, specializzata in servizi e progetti per la PA, ad attuare ed adeguare il prodotto “siti web” per offrire un aiuto concreto contro tutte le criticità sopra elencate.

La soluzione offerta da Datanet si basa principalmente sui seguenti aspetti:

  • Rispetto delle linee guida per i siti web PA previsti dall’art. 4 Direttiva n. 8 del 26/11/2009
  • Rispetto delle linee guida di design emanate dall’AGID
  • Amministrazione Trasparente conforme all’allegato 1 della delibera ANAC 1310/2016

Come reso noto di recente, la community di Forum PA ha lanciato una consultazione pubblica sul Libro Bianco sull'innovazione della PA, documento “partecipato” col quale si vogliono sottoporre alcune riflessioni e proposte in materia al nuovo Governo. Tra i temi trattati, anche la gestione documentale e la conservazione. Quanto elaborato e fin qui condiviso sull’argomento è stato oggetto di presentazione e commento da parte di Mariella Guercio, con un articolo pubblicato sul sito di Forum PA.

Il capitolo che il Libro Bianco sull'innovazione della PA dedica alla gestione documentale affronta i due ambiti tecnici di riferimento, la formazione dei documenti digitali e la loro tenuta nel tempo, concentrando l’attenzione quasi esclusivamente sui nodi organizzativi e richiamando l’attenzione sulla necessità di garantire coerenza e forza alle attività di coordinamento e collaborazione.

Mettere intorno a un tavolo operativo le istituzioni competenti è senza dubbio il primo passo da compiere (raccomandazione 2.5c), a partire da un quadro normativo che deve al più presto stabilizzarsi (raccomandazione2.5d). È auspicabile che le linee guida che, in base al decreto legislativo 217/2017 correttivo del CAD, devono a breve sostituire le regole tecniche, si limitino a intervenire solo sugli aspetti che richiedono aggiornamenti, lasciando le iniziative più impegnative di ridefinizione dei modelli e delle responsabilità al confronto istituzionale di cui si è detto.

È evidente che i ritardi nel raggiungimento di obiettivi strategici definiti più di vent’anni fa siano riconducibili anche alla mancanza di personale tecnico da dedicare alla trasformazione digitale nelle diverse componenti (raccomandazione 2.5e), su cui il legislatore è peraltro intervenuto da tempo e a più riprese. Si pensi all’obbligo di affidare la funzione di gestione documentale a personale dotato di adeguate competenze archivistiche stabilito dall’articolo 61 del dpr 445/2000 e richiamato dalle regole tecniche sul protocollo informatico approvate con dpcm 3 dicembre 2013. In quante amministrazioni tale indicazione non è stata applicata, senza che gli organi di tutela e vigilanza abbiano sentito il bisogno di intervenire, non solo in termini di inutili richiami, quanto in relazione alla individuazione di modelli sostenibili? Anche le indicazioni di AgID sulla necessità di disporre di responsabili archivistici della conservazione presso i conservatori accreditati, non sembra siano state oggetto di un’applicazione generale e di una verifica oculata in sede di ispezione e verifica...

Nella Gazzetta Ufficiale di ieri, martedì 4 settembre, è stato pubblicato il Decreto legislativo 101/2018 di adeguamento del Codice della privacy al regolamento europeo sulla protezione dei dati 679/2016.

Il Decreto legislativo 101/2018, in vigore dal prossimo 19 settembre, costituisce un ponte tra la privacy all’italiana e quella europea e, pur mantenendo in vita il Decreto legislativo 196/2003, lo ha ampiamente tagliato, riveduto e corretto, affidando al Garante della privacy il compito di fare una cernita delle autorizzazioni generali e di un certo numero di codici deontologici, di scrivere misure di garanzia per settori particolarmente delicati (dati generici, biometrici e relativi alla salute).

Circa le sanzioni amministrative, il Decreto contiene un invito a una “certa indulgenza” da parte del Garante per i primi 8 mesi di applicazione.

Novità sulle nuove assunzioni nella Pubblica Amministrazione attraverso i Concorsi Pubblici e sulle immissioni dei precari: il Ministro della Funzione Pubblica Giulia Bongiorno ha illustrato i contenuti del Decreto Concretezza, in preparazione, con tre punti cardine:

Nuove assunzioni

Dopo i rinnovi contrattuali e gli aumenti in busta paga del 2018, il 2019 sarà l’anno delle assunzioni per i dipendenti pubblici. Uno dei punti principali è il maxi piano di reclutamento, mediante concorso pubblico, che anticiperebbe le assunzioni previste per il triennio 2019-2021, sbloccando in maniera significativa il turnover. L’unico vincolo è che le risorse necessarie siano già a bilancio.

Dalle prime stime, questa manovra dovrebbe tradursi in circa 450 mila nuovi ingressi tra le fila dello Stato. Saranno i singoli ministri a presentare i loro piani e dire quante unità richiedono e per quali profili (dovranno farlo entro il 31 agosto), mentre al ministero il Dipartimento fa da cabina di regia.

Competenze digitali

L’evoluzione digitale attuata sta sollecitando anche le PA e le società in House ad adeguare gli skill tecnologici e manageriali già presenti e a curare i meccanismi di attrazione e ritenzione dei talenti. La dirigenza è l’ambito professionale in cui è più richiesta la disponibilità di competenze digitali. Il reperimento di competenze poggia principalmente sulla riconversione al digitale degli addetti già attivi nelle strutture.

Timbrature Biometriche

Secondo la bozza l’orario di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche verrà rilevato tramite sistemi di identificazione biometrica. Quindi impronte digitali, mappa dell’iride, riconoscimento vocale, per restare agli strumenti principali già utilizzati per la security (cyber e non) delle aziende private. A queste si aggiungeranno i più classici meccanismi di videosorveglianza.

L’assenteismo, prosegue il ministro, “è un fenomeno odioso“, contro cui serve anche la prevenzione “con rilevazioni biometriche per evitare che ci sia chi strisci il tesserino per altri”. Tutti controlli non invasivi e - specifica la Bongiorno – compatibili con la legislazione sulla privacy.

Ultimi giorni per iscriversi al corso di web writing, organizzato dal Centro Servizi Territoriale della Provincia di Lecco nell’ambito delle attività a supporto degli enti aderenti, per fornire consigli pratici a chi scrive per il web, invitando a ragionare sul modo di esprimersi.

Alla base del corso c'è la convinzione che è possibile un nuovo modo di "parlare" e di scrivere della pubblica amministrazione, per migliorare l’interazione con i cittadini.

Attraverso brevi esercitazioni individuali e di gruppo il corso vuole aiutare i partecipanti a trovare percorsi creativi per la loro situazione organizzativa, attivando collaborazioni virtuose.

Il corso si terrà presso la sala Consiliare della Provincia di Lecco, in piazza Lega Lombarda 4, e sarà tenuto dal dott. Nicola Turilli , responsabile della Rete dei servizi di informazione, comunicazione e partecipazione del Comune di Lecco, e dal dott. Samuele Biffi, giornalista dell’Ufficio Stampa della Provincia di Lecco, con il seguente programma:

Mercoledì 26 settembre 9.00/13.00

  • Come scriviamo oggi?
  • Perché scrivere semplice, forte e chiaro?
  • Tecniche di scrittura per il web
  • Il contenuto, lo stile, l’organizzazione della pagina
  • Testi, immagini, ipertesto
  • Criteri di usabilità
  • Requisiti di accessibilità

Mercoledì 3 ottobre 9.00/13.00

  • Le parole, il linguaggio, il burocratese, il tecnichese (effetti pratici della comunicazione)
  • La scrittura efficace (poche regole... come bussola)
  • Istruzioni sul content management system di Joomla! e di Wordpress
  • L’identificazione dei destinatari, la leggibilità, la comprensibilità, la revisione
  • Come scrivere un articolo, come creare un documento, come inserire immagini, tabelle, link, page break

Mercoledì 10 ottobre 9.00/13.00

  • Bad news... best practices
  • Le "nostre" regole di stile
  • Come ci organizziamo?
  • Linee guida di design dei siti web della PA
  • Siti web e social network

La partecipazione al corso è gratuita per gli Enti aderenti al CST e al termine verrà rilasciato l’attestato di partecipazione.

Adesioni entro mercoledì 12 settembre all’indirizzo mail e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per ulteriori informazioni:

  • dott. Nicola Turilli - 0341 481412
  • dott. Samuele Biffi - 0341 295323
  • dott.ssa Luciana Rondalli - 0341 295318

Il rapporto Agi-Censis L'insostenibile leggerezza dell'essere digitale, presentato a fine giugno alla Camera dei Deputati, sostiene che lo scandalo Cambridge Analytica ha lasciato il segno: la maggior parte degli utenti Internet non si fida più della gestione dei dati da parte dei social network (69,6%) e dei motori di ricerca (60,5%).

Maggiore è invece la fiducia accordata ai soggetti pubblici, alle banche (72,5%) e ai siti di e-commerce (62%). Dal rapporto emerge anche che tre utenti su quattro (73,4%), usano Internet per mandare messaggi con WhatsApp e Messenger facendone un uso continuo nel corso della giornata, notevole anche lo scambio di email e la presenza sui social network.

Agli italiani piace essere connessi principalmente per comunicare tanto che un giovane su due usa lo smartphone anche quando è a tavola. Chi usa Internet lo fa a qualsiasi ora, di prima mattina (63%) e, molti, la sera tardi (77,7%).

I comportamenti 'scorretti', coperti dall'anonimato, infastidiscono i fruitori della Rete e tre su quattro si dichiarano favorevoli all'identificazione, con un documento, al momento dell'iscrizione al social network.

 

Lo scorso 20 giugno si è conclusa la seconda fase del percorso di censimento del patrimonio ICT delle Pubbliche Amministrazioni , attività necessaria per avviare il processo di razionalizzazione dei data center della PA italiana”. Considerate entrambe le fasi di rilevazione, sono state 731 le amministrazioni che vi hanno preso parte, con 860 data center e 4.154 applicazioni critiche censiti.

AgID ha reso noto che è già cominciata l’elaborazione dei dati raccolti, per arrivare alla classificazione delle amministrazioni nelle tre categorie definite con la circolare n. 5 del 2017 :

  • nel Gruppo A rientreranno le amministrazioni che dispongono di data center di qualità intermedia
  • nel Gruppo B rientreranno le amministrazioni con infrastrutture carenti
  • nella categoria candidabile a Polo strategico nazionale (PSN) saranno inseriti i soggetti con data center caratterizzati da elevati standard di qualità

A breve AgID fornirà informazioni a riguardo alle pubbliche amministrazioni che hanno preso parte al censimento.

Dal 1° al 31 luglio la Provincia di Lecco ha effettuato un'indagine di rilevazione della customer satisfaction relativa al servizio Protocollo, mediante un questionario sottoposto agli utenti per raccogliere le loro opinioni.

La finalità dell'indagine è stata quella di sondare la soddisfazione dell’utenza che accede allo sportello con attenzione alla professionalità, alla cortesia e alla disponibilità del personale, e di conoscere anche la soddisfazione degli utenti che accedono al servizio di consultazione/informazione telefonica. Infine è stato chiesto agli utenti di esprimere un giudizio complessivo sul livello di soddisfazione per il servizio.

Sono stati compilati 40 questionari su 103 accessi (il 39% degli utenti ha accettato di compilare il questionario).

E’ stato espresso un giudizio prevalentemente positivo per l’accessibilità della sede e l’accoglienza della postazione al pubblico (74%), per la qualità del servizio allo sportello gli utenti si sono dichiarati molto soddisfatti (88%).

Per il servizio di informazioni tramite accesso telefonico il 28% degli utenti che ha aderito all’indagine ha usufruito del servizio e si dichiara molto soddisfatto.

Il servizio di informazioni telefoniche dell'ufficio Protocollo supporta il cittadino in diversi aspetti: individuare l’ufficio competente, il funzionario responsabile, i tempi di risposta o i tempi del procedimento, ricevere lamentele o segnalazioni in caso eventuale mancata risposta o ritardo, informare sugli orari di apertura al pubblico degli uffici.

Molte informazioni sono comunque disponibili e sono facilmente reperibili on line in autonomia da parte degli utenti, con un risultato positivo in termini di capacità di comunicazione e semplificazione da parte dell’ente.

Sulla valutazione complessiva del servizio è stato espresso un giudizio positivo da parte di tutti gli utenti che hanno partecipato all’indagine.

Il Centro Servizi Territoriale della Provincia di Lecco, in collaborazione con PADigitale spa, propone agli enti aderenti alcuni corsi gratuiti, che si terranno presso la sala Consiliare della Provincia di Lecco, in piazza Lega Lombarda 4 a Lecco:

mercoledì 5 settembre dalle 9.30 alle 12.00 terzo e ultimo incontro formativo sull’ANPR:

  • Ripasso delle funzioni integrate URBI – ANPR
  • Dibattito e quesiti

martedì 18 settembre dalle 9.30 alle 12.00 incontro sulla Contabilità:

  • Contabilità economico patrimoniale
  • Inventario
  • Iter liquidazione fatture

martedì 25 settembre dalle 9.30 alle 12.00 incontro sull’Area Segreteria:

  • Contratti
  • Creazione XML e Conservazione
  • Atti Amministrativi
  • Protocollazione automatica lettera di convocazione
  • Protocollazione pacchetto atto amministrativo
  • Protocollo
  • Fascicolazione
  • Funzionalità "rispondi in todolist"

Per iscrizioni: 0341 295296, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A seguito dell’Assemblea del 7 maggio scorso, durante la quale è stato descritto il percorso di adeguamento alle Linee guida ANAC 8 da parte degli enti aderenti al CST, è stata trasmessa la scheda per la rilevazione dei servizi del CST per il 2019.

Agli enti aderenti è stato chiesto di compilare tutti i campi previsti con particolare riferimento ai software gestionali. La scelta del software gestionale deve essere effettuata in conformità con quanto previsto dal Codice degli Appalti e in particolare dalle Linee guida 8 relative all’infungibilità del software gestionale scelto.

Per agevolare l’attività degli enti, il CST ha predisposto un’ipotesi di percorso da realizzare per adeguarsi alle prescrizioni normative.

La scheda 2019, insieme alla relazione dovrà essere sottoscritta con firma digitale e restituita tramite PEC entro il 10 settembre 2018 indicando un referente operativo che il CST può contattare per eventuali integrazioni.

Il CST, in seguito alla comunicazione dei software gestionali individuati in autonomia e dichiarati infungibili, procederà attraverso manifestazione di interesse a individuare gli operatori economici tenuti ai servizi di manutenzione e aggiornamento dei software gestionali.

Inoltre agli enti è stata chiesta un’attenta programmazione delle esigenze per il 2019, in modo da permettere al CST di effettuare un’unica procedura come previsto dalla convenzione entro il 31 dicembre 2018.

Per ulteriori informazioni: 0341 295304/318/506.

Dalle tabelle Consip emerge che per gli acquisti informatici degli enti locali è possibile utilizzare il Mepa (strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip.). Si chiede se sia sufficiente procedere con rdo o gara secondo gli importi sul Mepa. Per quanto riguarda le convenzioni Consip su prodotti diversi da forniture specifiche (carburanti, energia ecc) ad esempio efficientamento pubblica illuminazione si chiede se sia possibile aderire con eventuale personalizzazione senza procedere a nuova gara.

Va ricordato che sul Mercato Elettronico della PA (MEPA) le Amministrazioni possono acquistare beni o servizi di valore inferiore alla soglia comunitaria tramite due alternativi canali d’acquisto e cioè o tramite Ordini Diretti d’Acquisto (ODA) o tramite Richieste di Offerta (RDO).

Con gli ODA, l’Amministrazione acquista il bene/servizio direttamente dal Catalogo del fornitore abilitato, compilando e firmando digitalmente l’apposito modulo d’ordine presente sul Portale; – Se procede con l’Ordine Diretto questo ha l’efficacia di accettazione dell’offerta contenuta nel Catalogo del fornitore, e quindi il contratto di fornitura si perfeziona nel momento in cui l’Ordine viene ricevuto e registrato nel sistema dall’Amministrazione; – La trattativa diretta si configura in sostanza come una modalità di negoziazione, semplificata rispetto alla tradizionale RDO, rivolta ad un unico operatore economico.

Tale trattativa può essere peraltro avviata da un’offerta a catalogo o da un oggetto generico di fornitura (metaprodotto) presente nella vetrina della specifica iniziativa merceologica.

Quindi non sussistendo l’esigenza di garantire pluralità di partecipazione, tale sistema non presenta le usuali e tipiche richieste di informative (criterio di aggiudicazione, parametri di peso/punteggio, invito dei fornitori, gestione dei chiarimenti, gestione delle Buste di Offerta, fasi di aggiudicazione), essendo indirizzata ad un unico Fornitore (dal punto di vista normativo il fondamento va individuato nella disciplina dell’ affidamento diretto, con procedura negoziata di cui ai sensi dell’art. 36, comma 2, lettera A) del codice dei contratti pubblici e della procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando, con un solo operatore economico, di cui all’art.63 d.lgs. 50/2016 (per importi fino al limite della soglia comunitaria nel caso di beni e servizi, per importi fino a 1 milione di € nel caso di lavori di manutenzione).

Con le Richieste d’Offerta (RDO), invece, l’Amministrazione individua e descrive i beni/servizi che intende acquistare, invitando i fornitori abilitati a presentare le specifiche offerte che saranno oggetto di confronto concorrenziale.

Il sistema predispone automaticamente una graduatoria delle offerte ricevute sulla base dei criteri di valutazione scelti dall’Amministrazione appaltante, che aggiudicherà la fornitura all’offerta risultata prima in graduatoria (in particolare ai sensi dell’art. 52 delle Regole di E-procurement della PA (disponibili sul Portale www.acquistinretepa.it), il Contratto di fornitura che segue ad una RDO si intende validamente perfezionato nel momento in cui il Documento di Accettazione dell’Offerta, sottoscritto digitalmente, risulta caricato a sistema dall’ente aggiudicatore.

Per quanto attiene all’altra problematica posta relativa all’efficientamento del servizio di pubblica illuminazione si rileva che, come osservato dall’ANAC, con il Comunicato del Presidente del 14.12.2016, trattasi di un servizio pubblico locale avente rilevanza economica ed il cui affidamento, come tale, risulta assoggettato “alla disciplina comunitaria, mediante procedure ad evidenza pubblica (cd. esternalizzazione), attraverso l’appalto di lavori e/o servizi, la concessione di servizi con la componente lavori, il project financing ovvero il finanziamento tramite terzi (FTT).

Resta salvo l’affidamento ad una società mista pubblico- privata, nonché l’affidamento diretto a società a totale capitale pubblico corrispondente al modello cd. in house providing.

Inoltre, la scelta sulla gestione del servizio di pubblica illuminazione deve essere preceduta dalla pubblicazione della relazione di cui all’art. 34, comma 20, del D.L. 179/2012, da cui risultino le ragioni della sussistenza dei requisiti previsti dall’ordinamento europeo per la forma di affidamento prescelta”

Nell’ambito delle proprie attività a supporto degli enti aderenti, il Centro Servizi Territoriale della Provincia di Lecco organizza un corso di web writing per fornire consigli pratici a chi scrive per il web, invitando a ragionare sul modo di esprimersi.

Alla base del corso c'è la convinzione che è possibile un nuovo modo di "parlare" e di scrivere della pubblica amministrazione, per migliorare l’interazione con i cittadini.

Attraverso brevi esercitazioni individuali e di gruppo il corso vuole aiutare i partecipanti a trovare percorsi creativi per la loro situazione organizzativa, attivando collaborazioni virtuose.

Il corso si terrà presso la sala Consiliare della Provincia di Lecco, in piazza Lega Lombarda 4, e sarà tenuto dal dott. Nicola Turilli, responsabile della Rete dei servizi di informazione, comunicazione e partecipazione del Comune di Lecco, e dal dott. Samuele Biffi, giornalista dell’Ufficio Stampa della Provincia di Lecco, con il seguente programma:

Mercoledì 26 settembre 9.00/13.00

  • Come scriviamo oggi?
  • Perché scrivere semplice, forte e chiaro?
  • Tecniche di scrittura per il web
  • Il contenuto, lo stile, l’organizzazione della pagina
  • Testi, immagini, ipertesto
  • Criteri di usabilità
  • Requisiti di accessibilità

Mercoledì 3 ottobre 9.00/13.00

  • Le parole, il linguaggio, il burocratese, il tecnichese (effetti pratici della comunicazione)
  • La scrittura efficace (poche regole... come bussola)
  • Istruzioni sul content management system di Joomla! e di Wordpress
  • L’identificazione dei destinatari, la leggibilità, la comprensibilità, la revisione
  • Come scrivere un articolo, come creare un documento, come inserire immagini, tabelle, link, page break

Mercoledì 10 ottobre 9.00/13.00

  • Bad news... best practices
  • Le "nostre" regole di stile
  • Come ci organizziamo?
  • Linee guida di design dei siti web della PA
  • Siti web e social network

La partecipazione al corso è gratuita per gli Enti aderenti al CST e al termine verrà rilasciato l’attestato di partecipazione.

Adesioni entro venerdì 7 settembre all’indirizzo mail e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per ulteriori informazioni:

  • dott. Nicola Turilli - 0341 481412
  • dott. Samuele Biffi - 0341 295323
  • dott.ssa Luciana Rondalli - 0341 295318

Le linee guida sul design dei servizi web della PA – emanate nel 2016 dall’AgID – hanno creato fermento tra le pubbliche amministrazioni che – purtroppo molto lentamente – le stanno accogliendo offrendo ai propri cittadini una comunicazione più immediata, trasparente e alla portata di tutti.

Tra i Comuni che per primi hanno abbracciato le nuove norme spicca il comune di Valmontone, nel Lazio, che oggi presenta ai suoi oltre sedicimila abitanti un sito dal look rinnovato, intuitivo e nel pieno rispetto non solo delle linee guida AgID ma anche di quelle per i siti web PA previsti dall’art. 4 Direttiva n. 8 del 26/11/2009.

Sposare la vision dell’Agenzia per l’Italia Digitale ovvero quella di uniformare i siti della Pubblica Amministrazione sia da un punto di vista grafico che tecnologico, significa fare un grande passo avanti sia nella trasparenza che nella comunicazione verso i singoli cittadini, oltre contribuire a colmare il divario con i principali paesi europei.

Giuseppe Orefice, CEO della Golem ICTsoftware house che ha curato il passaggio al nuovo sito – ci parla dei punti di forza di questo progetto:

“La nostra mission è: predisporre i contenuti affinché rispondano alle necessità dei cittadini. Sappiamo che oggi almeno il 73% degli utenti usano internet dal proprio smartphone e nell’88% dei casi non ritornano su un sito che non funziona o funziona male sul proprio telefono. I nostri siti, full responsive e usabili, contribuiscono ad abbassare notevolmente questa percentuale.

Inoltre – continua Orefice – il sito è progettato per aiutare il cittadino nel trovare agevolmente tutte le principali informazioni del suo Comune come orari, uffici, modulistica, organi di governo.

Infine i nostri siti – predisposti anche per una successiva integrazione con l’APP mobile da noi progettata per le PA – si presentano come un ottimo strumento anche per incentivare il turismo dato che propongono sezioni dedicate ed eventi calendarizzati per non perdere nessun appuntamento.”

Al lancio del nuovo sito istituzionale, seguirà – da parte della Golem ICT – una fase di supporto e formazione per gli addetti comunali , così come anche assistenza tecnica e informatica per sfruttare al meglio le potenzialità della nuova tecnologia Open Data.

Menzione speciale va alla sezione Amministrazione Trasparente , prodotto che ha reso in chiave informatica quanto indicato nell’allegato 1) della delibera ANAC 1310/2016 interamente integrata al sito con maschere preformate che guidano l’operatore ad una pubblicazione nel rispetto degli obblighi vigenti. Non un semplice menu, quindi, che rispetti le voci previste dalla legge ma una vera e propria guida online (wizard) che supporta l’operatore, riducendo al minimo i margini d’errore.

Il sito web istituzionale di un Ente è diventato lo strumento primario per gli adempimenti normativi previsti per legge e di pubblicità legale oltre che il mezzo principale di informazione e comunicazione con il cittadino. Sebbene non obbligatorio – lo ricordiamo – il passaggio ai nuovi siti web istituzionali risulta fondamentale al fine di facilitare l’orientamento del cittadino.

Mercoledì 1 agosto dalle 9.30 alle 12.00, presso la sala 1° maggio al primo piano della sede della Provincia di Lecco in corso Matteotti 3, si terrà un incontro formativo e operativo per la pubblicazione dei Dataset sul portale regionale, promosso da Easy Gov per i Comuni del CST che hanno aderito al progetto Open Data: Barzio, Carenno, Vercurago.

Le pubbliche amministrazioni potranno fare domanda per chiedere la qualificazione delle proprie infrastrutture tramite una piattaforma online fornita dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

L'Agenzia per l'Italia Digitale ha messo a punto la piattaforma online che le pubbliche amministrazioni potranno utilizzare per chiedere la qualificazione dei propri cloud service provider (CSP). “Presto - informa una nota - sarà disponibile anche quella riservata ai fornitori di servizi Software as a service (Saas) della PA”.

I soggetti pubblici e privati che intendono qualificarsi ed entrare così nel Marketplace cloud della PA - prosegue la nota - dovranno dimostrare di possedere una serie requisiti organizzativi, di sicurezza, di performance e scalabilità, interoperabilità e portabilità fissati dalla circolare Agid n. 2 del 9 aprile 2018 .

Il percorso di qualificazione dei fornitori CSP e Saas della PA rientra nella strategia Cloud della Pa , delineata da Agid in coerenza con gli obiettivi del Piano triennale per l’informatica pubblica 2017-19, per favorire l’adozione del modello del cloud computing nelle amministrazioni italiane.

La finalità è quella di creare un Marketplace Cloud della PA dove le pubbliche amministrazioni potranno acquistare servizi e infrastrutture cloud qualificati con caratteristiche omogenee e che rispettino elevati standard di sicurezza, efficienza ed affidabilità.

A partire dal 20 novembre 2018, le amministrazioni saranno tenute ad acquisire esclusivamente servizi cloud qualificati da Agid presenti nel marketplace.

Per ricevere ulteriori informazioni sulle procedure di qualificazione, gli operatori interessati possono inviare una mail all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Mercoledì 5 settembre dalle 9.00 alle 12.00, presso la sala Consiliare della Provincia di Lecco in piazza Lega Lombarda 4, si terrà una nuova sessione del corso su ANPR a cura di Padigitale.

“L’Incapacità di applicare le norme e l’assenza di monitoraggio impediscono di raggiungere gli obiettivi di trasformazione inseguiti da anni e hanno un profondo impatto anche nell’ambito della gestione e della tenuta degli archivi digitali”. Così Mariella Guercio nell’ambito di una riflessione pubblicata su Agenda Digitale.

La gestione e la tenuta degli archivi digitali è un ambito che continua a essere penalizzato in Italia. Da un lato dalla mancata adozione di misure organizzative approvate da due decenni, ribadite alcuni anni fa e applicate poco e male in molte amministrazioni, dall’altro dalla inefficienza dell’attuale modello di conservazione digitale a norma.

A pesare sulla realizzazione degli obiettivi di trasformazione digitale di cui si discute da anni, oltre a una sempre più limitata capacità di applicare le norme in vigore, anche quando si tratta di disposizioni ragionevoli e sostenibili, anche l’affievolirsi delle attività di controllo e monitoraggio da parte delle attività competenti...

Il CST delle Provincia di Lecco e Padigitale hanno avviato l’attività di subentro dell’ANPR, che ha già riguardato i Comuni di Carenno, Paderno d’Adda e Monte Marenzo.

L’attività riprenderà a settembre e a ottobre con gli interventi già pianificati per i Comuni di Calco, Calolziocorte, Casargo, Esino Lario, Introbio, Lecco, Lierna, Pasturo, Perledo, Primaluna, Taceno e Vercurago.