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News dal CST

Nuovo tesoriereLa sezione delle autonomie della Corte dei conti chiude il microcosmo normativo del dissesto: riconosciuta la piena e non limitata competenza dell’Osl al riconoscimento dei debiti fuori bilancio ai fini della formazione della massa passiva e del piano di rilevazione.

Con la recente deliberazione 12/2020/qmig, depositata appena il 20 luglio scorso, la Sezione delle Autonomie della Corte dei conti, pronunciandosi sulla questione di massima posta dalla Sezione regionale di controllo per la Campania con la deliberazione 57/2020/PAR, enuncia il seguente principio di diritto: “Per i debiti fuori bilancio rinvenienti da atti e fatti di gestione verificatisi entro il 31 dicembre precedente a quello dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, non assume carattere indefettibile la previa adozione della deliberazione consiliare di riconoscimento, spettando all’organo straordinario di liquidazione ogni valutazione sull’ammissibilità del debito alla massa passiva.”

Contenuti:

  1. Riconoscimento dei debiti fuori bilancio: il parere della Corte dei Conti
  2. I quesiti riformulati in un unico interrogativo
  3. Una rilettura della disciplina normativa
  4. Le disposizioni del Tuel rivisitate
  5. L’articolo 254 del Tuel
  6. Un “microsistema extra ordinem”
  7. Lo scopo della procedura di dissesto
  8. Conclusioni

 

archivio

Con la sentenza numero 10 del 2 aprile scorso, il Consiglio di Stato si è espresso su una controversia in materia di accesso agli atti della pubblica amministrazione, fornendo chiarimenti interpretativi sull’istituto dell’accesso generalizzato. Un editoriale a firma di Giulia Barrera su Il Mondo degli Archivi contestualizza il pronunciamento e ne presenta i contenuti.

 

Decreto Cura ItaliaIl testo approvato definitivamente e diventato legge è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, diventando la Legge dello Stato 77/2020.

Si prevedono interventi per un valore di 55 miliardi di euro per limitare l’impatto economico dell’emergenza sanitaria su imprese, lavoratori con partite Iva, dipendenti, famiglie e terzo settore.

Nella nota di lettura Anci-Ifel le principali norme di interesse per i Comuni.

In particolare, in materia di finanza locale si segnalano le seguenti disposizioni di maggior interesse:

  • Assegnazione di fondi a ristoro delle perdite di gettito da emergenza (articoli 106, 177, 180 e 181)
  • Proroga dei bilanci (articolo 106, comma 3-bis)
  • Proroga dei termini per alcuni adempimenti, affinché acquistino efficacia, dalla data di pubblicazione, le delibere e i regolamenti concernenti i tributi comunali diversi dall’imposta di soggiorno e dall’IRPEF (articolo 106, comma 3-bis)
  • Fondo per i comuni in stato di dissesto finanziario (articolo 106-bis)
  • Anticipazioni risorse Province e Città metropolitane (articolo 108)
  • Rinvio termini bilancio consolidato (articolo 110)
  • Fondo per i comuni ricadenti nei territori particolarmente danneggiati dall’emergenza sanitaria da COVID-19 (Province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza e altri territori interessati da ordinanze di chiusura regionali, articoli 112 e 112-bis)
  • Variazioni di bilancio in esercizio provvisorio a cura della giunta e esclusione rendicontazione contributi e trasferimenti ex articolo 158 Tuel (articolo 112-bis, comma 4)
  • Semplificazione rinegoziazione mutui (articolo 113)
  • Differimento dei termini per l’avvio lavori, oggetto dei contributi per interventi di messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l’abbattimento delle barriere architettoniche (articolo 114)
  • Deroghe alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale (articolo 114-bis)
  • Liquidità a sostegno dei pagamenti dei debiti commerciali (articoli 115-116)
  • Assunzioni di personale enti in dissesto (articolo 118-bis)
  • infine Riduzione aliquote e tariffe degli enti territoriali in caso di pagamento mediante domiciliazione bancaria (articolo 118-ter)

Altre disposizioni riguardano: personale, Tpl, amministratori locali, scuola, sociale, procedimenti amministrativi, altre norme fiscali e finanziarie, misure economiche a sostegno dei lavoratori, salute e sicurezza, sostegno alle imprese e all’economia, aiuti all’economia, disabilità e famiglia.

 

agid

In occasione della pubblicazione da parte di AgID delle linee guida finalizzate a fare in modo che i beni e i servizi informatici acquistati dalle pubbliche amministrazioni rispondano a opportuni livelli di sicurezza, in un articolo di Agenda Digitale un'analisi di Francesco Porzio analizza i contenuti del documento che non vogliono essere solo meri consigli, ma parte delle regole tecniche e di indirizzo per l’attuazione del Codice dell’Amministrazione digitale previste dall’articolo 71.

Tra gli argomenti trattati:

  • Un manuale per la sicurezza del procurement
  • I contenuti delle Linee Guida
  • Le indicazioni per AgID
  • Le centrali di committenza

 

spid

Il Comune di Lecco ha riattivato il servizio in presenza del rilascio dello Spid per i cittadini di Lecco e del territorio provinciale.

Il servizio Comunicazione rilascerà lo Spid ogni mercoledì dalle 9 alle 12.30 solo a seguito di prenotazione e nel rispetto delle misure di prevenzione e sicurezza.

Per richiedere un appuntamento è possibile telefonare ai numeri 0341 481412 - 243 - 397 oppure scrivere una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

A breve sarà disponibile anche la prenotazione online sul portale dei servizi del cittadino, con userID e pw.

Per ulteriori informazioni

 

webinar

Martedì 14 luglio dalle 12:00 13:15 si svolgerà il webinar Erogare servizi online.

Descrizione

Il Codice dell’amministrazione digitale attribuisce a chiunque il diritto di fruire in forma digitale dei servizi erogati on-line dalle pubbliche amministrazioni. Al fine di garantire appieno l’esercizio di tale diritto il dipendente pubblico è chiamato a conoscere e applicare i princìpi guida e le principali piattaforme abilitanti (pagoPA, FatturaPA) a supporto dell’erogazione dei servizi on-line a cittadini e imprese, così come l’obbligo di consentire al cittadino di esprimere il proprio grado di soddisfazione in merito ai servizi fruiti.

Il webinar fa parte del ciclo di seminari online Competenze digitali PA – dal Syllabus alla formazione, che offre al personale pubblico l’opportunità di:

  • conoscere le competenze digitali definite a livello nazionale con il Syllabus
  • comprendere i motivi della loro rilevanza e necessaria diffusione in tutte le PA
  • ottenere informazioni utili su come affrontare il percorso per acquisirle

In questo webinar, in particolare, verranno illustrati i temi chiave della Competenza 4.2 Erogare servizi online, distribuiti nei tre livelli di padronanza previsti (base, intermedio e avanzato). Sarà inoltre presentata una esperienza di utilizzo degli strumenti di assessment grazie alla testimonianza di una delle amministrazioni che hanno aderito alla fase Pilota.

I webinar, che si svolgono ogni martedì a partire dal 12 maggio 2020, sono organizzati dal Dipartimento della funzione pubblica, in collaborazione con Formez PA nell'ambito del Progetto Supporto allo sviluppo delle Competenze digitali per la PA finanziato dal PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020 Asse 1 - Obiettivo specifico 1.3.

Programma

12:00 Apertura lavori, Roberta Chiappe (Formez PA)

12:05 La fase Pilota: l'esperienza di INPS, Camilla Delle Donne (INPS)

12:15 Erogare servizi online, Nello Iacono (Esperto di processi di innovazione)

13:15 Chiusura

Per iscriversi

La partecipazione al webinar è gratuita, previa iscrizione su Eventi PAhttp://eventipa.formez.it/node/260907

Per partecipare

Le informazioni per partecipare al webinar sono disponibili al seguente indirizzo: http://eventipa.formez.it/node/15041

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L’ingegner Dario Strambini è il nuovo dirigente della Direzione organizzativa III Appalti e Contratti a cui fa capo il Centro servizi territoriale della Provincia di Lecco.

Prende il posto dell’ingegner Angelo Valsecchi, chiamato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per un prestigioso incarico, a sua volta subentrato alla dottoressa Barbara Funghini che ha raggiunto il traguardo della pensione e ha dato la sua disponibilità a collaborare volontariamente con la Provincia di Lecco fino al 31 dicembre 2020 per completare alcune progettualità e pratiche in corso, in particolare la procedura di gara relativa al Project Financing del Cst.

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Nell'ambito delle iniziative correlate al Progetto Interreg GIOCOnDa, la Provincia di Lecco ha partecipato all'evento on line Data Talks with women in "Dati Aperti”, svoltosi mercoledì 8 luglio, un approfondimento sugli open data quale occasione di diffusione della conoscenza degli open data in una panoramica di respiro europeo. 

All'evento, a cura di EU European Data Portal and Support Centre of Data Sharing SCDS, che opera nell'ambito della ricerca in materia di open data, condivisione dei dati e temi tecnologici complessi inerenti l'accesso e la distribuzione dei dati, ha partecipato come relatrice anche Francesca De Chiara di FBK, partner del Progetto Interreg GIOCOnDa.  

Di particolare interesse, fra i temi affrontati, l'importanza di una cultura open data diffusa e condivisa sia a livello europeo, sia nelle varie articolazioni amministrative dei diversi Stati e l'impatto che gli open data sono in grado di generare anche rispetto alla trasformazione digitale.

Il Portale europeo dei dati raccoglie e mette a disposizione dati e informazioni del settore pubblico disponibili su portali di enti pubblici di vari paesi europei.

Il progetto GIOCOnDa è co-finanziato dall’Unione europea, Fondo europeo di sviluppo regionale, dallo Stato italiano, dalla Confederazione elvetica e dai Cantoni nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera.

interregLa Provincia di Lecco partecipa in qualità di partner al Progetto Interreg GIOCOnDa  nato dall'interesse per le informazioni che le pubbliche amministrazioni possiedono, con lo scopo di valorizzare il patrimonio informativo pubblico favorendo la condivisione, l'interoperabilità e la diffusione dei dati al fine di rendere le informazioni aperte e fruibili.

Nell'ambito di questo Progetto l'Infopoint ha già realizzato un'attività per utilizzare in formato open, cioè modulabile e rielaborabile, un dataset con le informazioni relative alle strutture ricettive in provincia di Lecco, dal quale è possibile realizzare mappe e storie.

Villa Monastero sta lavorando nella stessa direzione per rendere più fruibili i dati sul numero dei visitatori.

Si tratta di due esempi relativi al turismo ma gli open data vengono applicati anche negli ambiti più diversi (es. fiere, veicolilavoro).

Per conoscere l'interesse e le esigenze degli utenti rispetto agli open data vi chiediamo di farci sapere la vostra opinione sugli open data compilando un breve questionario di rilevazione, che è aperto a tutti i cittadini, cliccando QUI.

 

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Il riconoscimento dell’importanza del digitale e la spinta ai fini della valorizzazione delle professioni, vecchie e nuove, dell’informazione e della comunicazione pubblica.

Questi i principali spunti sulla Riforma della comunicazione delle pubbliche amministrazioni forniti nel nuovo documento di indirizzo consegnato alla ministra Fabiana Dadone.

Ci sarà maggiore attenzione, di conseguenza, sulle competenze più innovative, il collegamento con le università e nondimeno il focus sullo smart working che impatta in maniera decisiva su chi è impegnato in questo specifico ramo delle Pa.

Queste sono alcune delle direttrici chiave su cui dovrà basarsi la tanto attesa riforma della legge 150 del 2000. Il testo dedicato alla comunicazione istituzionale da cui scaturirono, esattamente 20 anni fa, gli istituti del portavoce e dell’Ufficio stampa per l’informazione e dell’Urp per la comunicazione.

Il Gruppo di lavoro insediato presso la Funzione pubblica nel gennaio scorso e guidato da Sergio Talamo, direttore Comunicazione e relazioni esterne del FormezPA, ha consegnato al Ministro Fabiana Dadone il documento finale di indirizzo.

Il documento è frutto della discussione con stakeholder qualificati che vanno dall’Ordine dei giornalisti a Ferpi, dal Fnsi a ComPubblica e PASocial. Nonché dalle rappresentanze delle università e delle associazioni che fanno parte dell’Open government partnership fino a interlocutori istituzionali come Anci e Conferenza delle Regioni.

Così è intervenuta Fabiana Dadone sull’argomento: “La riforma della comunicazione pubblica e istituzionale che vogliamo impostare è attesa da molto tempo. E si innesta con un ruolo di primaria importanza in seno alla nostra strategia complessiva di apertura delle Pa ai cittadini. Nonché di centralità della persona nel rapporto con le amministrazioni. Una rivoluzione copernicana che non può non vedere la tecnologia e il digitale come strumento primario, leva e motore di un ribaltamento di prospettiva.

Un cambiamento profondo incoraggiato e governato da una multiformità di professionalità. Con nuove competenze sulle quali dobbiamo puntare in modo deciso, così da rendere la macchina dello Stato sempre più alleata del Paese”.

 

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Il GDPR a due anni dall’entrata in vigore ha raggiunto la maggior parte degli obiettivi preposti, ma non ha ancora concretizzato interamente il proprio potenziale relativamente alle attività di enforcement: servono ulteriori progressi

A due anni dall’entrata in vigore del GDPR, il Regolamento ha dimostrato di saper rispondere adeguatamente a molte delle sfide poste dall’era digitale, ma non ha ancora realizzato appieno il proprio potenziale, soprattutto per quanto riguarda le attività di enforcement. Lo dice il bilancio della Commissione europea di fine giugno.

Indice degli argomenti

Conclusione

 

hacker

Il tavolo di lavoro promosso dal Nucleo per la sicurezza cibernetica-Nsc del Dipartimento informazioni per la sicurezza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ha diffuso le "Linee guida per la sicurezza nel procurement Ict".

Le indicazioni contenute nelle Linee guida sono rivolte sia alle Amministrazioni pubbliche che ai fornitori di beni e servizi informatici e stabiliscono obiettivi ad elevati standard di sicurezza, per le gare di acquisti di beni e sercvizi di Ict. Nelle pubbliche amministrazioni le linee guida sono rivolte a dirigenti, funzionari, responsabili delle gare pubbliche, responsabili della transizione al digitale, responsabili dell'organizzazione, pianificazione e sicurezza.

Gli obiettivi delle linee guida sono essenzialmente tre: illustrare in modo semplice la problematica della sicurezza nel procurement Ict; formalizzare definizioni e concetti legati alla sicurezza nel procurement Ict, rendendoli coerenti con la norma e con il contesto della Pubblica Amministrazione; presentare buone prassi, soluzioni già in uso, misure semplici da adottare (strumenti operativi, esempi pratici, riferimenti puntuali), per verificare il livello di sicurezza degli attuali processi di acquisizione ed eventualmente per migliorarne la qualità.

 

prevenzione corruzioneL’Autorità nazionale anticorruzione ha constatato, nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali, la prassi di alcune amministrazioni di adottare misure informatiche per impedire ai motori di ricerca web di indicizzare le pagine della sezione Amministrazione trasparente.

Indicizzazione pagine di Amministrazione trasparente

L’Anac ha richiamano le amministrazioni e gli Organismi Indipendenti di Valutazione al puntuale rispetto della normativa. Rispetto che vale anche in materia di apertura dei dati e di indicizzazione delle pagine contenute nella sezione Amministrazione trasparente.

Questo perché l’utilizzo di filtri o soluzioni similari che impediscono la ricercabilità ed il riutilizzo delle informazioni, è chiaramente contrario al perseguimento degli obiettivi generali della trasparenza amministrativa.

Il compito di vigilanza spetta a OIV ed amministrazioni proprio in quanto soggetti competenti ad attestare l’avvenuta pubblicazione dei dati.

La disponibilità dei dati in formato aperto è strettamente funzionale

  • non solo alla facilità di consultazione e riutilizzabilità
  • ma anche alla indicizzazione degli stessi

considerato il fatto che i dati pubblicati in formato non aperto ne impediscono la rintracciabilità tramite motori di ricercaweb.

Dati personali

In particolare, gli obblighi di pubblicazione dei dati personali diversi dai dati sensibili e giudiziari comportano la possibilità di una diffusione dei medesimi attraverso siti istituzionali.

Il loro trattamento segue modalità che ne consentono la indicizzazione e la rintracciabilità tramite i motori di ricerca web e il loro riutilizzo. Va sempre tuttavia considerato il rispetto dei principi sul trattamento dei dati personali.

In base alla normativa sopra richiamata vigono le regole generali dell’apertura dei dati e dell’indicizzazione delle pagine dell’Amministrazione Trasparente. Ad eccezione di taluni specifici accorgimenti da adottare in relazione alla pubblicazione di atti e documenti contenenti dati personali.

Come già detto, resta fermo il divieto di porre filtri alla loro rintracciabilità tramite motori di ricerca.

Tali regole sono strettamente connesse alla realizzazione della piena trasparenza amministrativa (che deve essere adottata anche nel settore dei Rifiuti) e alla effettiva disponibilità e riutilizzabilità dei dati pubblicati.

A questo link il testo completo della nota dell’ANAC.

 

manonskypeLa pandemia ha rivoluzionato le modalità di lavorare e i comportamenti del lavoratore, si sa. Ma quali sono stati i risultati di questa nuova – e non sempre semplice – "sperimentazione" e cosa pensa chi opera nelle pubbliche amministrazioni di quello che viene chiamato smart working ma anche lavoro da casa o lavoro da remoto?

Tra il 17 aprile e il l5 maggio FPA-Forum della pubblica amministrazione ha realizzato una indagine ricevendo risposte da 4.200 dipendenti pubblici, il 92,3% lavorava da casa e il 7,7% no. L'88%  ha dato un giudizio positivo sull'esperienza "da casa" e, di questi, il 93,6% ha detto di essere favorevole a proseguire tale modalità anche dopo l'emergenza. Il 66% si è dichiarato disponibile ad integrare smart working e rientro in ufficio. Per l'87% si è trattato di una nuova esperienza.

Vi sono, però, anche dei limiti, legati alla organizzazione del lavoro da casa e alle dotazioni tecnologiche che compete alle Amministrazioni. Ed ecco allora che il 68,3% non ha avuto formazione specifica per il lavoro da remoto, che il 68,2% del personale ha utilizzato il proprio pc, che il 77,1% ha usato il proprio cellulare e ben il 95% si è connesso tramite Internet domestico.

I dipendenti pubblici che hanno lavorato da casa hanno esplicitato anche i vantaggi: il 70% una migliore programmazione del lavoro; il 70% la continuità lavorativa; il 46% il maggiore tempo disponibile per sé e per la famiglia; il 41% una maggiore efficacia nei risultati.

 

spidTra le iniziative messe in atto per l'applicazione del Regolamento eIDAS che impone alle pubbliche amministrazioni europee di rendere accessibili i propri servizi tramite i sistemi pubblici d’identità digitale è stata realizzata una app gratuita, CIEid, grazie alla quale è possibile identificarsi in rete con la  Carta d’Identità Elettronica.

Il Regolamento eiDAS impone alle pubbliche amministrazioni europee di rendere accessibili i propri servizi tramite i sistemi pubblici d’identità digitale degli Stati Membri, fornendo una base normativa comune per interazioni elettroniche sicure fra cittadini, imprese e PA e incrementa la sicurezza e l’efficacia dei servizi elettronici e delle transazioni di e-business e commercio elettronico nell’Unione Europea.

Il percorso di adeguamento dei Paesi europei al Regolamento eiDAS in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari è quasi completato, ad oggi sono 23 gli Stati che si sono connessi al nodo eiDAS italiano.

Gli ultimi in ordine di tempo sono stati Portogallo, Finlandia e Croazia che si vanno così ad aggiungere agli altri già attivi: Austria, Danimarca, Regno Unito, Lussemburgo, Lettonia, Slovenia, Olanda, Slovacchia, Repubblica Ceca, Irlanda, Lituania, Malta, Spagna, Estonia, Svezia, Grecia, Cipro, Germania, Belgio e Norvegia.

Per promuovere la sua applicazione è stata realizzata dal Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano una app gratuita, CIEid, grazie alla quale è possibile identificarsi in rete con la  Carta d’Identità Elettronica, è ora disponibile anche sull'Apple Store, oltre che per sistemi Android.

Scarica la app CIEid dal sito del Ministero dell'Interno.

 

digitale 170711133758Alcune riflessioni sulle “tipologie dei procedimenti” integrati con le “aree di rischio” all’interno del discorso sugli obblighi di trasparenza stabiliti dall’Anac.

Non ho mai visto con favore, pur rispettandola, la decisione dell’Anac di limitare l’attestazione annuale ad alcuni degli obblighi, ma non posso non riconoscere che, mai come quest’anno, si è rivelata utile.

Infatti, grazie alla selezione di alcuni adempimenti, evidentemente trascurati, si sono messi a tema alcuni obblighi che, pur se vigenti da tempo, risultavano accantonati.

Tra questi l’obbligo di pubblicare la “tipologia dei procedimenti amministrativi”.

L’obbligo di pubblicazione della tipologia dei procedimenti amministrativi

Il primo merito della focalizzazione dell’attenzione si questo tema è la finalmente raggiunta distinzione tra procedimenti e processi.

Nella prima versione del PNA del 2013, traspariva la formazione degli autori, inesperti nelle materie giuridiche e nella organizzazione amministrativa, probabilmente più avvezzi nelle teorie del management e dell’economia aziendale.

Ciò oltre ad avere determinato la proposta di una metodologia del rischio farraginosa e approssimativa, l’individuazione di aree di rischio eccessivamente esemplificate, l’introduzione di “fogli di calcolo” come sistemi di relazione (ancora vigenti), ho portato a concentrare l’attenzione sui “processi a rischio”.

La definizione deriva dal sistema ideato per le aziende che già nel 2001 aveva introdotto con il decreto legislativo 231 un sistema analogo, ma non tiene conto che le pubbliche amministrazioni, come reca l’articolo 1 della legge 241/1990, prioritariamente e prevalentemente (quando non forniscono servizi alle persone, come nel caso della Sanità) producono “atti di natura dispositiva”, denominati “provvedimenti” che sono l’esito di un “procedimento amministrativo”.

“Procedimento”, “procedura” e “processo”

Vale dunque la pena di definire la differenza tra “procedimento”, “procedura” e “processo”. Sinteticamente si può affermare che il primo si caratterizza per la sua organizzazione formale: nasce a seguito di una istanza o per iniziativa d’ufficio, sempre formale, procede con altre documentazioni e si conclude con un atto esplicito, fatta eccezione per i casi in cui il silenzio sia ritenuto “significativo”.

Ma soprattutto, come evidenziava Massimo Severo Giannini, ciò che contraddistingue in procedimento è la contemperazione di più interessi che sono messi a confronto con “l’interesse primario”.

La procedura, invece, è un semplice atto organizzativo, di natura autoreferenziale, che ogni dirigente formalizza con un ordine di servizio per adeguare l’organizzazione interna alle esigenze di efficienza.

Il processo è molto di più. Infatti prende in esame il contesto, l’imput, l’output, l’area di gestione, gli effetti, ecc.

Ciò vuol dire che (a differenza di quanto ho visto proporre inopinatamente da un docente di una Università del nord Italia) non si tratta di tre modalità alternative di intendere l’attività lavorativa, ma di diverse prospettive che, tutte insieme, aiutano ad avere una visione integrata e sistemica, necessaria ad ogni analisi.

Per fare un esempio, un procedimento può portare a conseguenze diverse se segue procedure errate o se il processo di lavoro è affidato a risorse diverse o diverse condizioni contestuali.

È utile non perdere di vista le tre diverse prospettive e avvertirle come punti di vista diversi ma necessari.

Una sorprendente inadeguatezza

Ebbene, quest’anno, ponendo l’attenzione sui “procedimenti amministrativi”, finalmente si è concentrata l’attenzione sull’essenza della maggior parte delle pubbliche amministrazioni (soprattutto gli enti locali) e svelata una sorprendente inadeguatezza.

Scorrendo tra i siti web degli enti, anche quelli di maggiore notorietà, si nota una diversità di esposizione delle informazioni, l’incompletezza di riferimenti utili o persino la ridondanza di informazioni con l’elencazione, tra i procedimenti, di qualsiasi attività, anche di tipo contrattuale o semplicemente operative, non di natura provvedimentale.

Sull’argomento non si può dare alcuna colpa al legislatore e nemmeno all’Anac. L’elencazione dei procedimenti amministrativi corrisponde a un obbligo che risale al 1990 e la loro declinazione è dettagliata in modo preciso all’articolo 35 del decreto legislativo 33/2013.

Ciò che viene richiesto non è quello di elencare le attività di ogni ufficio, ma di intraprendere un percorso inverso, partendo dai provvedimenti (in senso stretto) che vengono emanati ed elencare le informazioni utili ai cittadini e necessarie per produrre un’istanza o per essere tutelati, se necessario.

La tabella con l’elencazione delle informazioni

L’elencazione delle informazioni da riportare sul sito è descritta, nell’articolo 35, in modo dettagliato:

a) una breve descrizione del procedimento con indicazione di  tutti i riferimenti normativi utili

in diversi enti questa informazione si esaurisco con l’indicazione della denominazione dell’atto finale. Sarebbe utile, invece, descrivere le finalità del procedimento, oltre ai riferimenti normativi

b) l’unità organizzativa responsabile dell’istruttoria

Di solito viene indicato. Può tornare utile aggiungere le informazioni che consentano di raggiungere l’ufficio (email telefono ecc) assolvendo gli obblighi previsti più avanti

c)  il  nome  del  responsabile l’ufficio del procedimento, unitamente ai recapiti telefonici e alla casella di posta elettronica istituzionale, nonché, ove diverso, l’ufficio competente all’adozione del provvedimento finale, con l’indicazione del nome del responsabile dell’ufficio, unitamente ai rispettivi recapiti telefonici e alla casella di posta elettronica istituzionale

si tratta di informazioni che potrebbero essere aggregate con il punto precedente e riportate in modo automatico in ogni procedimento, se l’ufficio non è diverso

d) per i procedimenti ad istanza di parte, gli atti e i documenti da allegare all’istanza e la modulistica necessaria, compresi i fac-simile per le autocertificazioni, anche se la  produzione a corredo dell’istanza è prevista da norme di legge, regolamenti o atti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, nonché gli uffici ai quali rivolgersi per informazioni, gli orari e le modalità di accesso con indicazione degli indirizzi, dei recapiti telefonici e delle caselle di posta elettronica istituzionale, a cui presentare le istanze

queste informazioni sono tra le più carenti. Risultano invece molto utili e possono alleggerire gli uffici impegnati nei rapporti con i cittadini

e) le modalità con le quali gli interessati possono ottenere le informazioni relative ai procedimenti in corso che li riguardino

questo è un ambito oggettivamente di difficile soluzione se l’ente non ha adottate un sistema di tracciabilità automatica delle pratiche in corso. L’informazione, quindi si riduce all’indicazione dell’Ufficio responsabile dell’istruttoria

f)  il termine fissato in sede di  disciplina  normativa  del Capo V  procedimento per la conclusione con l’adozione  di  un  provvedimento espresso e ogni altro termine procedimentale rilevante

è un’informazione, di solito, riportata correttamente in tutti gli enti

g) i procedimenti per i quali il provvedimento dell’amministrazione può essere sostituito da una dichiarazione dell’interessato, ovvero il procedimento può concludersi con il silenzio assenso dell’amministrazione

è un ambito che potrebbe essere valorizzato in modo automatico poiché, per la maggior parte dei procedimenti il silenzio equivale a inadempimento e non è consentita alcuna dichiarazione sostitutiva del provvedimenti richiesto

h) gli strumenti di tutela, amministrativa e giurisdizionale, riconosciuti dalla legge in favore dell’interessato,  nel  corso  del procedimento e nei confronti del provvedimento finale ovvero nei casi di adozione del provvedimento oltre il termine predeterminato per  la sua conclusione e i modi per attivarli

è uno degli ambiti più carenti che potrebbe contenere, anche ripetuta, l’informazione relativa all’attivazione del funzionario sostitutivo, meglio se con il link a un modello

i) il link di accesso al servizio on line, ove sia già disponibile in rete, o i tempi previsti per la sua attivazione

certamente è un ambito non ancora diffuso, ma in fase di estensione

l) le modalità per l’effettuazione dei pagamenti eventualmente necessari, con le informazioni di cui all’articolo 36

dovrebbe contenere ke informazioni sui costi e sulle modalità di pagamento, preferibilmente aggiornate, altrimenti è opportuno rimandare all’ufficio competente

m) il nome del soggetto a cui è attribuito, in caso di inerzia, il potere sostitutivo, nonché le modalità per  attivare tale potere, con indicazione dei recapiti telefonici e delle caselle di posta elettronica istituzionale

È opportuno che sia sempre indicato

Dobbiamo, dunque, alla nuova griglia predisposta dall’Anac la “riscoperta” di questo articolo a cui è seguita la corsa di molti enti verso l’adempimento, in modo da non risultare inadempiente rispetto agli obblighi di trasparenza.

Tipologie dei procedimenti integrati con le aree di rischio

È un ‘occasione ottima per fare una ricognizione dei propri procedimenti. Ma poiché l’intendimento dell’Autorità (da condividere pienamente) è quello di mappare tutti i “procedimenti” ai fini della prevenzione della corruzione, tornerebbe utile che ogni procedimento sia inquadrato all’interno delle aree di rischio del piano di prevenzione.

Ciò faciliterebbe sia l’individuazione dei processi, sia la loro analisi, sia l’individuazione degli ambiti di rischio che, a giudizio di chi scrive, dovrebbero essere individuati per “area di rischio” prima che per “processo”, lasciando a questi ultimi soltanto eventuali integrazioni.

Tale compito potrebbe essere facilitato con l’aggiunta di una “area di rischio” denominata “Accesso, trasparenza e partecipazione”, nella quale inserire ogni processo che abbia quella specifica finalizzazione.

A titolo esemplificativo riporto un elenco, contenuto nella banca dati di PICO-PTPC, che in questa fase prevede soltanto 30 procedimenti aggregati per area di rischio e (senza alcuna pretesa) una bozza di informazioni che possono essere riportate, nel rispetto delle prescrizioni normative.

È evidente che molte informazioni sono generiche e ripetitive o carenti, dovendo essere compilate degli enti interessati, ma ciò che ritengo interessante è l’avere unificato l’analisi del “processo” con il “dettaglio del procedimento” che certamente tornerà utile nella predisposizione del nuovo PTPC 2021-2023.

 

pagopa33Esaminando l’ultima bozza del DL Semplificazioni, inviata in bollinatura alla Ragioneria di Stato, emerge il fatto che la pubblica amministrazione dovrà “pensare in digitale”.

Le norme infatti intendono dare una spinta forte, attraverso regole chiare e scadenze da rispettare, alla trasformazione digitale del Paese.

La pubblica amministrazione deve però, tuttavia, avere il tempo di effettuare il switch-off al nuovo regime.

Per questo tra le novità del Decreto Semplificazioni un capitolo importante è dedicato anche alla proroga di PagoPA. Scopriamo di cosa si tratta.

In pratica la bozza del “Decreto Semplificazioni” contiene una proroga dal 30 giugno 2020 al 28 febbraio 2021 del termine a decorrere dal quale i pagamenti alle pubbliche amministrazioni devono essere effettuati dai prestatori di servizi di pagamento (PSP) esclusivamente attraverso PagoPA.

Le novità intervengono direttamente sulla procedura stabilita dal Decreto legislativo 13 dicembre 2017, n.17, che aveva fissato il termine del 30 giugno scorso.

Quindi questa la nuova tempistica: non più il termine di giugno (che era già comunque passato e per cui le pubbliche amministrazioni ancora si trovano in difficoltà).

Entro il 28 febbraio 2021 la Pubblica Amministrazione deve dunque avviare i progetti di trasformazione. Quindi per il momento le amministrazioni potranno non inserire i loro servizi nell’App “IO” in caso di impedimenti tecnologici accertati dalla società pubblica PagoPA.

Chi volesse può consultare la parte relativa a PagoPA nell’ultima bozza a questo link.

Tra le altre misure introdotte dal Decreto Semplificazioni ricordiamo che il termine del 28 febbraio 2021 è previsto anche per l’accesso a tutti i servizi digitali delle Pubblica Amministrazione esclusivamente tramite l’identità digitale SPID o la Carta d’identità elettronica.

PagoPA è un sistema di pagamenti elettronici realizzato per rendere più semplice, sicuro e trasparente qualsiasi pagamento verso la Pubblica Amministrazione.

Si possono effettuare i pagamenti direttamente sul sito o sull’applicazione mobile dell’Ente o attraverso i canali sia fisici che online di banche e altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP), come ad esempio:

  • Presso le agenzie della banca
  • Utilizzando l’home banking del PSP (riconoscibili dai loghi CBILL o pagoPA)
  • Presso gli sportelli ATM abilitati delle banche
  • Oppure presso i punti vendita di SISAL, Lottomatica e Banca 5
  • Infine presso gli Uffici Postali

Il sistema pagoPA è stato realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) in attuazione dell’articolo 5 del Codice dell’Amministrazione digitale e del D.L. 179/2012, come convertito in legge.

Il D.L. 135/2018 ha poi trasferito la gestione di pagoPA alla Presidenza del Consiglio che si avvale del Commissario straordinario per l’attuazione dell’agenda digitale ed inoltre ha disposto la costituzione di una società per azioni partecipata dallo Stato che opererà sotto l’indirizzo del Presidente del Consiglio.

 

Progetto senza titoloL’adempimento, di solito previsto in primavera, quest’anno è slittato a causa dell’emergenza sanitaria. Adesso si riparte a tutti gli effetti.

Trasparenza, il monitoraggio dei nuclei di valutazione riparte, dopo la frenata per l’emergenza Covid-19.

Infatti dal 1° luglio gli organismi di valutazione possono procedere a verificare la sezione Amministrazione trasparente dei siti internet degli enti pubblici.

Un passaggio chiave per la pubblica amministrazione che riepiloghiamo in sintesi.

Le indicazioni in merito per l’anno in corso le ha fornite l’Anac con la Delibera 213/2020.

La proroga degli adempimenti è poi arrivata con il comunicato del presidente Anac del 12 marzo.

In pratica secondo i documenti citati:

  • gli Oiv o Ndv (organismi o nuclei di valutazione) sono tenuti ad attestare la pubblicazione dei dati – come indicati nella delibera 213/2020 – presenti in nella sezione di Amministrazione trasparente dei siti web istituzionali alla data del 30 giugno 2020 e non più al 31 marzo 2020
  • l’attestazione, insieme alla griglia e alla scheda di sintesi, va pubblicata nella sezione web di Amministrazione trasparente – o Società trasparente, a seconda del soggetto obbligato – entro il 31 luglio 2020 e non più entro il 30 aprile 2020

Quest’anno, inoltre, per il discorso relativo agli obblighi di trasparenza concernenti il servizio rifiuti ci sono novità: stabiliti infatti nuovi adempimenti in tema di trasparenza, per Comuni e Aziende di gestione che si occupano del servizio rifiuti.

In buona sostanza i gestori dovranno attivare tutti gli strumenti necessari per rendere accessibili e comprensibili i documenti e le informazioni agli utenti.

(Maggiori informazioni in questo approfondimento).

Le attestazioni Oiv

L’Organismo indipendente di valutazione (Oiv) è un soggetto nominato in ogni amministrazione pubblica dall’organo di indirizzo politico-amministrativo. Può essere costituito in forma collegiale con tre componenti o in forma monocratica.

In pratica monitora il funzionamento complessivo del sistema della valutazione, della trasparenza e integrità dei controlli interni ed elabora una relazione annuale sullo stato dello stesso, anche formulando proposte e raccomandazioni ai vertici amministrativi.

Le attestazioni degli Oiv, complete della griglia di rilevazione e della scheda di sintesi, saranno poi pubblicate nella sezione “Amministrazione trasparente” o “Società trasparente”.

Le associazioni, le fondazioni e gli enti di diritto privato pubblicano le attestazioni sul proprio sito web, dandone specifica evidenza nella home page.

 

UNC email truffaIl nuovo Decreto, diventato Legge 77/2020, prevede interventi per un valore di 55 miliardi di euro per limitare l’impatto economico dell’emergenza sanitaria su imprese, lavoratori con partite Iva, dipendenti, famiglie e terzo settore.

Tra i vari campi di intervento, tuttavia, trova uno spazio particolare la nuova disciplina per lo Smart Working.

La nuova normativa introduce in primo luogo la regola che per il 50% dei dipendenti della pubblica amministrazione con mansioni che possono essere svolte da casa lo smart working è prorogato fino al 31 dicembre.

Inoltre, dal 2021 ed entro la fine di ogni anno, ciascuna pubblica amministrazione elaborerà il piano organizzativo per il lavoro agile (Pola), che ha lo scopo di estendere fino al 60% la platea dei lavoratori del settore pubblico che potranno lavorare da casa.

Le ultime novità, infine, estenderebbero l’ambito di operatività dello Smart Working anche nei confronti del settore privato. Infatti sembra che il Ministero del Lavoro sia determinato a estendere anche per i lavoratori privati la possibilità di continuare a lavorare da casa. Ovviamente nel caso la tipologia di attività lo consenta.

Sono molte altre le informazioni del quale bisogna essere al corrente. Lo Smart Working, infatti, potrebbe diventare a prescindere una componente molto importante nella nostra vita professionale futura.

Per questo motivo Simone Chiarelli, dirigente di Pubblica Amministrazione locale ed esperto in questioni giuridiche di diritto amministrativo nei settori degli appalti, SUAP, e disciplina generale degli Enti locali, ha messo a disposizione un video che analizza tutte le novità sullo Smart Working.

 

gdpr1A poco più di due anni dalla sua piena applicazione, la Commissione europea ha pubblicato un rapporto di valutazione sul Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (Gdpr).

Il rapporto mostra come il Gdpr abbia raggiunto la maggior parte dei suoi obiettivi, in particolare garantendo ai cittadini Ue un solido insieme di diritti e creando un nuovo sistema europeo di governance.

Il Gdpr si è peraltro dimostrato flessibile nel supportare soluzioni digitali in circostanze impreviste come la crisi dovuta al Covid-19.

Il documento della Commissione evidenzia, inoltre, che l'armonizzazione delle legislazioni nazionali è aumentata grazie al Gdpr, sebbene permanga una certa frammentazione in alcuni ambiti (per esempio, in materia di bilanciamento fra libertà di espressione e protezione dati, o in materia sanitaria) che necessita di un monitoraggio costante.

Anche fra le aziende si fa strada la cultura della “responsabilizzazione” e l’idea che le misure a protezione dei dati personali possano costituire un vantaggio competitivo.

La relazione propone anche un elenco di azioni che coinvolgono i diversi stakeholder (Commissione, Stati membri, Autorità di protezione dati, soggetti pubblici e privati) per facilitare ulteriormente l'applicazione del Gdpr con particolare riguardo alle piccole e medie imprese. Gli obiettivi finali indicati dalla Commissione sono quelli di ridurre la frammentazione normativa (gli Stati membri sono invitati a fare la loro parte al riguardo, e la Commissione intende vigilare con attenzione su questi aspetti), nonché di promuovere e sviluppare ulteriormente una cultura europea della protezione dei dati e l'applicazione rigorosa delle norme.

Tutto ciò richiede il supporto interpretativo, e non solo, delle Autorità di protezione dati, ma anche una maggiore e più incisiva cooperazione fra le Autorità, che sono invitate a fare pienamente uso degli strumenti messi a loro disposizione dal Regolamento.

Questi, in sintesi, alcuni aspetti di particolare interesse emersi dal riesame del Regolamento Ue.

Secondo la Commissione, il Regolamento migliora la trasparenza e aumenta la consapevolezza dei diritti di cui godono le persone nell’Ue (diritto di accesso, rettifica, cancellazione, diritto di opposizione e diritto alla portabilità dei dati).

Le regole sulla protezione dei dati si sono dimostrate adeguate all'era digitale: il Gdpr ha promosso la partecipazione attiva e consapevole delle persone alla transizione digitale e favorisce un’innovazione affidabile: in particolare attraverso un approccio basato sul rischio e su principi come la protezione dei dati in base alla progettazione e per impostazione predefinita (privacy by design e privacy by default).

Le Autorità per la protezione dei dati stanno utilizzando i più forti poteri correttivi previsti dal Gdpr, dagli avvertimenti e dagli ammonimenti fino alle sanzioni pecuniarie.

Tuttavia, sottolinea la Commissione, esse devono essere adeguatamente supportate con le risorse umane, tecniche e finanziarie necessarie. Se è vero che, complessivamente, tra il 2016 e il 2019 si è registrato un aumento del 42% del personale e del 49% del bilancio per tutte le Autorità nazionali per la privacy nell'Ue, permangono forti differenze tra gli Stati membri.

Vi sono, rileva la Commissione, margini di miglioramento per quanto riguarda il sistema di governance europea della protezione dei dati, in particolare rispetto al funzionamento del cosiddetto meccanismo di “sportello unico”, in base al quale una società che svolge trattamenti transfrontalieri di dati ha una sola Autorità di protezione dei dati come interlocutore, vale a dire l'Autorità dello Stato membro in cui ha sede il suo stabilimento principale.

Tra il 25 maggio 2018 e il 31 dicembre 2019, 141 progetti di decisione relativi a reclami transfrontalieri sono stati presentati tramite lo "sportello unico", 79 dei quali hanno portato a decisioni definitive.

Su questi temi di governance sta lavorando anche l’Edpb (il Comitato europeo per la protezione dei dati formato da rappresentanti di tutti i Garanti europei) attraverso l’elaborazione di specifiche linee-guida che affrontano anche l’interpretazione e l’attuazione di aspetti chiave del Regolamento e temi emergenti.

Relativamente alla dimensione internazionale, la Commissione intende lavorare con l’Edpb alla modernizzazione di alcuni meccanismi in atto per i trasferimenti di dati personali al di fuori dell’Ue tra cui le clausole contrattuali standard, che risultano essere lo strumento più utilizzato dalle aziende ai fini di tali trasferimenti, anche alla luce degli sviluppi della giurisprudenza della Corte di giustizia.

La Commissione evidenzia, infine, la necessità di proseguire nei negoziati internazionali per valutare l’adeguatezza alle norme europee dei Paesi extra-Ue e di esplorare l’impiego di strumenti quali accordi internazionali di mutua assistenza per rendere più efficace l’applicazione del Regolamento in questi ambiti.