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Le pubbliche amministrazioni non possono diffondere on line graduatorie contenenti dati che permettano di identificare persone invalide o in stato di disagio, che per tali motivi abbiano usufruito di esenzioni o riduzioni sui pagamenti delle tasse. Lo ha stabilito il Garante Privacy con un provvedimento preso nei confronti di un Comune.

L'Autorità, intervenuta a seguito di una segnalazione - si legge in una nota - ha accertato che due graduatorie, consultabili e scaricabili liberamente da alcuni link presenti sul sito del Comune, riportavano in chiaro dati e informazioni personali di 3447 persone, ordinati in base alla situazione e economica. In particolare, nel primo elenco erano indicati nome e cognome, data di nascita, codice fiscale, numero dei componenti del nucleo familiare di 3269 persone con reddito Isee familiare fino a 8mila euro, nel secondo elenco, erano riportati gli stessi dati personali di altre 178 persone invalide al cento per cento e con Isee fino a 10mila euro.

Con il provvedimento inibitorio il Garante, in base al Codice privacy e alla normativa sulla trasparenza, ha ritenuto illecito il trattamento messo in atto dal Comune e ha vietato l'ulteriore diffusione dei dati sullo stato di salute e delle informazioni sulle situazioni di disagio economico e sociale dei beneficiari.

L'Autorità, inoltre, ha prescritto al Comune di adottare in futuro opportuni accorgimenti nella pubblicazione degli atti e dei documenti on line, allo scopo di rispettare il divieto stabilito dalla normativa di diffondere questo tipo di dati.

Con un separato procedimento il Garante valuterà gli estremi per contestare al Comune la sanzione prevista per l'illecita diffusione di dati.