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Messaggio di avviso

prevenzione corruzioneTributi locali sospesi per il Covid-19. Non intasare gli uffici tributi, costringendo i dipendenti a lavorare a pieno regime e alleggerire la pressione fiscale sui contribuenti, in un momento di forte crisi.

Sono questi gli obiettivi che si pone l’articoli 67 del decreto legge 18 del 17 marzo 2020, tramite la sospensione, dall’8 marzo al 31 maggio 2020, dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso.

La disciplina riguarda tutti gli enti impositori, quindi anche i Comuni che vedono arrestata ogni loro attività rispetto ai tributi locali, senza bisogno di deliberazioni di recepimento o atti di regolamentazione a livello locale.

A fronte del periodo di sospensione, l’articolo 67 del decreto legge 18/2020 prevede che i termini di prescrizione e decadenza relativi anche all’attività dei Comuni che spirano entro il 31 dicembre dell’anno o degli anni durante i quali si verifica la sospensione, sono prorogati fino al 31 dicembre del secondo anno successivo alla fine del periodo di sospensione.

Ciò avviene in applicazione dell’articolo 12 del decreto legislativo 159 del 24 settembre 2015 che prevede che le disposizioni in materia di sospensione dei termini di versamento dei tributi comportano, per un corrispondente periodo di tempo, relativamente alle stesse entrate, la sospensione dei termini previsti per gli adempimenti anche processuali, nonché la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza in materia di liquidazione, controllo, accertamento, contenzioso e riscossione a favore degli enti impositori.

Anche se la legge non ne parla espressamente, la sospensione dei versamenti è, di fatto, prevista, essendo una circostanza dalla quale genera la possibilità di disapplicare lo Statuto del contribuente, relativamente al divieto di prorogare termini di prescrizione e decadenza.

L’articolo 67 riguarda le attività degli enti impositori, ma si devono ritenere sospesi anche i termini dei versamenti, senza bisogno che il Comune adotti alcun provvedimento.

Oltre a quanto già osservato in merito all’articolo 12 del decreto legislativo 159/2015, la norma dev’essere interpretata secondo la ratio che l’ha generata e sarebbe contraddittorio imporre il rispetto dei termini di versamento, in piena periodo emergenziale Covid-19.

Il legislatore, poi, fa riferimento alla sospensione della riscossione, senza distinzione tra spontanea e coattiva.

Quando il legislatore ha voluto trattare in maniera differente le due tipologie lo ha fatto espressamente (vedi, ad esempio, il decreto legge 70/2011, articolo 7, comma 2, lettera gg-quater e, poi, la sua abrogazione con la manovra del governo Monti).

Trattandosi, per i tributi locali, di sospensioni operanti in forza di legge non necessita alcun espresso provvedimento da parte del Comune. Semmai può essere necessaria un’attività di corretta comunicazione nei confronti dei contribuenti.

L’Ente locale, invece, deve disciplinare, per il periodo di emergenza Covid-19, la tempistica dei versamenti relativi alle entrate non tributarie.

E’ auspicabile, infine, che il legislatore definisca in sede di conversione, i termini che riguardano gli avvisi bonari e le adesioni agli accertamenti.