Contenuto principale

Messaggio di avviso

digitale 170711133758

In rete e più in generale nella loro "dieta mediale" – tradizionale e on line – noi italiani siamo attraversati da numerosi divides: da quelli linguistici e contenutistici, da quelli di genere e di età a quelli tecnici, intendendo per questi ultimi soprattutto l'insufficienza delle abilità indispensabili per comunicare con la Pubblica Amministrazione attraverso i diversi canali digitali, effettuare transazioni e  praticare le tecnologie come occasione di evoluzione personale e collettiva, nello studio, nel lavoro, nella vita civica.

Siamo anche molto lontani dall'avere un'adeguata cognizione di come piattaforme e media sociali possano essere anche strumenti di manipolazione, di controllo, di sorveglianza, di profilazione, di intrusione nella sfera personale. Mentre il tema della consapevolezza, della sovranità sui propri dati e sul proprio "corpo digitale" è centrale per la pratica di una cittadinanza competente e consapevole.

L'etica nella gestione delle relazioni con i cittadini si traduce operativamente nella capacità delle Organizzazioni pubbliche di coniugare - nella progettazione, nella produzione, nel monitoraggio degli impatti sulla collettività – innovazione comunicativa, e quindi anche digitale, innovazione sociale, innovazione nelle forme di governance aprendosi alle comunità.

Servono dunque metodi, competenze, attitudini, vocazioni e professionalità appropriati,  per una PA che accolga in modo culturalmente non subalterno la sfida del cambio di paradigma che la rete ci ha regalato, immaginando e abilitando nuove soluzioni e proposte: la necessaria e giusta valorizzazione di una comunicazione pubblica come leva strategica di cambiamento e di innovazione può fare la differenza e ristabilire perimetri riconoscibili e riconosciuti dai cittadini.  

Le Pa, anche attraverso appropriate azioni di comunicazione e di empowerment, devono agire per limitare e gestire i rischi di nuove marginalità ed esclusioni, digitali e non: con riguardo alla comunicazione e alla partecipazione si tratterebbe di limitazione dei diritti di cittadinanza, elettronica e tout court.

E la comunicazione pubblica, la comunità dei comunicatori pubblici, assieme al sistema universitario e formativo che accompagna con la propria attività di approfondimento e ricerca l'evoluzione della disciplina, sono soggetti attivatori, co-protagonisti essenziali dei processi di trasformazione culturale e organizzativa della Pa.